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Racconto2Capitolo18 Il Matrimonio e gli Addii
01.03.2026 |
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"Nadia e Sofia si misero in 69 davanti a me, squirting reciproco che schizzò sul mio viso..."
La giornata di lavoro era finita, Diletta e io avevamo girato l’ultimo video del mese – un anal estremo con squirting multiplo che aveva già superato i 20.000 euro in 48 ore. Entrammo in cucina. Elena era lì, ai fornelli, vestaglia leggera aperta sul davanti, tette piene che si intravedevano, capezzoli scuri eretti per il caldo della cucina. Ci vide nudi, sorrise stanca ma affettuosa: “Di nuovo così? Almeno sedetevi.”
Ci sedemmo al tavolo, io con il cazzo che si indurì di nuovo contro la sedia fredda, Diletta con le tette enormi che rimbalzarono quando si appoggiò al tavolo.
“Mamma,” dissi, prendendo la mano di Diletta, “abbiamo una notizia. Ci sposiamo. Vivremo insieme. Abbiamo risparmiato abbastanza con i video… possiamo permettercelo.”
Elena si bloccò, mestolo in mano. Poi gli occhi le si riempirono di lacrime, un sorriso enorme le illuminò il viso. Si alzò, corse verso di noi, ci abbracciò forte, “Figli miei… sono felice! Sono così felice!”
Abbracciò Diletta, mani che accarezzarono le tette enormi della ragazza, capezzoli duri che sfregò tra le dita: “Queste tette hanno fatto impazzire mio figlio… sono bellissime.” Poi si girò verso di me, mano che scese sul mio cazzo barzotto, lo prese in mano, lo strinse piano: “E questo… da adesso in poi la tua sborra la pulirà un’altra donna. Non più mamma.”
Rise, lacrime di gioia che le rigavano il viso. Noi tre sorridemmo, abbracciati nudi, corpi caldi e appiccicosi. Elena ci baciò entrambi sulle labbra: “Andate… festeggiate. Io preparo una cena speciale.”
L’addio al celibato lo organizzò Elena, con le sei donne del passato del padre: Silvia, Marta, Nadia, Sofia, Laura… e lei stessa. La casa era piena: luci basse, musica sensuale, vino che scorreva, corpi nudi che si muovevano come in un sogno proibito. Io ero al centro, nudo, cazzo duro grazie a una pastiglia di Viagra presa per l’occasione. Le donne mi circondarono, tette che rimbalzavano, fighe bagnate che gocciolavano, capezzoli duri che sfregavano contro la mia pelle.
Elena iniziò: “Figlio mio… oggi ti saluto da uomo sposato. Ma prima, rivivi tuo padre con tutte noi.” Si inginocchiò, prese il mio cazzo in bocca, succhiò lento e profondo, gola che ingoiò tutto, saliva che colò sulle palle. Silvia e Marta si unirono: una leccò le palle, l’altra succhiò la cappella insieme a Elena, lingue che si intrecciarono intorno al glande, mani che mungevano le palle gonfie. Nadia e Sofia si baciarono appassionatamente accanto a me, fighe che sfregavano l’una contro l’altra, squirting leggero che bagnò il pavimento. Laura mi depilò “per l’occasione” – cera calda sul pube, strappi dolorosi che mi fecero gemere mentre le donne succhiavano.
Venni in bocca a Elena: schizzi densi che le riempirono la gola, colando sul mento, mentre le altre leccavano i residui. Poi orgia totale: Diletta, la mia futura moglie si unì, cavalcandomi mentre Elena le leccava il clitoride, squirting che bagnò il mio addome. Silvia mi scopò da dietro, figa che mungeva l’asta, Marta mi succhiò le palle. Nadia e Sofia si misero in 69 davanti a me, squirting reciproco che schizzò sul mio viso. Laura si fece scopare l’ano mentre si masturbava, squirting che colò sulle mie cosce.
Sborrai più volte: dentro le fighe, in bocche, sulle tette, sul pavimento – schizzi potenti che inzupparono tutto.
Poi, l’ospite a sorpresa. Elena aprì la porta: mio padre, vecchio e in carrozzina, spinto da un’infermiera. Era debole, ma gli occhi gli brillavano. “Figlio mio… sei diventato come me,” disse con voce rauca. Guardò le sei donne nude, sorrise: “Brave ragazze… continuate a insegnargli.”
Rimase a guardare, carrozzina in un angolo, mentre io venivo per l’ultima volta sulle tette di Diletta, sperma che colò sulle sue tette enormi. Lui annuì: “Bravo, ragazzo. Ora sposati e vivi.”
L’addio al nubilato di Diletta lo organizzarono Giulia e Lisa, la compagna di corso, ora parte del team. Lo tennero in un locale privato affittato per l’occasione: luci rosse, musica sensuale, palco centrale. Diletta era al centro, nuda, tette enormi che rimbalzavano, figa rasata gocciolante. Io ero seduto in disparte, nudo, cazzo duro che pulsava guardando.
Arrivarono cinque spogliarellisti professionisti: corpi scolpiti, cazzi grossi e duri, muscoli che brillavano di olio. Iniziarono a ballare intorno a Diletta, mani che sfioravano le tette, dita che sfregarono il clitoride gonfio, lingue che leccarono i capezzoli duri. Lei gemette, squirtò leggero sul palco, umori che colarono sulle cosce. Gli spogliarellisti la circondarono: uno la penetrò da dietro, cazzo grosso che entrò nella figa bagnata, pompando brutale; un altro le succhiò le tette, un terzo le infilò il cazzo in bocca, gola profonda che ingoiò tutto. Diletta venne urlando, squirting estremo che schizzò sul palco, bagnando i corpi degli spogliarellisti.
Giulia e Lisa riprendevano tutto, arrossendo ma eccitate. Giulia si toccò sotto la gonna, Lisa si morse il labbro. Io guardavo, cazzo duro che pulsava, masturbandomi piano.
Alla fine Diletta venne portata in trionfo, squirting finale che bagnò il palco. Le ragazze tornarono da me, nude e bagnate. “Ora tocca a te, marito,” disse Diletta. Mi scoparono tutte insieme: pompini multipli, fighe che mi cavalcavano, squirting che inzupparono tutto, sborrate che colarono sulle loro tette.
Fu l’ultima notte di libertà. Domani saremmo stati marito e moglie.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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