Lui & Lei
Racconto 2 Capitolo 10 L’Appuntamento Reale
27.02.2026 |
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"” Scese con un colpo secco, figa che ingoiò l’asta fino alle palle, pareti interne vellutate che contrassero ritmicamente, culo che sbatteva contro le mie cosce con slap-slap umidi e..."
Diletta mi aveva mandato l’indirizzo quella notte stessa, un appartamento in periferia, non lontano dal mio. “Domani alle 21. Porta quel cazzo grosso e duro. Voglio sentirlo dentro di me. Non deludermi, cucciolo.”Non dormii. Il pensiero di passare dal virtuale al reale mi faceva tremare: cazzo duro per ore, pre-cum che colava senza sosta, palle dolenti dalla voglia repressa. Mi depilai di nuovo, completamente: cera calda sul pube, strappi che bruciavano, pelle liscia e ipersensibile, cappella che pulsava al minimo tocco. Volevo essere perfetto per lei.
Arrivai alle 21 in punto, cuore che martellava, cazzo già eretto nei jeans. Suonai, la porta si aprì. Diletta era lì, nuda, completamente nuda. Tette enormi che pendevano pesanti, capezzoli scuri e larghi eretti come chiodi, areole grinzose che si contraevano al mio sguardo. Figa rasata, labbra carnose e gonfie che luccicavano di umori, clitoride sporgente rosa scuro che pulsava visibile. Culo rotondo, cosce muscolose, corpo abbronzato e sudato come se si fosse già preparata toccandosi.
“Entra, Marco,” disse con quella voce bassa che mi faceva impazzire. “Finalmente dal vivo. Spogliati. Subito.”
Obbedii in un secondo, jeans e boxer a terra, cazzo che balzò fuori duro come marmo, vene gonfie e spesse, cappella viola lucida di pre-cum che gocciolava sul pavimento. Lei mi squadrò, sorrise: “Cazzo… è ancora più grosso di quanto sembrava in cam. Guarda come pulsa. Sei impressionante, cucciolo.”
Mi afferrò il cazzo con entrambe le mani, strinse la base forte, pompò lento: “Ti ho guardato sborrare per settimane. Ora voglio sentirlo. Vieni.”
Mi spinse sul divano, si mise in ginocchio tra le mie gambe. Labbra piene che avvolsero la cappella, lingua che ruotò intorno al glande liscio, succhiando con forza brutale – gulp-gulp profondo – gola che si contrasse intorno all’asta mentre ingoiava fino alle palle, naso premuto contro il pube glabro, saliva che colò in rivoli densi sul mento e sulle palle. Succhiò con violenza, testa che bobinò su e giù, denti che graffiavano leggermente la pelle sensibile, mani che mungevano le palle gonfie, pollice che premeva sul perineo spingendo dentro l’ano stretto. “Vieni in bocca, cucciolo… sborra forte come fai sempre.”
Venni quasi subito: schizzi caldi e densi che le riempirono la gola, sperma cremoso che colò dagli angoli delle labbra mentre ingoiava con rantoli, lingua che leccò i residui dall’asta pulsante, gocce che caddero sul pavimento.
Non si fermò. Si alzò, si mise a cavalcioni sopra di me: figa calda e viscida che sfregò contro il cazzo ancora duro, labbra carnose che si aprirono avvolgendo la cappella. “Entra, Marco… riempimi come hai fatto in cam.” Scese con un colpo secco, figa che ingoiò l’asta fino alle palle, pareti interne vellutate che contrassero ritmicamente, culo che sbatteva contro le mie cosce con slap-slap umidi e violenti, umori che colarono misti al mio pre-cum sul divano.
Cavalcò selvaggia, tette enormi che rimbalzavano su e giù, capezzoli duri che sfregarono contro il mio petto, clitoride gonfio che sfregava contro il mio osso pubico a ogni spinta. “Cazzo sì… è grosso… mi riempie tutta… pompalo forte, cucciolo!” Gridava, figa che schiaffeggiava contro le palle, squirting improvviso: getti caldi e trasparenti che schizzarono sul mio addome, bagnando il divano, il pavimento, schizzi ripetuti e potenti mentre urlava “Sì… squirto per te… continua!”
Le afferrai i fianchi, spinsi dal basso con violenza, cazzo che sfregò contro il punto G, palle che sbattevano contro il culo. Lei venne di nuovo, squirting estremo che inzuppò tutto, corpo che tremò in spasmi violenti, umori che colarono in pozzanghere appiccicose. Io esplosi dentro: sperma caldo che la riempì fino a colare fuori in rivoli bianchi filanti lungo le cosce, mentre lei continuava a cavalcare, spremendo ogni goccia.
Ci girammo: la misi a pecora sul pavimento, entrai da dietro, cazzo che sfregò contro le pareti interne, mani che afferrarono le tette enormi da dietro, strizzandole, capezzoli torcendoli fino a farla urlare. Pompai brutale, ano increspato che pulsava mentre le infilai due dita dentro, lubrificate dai suoi umori densi. Lei squirtò ancora: getti che bagnarono il pavimento, le mie cosce, il tappeto. Venni sulle sue natiche: schizzi potenti che le dipinsero il culo in linee bianche filanti, colando fino alla figa gocciolante.
Ci accasciammo, corpi sudati e appiccicosi, sperma e umori ovunque. Diletta mi baciò, lingua che sapeva di me: “Sei incredibile dal vivo, Marco… più grosso, più duro, più abbondante di quanto pensassi. Torna quando vuoi. Questa figa è tua.”
Tornai a casa con il cazzo molle ma il cuore pieno. Non era più solo una voce. Era reale. E volevo di più.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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