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L'università - Cap. 10 - La Commissione


di the_extension
28.02.2026    |    894    |    2 9.3
"Prese il dildo doppio realistico: 25 cm totali, venature grosse, cappelle gonfie, base con ventosa..."
Il mattino dopo la sessione con i nuovi giocattoli, Riccardo si svegliò con il solito ghigno soddisfatto. Martina era già uscita presto per una lezione, lasciando la stanza impregnata del suo profumo misto a olio alla vaniglia e sperma secco. Marco era seduto al tavolo, fingendo di studiare, ma con la mente ancora piena della notte precedente: il plug rosa che aveva infilato, il vibratore che aveva regolato, la figa di Martina che si contraeva sulla sua lingua prima che Riccardo la reclamasse.
Riccardo si stiracchiò nudo sul letto, il cazzo mezzo duro del mattino. "Ehi, preparatore. Svegliati. Ho una commissione per te."
Marco alzò lo sguardo. "Che tipo?"
Riccardo prese il telefono e gli mostrò una lista scritta in note: dildo doppio realistico 25 cm (venature pronunciate, base succhiotto), pinze per capezzoli con catena regolabile, set di 4 dilatatori anali progressivi (dal piccolo al grosso), gag-ball con foro per respirare (misura media, rosso), vibratore telecomandato a distanza con app (silenzioso, impermeabile), collare in pelle nera con placca incisa "Preparatore Ufficiale di Martina".
"Vai da solo al Giardino Proibito. Oggi pomeriggio, dopo le lezioni. Dì a Sofia che sei il mio cuck e che devi comprare questa roba per preparare la mia troia. Fatti aiutare. Se ti chiede di provare qualcosa… prova. E porta le prove: foto dei segni, video breve se te lo permette. Capito?"
Marco sentì il cuore accelerare. Andare da solo era già umiliante, ma sapere che la commessa dai capelli viola - Sofia - lo avrebbe guardato come un giocattolo… gli fece pulsare il cazzo nei boxer. "Sì… padrone."
"Bravo. E non venire senza permesso. Se ti ecciti troppo, resisti. Torna qui con la busta e raccontami tutto. Ogni dettaglio."
Marco annuì, la bocca secca.
Alle 16:30 uscì dal campus. Il sex shop era a venti minuti a piedi. Entrò con la busta della spesa vuota in mano per nascondere meglio l’acquisto al ritorno. Il campanello tintinnò. Dentro c’era solo Sofia, appoggiata al bancone, capelli viola legati in una coda alta, top nero attillato che mostrava il piercing all’ombelico.
Lo vide subito e sorrise lento, predatore. "Guarda chi è tornato… il preparatore ufficiale. Da solo stavolta. Il tuo padrone ti ha mandato a fare i compiti?"
Marco arrossì violentemente. "Sì… mi ha dato una lista. Devo comprare queste cose… per preparare Martina."
Sofia lesse la lista sullo schermo del telefono che Marco le porse. Ridacchiò. "Oh cazzo, si alza il livello. Vieni nel retro. Qui davanti non possiamo fare prove vere."
Lo condusse oltre una tenda pesante, in una stanza piccola ma ben illuminata: specchio a figura intera, poltroncina di pelle nera, un tavolo con vari giocattoli puliti e disinfettati, luci soffuse. La porta si chiuse con un clic.
"Spogliati fino alla cintura," ordinò lei con tono professionale ma divertito. "Devo vedere se i collari e le pinze ti stanno bene… per capire le misure."
Marco obbedì tremante. T-shirt via, jeans slacciati ma non tolti. Sofia prese il collare in pelle nera dalla scatola che aveva già preparato (si era già sentito telefonicamente con Riccardo). Glielo mise al collo, strinse la fibbia. La placca d’acciaio fredda diceva proprio "Preparatore Ufficiale di Martina" in corsivo elegante.
"Gira," disse. Marco obbedì. Lei gli sfiorò il collo con le dita. "Ti sta da dio. Sembri nato per questo. Ora le pinze."
Prese le pinze con catena. Gli pizzicò un capezzolo, strinse piano. Marco sibilò. Lei strinse di più. "Resisti, cuck. Il dolore è parte del lavoro. Guarda come ti diventano rossi." Strinse l’altro. La catena dondolava tra i due capezzoli. Sofia tirò leggermente: Marco gemette piano.
"Bravo. Tieni su per cinque minuti mentre scegliamo il dildo."
Lo fece inginocchiare davanti al tavolo. Prese il dildo doppio realistico: 25 cm totali, venature grosse, cappelle gonfie, base con ventosa. Glielo mise in mano. "Tienilo. Senti il peso. Immagina di doverlo preparare per la tua padrona: lubrificarlo, scaldarlo con la bocca, infilarlo piano mentre lei geme."
Marco lo strinse, il cazzo che premeva dolorosamente nei boxer. Sofia si chinò, gli sfregò la cappella del dildo sul viso, sulle labbra. "Apri." Lui aprì. Lei glielo infilò piano in bocca, solo la punta. "Succhia. Prova la consistenza."
Marco succhiò, umiliato e eccitato. Sofia rise piano. "Bravo. Ora il gag-ball."
Prese la palla rossa con foro. Gliela infilò in bocca, allacciò la cinghia dietro la testa. "Respira dal foro. Ora stai così mentre testiamo il vibratore."
Prese il vibratore telecomandato, piccolo e curvo. Gli abbassò i boxer quel tanto che bastava. Lo lubrificò con un gel freddo e glielo infilò nel culo lentamente. Marco gemette intorno al gag. Sofia accese l’app sul telefono. Vibrazione bassa. Lui tremò.
"Ora alzati. Cammina in cerchio per la stanza."
Marco camminò, il vibratore che pulsava dentro, le pinze che tiravano a ogni passo, il collare che gli stringeva il collo, il gag che gli riempiva la bocca. Sofia lo guardava, accendendo e spegnendo il telecomando a intermittenza.
"Senti come vibra? Immagina di doverlo tenere mentre prepari Martina domani. Il tuo padrone sarà contento."
Dopo dieci minuti di edging crudele Sofia spense tutto. Gli tolse il gag, le pinze (lasciando segni rossi), il vibratore (con un pop umido). Lo lasciò ansimante.
"Hai resistito bene. Ora paga e vai. E dì al tuo padrone che Sofia approva la lista. Se vuole, la prossima volta puoi venire con un permesso speciale… e ti preparo io per lui." Gli diede un biglietto con il suo numero. "Chiamami se hai bisogno di consulenza privata."
Marco pagò con la carta (oltre 250 euro), prese la busta pesante e uscì barcollando. Il vibratore era ancora nel culo, spento ma presente. Le pinze gli avevano lasciato segni che bruciavano sotto la maglietta. Il collare lo aveva tenuto al collo fino all’angolo della strada, poi lo tolse e lo infilò in tasca.
Tornò in stanza alle 18:45. Riccardo era lì, sdraiato, a segarsi piano sul telefono guardando foto di Martina.
"Allora, cuck? Racconta tutto. E mostrami i segni."
Marco si tolse la maglietta. I capezzoli rossi e gonfi. Riccardo rise. "Brava Sofia. Ora spogliati del tutto e prepariamo la lista per stasera. Useremo tutto quello che hai comprato."
Marco obbedì, il cazzo duro da far male, sapendo che la vera sessione stava per iniziare - e che lui, come sempre, sarebbe stato il primo a far godere Martina… per poi guardare il padrone prendersi tutto.

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