Lui & Lei
Racconto 1 Capitolo 12 Il Salto e il Diluvio
20.02.2026 |
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"Nadia infilò due dita nella figa bagnata di Elena, pompando rapido mentre leccava il clitoride, facendola gemere intorno al mio uccello..."
Quel pomeriggio Elena arrivò prima del previsto, con l'aria di chi non riusciva più a resistere. La trovai in cucina, già in ginocchio a lucidare il pavimento, canottiera scollata che lasciava le tette piene quasi completamente esposte, capezzoli scuri duri e larghi che sfregavano contro la stoffa sudata, pantaloncini aderenti che segnavano la figa gonfia e umida. Mi spogliai in silenzio, cazzo già eretto e venoso dopo la giornata in ufficio, vene spesse che pulsavano lungo l'asta curva, cappella viola lucida di pre-cum che gocciolava in fili trasparenti.Mi avvicinai, le afferrai i capelli e le spinsi la testa contro il mio inguine. "Succhia," ordinai. Lei aprì la bocca con un gemito soffocato, labbra piene che avvolsero la cappella, lingua ruvida che ruotò intorno al glande umido, succhiando con forza animale – gulp-gulp profondo – gola che si contraeva intorno all'asta mentre ingoiava fino alle palle, naso premuto contro il pube liscio (post-depilazione), saliva mista a pre-cum che colava in rivoli densi sul mento e gocciolava sul pavimento. Succhiò con violenza, testa che bobinava su e giù, denti che graffiavano leggermente la pelle sensibile, mani che mungevano le palle gonfie e glabre, pollice che premeva sul perineo spingendo dentro l'ano stretto.
Mentre gemevo forte, occhi spalancati verso la finestra aperta del balcone, la vidi: Nadia sul suo balcone di fronte, nuda, tette piene che rimbalzavano al ritmo del suo respiro accelerato, capezzoli scuri eretti al vento, una mano già infilata tra le cosce, dita che sfregavano furiosamente il clitoride gonfio, l'altra che strizzava un seno torcendolo fino a farla ansimare. Mi fissava dritto negli occhi, labbra socchiuse, figa rasata che luccicava di umori mentre si masturbava guardandoci.
Non resse più. Con un balzo felino saltò la ringhiera bassa (i balconi erano a un metro scarso), atterrò sul mio balcone con un tonfo morbido, corpo sudato e teso, tette che rimbalzarono violentemente. Entrò in casa nuda, ansimante: "Non ce la facevo più a guardare e basta. Voglio partecipare."
Il terzetto esplose immediatamente. Nadia si inginocchiò accanto a Elena, baciandola con passione mentre succhiava il mio cazzo: lingue che si intrecciavano intorno alla cappella, saliva che colava in fili densi, Nadia che leccava le palle gonfie mentre Elena prendeva l'asta in gola profonda. Nadia infilò due dita nella figa bagnata di Elena, pompando rapido mentre leccava il clitoride, facendola gemere intorno al mio uccello. Elena rispose infilando la lingua nella figa di Nadia, succhiando il clitoride sporgente con forza, dita che entravano e uscivano dal suo ano increspato.
Elena a pecora sul divano, io che la penetro da dietro con colpi brutali, cazzo che sfrega contro le pareti vellutate, palle che sbattono contro il clitoride gonfio. Nadia sotto di lei in 69 lingua che lecca la figa di Elena mentre il mio cazzo entra e esce, succhiando il clitoride e le labbra bagnate, dita che massaggiano la prostata attraverso la parete interna. Elena viene per prima, urlando: corpo che trema in spasmi violenti, figa che spruzza un getto caldo e abbondante di umori trasparenti direttamente in faccia a Nadia, schizzi estremi che inzupparono il divano, il pavimento, le tette di Nadia, in schizzi potenti e ripetuti, come una fontana rotta, odore muschiato e dolce che riempie la stanza.
Nadia cavalcata selvaggia sul mio cazzo, figa stretta e calda che ingoia l'asta fino alle palle, pareti interne che contraggono ritmicamente, culo muscoloso che sbatte contro le mie cosce con slap-slap violenti, umori che colano lungo l'asta e sulle palle. Elena dietro di lei, lecca l'ano increspato di Nadia mentre io spingo profondo, lingua che entra e esce dall'apertura stretta, dita che sfregano il clitoride di Nadia. Nadia esplode con schizzi multipli getti potenti che schizzano dal clitoride gonfio, bagnando il mio addome, le palle, il divano, il pavimento in pozzanghere appiccicose, corpo che trema mentre urla, tette che rimbalzano selvagge, capezzoli duri che sfregano contro il mio petto.
Ma non è finita; un 69 tra Elena e Nadia sul pavimento, le fighe una contro l'altra, lingue che leccano clitoridi gonfi e labbra bagnate, dita che entrano in fighe e ani alternativamente, umori che colano sulle facce. Io entro da dietro in Elena, scopandola mentre lecca Nadia, cazzo che sfrega contro le pareti interne, palle che sbattono contro il clitoride di Elena.
Venni alla fine, tirando fuori dal culo di Elena (che aveva chiesto "riempi il mio culo"), schizzi densi e cremosi che esplosero dentro il suo ano stretto, sperma caldo che colò fuori in rivoli bianchi filanti mentre lei tremava in un ultimo spasmo, bagnando tutto il pavimento in una pozza appiccicosa mista a sperma e umori.
Ci accasciammo esausti, corpi intrecciati, sudore, sperma, umori ovunque sul pavimento, sul divano, sulle tende. Nadia rise roca: "Questo è solo l'inizio." Elena annuì, leccandosi le labbra sporche: "La prossima volta porto la mia amica."
La dipendenza aveva trasformato la casa in un'arena di desideri condivisi – e io non volevo più uscirne.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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