Il principe - Cap.27 - Fine
Isolde godeva sempre di più. Si masturbava guardando le nostre sofferenze, venendo con gemiti bassi mentre noi ci contorcevamo. Il suo ventre cresceva, il bambino scalciava, e lei ci usava come sue estensioni: Mira a massaggiarle il ventre mentre la leccava, Thorne a succhiarle i capezzoli gonfi di latte, io a leccarle il culo mentre si masturbava. Roderick entrava ogni tanto, scopava Isolde sul letto mentre noi servivamo ai suoi piedi, ma era distratto dalle nozze e dal regno. La regina era diventata la nostra unica padrona.
Poi, il parto.
Fu una notte di urla dal palazzo: Isolde diede alla luce un maschio sano, erede al trono. Il re annunciò festeggiamenti, ma per noi tutto cambiò. Isolde, esausta ma trionfante, entrò nella stanza due giorni dopo, con il latte che colava dai seni e un decreto in mano.
"Il mio figlio ha bisogno di latte fresco," disse. "Mira, tu sei la più ubbidiente. La più spezzata. La mia preferita. Vieni con me. Allatterai il mio erede con il tuo latte. E mi servirai personalmente ogni notte - leccami, scopami con le dita, fatti usare come voglio. Sarai la mia schiava privata, nella mia camera."
Mira annuì, gli occhi vuoti ma devoti.
"Sì, mia regina. Sarò vostra."
Isolde si voltò verso Thorne e me.
"Voi due siete superflui ora. Thorne, verrai incatenato nelle segrete per gli ospiti maschili che vogliono penetrare analmente un uomo. Sarai segregato, legato a un tavolo, usato ogni giorno da persone diverse - nobili, guardie, ambasciatori. Bevendo il loro seme, leccando i loro culi, aperto per ore. Non uscirai mai. Sarai il buco del regno."
Thorne chinò la testa, rassegnato.
"Sì, mia regina."
Poi me.
"Elara, tu sei una troia da monta. Non so che farsene di te qui. Ti assegno al bordello reale. La padrona ti userà nei peggiori modi possibili, come ho ordinato. Sarai scopata da clienti di ogni tipo - gruppi di uomini che ti prenderanno in tutti i buchi contemporaneamente, gangbang che durano ore, con cazzi grossi che ti strappano gemiti di dolore misto a piacere. Ti legheranno a letti o pareti, ti faranno venire con oggetti - dildi di legno nodoso, manici di fruste, bottiglie vuote - fino a farti sanguinare leggermente. Ti useranno per umiliazioni: clienti che ti schiaffeggiano i seni mentre ti scopano, che ti fanno leccare i loro piedi sudati prima di penetrarti, che ti pisciano addosso dopo aver finito. Sarai la puttana del bordello, aperta per chiunque paghi, senza riposo, senza pietà. E la padrona ti punirà ogni sera con fruste o morsetti se non fai venire abbastanza clienti."
Io annuii, il corpo già bagnato al pensiero.
"Sì, mia regina. Sarò la vostra troia da monta."
Isolde uscì. Le guardie entrarono.
Mira fu portata via per prima, verso le stanze della regina. Ci salutò con un bacio - a Thorne sulle labbra, a me sulla guancia.
"Il vuoto ci tiene uniti," sussurrò.
Thorne fu incatenato e portato nelle segrete. Sapevo che era segregato lì, legato a un tavolo, il culo esposto, usato ogni giorno da uomini diversi - penetrato analmente senza sosta, il seme che colava, la bocca piena di cazzi, le mani legate. Non lo vidi più.
Io fui assegnata al bordello. La padrona - una donna alta con capelli neri e frusta in mano - mi accolse con un sorriso crudele.
"La troia del re," disse. "Ti useremo nei peggiori modi, come ordinato. Gangbang ogni notte: dieci uomini che ti prendono in figa, culo e bocca contemporaneamente, spingendo fino a farti urlare. Oggetti per farti venire: dildi nodosi che ti strappano gemiti, manici di frusta nel culo, bottiglie nella figa fino a farti sanguinare leggermente. Umiliazioni: clienti che ti schiaffeggiano i seni mentre ti scopano, ti fanno leccare i loro piedi sudati prima di penetrarti, ti legano a pali per farti usare da cani addestrati se pagano extra. Non riposerai. Sarai aperta sempre, per chiunque."
Io annuii.
"Sì. Sono pronta."
La storia finì così. Mira allattava il figlio della regina, usata ogni notte come schiava personale. Thorne segregato nelle segrete, penetrato analmente ogni giorno da uomini diversi. Io al bordello, usata nei peggiori modi possibili, una troia da monta per il regno.
Il vuoto ci aveva inghiottiti tutti. E non c’era più ritorno.
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