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Lui & Lei

Racconto 2Capitolo 19 La Prima Notte di Nozze


di LoScrivano
01.03.2026    |    974    |    0 5.3
"Poi un 69 lei sopra, figa sulla mia bocca, clitoride che sfregai con la lingua mentre leccavo umori salati e densi..."
La cerimonia era stata intima, quasi segreta: solo noi due, Elena con le lacrime agli occhi, e poche amiche fidate. Nessun prete, solo un notaio che ci dichiarò uniti in matrimonio civile in un ufficio anonimo del comune, poi una cena leggera in un ristorante sul mare. Diletta era stupenda nel vestito bianco corto che le fasciava le curve, tette enormi che premevano contro il pizzo trasparente, capezzoli scuri che si intravedevano come promesse, gonna che saliva sulle cosce perfette. Io non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso: il cazzo già duro sotto il completo, pre-cum che bagnava i boxer ogni volta che si chinava o rideva.
Tornammo a casa nostra – un piccolo appartamento preso in affitto con i guadagni dei video, alle 23 passate. La porta si chiuse dietro di noi, e Diletta si voltò, occhi che brillavano di desiderio puro.
“Marito mio,” sussurrò, slacciandosi il vestito con un gesto lento. Il tessuto cadde a terra: nuda, tette enormi che rimbalzarono libere, capezzoli duri come sassolini scuri, areole larghe e grinzose che si contraevano al mio sguardo. Figa rasata, labbra carnose gonfie e già lucide di umori, clitoride sporgente che pulsava visibile. Culo rotondo e sodo, cosce che tremavano leggermente per l’eccitazione.
Mi spogliai in silenzio, cazzo che balzò fuori duro come ferro e caldo come il fuoco, vene gonfie e spesse che pulsavano sotto la pelle liscia, cappella viola gonfia e lucida di pre-cum che gocciolava in fili trasparenti sulle palle pesanti.
“Vieni qui, marito,” disse, tirandomi verso il letto. Si sdraiò sulla schiena, gambe spalancate come un’offerta, figa aperta e gocciolante che brillava sotto la luce bassa della lampada. “Leccami prima… voglio sentire la tua lingua dentro.”
Mi inginocchiai tra le sue cosce, lingua che sfiorò le grandi labbra carnose, sapore salato e dolce che mi fece gemere. Leccai lento, lingua piatta che salì lungo la fessura bagnata, succhiando le labbra una alla volta, poi sul clitoride gonfio: lo presi tra le labbra, succhiai forte, lingua che ruotò intorno al bottoncino eretto. Lei inarcò la schiena, tette enormi che rimbalzarono, capezzoli duri che puntavano al cielo. “Sì… leccami la figa, marito… fai squirting per te…”
Infilai due dita dentro, curvandole verso il punto G, pompando rapido con suoni squelch densi, mentre la lingua sfregava il clitoride senza sosta. Lei tremò, urlò: squirting estremo, getti potenti e caldi che schizzarono sul mio viso, bagnandomi la bocca, il mento, il petto in schizzi ripetuti e abbondanti, umori trasparenti che colarono sul letto in pozzanghere appiccicose.
“Ora scopami,” ansimò, girandosi a pecora, culo rotondo esposto, figa aperta e gocciolante. Entrai con un colpo secco: figa calda che ingoiò l’asta fino alle palle, pareti vellutate che contrassero ritmicamente, culo che sbatteva contro le mie cosce con slap-slap umidi e violenti. Pompai brutale, mani che afferrarono i fianchi, cazzo che sfregò contro il punto G a ogni spinta. Lei urlò: “Cazzo sì… riempimi, marito… fammi sentire il tuo sperma caldo!”
Le infilai un dito nel culo, massaggiandolo con pressione profonda mentre scopavo più forte. Lei venne di nuovo, squirting che schizzò sul letto, sul mio addome, sul pavimento, getti potenti che inzupparono tutto. Io venni dentro: sperma caldo che la riempì fino a colare fuori in rivoli bianchi filanti lungo le cosce, mentre lei tremava in spasmi violenti.
Non finimmo lì. La girai, la misi sopra: lei cavalcò selvaggia, tette enormi che rimbalzarono su e giù, capezzoli duri che sfregarono contro il mio petto, clitoride gonfio che sfregò contro il mio osso pubico. “Succhiami le tette mentre scopiamo,” gemette. Presi un capezzolo in bocca, succhiai forte, mordicchiandolo, mentre lei pompava il cazzo con la figa, umori che colarono sulle palle. Squirtò ancora: getti che bagnarono il mio petto, le lenzuola, il mio viso. Io venni sulle sue tette: schizzi densi che le dipinsero le tette enormi in linee bianche cremose, colando sui capezzoli mentre lei si strofinava contro di me.
Poi un 69 lei sopra, figa sulla mia bocca, clitoride che sfregai con la lingua mentre leccavo umori salati e densi. Io leccai il suo culo la lingua che entrò nell’apertura stretta, mentre lei succhiava il mio cazzo in gola profonda, mani che mungevano le palle. Venni in bocca sua: sperma che le riempì la gola, colando sul mento mentre lei mi squirtò in faccia, getti caldi che mi bagnarono il viso, il collo, il petto.
Ci accasciammo, corpi sudati, appiccicosi di sperma e umori. Diletta mi baciò, lingua che sapeva di noi: “Ti amo, marito. Questa è la nostra prima notte… e ne avremo migliaia.”
Io la strinsi, cazzo molle ma ancora caldo contro la sua coscia: “Ti amo, Diletta. Per sempre.”
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