tradimenti
L'università - Finale
01.03.2026 |
961 |
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Quella sera le due ragazze fecero l’amore sul letto: corpi nudi intrecciati, baci lenti, dita che si muovevano dentro e fuori, strap-on usato da entrambe, orgasmi condivisi..."
Erano passati otto mesi da quando Sara e Giulia avevano iniziato a stare insieme ufficialmente.La loro relazione era diventata profonda, stabile, piena di baci rubati al mattino, mani intrecciate durante le passeggiate in campus, "ti amo" sussurrati prima di dormire. Giulia aveva lasciato Matteo dopo una conversazione breve e definitiva ("Non mi fai sentire viva come lei"). Lui non aveva capito, ma non importava. Lei aveva trovato il suo posto.
Marco aveva continuato a servire.
Ogni giorno era uguale: sveglia con la pipì di una di loro in bocca, colazione leccando i piedi mentre preparava il caffè, giornata passata a pulire la stanza nudo, plug con coda inserito quando lo ordinavano, serate a inginocchiarsi ai piedi del letto mentre loro facevano l’amore. Non chiedeva mai di più. Non voleva di più. Era felice così.
Un pomeriggio di fine estate, Sara e Giulia tornarono in stanza con una notizia.
"Marco," disse Sara sedendosi sul letto, Giulia accanto a lei che le teneva la mano. "Abbiamo preso un appartamento più grande. Due stanze. Una per noi, una per te."
Marco era in ginocchio, come sempre. Alzò lo sguardo, confuso ma non sorpreso.
"Una stanza per me?"
Giulia sorrise dolcemente. "Sì. Ma non è una stanza normale. È la tua… cuccia. Senza letto, solo un materassino sottile, una ciotola per l’acqua, il tuo collare appeso al muro. Vivrai lì. Sempre nudo. Sempre disponibile."
Sara continuò: "Lascerai la stanza con Riccardo. Lui ha già detto che è d’accordo. Dice che ti ha preparato bene e che ora sei pronto per noi."
Marco sentì un nodo in gola, ma non di tristezza. Di gioia pura.
"Grazie, Signore," sussurrò. "Grazie per avermi scelto. Grazie per darmi un posto permanente."
Giulia si chinò, gli accarezzò la guancia. "Sei il nostro tesoro. Il nostro giocattolo. Il nostro bagno umano, il nostro pulitore, il nostro zerbino. E noi ti vogliamo con noi. Sempre."
Sara aggiunse: "Da domani traslochi. Oggi è l’ultima sera qui. Facciamo l’amore un’ultima volta, e tu ci servi come sempre."
Marco annuì. "Sì, Signore. È un onore."
Quella sera le due ragazze fecero l’amore sul letto: corpi nudi intrecciati, baci lenti, dita che si muovevano dentro e fuori, strap-on usato da entrambe, orgasmi condivisi. Marco rimase in ginocchio ai piedi del letto, bocca aperta, pronto.
Quando finirono, sudate e ansimanti, Sara ordinò:
"Puliscici, schiavo."
Marco si avvicinò. Leccò prima la figa di Sara, raccogliendo gli umori misti di entrambe. Poi passò a Giulia, lingua profonda, succhiando ogni residuo. Le due si baciarono sopra di lui mentre lui lavorava, mani che si accarezzavano, sussurri di "ti amo".
Quando furono pulite, Sara e Giulia si sdraiarono abbracciate, nude e soddisfatte. Marco rimase in ginocchio, cazzo duro ma inutilizzato.
Sara gli accarezzò i capelli.
"Domani inizia la tua nuova vita. Sarai nostro. Sempre nostro."
Giulia aggiunse: "E noi saremo felici. Grazie a te."
Marco chinò la testa fino a toccare il pavimento con la fronte.
"Grazie, Signora Sara. Grazie, Signora Giulia. Grazie per avermi reso il vostro schiavo per sempre. Non desidero altro."
Le due ragazze si baciarono un’ultima volta sopra di lui, poi si addormentarono abbracciate.
Marco rimase in ginocchio tutta la notte, immobile, felice, completo.
Non aveva più una stanza sua. Non aveva più una vita sua.
Aveva solo loro.
E quello era tutto ciò che aveva sempre voluto.
Fine.
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