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Racconto 1 Capitolo 13 Il Primo Declino


di LoScrivano
20.02.2026    |    443    |    0 8.0
"Nadia esplose in spruzzi multipli, getti potenti che schizzarono dal clitoride, bagnando il mio addome, le palle, il divano, il pavimento in pozzanghere appiccicose, il corpo che tremò mentre..."
Nadia arrivò quel pomeriggio con Sofia al seguito, la sua compagna lesbica da quasi due anni. Sofia era più giovane, sui ventotto anni, corpo snello e atletico con tatuaggi che le correvano lungo le braccia e la schiena, capelli corti neri con ciuffi blu, piercing ai capezzoli e al clitoride che scintillavano sotto la luce del soggiorno. Aveva un'energia dominante, sguardo penetrante e un sorriso che prometteva guai. Elena era già lì, nuda dalla vita in su, canottiera buttata sul divano, tette piene che rimbalzavano mentre preparava da bere, pantaloncini aderenti che segnavano la figa gonfia.
"Ho portato Sofia," disse Nadia con un ghigno, spingendola dentro. "Vuole vedere se riesci a reggere sei tette e tre fighe." Sofia rise bassa, si tolse la maglietta in un gesto fluido, tette medie e sode con capezzoli che si indurirono all'aria, pantaloni che scivolarono giù rivelando una figa rasata con clitoride sporgente e un piccolo tatuaggio sopra il monte di Venere.
Mi spogliai in silenzio, eccitato dalla prospettiva, ma quando Nadia mi spinse sul divano e le tre si inginocchiarono intorno a me, qualcosa non andò. Elena iniziò per prima: labbra piene che avvolsero la cappella, lingua ruvida che ruotò intorno al glande, succhiando piano mentre Nadia leccava le palle gonfie, Sofia che infilava un dito nell'ano massaggiando la prostata. Ma il cazzo restò morbido, inerte, cappella sensibile ma senza pulsazione, vene che non si gonfiavano, palle pesanti ma senza contrazione. Provai a concentrarmi, a immaginare le loro fighe bagnate, ma niente: solo un formicolio inutile, un'erezione parziale che svaniva subito.
Le tre si guardarono, poi scoppiarono a ridere. Elena si ritrasse, sputando saliva: "Guarda, il nostro stallone oggi è in ferie. Il cazzo non vuole giocare." Nadia rise forte, sfregando le tette sul mio petto: "Povero nonnetto, dopo tutti quei pompini forse ha bisogno di una pensione. O magari gli piacciono solo le ragazze che si leccano tra loro." Sofia, con aria da dominatrice, prese il cazzo flaccido tra pollice e indice, scuotendolo come un giocattolo rotto: "Dai, vecchio, svegliati. O dobbiamo farcela da sole? Guarda come siamo bagnate senza di te."
Continuarono a provocarmi, umiliandomi con parole sporche mentre si toccavano tra loro. Nadia e Sofia si baciarono appassionatamente, lingue che si intrecciavano, mani che entravano nelle fighe l'una dell'altra, clitoridi che sfregavano, umori che colavano sulle cosce. Elena si unì, leccando i capezzoli di Sofia mentre Nadia le infilava tre dita nella figa, pompando rapido con suoni squelch bagnati. "Vedi?" disse Nadia, girandosi verso di me. "Le ragazze si divertono anche senza il tuo uccello inutile. Forse sei diventato troppo vecchio per stare al passo."
Le risate, i gemiti, le provocazioni mi bruciarono dentro. La frustrazione montò, mista a rabbia e desiderio represso. Il corpo tradiva, ma la mente urlava. E proprio quando pensavo di arrendermi, accadde: un formicolio caldo alla base, vene che lentamente si gonfiavano, cappella che si induriva, palle che si contraevano pesanti. Il cazzo si alzò piano ma deciso, eretto e venoso, più duro di prima, come se l'umiliazione avesse acceso un interruttore nascosto.
Le tre si fermarono, occhi spalancati. "Eccolo che torna," mormorò Elena con un sorriso sporco. Nadia afferrò l'asta ora rigida: "Bravo, nonnetto. Hai sentito l'odore della vecchiaia e ti sei ribellato." Sofia rise: "Vediamo se regge."
Il sesso esplose con violenza tardiva. Iniziai con Elena a pecora sul divano: entrai da dietro con un colpo secco, figa calda e viscida che ingoiò l'asta fino alle palle, pareti interne che contrassero ritmicamente, culo che sbatteva contro le mie cosce con slap-slap violenti. Nadia sotto di lei in un 69 fantastico, lingua che leccava il clitoride di Elena mentre il mio cazzo entrava e usciva, succhiando labbra bagnate e infilando dita nell'ano. Elena venne per prima, urlando: corpo che tremò in spasmi violenti, figa che spruzzò un getto caldo e abbondante di umori trasparenti direttamente in faccia a Nadia, squirting estremo che inzuppò il divano, il pavimento, le tette di Nadia in schizzi potenti e ripetuti, come una fontana rotta, odore muschiato e dolce che riempì la stanza.
Posizione successiva: Nadia cavalcata selvaggia sul mio cazzo, figa stretta che ingoiò l'asta, culo muscoloso che sbatteva con violenza, umori che colarono lungo l'asta e sulle palle. Sofia dietro di lei, leccava l'ano lo spruzzare di Nadia mentre io spingevo profondo, lingua che entrava e usciva dall'apertura stretta, dita che sfregavano il clitoride gonfio. Nadia esplose in spruzzi multipli, getti potenti che schizzarono dal clitoride, bagnando il mio addome, le palle, il divano, il pavimento in pozzanghere appiccicose, il corpo che tremò mentre urlava, le tette che rimbalzarono selvagge.
Elena e Sofia si misero in 69 sul pavimento, fighe una contro l'altra, lingue che leccarono clitoridi gonfi, dita che entrarono in fighe e ani alternativamente. Io entrai da dietro in Elena, scopandola mentre leccava Sofia, cazzo che sfregò contro le pareti interne, palle che sbatterono contro il clitoride. Sofia infilò tre dita nella figa di Elena, pompando rapido mentre le succhiava il clitoride, scatenando un altro spruzzo estremo, Elena spruzzò getti caldi e abbondanti sul viso di Sofia, bagnandole capelli, tette, pavimento in schizzi ripetuti e potenti, mentre Sofia venne a sua volta, figa che contrasse intorno alle dita di Elena, umori che spruzzarono sul mio cazzo mentre continuavo a spingere.
Venni alla fine, tirando fuori dal culo di Nadia che aveva chiesto "riempi il mio culo", schizzi densi e cremosi che esplosero dentro l'ano stretto, sperma caldo che colò fuori in rivoli bianchi filanti mentre lei tremava in un ultimo spruzzo, bagnando tutto il pavimento in una pozza appiccicosa mista a sperma e umori.
Ci accasciammo esausti, corpi intrecciati, sudore, sperma, umori ovunque. Nadia rise roca: "Ce l'hai fatta, vecchio. Ma la prossima volta potrebbe non essere così facile." Elena annuì, leccandosi le labbra sporche: "Sì… il tempo passa."
Quella volta ce l'avevo fatta. Ma mentre giacevo lì, con il cazzo che si sgonfiava piano, sentii per la prima volta un velo di stanchezza profonda. Il corpo cominciava a ricordarmi che il tempo non perdona. E sapevo che non sarebbe durato.
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