Lui & Lei
Racconto 2 Capitolo 12 L’Amore Estremo
27.02.2026 |
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"Venni dentro, sperma caldo che la riempì fino a colare fuori in rivoli bianchi filanti..."
La relazione con Diletta era diventata la mia ossessione sana, il mio rifugio dal passato. Non pensavo più al diario, alle altre donne, alle umiliazioni online. Lei mi aveva cambiato: uscivamo, ridevamo, scopavamo ogni giorno. Il sesso era estremo, violento, bagnato – squirting che inzuppava il letto, sborrate che colavano ovunque – ma ora c’era amore, un legame che mi faceva sentire completo.Quel pomeriggio la invitai a casa mia, di nuovo. “Vieni, amore… ho una sorpresa,”. Arrivò con una borsa, nuda sotto un cappotto lungo. Elena era fuori, ma non ci importava. Si tolse il cappotto subito, tette enormi che rimbalzarono libere, capezzoli scuri eretti, figa rasata già gocciolante. “Oggi facciamo estremo,” sussurrò, tirando fuori dalla borsa un dildo, lubrificante, manette. Mi spogliai, cazzo duro che balzò fuori, vene gonfie, cappella lucida.
Iniziò con un pompino violento: in ginocchio, labbra piene che avvolsero la cappella, lingua che ruotò intorno al glande, succhiando con forza – gulp-gulp – gola profonda che ingoiò tutto fino alle palle, saliva che colò in rivoli densi sul mento e sul pavimento. Succhiò brutale, testa che bobinò su e giù, denti che graffiavano la pelle liscia, mani che mungevano le palle gonfie, pollice che premeva sul perineo spingendo dentro l’ano stretto. “Vieni in bocca, amore… riempimi,” mugugnò. Esplosi: schizzi caldi e densi che le riempirono la gola, sperma cremoso che colò dagli angoli delle labbra mentre ingoiava con rantoli, lingua che leccò i residui con amore.
Non si fermò. Mi legò le mani con le manette al letto, si mise a cavalcioni: figa calda che ingoiò l’asta fino alle palle, pareti vellutate che contrassero ritmicamente, culo che sbatteva contro le mie cosce con slap-slap umidi e violenti, umori che colarono misti al mio pre-cum sul letto. Cavalcò selvaggia, tette enormi che rimbalzarono, capezzoli duri che sfregarono contro il mio petto, clitoride gonfio che sfregava a ogni spinta. “Cazzo sì… ti amo, Marco… scopami come un animale,” gemette. Venni dentro, sperma caldo che la riempì fino a colare fuori in rivoli bianchi filanti.
Lei squirtò in risposta, getti potenti che schizzarono sul mio addome, bagnando il letto, il pavimento, schizzi ripetuti e abbondanti come una fontana. “Ti amo… ti amo mentre squirto per te,” urlò, corpo che tremò in spasmi violenti.
Poi prese il dildo dalla borsa: “Ora estremo, amore.” Si infilò il giocattolo nella figa mentre mi cavalcava di nuovo, doppia penetrazione virtuale – dildo e cazzo che sfregavano insieme, pareti che contrassero doppio. Squirtò di nuovo, umori che inzupparono tutto. Io venni una terza volta, sborrata che colò ovunque.
Esausti, ci accasciammo nudi sul letto bagnato. “Marco… ti amo. Voglio sposarti. Voglio vivere insieme, scoparti ogni giorno,” disse lei, baciandomi.
“Sì… sposiamoci. Viviamo insieme. Troviamo un lavoro, una casa, tutto,” risposi, cuore pieno.
Ma mentre parlavamo, Elena entrò in casa – aveva sentito tutto, ma non disse nulla. Il nostro amore era stravolgente. Ma il problema era reale: dovevamo trovare un lavoro per vivere insieme. Domani avremmo iniziato a cercare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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