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Le gemelle - Cap.5 - Il doppio gioco
03.03.2026 |
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"Lo faceva venire più volte, gli succhiava il cazzo dopo che era venuto dentro di lei, gli leccava le palle mentre lui si riprendeva..."
Luca non dormì quella notte.Tornò a casa sua verso le due, il sapore di Beatrice ancora in bocca, il cazzo dolorante per la seconda scopata che lei gli aveva chiesto prima di lasciarlo andare. Si era inginocchiato sotto la doccia per lavarsi via l’odore di lei, ma non servì a niente. L’acqua calda gli scorreva addosso, ma lui sentiva ancora il calore della figa di Beatrice intorno al suo cazzo, i gemiti rauchi che gli echeggiavano nella testa, le unghie che gli avevano lasciato segni rossi sulla schiena.
Si asciugò, si buttò sul letto nudo, fissò il soffitto. Il telefono vibrò sul comodino. Messaggio di Anna:
“Sei sveglio? Mi manchi. Torno presto. Ti amo.”
Luca fissò il messaggio. Le dita tremavano mentre rispondeva:
“Ti aspetto. Ti amo anch’io.”
Ma dentro sentiva solo il peso di quello che aveva fatto. E l’eccitazione che non se ne andava. Si segò di nuovo, piano, pensando a Beatrice che lo cavalcava, a come gli aveva detto “riempimi di nuovo”. Venne in silenzio, schizzando sul petto, poi si pulì con il lenzuolo, odiandosi.
La mattina dopo Anna gli scrisse come sempre:
“Buongiorno amore, Ieri sera mi sono divertita tanto con le ragazze. Mi manchi già. Ci vediamo dopo lezione? Baci”
Luca rispose con un cuore e un “Buongiorno tesoro. Sì, ci vediamo. Ti amo.”
Ma dentro sentiva solo il peso di quello che aveva fatto. E l’eccitazione che non se ne andava.
Passarono due giorni senza vedere Beatrice. Luca cercò di tornare alla normalità con Anna: caffè insieme al bar sotto casa, studio sul divano, sesso dolce e lento. Ma ogni volta che Anna gli sussurrava “ti voglio bene” mentre lui la penetrava piano, Luca pensava a Beatrice. Al modo in cui lei gli aveva detto “scopami più forte”, al modo in cui gli aveva graffiato la schiena, al modo in cui gli aveva ordinato di venire dentro di lei.
Il terzo giorno Beatrice gli scrisse:
“Anna ha lezione fino alle 18. Vieni da me alle 16. Porta il cazzo.”
Luca rispose dopo dieci minuti:
“Non posso. È troppo rischioso.”
Beatrice rispose subito:
“Hai rischiato a scoparmi mentre mia sorella dormiva nella stanza accanto. Ma l’hai fatto. Ora vieni. O dico tutto.”
Luca chiuse gli occhi. Sapeva che era un bluff. Beatrice non avrebbe mai detto niente ad Anna. Ma il pensiero di perdere Anna lo terrorizzava. E il pensiero di rivedere Beatrice lo eccitava.
Alle 16 era davanti alla porta.
Beatrice aprì nuda.
Solo il collare sottile al collo, piercing ai capezzoli, figa già bagnata.
"Sapevo che saresti venuto," disse tirandolo dentro.
Chiuse la porta, lo spinse contro il muro, gli slacciò i jeans e gli prese il cazzo in bocca. Succhiò forte, gola profonda, mani sulle palle. Luca gemette, mani nei capelli di lei.
"Cazzo... Beatrice"
Lei si staccò, saliva che colava dal mento.
"Ti sono mancata, vero? Anna non ti succhia così profondo."
Luca non rispose. Beatrice lo trascinò in camera, lo spinse sul letto, si mise a cavalcioni e lo guidò dentro di sé.
"Scopami," ordinò. "Fammi venire prima che Anna torni."
Luca la scopò con forza, spingendo dal basso, mani sui fianchi. Beatrice gemette forte, tette che rimbalzavano.
"Più forte! Cazzo, sì, proprio così!"
Luca accelerò, sudore sulla fronte. Beatrice si chinò, lo baciò con violenza, lingua che invadeva la bocca.
"Vieni dentro, riempimi di nuovo, voglio il tuo sperma mentre Anna è fuori."
Luca venne con un grugnito, schizzando dentro di lei, profondo. Beatrice tremò sopra di lui, venne subito dopo, figa che si contraeva intorno al suo cazzo.
Si accasciò sul suo petto.
"Non dirle niente," sussurrò. "È il nostro segreto."
Luca annuì. Ma sapeva che non era più un segreto. Era una dipendenza.
Da quel giorno il doppio gioco divenne routine.
Quando Anna aveva lezione o usciva con le amiche, Beatrice lo chiamava. Luca andava. Sempre.
La scopava sul letto di Anna, sul divano, in cucina. Beatrice era insaziabile: voleva il cazzo in bocca, nella figa, nel culo. Lo faceva venire più volte, gli succhiava il cazzo dopo che era venuto dentro di lei, gli leccava le palle mentre lui si riprendeva.
Una volta Beatrice lo fece inginocchiare in bagno mentre lei faceva pipì.
"Apri la bocca," disse.
Luca obbedì. Beatrice gli fece bere qualche goccia, ridendo. "Sei proprio il mio porco."
Luca ingoiò, eccitato e umiliato.
"Grazie," disse piano.
Un’altra volta Beatrice lo legò al letto con le sue calze, gli bendò gli occhi e lo usò come dildo umano: lo cavalcò per mezz’ora, venendo due volte, poi gli tolse la benda e gli disse: "Ora pulisci."
Luca leccò la figa piena del suo sperma, assaporando il misto di loro due.
Ogni volta Luca si sentiva più sporco. Ogni volta tornava da Anna con il sapore di Beatrice in bocca, il cazzo ancora gonfio, e la scopava con la stessa passione, fingendo che tutto fosse normale.
Anna non sospettava niente. O almeno così sembrava.
Ma una sera, mentre Luca era dentro di lei, Anna gli sussurrò:
"Sei strano ultimamente. Più aggressivo. Mi piace, ma, tutto ok?"
Luca la baciò, spinse più forte.
"Tutto ok," mentì. "Ti voglio troppo."
Anna venne sotto di lui, stringendolo forte. Luca venne subito dopo, pensando a Beatrice.
Sapeva che prima o poi sarebbe finito male.
Ma non riusciva a fermarsi.
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