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Le gemelle - Cap.6 - La scoperta
03.03.2026 |
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Luca spinse con ritmo deciso, cazzo che entrava e usciva dalla figa bagnata di Anna..."
Luca non riusciva più a distinguere i giorni.Il doppio gioco era diventato una droga. Ogni volta che Anna usciva - lezione, amiche, palestra - Beatrice lo chiamava. E lui andava. Sempre.
La scopava sul letto di Anna, sul divano dove Anna si accoccolava con lui la sera, in cucina mentre il caffè bolliva. Beatrice era insaziabile: voleva il cazzo in bocca mentre cucinava, nella figa contro il muro del corridoio, nel culo sul tavolo della sala. Lo faceva venire tre, quattro volte in un pomeriggio, gli succhiava il cazzo dopo che era venuto dentro di lei, gli leccava le palle mentre lui si riprendeva, gli ordinava di leccarle il culo dopo l’anal.
Ogni volta Luca si sentiva più sporco. Ogni volta tornava da Anna con il sapore di Beatrice in bocca, il cazzo ancora gonfio, e la scopava con la stessa passione, fingendo che tutto fosse normale. Anna non sospettava niente. O almeno così sembrava.
Ma Luca sentiva che qualcosa stava cambiando. Anna era più attenta, più silenziosa. Lo guardava in modo strano quando lui tornava a casa con i capelli umidi di doccia, con un segno rosso sul collo che spiegava con “ho fatto palestra”.
Luca mentiva. E ogni bugia gli pesava di più.
Una sera Anna gli disse:
"Domani ho lezione fino alle 19. Poi esco con le ragazze. Torno tardi."
Luca annuì. Dentro di sé già sapeva: Beatrice lo avrebbe chiamato alle 16.
Infatti il messaggio arrivò alle 15:45:
“Vieni. Ora. Anna è fuori. Porta il cazzo.”
Luca rispose:
“Sto arrivando.”
Arrivò alle 16:10.
La porta era socchiusa. Entrò. La casa era silenziosa. Luci basse. Odore di incenso e di sesso.
Beatrice era in camera di Anna, sul letto, nuda, gambe spalancate, dita che giocavano con il clitoride.
"Togliti tutto," ordinò senza preamboli.
Luca obbedì. Nudo, cazzo già duro.
Beatrice si mise a quattro zampe sul letto di Anna.
"Scopami da dietro. Forte. Voglio sentire il tuo cazzo fino in fondo."
Luca si avvicinò, le afferrò i fianchi, entrò con un colpo secco. Beatrice gemette forte.
"Cazzo... sì... proprio così... scopami come se fosse l’ultima volta."
Luca spinse con ritmo brutale, sudore sulla fronte, palle che sbattevano contro la figa di lei. Beatrice urlava, lenzuola strette nelle mani.
"Più forte... cazzo... riempimi"
Luca accelerò. Era vicino. Beatrice lo sentiva.
"Vieni dentro... dai... riempimi"
Proprio in quel momento la porta della stanza si aprì.
Anna.
Entrò con la borsa in mano, capelli bagnati dalla pioggia improvvisa, sorriso che morì subito sulle labbra.
Vide Luca che scopava Beatrice da dietro sul suo letto.
Vide il cazzo di Luca entrare e uscire dalla figa di sua sorella.
Vide Beatrice a quattro zambe, gemere forte, tette che dondolavano.
Anna lasciò cadere la borsa.
"Che... cazzo... state facendo?"
Luca si fermò di colpo, uscì da Beatrice, il cazzo ancora duro e lucido. Beatrice si girò lentamente, sorrise.
Luca balbettò, panico totale:
"Anna... cazzo... pensavo fossi tu!"
Anna pianse.
"Cosa?"
Luca, nudo, cazzo gocciolante, si avvicinò a lei.
"Siete identiche! Stesso corpo, stessi capelli, stessa voce... mi ha chiamato ‘amore’ come fai tu... mi ha baciato come fai tu... non mi sono accorto!"
Beatrice rise piano, ancora nuda, sdraiata sul letto.
"Ha ragione, sorellina. Non è colpa sua. Siamo troppo uguali."
Anna rimase ferma sulla soglia, lacrime che le scorrevano sul viso. Poi esplose.
"Troia!" urlò, scagliandosi contro Beatrice. La afferrò per i capelli, la tirò giù dal letto. Beatrice cadde sul pavimento, ma Anna non si fermò: le diede uno schiaffo forte sulla guancia, poi un altro. "Come cazzo hai potuto? È il mio ragazzo! Mia sorella... mia sorella mi ha tradito!"
Beatrice si riprese velocemente. Era più forte di Anna, più abituata a litigare. Si alzò di scatto, afferrò i polsi di Anna e la spinse contro il muro, immobilizzandola con il corpo nudo contro quello vestito di lei.
"Calmati, cazzo!" gridò Beatrice. "Guardalo! Guarda il cazzo del tuo ragazzo!"
Anna lottò per un secondo, poi guardò. Luca era lì, nudo, cazzo ancora duro come il marmo, lucido degli umori di Beatrice.
"Vedi? È duro. Duro per me. Non è colpa sua se non ci distingue. Siamo identiche. Guardalo... è identico a quando scopa te."
Anna pianse più forte, ma smise di lottare. Beatrice la lasciò andare, ma rimase vicina.
Luca si avvicinò, mani alzate.
"Anna... mi dispiace"
Anna lo guardò, lacrime agli occhi. "Quante volte?"
Luca abbassò lo sguardo. "Cinque... sei... non lo so."
Anna si accasciò contro il muro, piangendo.
Beatrice si avvicinò a lei, le accarezzò i capelli.
"Sorella... non piangere. È stato un gioco. Ma ora... ora possiamo giocare tutte e tre."
Anna alzò lo sguardo, rabbia mista a confusione.
"Cosa?"
Beatrice sorrise. "Voglio vedere se è vero. Se non ci distingue davvero."
Luca annuì. "Te lo giuro."
Anna scosse la testa. "No. Non voglio."
Beatrice si alzò, prese una sciarpa dal cassetto, la legò intorno ai polsi di Anna dietro la schiena.
"Devi. Per capire."
Anna lottò, ma Beatrice era più forte. La legò al letto, polsi legati alla testiera.
"Lasciami!" urlò Anna.
Beatrice ignorò. Prese un’altra sciarpa e bendò Luca.
"Ora inizia il test," disse. "Lecca. E dimmi chi sono."
Luca, bendato, si avvicinò a tentoni. Trovò la prima figa: calda, bagnata. Leccò piano. La ragazza gemette.
Poi la seconda: stessa figa, stesso sapore. Leccò. La ragazza gemette più forte.
"Anna e Beatrice."
"Sbagliato. Ci hai invertite."
Beatrice rise. "Vedi? Non ci distingue."
Anna, legata, piangeva ma gemette piano durante il leccata.
Beatrice tolse la benda a Luca.
"Ora scopaci," disse. "Tutte e due."
Luca rimase in ginocchio, nudo, cazzo duro che pulsava nell’aria. Guardò Anna, legata ai polsi alla testiera del letto, lacrime ancora sulle guance, ma il respiro accelerato, il petto che si alzava e abbassava in modo irregolare. Gli occhi di lei erano lucidi, non solo di rabbia: c’era qualcosa di nuovo, di febbrile. Eccitazione. Una perversione che le stava montando dentro, visibile nel modo in cui le cosce si stringevano leggermente, nel rossore che le saliva dal collo fino alle guance.
Luca si alzò piano, si avvicinò ad Anna. Le sfiorò la guancia bagnata di lacrime.
"Anna... mi dispiace"
Anna lo fissò, occhi verdi pieni di rabbia, gelosia, desiderio. Poi sussurrò, voce rotta ma carica:
"Scopami. Ora. Davanti a lei. Falle vedere che sei mio."
Luca annuì. Le slacciò i polsi con delicatezza, ma Anna non si mosse per scappare. Rimase sdraiata, spalancò le gambe, mutandine già spostate di lato. Luca entrò dentro di lei con un colpo lento, profondo. Anna gemette forte, mani che gli afferrarono la schiena, unghie che affondavano.
"Più forte," ordinò. "Fammi sentire che sono io."
Luca spinse con ritmo deciso, cazzo che entrava e usciva dalla figa bagnata di Anna. Lei lo guardava negli occhi, possessiva, quasi rabbiosa, come a dire a Beatrice: “Vedi? È mio. È dentro di me”. Ogni spinta era un’affermazione. Anna venne presto, tremando sotto di lui, figa che si contraeva intorno al cazzo, un gemito strozzato che uscì dalle labbra.
Ma mentre Anna ansimava, Beatrice si avvicinò da dietro a Luca. Gli accarezzò la schiena, poi scese a massaggiargli le palle mentre lui era ancora dentro Anna.
"Brava sorellina," sussurrò Beatrice. "Ma ora lascia fare a me."
Le mani di Beatrice salirono sul petto di Luca, pizzicarono i capezzoli, poi scesero a sfiorare il clitoride di Anna mentre Luca la scopava ancora. Anna gemette più forte, non riuscì a trattenersi: la sensazione delle dita di Beatrice sul suo clitoride, mentre il cazzo di Luca la riempiva, era troppo. Si inarcò, venne di nuovo, cosce che tremavano.
Beatrice si chinò, baciò Anna sulla bocca. Un bacio lento, profondo, lingue che si sfioravano. Anna, ancora scossa dall’orgasmo, non si ritrasse. Rispose al bacio, mani che salirono sul collo della sorella, tirandola più vicina.
Luca continuò a spingere dentro Anna, ma ora guardava le due gemelle che si baciavano sopra di lui. L’eccitazione lo travolse. Uscì da Anna, cazzo lucido dei suoi umori, e si avvicinò a Beatrice.
Beatrice si sdraiò accanto alla sorella, spalancò le gambe.
"Ora tocca a me," disse. "Scopami. Fammi venire come hai fatto con lei."
Luca entrò dentro Beatrice con un colpo deciso. Beatrice gemette forte, fianchi che si alzarono per accoglierlo. Anna, ancora ansimante, si girò su un fianco, guardò Luca che scopava sua sorella. Invece di rabbia, ora c’era desiderio. Allungò una mano, accarezzò il clitoride di Beatrice mentre Luca la penetrava.
"Vieni per lui," sussurrò Anna a Beatrice. "Vieni mentre ti scopa."
Beatrice venne quasi subito, figa che si contraeva intorno al cazzo di Luca, un urlo strozzato. Luca spinse ancora qualche volta, poi uscì, cazzo lucido.
Le gemelle si guardarono, corpi sudati, respiri affannati. Anna si chinò su Beatrice, la baciò di nuovo, mani che esploravano il seno della sorella. Beatrice rispose, dita che scivolarono tra le cosce di Anna.
Luca rimase in piedi, cazzo duro, a guardarle.
Anna si staccò dal bacio, guardò Luca.
"Vieni qui," disse. "Scopaci entrambe. Insieme."
Luca si sdraiò tra loro. Anna si mise a cavalcioni sul suo cazzo, si impalò lentamente. Beatrice si mise sopra la faccia di Luca, figa sulla bocca. Luca leccò Beatrice mentre Anna lo cavalcava.
Le gemelle si baciarono sopra di lui, tette che si sfregavano, mani che si accarezzavano.
Anna venne di nuovo, figa che stringeva il cazzo di Luca. Beatrice venne sulla sua lingua.
Luca non resistette più: venne dentro Anna, schizzando profondo, mentre le due gemelle si baciavano appassionatamente sopra di lui.
Quando finirono, Anna si sdraiò accanto a lui, Beatrice dall’altro lato. Le due si abbracciarono sopra il petto di Luca.
Anna sussurrò:
"Non so se ti perdono... ma non voglio perderti."
Beatrice rise piano.
"Allora non perdiamolo. Teniamolo."
Luca chiuse gli occhi, esausto, pieno di loro.
"Grazie," disse piano. "Grazie a entrambe."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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