tradimenti
L'università - Cap. 19 - Il bagno condiviso
01.03.2026 |
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"Sara prese un asciugamano e si asciugò lentamente, poi lo lasciò cadere a terra..."
Sara e Giulia avevano trasformato il piccolo bagno della stanza in uno spazio sacro. La doccia era stretta, appena sufficiente per due persone, ma loro la usavano come se fosse un palcoscenico privato. Quel pomeriggio, dopo una giornata di lezioni, entrarono insieme, ridendo e spingendosi come due adolescenti innamorate. Marco le seguì in silenzio, nudo, collare al collo, già in ginocchio fuori dalla porta aperta della doccia.Sara aprì l’acqua calda. Il vapore iniziò a salire, appannando lo specchio. Le due si spogliarono lentamente, baciandosi sotto il getto: labbra che si cercavano, mani che scivolavano sulla pelle bagnata, sussurri di "ti amo" che si perdevano nel rumore dell’acqua.
Marco rimase in ginocchio sul pavimento freddo del bagno, faccia rivolta verso l’alto, bocca leggermente aperta - posizione che ormai conosceva a memoria.
Sara si voltò verso di lui, capelli bagnati appiccicati al viso, un sorriso dolce e crudele.
"Apri bene la bocca, schiavo. Oggi ti laviamo noi."
Marco aprì di più. Sara si accovacciò leggermente sopra la sua faccia - non in contatto diretto, solo abbastanza vicina da mirare. Fece pipì: un getto caldo e costante che gli colpì la lingua, il palato, la gola. Marco ingoiò senza battere ciglio, sorso dopo sorso, ringraziando mentalmente ogni volta che deglutiva. Il sapore era salato, caldo, leggermente amaro - il sapore di Sara, il sapore della sua padrona.
Mentre urinava, Sara si chinò verso Giulia e la baciò appassionatamente: lingue che si intrecciavano, mani che si accarezzavano i seni bagnati. Giulia gemeva contro la bocca di Sara, eccitata dal controllo assoluto che avevano su Marco.
Quando Sara finì, si spostò di lato. Giulia prese il suo posto.
"Ora tocca a me," disse Giulia con voce tremante di eccitazione. Si accovacciò sopra la faccia di Marco, le cosce che sfioravano appena le guance di lui. Fece pipì: un getto più forte, più abbondante. Marco aprì la bocca al massimo, ingoiando tutto quello che poteva. Qualche goccia gli colò sul mento, sul petto, ma lui non si mosse: rimase fermo, devoto, mentre il liquido caldo gli riempiva la gola.
Giulia, mentre urinava, afferrò Sara per il collo e la baciò di nuovo - un bacio profondo, possessivo, pieno di passione. Sara le accarezzò la schiena bagnata, sussurrandole: "Ti amo, sei mia."
Marco continuò a bere, ringraziando con lo sguardo ogni volta che alzava gli occhi. Quando Giulia finì, si rialzò piano, lasciando che le ultime gocce cadessero sulla faccia di Marco.
Sara chiuse l’acqua. Le due uscirono dalla doccia, corpi nudi e gocciolanti. Marco rimase in ginocchio, bagnato di pipì e acqua, bocca piena del sapore misto delle due.
Sara gli accarezzò i capelli bagnati.
"Ora pulisci."
Marco si avvicinò in ginocchio. Prima leccò la figa di Sara: lingua che raccoglieva le ultime gocce di pipì residue, succhiando piano il clitoride ancora sensibile. Sara sospirò, appoggiandosi alla parete.
Poi passò a Giulia: leccò la sua figa, assaporando il misto di urina calda e umori freschi. Giulia gli afferrò i capelli, spingendolo più a fondo.
"Lecca bene, pulisci la tua padrona."
Marco obbedì, lingua profonda, succhiando ogni residuo. Quando finì, le due ragazze si guardarono, sorrisero.
Sara prese un asciugamano e si asciugò lentamente, poi lo lasciò cadere a terra.
"Ora asciugaci con la lingua. Tutto il corpo."
Marco iniziò da Sara: leccò l’acqua dal collo, dai seni, dalla pancia, dalle cosce, dal culo. Poi passò a Giulia: stessa devozione, lingua che raccoglieva ogni goccia, baciando la pelle bagnata con gratitudine.
Alla fine le due si baciarono di nuovo, nude e pulite, corpi premuti l’uno contro l’altro.
Sara guardò Marco, ancora in ginocchio, bagnato e tremante.
"Bravo, schiavo. Ora puoi asciugare il pavimento con la lingua. Dove è caduta qualche goccia."
Marco si chinò e leccò il pavimento del bagno: linoleum freddo, misto di acqua e residui di pipì. Leccò ogni punto, metodico, devoto.
Quando finì alzò lo sguardo.
"Grazie, Signora Sara. Grazie, Signora Giulia. Grazie per avermi lavato con il vostro amore. Grazie per avermi lasciato servirvi."
Sara e Giulia si abbracciarono, si baciarono piano sul letto, ignorandolo completamente.
Marco rimase in ginocchio, eccitato, umiliato, pieno del loro sapore salato.
Era esattamente dove voleva essere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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