Lui & Lei
Racconto 3 Capitolo 11 La Palestra
19.04.2026 |
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"Io ricominciai a toccarmi, più lentamente questa volta, godendo di essere guardata da tutti..."
Non riuscivo più a tenerla a bada. Quella fame mi consumava ogni singolo giorno.Da quando Ousmane era partito, il mio corpo era in perenne stato di eccitazione. La figa pulsava spesso senza motivo, il clitoride si gonfiava facilmente e bastava un po’ di attrito mentre camminavo per bagnarmi. Le tette pesanti rimbalzavano sotto i vestiti e i capezzoli restavano quasi sempre duri, sensibili, evidenti. Il sesso con i clienti era diventato freddo e meccanico. Io volevo qualcosa di vivo, di rischioso. Volevo sguardi che mi spogliavano, desiderio vero, il brivido di essere sul filo del proibito.
Mi iscrissi in una palestra grande e affollata, con spogliatoi misti, sauna e bagno turco. Non per allenarmi sul serio.
Il primo giorno arrivai vestita per provocare, leggings neri ultra aderenti che mi segnavano la figa e il culo in modo quasi osceno, un top sportivo corto che lasciava scoperta la pancia e la parte inferiore delle tette. Niente reggiseno, niente mutandine. Già mentre facevo stretching sentivo l’aria fresca sulla figa rasata e gli umori caldi che iniziavano a bagnarmi.
Gli sguardi arrivarono subito, intensi e insistenti.
Mentre facevo squat, sentivo gli occhi degli uomini sul mio culo. Ogni discesa faceva tendere il tessuto tra le natiche e delineava chiaramente la forma della mia figa. Un uomo di mezza età, muscoloso e sudato, si fermò a fissarmi senza vergogna. Un ragazzo più giovane arrossì ma non riuscì a staccare gli occhi dalle mie tette che quasi uscivano dal top. L’istruttore venne da me con la scusa di correggermi la postura, la sua mano grande mi sfiorò il fianco, poi scese lentamente sul culo. Sentii chiaramente il suo cazzo indurirsi contro la mia coscia per un breve istante. Il mio clitoride pulsò forte.
Dopo l’allenamento andai verso la sauna, il cuore che batteva forte.
Nello spogliatoio mi spogliai completamente. Le mie tette enormi uscirono pesanti, capezzoli scuri e durissimi. La figa era gonfia e lucida. Mi avvolsi un asciugamano intorno al corpo, ma lo legai molto lasco, sapendo che sarebbe bastato poco per farlo scivolare.
Entrai nella sauna. C’erano due uomini. Uno intorno ai 45 anni, fisico ancora tonico, l’altro più giovane, sui 30, con spalle larghe. Entrambi avevano l’asciugamano legato in vita.
Mi sedetti di fronte a loro. Il calore mi colpì subito. Iniziai a sudare, gocce che scivolavano lentamente tra le mie tette, sul ventre, lungo l’interno delle cosce. Aprii leggermente le gambe. L’asciugamano salì un po’.
Li guardai. L’uomo più maturo mi fissava le cosce. Vidi chiaramente il suo asciugamano gonfiarsi piano, il tessuto che si tendeva mentre il suo cazzo si induriva. Il più giovane deglutì, spostando lo sguardo tra le mie tette e le mie gambe. Anche il suo asciugamano iniziò a sollevarsi in modo evidente.
Sentii una scarica di eccitazione pura.
Aprii un po’ di più le cosce. L’asciugamano scivolò di lato, scoprendo completamente la mia figa rasata, gonfia e bagnata. Infilai una mano sotto il telo e iniziai a toccarmi lentamente, dita che scivolavano sul clitoride gonfio e sensibile, facendo piccoli cerchi. Il respiro mi si fece più pesante.
Loro non dicevano una parola. Mi guardavano con fame. L’uomo maturo si toccò sopra l’asciugamano, massaggiando lentamente il rigonfiamento che ormai era molto evidente. Il giovane lasciò cadere del tutto il suo asciugamano “per caso”, rivelando un cazzo duro, venoso, con la cappella lucida di sudore e pre-cum. Era bellissimo.
Vederli così eccitati per me mi fece impazzire. Infilai due dita nella mia figa calda e bagnatissima, muovendole piano mentre continuavo a sfregare il clitoride con il pollice. Venni in silenzio, mordendomi forte il labbro, tremando visibilmente mentre i miei umori caldi colavano sulle panche di legno.
I due si segavano ormai senza più nascondersi. Il giovane venne per primo, schizzi densi che colpirono il pavimento caldo. L’uomo maturo lo seguì poco dopo, grugnendo piano mentre veniva, lo sguardo fisso sulla mia figa aperta.
Restai lì qualche secondo ancora, le gambe spalancate, godendo dei loro sguardi ancora pieni di desiderio.
Poi mi alzai, lasciai cadere completamente l’asciugamano e andai verso il bagno turco, nuda.
Il vapore era denso e profumato. Dentro c’erano altri tre uomini. Mi sedetti su una panca bassa con le gambe discretamente aperte. Il caldo umido avvolgeva la mia figa esposta. Sentivo i loro occhi che mi divoravano. Uno di loro, un uomo sui quarant’anni con il fisico scolpito, si toccava lentamente sotto l’asciugamano, il rigonfiamento che cresceva visibilmente.
Io ricominciai a toccarmi, più lentamente questa volta, godendo di essere guardata da tutti. Li fissavo uno per uno mentre le mie dita scivolavano dentro e fuori dalla figa bagnata. Venni di nuovo, più intensamente, stringendo le cosce e soffocando i gemiti nel vapore caldo.
Due di loro vennero sul pavimento. Il terzo si avvicinò leggermente e, guardandomi negli occhi, venne sulle mie tette: sborra calda e densa che colò lentamente sui capezzoli mentre io lo guardavo con un mezzo sorriso.
Uscii da lì con le gambe molli, la figa ancora pulsante e bagnata, il corpo coperto di sudore e qualche traccia di sperma. Mi rivestii nello spogliatoio con un sorriso segreto sulle labbra.
Sapevo già che sarei tornata. Presto.
Questa voglia non si spegneva. Anzi, diventava sempre più forte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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