Racconto 1 Capitolo 14 La Pensione (Pt.2)
Laura, l'estetista, volle essere scopata sul pavimento, gambe spalancate come durante le nostre sedute. "Apri quella figa depilata, puttana della cera," le ringhiai, entrando lento, cazzo liscio che sfregò contro le pareti, poi accelerai, mani che strizzarono le tette medie, capezzoli succhiati mentre pompavo profondo. Lei urlò: "Cazzo, sì, scopami come facevi sul lettino, riempimi di sborra calda mentre squirto!" Le altre si toccavano intorno, clitoridi sfregati con cerchi frenetici, dialoghi sporchi: "Guarda come la fa gemere quel bastone… sborrale dentro, nonno porco!" Laura venne urlando, spruzzi che bagnarono il pavimento in schizzi ripetuti e potenti. Io venni sul suo viso, sperma che le dipinse le guance e le labbra in getti densi, colando giù mentre lei leccava: "Sì, inondami come la tua estetista troia!"
Nadia fu la successiva, la vicina di balcone. La feci cavalcare sul divano, figa stretta che ingoiò l'asta, culo muscoloso che sbatteva violento contro le mie cosce. "Cavalca, troia del balcone," le dissi, mani che afferrarono i fianchi, pompando dal basso. Lei gemette: "Cazzo, sì, riempimi come facevi mentre mi guardavi masturbarmi!" Le altre si masturbavano vicine, umori che colavano sulle dita: "Guarda quel cazzo che la trapana… sborrale dentro, vecchio maiale!" Nadia esplose in spruzzi multipli, getti che schizzarono sul mio petto e sul divano. Io venni dentro, sperma caldo che la riempì fino a colare fuori in rivoli bianchi filanti mentre lei tremava: "Sì, inondami come la tua vicina puttana!"
Sofia, la compagna lesbica di Nadia, volle essere presa a pecora sul pavimento, figa tatuata esposta. "Apri quel culo, lesbica vogliosa," le ringhiai, entrando da dietro, cazzo che sfregò contro il piercing al clitoride, mani che strizzarono le tette. Lei urlò: "Cazzo, sì, scopami mentre Nadia guarda, fai vedere come mi fai spruzzare!" Le altre si toccavano, clitoridi sfregati: "Guarda quel bastone liscio che la spacca… sborrale sulla faccia, nonno porco!" Sofia venne con un urlo, che inzuppò tutto, mentre io finii dentro di lei, sperma caldo che colò fuori in rivoli bianchi filanti.
Alla fine, dopo aver scopato tutte, ci accasciammo in un mucchio di corpi sudati e appiccicosi, sperma e umori ovunque sul pavimento, sul divano, sulle lenzuola. Le donne ansimavano soddisfatte, occhi luccicanti: Silvia rise "Cazzo, vecchio, ci hai sfinite… quel cazzo con il Viagra è una macchina da sborra!" Marta annuì, leccandosi le labbra: "Hai riempito tutte le nostre fighe… sei ancora il porco migliore." Elena sorrise: "Grazie per la pensione, signor… ma continua a chiamarmi per pulire il tuo sperma." Nadia e Sofia si baciarono, Nadia che disse: "Hai fatto venire la mia Sofia come una troia… soddisfatte al massimo." Laura aggiunse: "Il tuo cazzo liscio è perfetto… ci hai dato tutto."
Io mi sentivo esausto ma soddisfatto, cazzo ancora semi-duro grazie al Viagra, sperma che colava ovunque. Avevo dato tutto, e loro avevano preso tutto. Era la fine di un'era, ma la dipendenza sussurrava che non era ancora finita.
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