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Lui & Lei

Racconto 2 Capitolo 14 Il Progetto Porno


di LoScrivano
01.03.2026    |    396    |    0 8.0
"Alla fine, Diletta le sorrise: “Allora? Il 25% ti convince?” Giulia annuì piano, voce tremante: “Sì… voglio continuare..."
Dopo l’idea dei film porno, Diletta e io passammo giorni a pianificare. “Dobbiamo iniziare piano,” disse lei, nuda sul letto, tette enormi che si muovevano mentre mi segava lentamente. “Primo video sesso semplice, squirting, sborrate abbondanti. Poi aggiungiamo kink, depilazione, balcone, anale.” Io annuivo, cazzo duro nella sua mano, pompando piano mentre lei parlava: “E per le riprese… ho la persona giusta. Mia cugina Giulia. Sta facendo un corso di fotografia e montaggio film. È bellissima, corpo da top model – tette alte e sode, culo perfetto, gambe lunghe – ma è timidissima. Non ha mai visto un cazzo dal vivo. Se le offriamo il 25% dei guadagni, accetterà. La chiamerò ‘addetta alle riprese’.”
Accettai subito. L’idea di una ragazza timida che ci filma mentre scopiamo mi eccitava da morire. “Sì… facciamolo.”
Il pomeriggio prima di dirlo a Elena, scopammo selvaggiamente in camera mia. Diletta mi cavalcò sul letto, figa calda che ingoiò l’asta fino alle palle, tette enormi che rimbalzavano, capezzoli duri che sfregarono contro il mio petto. Pompò violento, culo che sbatteva con slap-slap umidi, umori che colarono sulle lenzuola. Squirtò tre volte: getti potenti che bagnarono il mio addome, il letto, il pavimento, schizzi ripetuti e abbondanti mentre urlava “Sborra dentro, amore… riempimi!” Venni dentro, sperma caldo che la inondò fino a colare fuori in rivoli bianchi filanti.
Ci alzammo nudi, sudati, appiccicosi. “Andiamo a cena da tua madre,” disse Diletta, ridendo. “Nudi. Vediamo cosa dice.”
Entrammo in cucina così: io con il cazzo semi-eretto che dondolava, sperma che colava dalle cosce; Diletta con tette enormi che rimbalzavano, figa gocciolante di sperma e umori. Elena era al tavolo, piatto pronto, ma quando ci vide si bloccò, forchetta a mezz’aria.
“Mamma… lei è Diletta. La mia ragazza. Ci sposiamo. Vivremo insieme.”
Elena fissò i nostri corpi nudi, sguardo che scorreva dal cazzo gocciolante di Marco alle tette enormi di Diletta, alla figa che colava sperma sulle cosce. Arrossì violentemente, ma non urlò. “Almeno davanti a me vestitevi!” disse, voce tremante ma ferma, occhi che non si staccavano dai nostri corpi.
Diletta rise piano, prese la mano di Marco: “Scusa, signora Elena… ma suo figlio mi fa impazzire. Non riusciamo a staccarci.” Elena sospirò, posò la forchetta: “Sedetevi. Mangiate. E ditemi tutto.”
Mangiammo nudi, piatti di pasta che si raffreddavano mentre raccontavamo: “Vogliamo vivere insieme, trovare un lavoro… ma abbiamo un’idea.” Diletta prese la parola: “Faremo video porno amatoriali. Sesso dal vivo, squirting, sborrate… li vendiamo su OnlyFans. Guadagneremo bene e ci divertiremo. Ho già la camerawoman: mia cugina Giulia. È timida, bellissima, corpo da top model, ma sa filmare e montare. Le diamo il 25%.”
Elena ci fissò, viso rosso, ma annuì piano: “Se è quello che volete… ma siate discreti. E pulite dopo.” Non ci rimproverò oltre. Solo un sorriso stanco: “Siete giovani. Fate attenzione.”
Il giorno dopo Diletta portò Giulia a casa mia con la scusa di “riprendere uno spettacolo”. Giulia arrivò timida, vent’anni, corpo da top model: alta, gambe lunghe, vita stretta, tette alte e sode che spingevano contro una maglietta larga, culo perfetto nei jeans attillati, capelli biondi lisci, occhi azzurri spaventati. Portava una borsa con macchina fotografica e treppiede.
“Ciao… sono qui per filmare,” disse arrossendo.
Diletta sorrise: “Non è uno spettacolo normale, Giulia. È porno. Ma ti diamo il 25% dei guadagni. E non devi spogliarti o fare niente. Solo riprendere.”
Giulia spalancò gli occhi, ma non scappò. “Ok… ci provo.”
Diletta e io ci spogliammo davanti a lei. Cazzo duro che balzò fuori, vene gonfie, cappella lucida. Diletta nuda, tette enormi che rimbalzarono, figa rasata gocciolante. Giulia arrossì violentemente, mani che tremavano sul treppiede, ma non distolse lo sguardo.
Iniziammo. Diletta si inginocchiò, pompino profondo: gola che ingoiò l’asta, saliva che colò, mani che mungevano le palle. Io venni in bocca sua: schizzi densi che le riempirono la gola, colando sul mento. Giulia filmava in silenzio, respiro corto, guance rosse.
Poi Diletta si sdraiò, io entrai da dietro: figa che ingoiò il cazzo, squirting estremo che schizzò sul pavimento, sul treppiede, sulle gambe di Giulia. Lei sussurrò: “È… incredibile.” Non scappò.
Venni dentro Diletta, sperma che colò fuori. Poi Diletta si mise sopra, cavalcata selvaggia, squirting ripetuti che bagnarono tutto. Giulia filmò tutto, tremante, ma occhi fissi, figa che probabilmente bagnava i jeans.
Alla fine, Diletta le sorrise: “Allora? Il 25% ti convince?” Giulia annuì piano, voce tremante: “Sì… voglio continuare.”
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