Lui & Lei
Racconto 1 Capitolo 11 L'Estetista
20.02.2026 |
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"E con Elena? I peli spariti la resero ancora più vogliosa: pompini senza interruzioni, bocca che scivolava liscia sull'asta depilata, gola che mungeva ogni goccia senza fastidi..."
Capitolo 11 – L'Estetista e la DepilazioneLe routine con Elena, la colf, divennero sempre più intense, un turbine di sesso domestico che invadeva ogni angolo della casa. Un pomeriggio, tornato dall'ufficio con il cazzo già duro per le provocazioni di Silvia (che mi aveva fatto un pompino veloce in ascensore, saliva ancora appiccicosa sulla cappella), la trovai in cucina, inginocchiata a sfregare il pavimento con uno straccio, canottiera scollata che mostrava le tette piene rimbalzare libere, capezzoli scuri eretti che sfregavano contro la stoffa sudata. Non persi tempo: mi slacciai i pantaloni, tirai fuori l'uccello venoso e gonfio, vene spesse che pulsavano lungo l'asta curva, cappella viola lucida di pre-cum che gocciolava in fili appiccicosi.
"Succhia," ordinai, afferrandole i capelli con una mano, spingendola verso il basso. Lei obbedì con un sorriso voglioso, labbra piene che avvolsero la cappella, lingua ruvida che ruotava intorno al glande umido, succhiando con forza animale – gulp-gulp – gola profonda che ingoiava tutto fino alle palle, naso premuto contro il pube peloso, saliva mista a pre-cum che colava sul mento sudato. Succhiò con violenza, testa che bobinava su e giù, denti che graffiavano leggermente la pelle sensibile, mani che mungevano le palle gonfie e pelose, pollice che premeva sul perineo spingendo dentro l'ano stretto. Ma a metà, si ritrasse tossendo, sputando un pelo pubico nero e riccio dalla bocca: "Signor, questi peli... sempre in bocca, mi finiscono in gola ogni volta. Dovresti depilarti, saresti più liscio, più... invitante." Rise sporca, ma i suoi occhi tradivano fastidio misto a desiderio. "Vai da un'estetista, ti consiglio io una brava. Niente peli, e ti succhio meglio."
Promisi di seguire il consiglio, e il giorno dopo prenotai dall'estetista che mi aveva indicato; una donna sui ventotto anni di nome Laura (ironia del destino, come la mia prima), con un salone piccolo e discreto in centro, corpo snello ma curvo, tette medie che spingevano contro il camice bianco, culo sodo nei leggings attillati, capelli rossi legati in una coda, occhi verdi che promettevano professionalità mista a malizia.
Arrivai eccitato, il ricordo dei peli in bocca di Elena che mi tormentava. Mi fece sdraiare sul lettino, luci soffuse, odore di cera calda e disinfettante che saturava l'aria. "Depilazione intima completa?" chiese con un sorriso professionale, ma i suoi occhi sfiorarono il rigonfiamento nei pantaloni. Annuii, mi spogliai nudo, cazzo semi-eretto che dondolava libero, vene gonfie che pulsavano leggermente, palle pesanti coperte di peli ricci e neri, prepuzio che si ritraeva rivelando la cappella sensibile. Lei arrossì leggermente, ma procedette: prima disinfettò con un gel freddo che mi fece rabbrividire, dita guantate che sfregavano il pube, la base dell'asta, le palle, il perineo – tocchi clinici ma erotici, pollice che sfiorava accidentalmente la cappella, facendola pulsare.
Poi, la cera calda: la spalmò con una spatola lungo il pube, viscida e bollente che colava sui peli, avvolgendo la base del cazzo in un calore umido che mi fece indurire completamente, vene spesse che spuntavano sotto la pelle tesa. "Rilassati," mormorò, ma la sua voce era roca, occhi fissi sull'asta eretta. Applicò le strisce di tessuto, premendo con palmi fermi contro la pelle sensibile, dita che sfregavano le palle gonfie mentre lisciava la cera. Strappò il primo lembo con un colpo secco – un dolore acuto e bruciante che mi fece gemere, peli che si staccavano in ciuffi neri e appiccicosi, pelle che arrossava istantaneamente, ma il cazzo pulsò più forte, cappella lucida che gocciolò pre-cum sul ventre.
Continuò metodica ma sempre più lenta, erotica: cera calda che colava lungo l'asta, spatola che sfregava la cappella sensibile, dita che tenevano le palle tese mentre strappava i peli intorno, dolore misto a piacere che mi faceva ansimare. "Sei sensibile qui," commentò, pollice che ruotava sulla base depilata, pelle liscia e rossa che bruciava al tocco. Strappò i peli dal perineo, dita che sfioravano l'ano increspato, facendomi inarcare il bacino. Il cazzo, ora mezzo depilato, era più esposto, vene gonfie che spiccavano sulla pelle liscia, palle parzialmente glabre che si contraevano pesanti.
Mentre finiva l'ultima striscia – cera calda che avvolgeva le palle gonfie, strappo violento che mi fece urlare di dolore estatico – l'eccitazione esplose. Lei si chinò per controllare, viso vicino al cazzo eretto e liscio, fiato caldo sulla cappella sensibile. Non resistetti: "Toccami," gemetti, e lei, eccitata dal processo, afferrò l'asta depilata con mani unte di olio lenitivo, palmo che scivolava sulla pelle fresca e liscia, vene pulsanti che sfregavano contro le dita, pollice che ruotava sulla cappella viola. Pompò con ritmo esperto, altra mano che massaggiava le palle glabre e gonfie, dita che entravano nel perineo spingendo contro la prostata.
Venni con un rantolo animalesco, schizzi densi e cremosi che esplosero dalla punta, getti potenti che colpirono il suo viso – sperma che le dipinse le guance, le labbra, il collo in linee bianche e appiccicose, colando giù sul camice bianco mentre lei ansimava, lingua che leccava i residui dalle labbra con un sorriso sporco. "Ora sei perfetto," mormorò, pulendosi con un dito, assaggiando il mio sapore salato.
Da quel giorno, la depilazione divenne routine mensile: ogni sessione più erotica, con la sua bocca che succhiava il cazzo liscio durante gli strappi, gola profonda che ingoiava mentre il dolore mi faceva pulsare, sborrate finali su tette o viso. E con Elena? I peli spariti la resero ancora più vogliosa: pompini senza interruzioni, bocca che scivolava liscia sull'asta depilata, gola che mungeva ogni goccia senza fastidi. La dipendenza aveva trovato un nuovo livello di perfezione – ma le crepe si allargavano, il corpo sempre più esposto, sempre più schiavo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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