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Prime Esperienze

Racconto 3 Capitolo 2 La mia prima sega


di LoScrivano
22.03.2026    |    1.686    |    0 9.8
"Eppure, leggendo i commenti, toccandomi piano mentre guardavo il video di me stessa che segavo Marco… sono venuta di nuovo..."
Le riprese sono diventate routine. Arrivo, monto la camera, filmo, arrossisco, scappo in bagno a toccarmi.
Il pubblico cresceva i guadagni aumentavano, poi è arrivato quel pomeriggio, al termine una giornata di lavoro, ci siamo seduti sul divano bagnato di umori e sperma. Io vestita, loro nudi e sudati.
Diletta ha guardato le statistiche: “Cazzo, 50.000 views in cinque giorni. Siamo ricchi!”
Ci siamo abbracciati. Io tra loro due, imbarazzata. Marco mi ha stretto un po’ troppo. Il suo cazzo semi-eretto ha sfiorato la mia mano.
Non era un incidente. Ha premuto la cappella calda contro il mio palmo. Il pre-cum mi ha bagnato le dita. Ho chiuso la mano per un secondo, istintivamente. Ho sentito pulsare il suo cazzo era caldo, duro, vivo.
Poi ho ritratto la mano di scatto. “Scusa…” ho balbettato, viso in fiamme.
Diletta non ha visto nulla. Rideva ancora per i numeri.
Sono tornata a casa sconvolta. Mi sono masturbata pensando a quel tocco. Mano che pompava l’asta immaginaria.
Sono passati solo due giorni da quel tocco accidentale, ma mi sembra un'eternità. Ogni volta che chiudo gli occhi vedo la cappella calda contro il palmo, il pre-cum che mi bagnava le dita, il modo in cui l'asta ha pulsato quando ho chiuso la mano per un secondo. Mi sveglio bagnata, mi addormento bagnata. Mi tocco due, tre volte al giorno pensando a quello, ma non basta. È come se il corpo avesse capito qualcosa che la testa ancora rifiuta.
Oggi c'è stata un'altra ripresa. La solita, Diletta e Marco che scopano selvaggiamente, io dietro la camera a zoomare su penetrazioni, squirting, sborrate. Ho filmato tutto con le mani che tremavano meno del solito, ma il viso era sempre rosso, il respiro corto. Non ho detto una parola durante la scena, solo qualche sussurro involontario quando Diletta squirttava forte “Oh mio Dio…”. Marco mi ha guardata un paio di volte mentre pompava, sorridendo come se sapesse.
Dopo la fine, mentre pulivamo il divano zuppo di umori e sperma, Diletta si è seduta accanto a me, ancora nuda, tette enormi lucide di sudore. Marco era in cucina a prendere da bere.
Mi ha guardata negli occhi, con quel sorriso complice che mi fa sempre sentire piccola.
“Cugina… dimmi la verità. Hai mai toccato un cazzo vero?”
Ho sentito il sangue salire alla faccia così veloce che ho pensato di svenire. Ho abbassato gli occhi, mani strette in grembo.
“No… mai,” ho sussurrato. Diletta ha riso piano, ma non era una risata cattiva. Era eccitata.
“Lo sapevo. Sei così timida, così pura. Io ho annuito, incapace di parlare.
Ho alzato gli occhi. Il cuore mi martellava nelle orecchie.
Ho guardato Marco che tornava dalla cucina, cazzo ancora semi eretto cappella arrossata, muscoli lucidi di sudore. Mi ha sorriso e si è messo in piedi davanti a me, gambe leggermente aperte.
Diletta con un sorriso grandissimo. “Cugina voglio che tu fai una sega a Marco e Marco vuole essere segato da te”
Ho deglutito. La figa pulsava forte, era bagnata al solo al pensiero.

“No… non posso …Ma… se qualcuno lo scoprisse…” balbettai
“Nessuno lo scoprirà. Te lo giuro sulla nostra famiglia. Solo un momento intimo, per te. Per vedere com'è. Per capire se ti piace.”

“Ok… solo una volta. E resta tra noi.”dissi

“Prendilo piano, Non c'è fretta.” Disse Marco
Ho allungato la mano tremante. Le dita hanno sfiorato la base. Caldo. Pulsante. L'ho avvolto piano. Era grosso, le dita non si chiudevano del tutto intorno all'asta. Ho iniziato a muovere su e giù, lenta, impacciata. Pre-cum colava dalla cappella, lubrificando il movimento.
Marco gemeva sottovoce. “Così… brava…”
Ho accelerato un po'. Mano che pompava ritmica, pollice che sfregava la cappella a ogni salita. La saliva mi si è accumulata in bocca senza motivo. Il viso mi bruciava dalla vergogna, ma non riuscivo a smettere. Era… potente. Sentire pulsare sotto le dita, vedere le vene gonfiarsi, sentire Marco respirare pesante.
Diletta mi sussurrava all'orecchio: “Stringi un po' di più… guarda come cola… sei bravissima…”
Ho stretto. Ho pompato più veloce. Marco ha iniziato a gemere più forte, palle che si contraevano.
“Sto per venire… Giulia…”
Non mi sono spostata. Ho continuato. Schizzi potenti, densi, cremosi. Primo sul mio polso, secondo sul palmo, terzo sulle dita. Sperma caldo che colava tra le nocche, gocciolava sulle cosce. Ho tenuto la mano lì fino all'ultimo spasmo.
Poi ho ritratto, mani sporche, viso paonazzo, respiro corto.
Diletta mi ha baciata sulla bocca. “Brava. Vedi? Solo tra noi.”
Sono scappata quasi subito. A casa mi sono chiusa in bagno, mani ancora appiccicose di sperma. Mi sono masturbata violentemente pensando a quello: la mano piena di sborra, il gemito di Marco, la promessa che “nessuno saprà”.

Il giorno dopo Diletta mi ha mandato un link privato.
“Guarda. L'ho girato con il telefono di nascosto. Solo per te. Non l'ho pubblicato, tranquilla.”
Ho aperto.
Il video era lì. Tutto. La mia mano tremante che avvolgeva l'asta, il pompaggio goffo ma appassionato, il viso rosso e imbarazzato, gli occhi fissi sul cazzo, il momento in cui Marco sborrava sulle mie dita. Audio chiaro: i miei sospiri timidi, il “così… brava” di Diletta, il gemito finale di Marco.
Ma il messaggio successivo, due ore dopo era: “Scusa cugina. Non ho resistito. L'ho pubblicato anonimo 5 minuti fa. Titolo: ‘La timida sega il primo cazzo – close-up’. Views già 40.000. Guadagnato 6.000 in un'ora. Il 70% è tuo.”
Ho cliccato sul canale.
Il video era virale. 150.000 views in 5 giorni quando l'ho rivisto. Commenti tutti per me:
“Quella mano tremante… viso rosso dalla vergogna… WOW!”
“Primo pompaggio manuale della storia, meglio di qualsiasi pro”
“Pagherei 1.000 euro per vederla succhiare”
“La timida che arrossisce mentre sega… dea assoluta”
“Si vede che è vergine di mani, ma le piace da morire”
Mi sono seduta sul letto, telefono in mano, viso in fiamme. Vergogna pura. Rabbia verso Diletta. Ma anche… un calore tra le gambe che non riuscivo a spegnere.
La promessa era rotta. Il segreto era pubblico.
Eppure, leggendo i commenti, toccandomi piano mentre guardavo il video di me stessa che segavo Marco… sono venuta di nuovo.
Non so se odiarla o ringraziarla.
So solo che ora il mondo sa che esiste una Giulia timida che ha segato il suo primo cazzo.
E che vuole di più.
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