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Lui & Lei

Summer feet


di Sleepy699
29.05.2026    |    421    |    2 6.0
"Sono sicurissima che vorresti essere al mio posto adesso, vero? Immagina la lingua qui… proprio su questo arco..."
L’estate e’ arrivata e per chi, come me, ha un debole per i piedi femminili, questo periodo dell’anno e’ un vero e proprio spettacolo.
Cammino senza meta per il centro, il sole di giugno che mi scalda la pelle.
L’estate trasforma la città in un paradiso per chi sa apprezzare i piedini curati: sandali, infradito, tacchi aperti, ballerine. Ogni calzatura diventa un invito, ogni passo una promessa. L’aria calda rende la pelle lucida e invitante, e l’immaginazione corre veloce verso baci lungo gli archi plantari, lingue che scivolano tra le dita.
Al tavolino di un bar noto una ragazza sui venticinque anni. Indossa sandali infradito dorati molto sottili. Le unghie sono smaltate di rosso vivo, perfette. Dondola lentamente il piede destro mentre sorseggia un aperitivo. Il sandalo si solleva appena, rivelando la pianta morbida e rosea. Mi siedo al tavolino accanto, lo sguardo fisso su quel piede che si muove con grazia. Lei se ne accorge e, invece di ritrarsi, appoggia il piede destro sul ginocchio sinistro, togliendo il sandalo per un attimo. La pianta intera è ora in mostra: liscia, calda, invitante. Le dita si muovono piano, come se sapessero esattamente l’effetto che provocano.
«Non riesco a non guardarti i piedi» ammetto a bassa voce, con un mezzo sorriso. «Sono davvero belli.»
Lei ride. «Ah sì? Sei uno di quelli, eh?» Inclina la testa. «E dimmi… cosa ti piace esattamente?»
«Il modo in cui sono curati, la forma… e soprattutto quando sono esposti così in estate» rispondo, più audace.
«Tipo così?» chiede con un tono malizioso, muovendo lentamente le dita. «Ti piace questa vista?»
Sento il cuore accelerare. «Moltissimo.»
Poco dopo arriva un ragazzo che la raggiunge al tavolo, lei lo saluta con un bacio sulla bocca, l’idillio tra me e lei purtroppo finisce.
Proseguo la mia passeggiata e poco più avanti, una donna sui quarant’anni cammina con sicurezza. Indossa sandali neri con cinturino alla caviglia e con tacchi alti che slanciano il polpaccio tornito. I piedi sono affusolati ed eleganti, con le unghie color nude. Ogni passo fa tendere la pelle sul dorso, evidenziando l’arco perfetto. Mentre mi supera rallenta per un istante, appoggia il peso su una gamba e fa risaltare ancora di più la curva del piede. La vista è ipnotica.
Mentre mi supera le dico: «Mi scusi… ha dei piedi stupendi.»
Lei si ferma, mi guarda divertita e alza un sopracciglio. «Diretto, eh? La maggior parte degli uomini pensa solo al culo o alle tette.»
«Io apprezzo anche le cose più raffinate» rispondo.
Lei ride e appoggia il peso su una gamba, facendo risaltare l’arco del piede. «Beh, grazie. Li curo tanto. Piacere che qualcuno lo noti.»
Al parco, due amiche sono sedute su una panchina all’ombra. Una ha tolto i sandali bassi e tiene i piedi nudi sull’erba. Sono piccoli, con dita rotonde e smalto trasparente, la pelle morbidissima. L’altra, una biondina molto carina, ha una espadrilles con la zeppa, ma ha sfilato un piede dalla scarpa, lasciando che penzoli libero. La pianta è leggermente arcuata, con quella linea perfetta che separa il cuscinetto dalle dita. Si massaggia distrattamente la caviglia, facendo scorrere le dita sulla pelle scaldata dal sole.
Mi avvicino a pochi metri di distanza, a osservare ogni dettaglio.
Quella con i piedi nudi mi nota e sorride.
«Ti sei perso qualcosa?» mi chiede divertita.
«Sto ammirando lo spettacolo» rispondo con sincerità.
L’amica ride «Guarda che siamo coscienti dell’effetto che facciamo d’estate. Sappiamo che certi uomini impazziscono per i piedini.»
«Colpevole» ammetto.
«Dai, tesoro, oggi hai camminato tanto. Lascia che ti massaggi questi piedini perfetti» dice la biondina con voce melodrammatica e ironica, mentre le sue dita premono sull’arco plantare dell’altra, facendolo flettere lentamente. «Guarda che pianta morbida e calda… liscia come seta.»
L’amica geme in modo ironico, inclinando la testa all’indietro. «Mmm sì, continua così. Più forte sui talloni… ah, perfetto. Lo sai che impazziscono per queste cose.» Poi mi guarda direttamente, con un sorriso provocante. «Vedi? Noi sappiamo esattamente cosa facciamo. Un bel massaggino tra amiche, e tu lì che non riesci a staccare gli occhi.»
Quella che massaggia continua il gioco, strofinando il pollice tra le dita dell’amica e piegandogliele all’indietro per mostrare tutta la pianta rosea e invitante. «Guarda che dita curate. Sono sicurissima che vorresti essere al mio posto adesso, vero? Immagina la lingua qui… proprio su questo arco.»
L’amica ride e muove le dita del piede libero, sfiorando la gamba dell’altra. «Sei cattiva. Lo stai torturando. Ma guarda che faccia… è rosso come un pomodoro. Continua a massaggiare, magari gli facciamo uno spettacolino completo.»
I movimenti sono lenti, sensuali: una mano scivola lungo la pianta, l’altra stringe il tallone, mentre entrambe mi lanciano sguardi divertiti e maliziosi.
Dopo qualche minuto di massaggio sensuale, l’atmosfera si scalda ulteriormente. La biondina che massaggiava sorride maliziosa e abbassa la testa.
«Adesso ti faccio vedere come si fa sul serio» mormora ironica.
Si porta il piede dell’amica alla bocca e inizia a baciarlo lentamente: prima sul tallone liscio, poi lungo l’arco, fino alle dita. Bacia con cura ogni dito, poi fa scorrere la lingua tra di essi con gesti lenti e provocanti.
«Oh cazzo…» ride l’amica, inclinando la testa all’indietro con finto stupore. «Sei proprio una troietta oggi. Continua… baciali bene.»
«Poverino, scommetto che sta morendo» risponde la biondina, baciando il dorso del piede e poi succhiando il mignolo con uno schiocco esagerato.
Rimango lì, immobile a pochi metri, completamente ipnotizzato da quel doppio spettacolo ironico, sensuale e crudele.
«Basta così» dice all’improvviso che si stava facendo baciare i piedi, con tono deciso, rimettendo i piedi sull’erba. «Hai visto abbastanza, direi. Non vorrai mica venire qui in mezzo al parco, no?»
La biondina ride e incrocia le gambe. «Esatto. Lo spettacolino è finito. Torna a casa e ripensaci mentre ti tocchi, pervertito.»
Mi guardano entrambe con sorrisi divertiti e superiori, lasciandomi lì eccitatissimo e frustrato.
Torno a casa con la testa piena di quelle immagini e il desiderio che pulsa forte tra le gambe. Chiudo la porta alle mie spalle, mi sdraio sul divano ancora vestito, apro i pantaloni e libero il sesso già durissimo. Chiudo gli occhi e rivivo ogni secondo del parco: i baci tra le due ragazze, le lingue sulle piante morbide, le labbra che succhiavano le dita, le loro voci ironiche. Inizio a masturbarmi con movimenti rapidi e decisi, stringendo forte il membro mentre ricordo quei piedi baciati e leccati davanti ai miei occhi. Il ritmo accelera, la mano scivola più veloce, la mente rivede le immagini: talloni lisci, archi perfetti, unghie curate, polpacci torniti. Il piacere sale rapido e intenso. Pochi minuti dopo vengo mentre schizzi caldi mi colano sulla mano e sul ventre, liberando tutta la tensione accumulata durante quella passeggiata estiva.
L’estate è davvero il periodo perfetto per chi ama questo spettacolo.
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