Gay & Bisex
La svolta
19.11.2025 |
8.196 |
10
"Arrivo alla prima goccia e rimango un attimo a pensarci, poi abbasso la testa e con la lingua prendo quella goccia di liquido fissandolo negli occhi..."
Ho 19 anni, fisico atletico grazie a nuoto e palestra, peloso il giusto, barbetta, dotazione non male (17/18 cm) e un bel culo che amo metter in risalto con pantaloni aderenti.Buon successo con le ragazze grazie anche al mio lavoro da bagnino in piscina tutto l’anno o di rider la sera per consegne di cibo.
Diciamo che non dovrebbe mancarmi nulla.
Il problema è che da un po’ ho iniziato a masturbarmi guardando video e leggendo racconti porno gay dove giovani ragazzi vengono scopati come cagne prendendo vari cazzi in tutti i modi. Adoro sia i video di confraternite dove il nerd di turno diventa buco per gang di giovani arrapati sia quello dove giovani come me vengono presi da uomini più grandi e con cazzi enormi che li riempiono di sborra o piscio in ogni buco.
Sta diventando un’ossessione questa voglia di provare cosa si prova a ricevere un cazzo in gola e culo. Ho iniziato a rubare slip o boxer usati in palestra o in piscina e godo a masturbarmi mentre li sniffo come fossero strisce di coca, arrivando a potenti orgasmi che raccolgo nella mano o in un bicchiere per poi berne ogni goccia. Quel succo mi piace e molto.
Il problema è che non mi decido mai a fare qualche passo o scaricarmi qualche app per il terrore di incontrare qualcuno che conosco in questa piccola cittadina dove vivo.
Così vado avanti a seghe ammirando qualche bel cazzo in doccia o qualche maschio alpha in piscina o palestra.
Sono all’ultima consegna di cibo cinese quando comincia a scaricarsi una bomba d’acqua proprio a poche centinaia di metri dall’indirizzo indicato, una nuova zona residenziale che non conoscevo. Mi viene aperto il cancello e indicato di percorrere il viale fino all’entrata di una grande villa. Sono letteralmente fradicio in t-shirt bianca e pantaloncini zuppi di pioggia quando suono al portone e mi trovo davanti il mio sogno erotico: uno spettacolo di maschio alpha, moro sui trent’anni, circa una decina di cm più alto di me, in striminziti short da palestra che mettono in risalto un gonfiore da acquolina, barbetta corta e ben curata, grossi pettorali pelosi, grosse vene nelle braccia, six pack e V del bacino con filo di peli da ombelico verso il pube, grondante letteralmente di sudore in quell’ammasso di muscoli, un tatoo che prende il pettorale destro spalla collo e tutto il braccio, cosa che mi fa impazzire.
Rimango letteralmente a bocca aperta, bloccato a fissare quel sogno erotico, tanto che mi ridesto solo quando la sua mano spinge il mio mento per chiudere la bocca e un suo sorriso mi entra nell’anima.
“Mi spiace non era prevista questa pioggia, guarda come sei ridotto eh eh. Scusa puzzo da far schifo ma ci stiamo allenando. Ma mi sembra che questa visione ti sia piaciuta ah ah”. Togliti quella roba che vado a prendere un asciugamano e attendi qui che smetta, magari ti fai una doccia calda”.
“Grazie mille ma non si preoccupi, sono all’ultima consegna e me ne vado a casa”.
“Non vedi che il diluvio aumenta? Togliti quei vestiti che mi stai facendo una pozzanghera sul legno!”.
Rimango immobile mentre lui si allontana. Penso di andarmene ma mi deve ancora pagare e quindi rimango a pensarci un po’. Quando ho deciso di uscire trovo la porta bloccata e mentre cerco di capire cosa la blocca lui mi arriva alle spalle e mi cinge il collo con un suo braccio mentre sulla porta mi schiaccia con il suo corpo.
Sento il calore del suo corpo su di me, la nitida forma del suo grosso cazzo che si posiziona nello spacco del mio culo, il suo forte odore di sudore che mi penetra nel cervello, un mix di sensazioni che mi fa provoca involontariamente un gemito di godimento mentre la sua lingua sale dal mio collo all’orecchio soffiandomi dentro l’orecchio dove mi sussurra “Dove vuoi andare piccolo, senti cosa mi provochi, il mio cazzo scoppia dalla voglia per colpa tua”.
“Ti prego lasciami” cerco di dirlo incazzato, ma il tono che ne esce è quello di chi implora che avvenga il contrario”.
Mi preme due dita sulle labbra e io apro la bocca, le lecco e le succhio. Quindi le toglie mentre con l’altra mano mi prende per i capelli e giratomi mi ficca la lingua in bocca scavandomi dentro quasi con violenza. Inizia una lotta tra le nostre lingue mentre la sua mano mi entra nei pantaloncini e dentro i miei boxer e le sue dita umide della mia saliva raggiungono il mio buco inviolato premendo insieme.
“Cristo non dirmi che questa meraviglia è ancora vergine!” sussurra piantandomi dentro il suo grosso dito medio”.
Gemo di dolore e godimento mentre gli chiedo di smetterla. La sua lingua si fa di nuovo strada nella mia bocca mentre le dita diventano due iniziando a spingere avanti e indietro o aprirsi per dilatare la mia rosellina; dolore e godimento mi arrivano dritti al cervello mentre sento la mia erezione premere nei boxer inumidendoli di precum.
Poi con la mano lascia il mio buco e da sotto mi prende le palle e le stringe; quindi, sente il mio cazzo bagnato di precum., ci passa la mano e accarezza il mio cazzo duro.
“Ti ho visto come mi hai mangiato con gli occhi quando mi hai visto, ho visto il tuo sguardo mentre fissavi il mio cazzo e ho letto la tua voglia di essere scopato come una vera cagna”.
“Non sono frocio brutto stronzo”.
Mi gira come un fuscello e mi prende la faccia con la sua mano umida del mio precum spalmandomelo sul viso, poi mi prende per i capelli e schiaccia la mia faccia sulla sua ascella umida e pelosa. Un forte odore mi penetra nel naso mentre una sensazione di puro godimento mi arriva dritta al cervello.
“Lecca e pulisci o ti stritolo le palle” ordina mentre la sua mano poggia sul mio gonfiore.
Eseguo, non per obbedire ma spinto da una voglia irrefrenabile. Inspiro come fossi un tossico riempiendomi di quell’afrore intenso poi inizio a leccare dall’alto in basso stropicciandoci la faccia e riempiendomi del su sudore che mi arriva al cervello come una scarica elettrica facendo esplodere la mia repressa voglia di cazzo. Lui sembra percepire le mie emozioni, si stacca di qualche centimetro mi fissa con un ghigno sulle labbra, poi appoggia una mano sulla mia testa facendo una lieve pressione.
Capisco cosa vuole e so cosa desidero io, perciò mi inginocchio davanti a lui e lo fisso con la testa un po’ rivolta all’indietro. Si pone poco sopra di me e mi ordina di aprire la bocca.
Eseguo e lui mi sputa direttamente in bocca un paio di volte. Io ingoio mentre il mio sguardo viene attirato dal gonfiore nei suoi pantaloncini, che delinea la forma del suo grosso cazzo, e dalla macchia che si espande dove la grossa cappella spinge il tessuto.
Poi alzo lo sguardo attirato dai suoi occhi affamati che mi fissano penetrandomi nell’anima.
“Lo vedi cosa mi provochi? Ho le palle che mi fanno male dalla voglia che ho di scoparti a fondo fino a consumarmi il cazzo. Ti violenterei qui seduta stante, godendo delle tue urla mentre riduco una voragine quel tuo meraviglioso buco vergine o mentre ti soffoco con la mia cappella che ti allarga le tonsille. Ma invece penso che godrò ancor più a vedere come sarai tu a dirigere la prima meravigliosa e indimenticabile scopata della tua vita con un uomo, come godrai volontariamente implorandomi di scoparti sempre più a fondo diventando insaziabile”.
Lo guardo e con flebile voce gli chiedo di lasciarmi andare.
Allora lui si allontana e si toglie i pantaloncini facendo scattare il suo cazzo; rimango basito per lo spessore e la lunghezza, dritto e venoso con una goccia di precum che cade a terra. Indietreggia facendo cadere altre gocce e poi si siede su un una sedia a gambe larghe.
Io ho la bocca secca nell’ammirare quella meraviglia di cazzo che mi fa paura per le dimensioni e mi attira allo stesso tempo come il miele ad un orso.
Lui sembra leggermi nella mente.
“Ora facciamo un gioco. Ti spogli completamente e poi a carponi vieni verso di me fermandoti a leccare le gocce che trovi nel tragitto. Quando arrivi qui potrai chiedermi le chiavi della porta o il mio cazzo che ti attira così tanto”.
Eseguo e lentamente mi spoglio. Poi a 4 zampe mi dirigo verso di lui attraversando il grande atrio della villa. Arrivo alla prima goccia e rimango un attimo a pensarci, poi abbasso la testa e con la lingua prendo quella goccia di liquido fissandolo negli occhi.
Alla terza goccia quel sapore mi scatena tutte le mie voglie che ho cercato di assopire e quando arrivo davanti a lui la voglia sarebbe di impalarmi immediatamente su quel meraviglioso obelisco.
Lui mi fissa e infila il suo cazzo nel portachiavi facendolo scendere fino alle palle.
“Bravo, ora hai due scelte da fare esclusivamente con la tua bocca, o ti prendi le chiavi o ti dedichi a pulirmi cazzo e palle dal sudore “.
Mi avvicino alle sue palle e un forte odore di piscio, sudore, cazzo e sesso mi penetra nelle narici. Rimango bloccato qualche istante non schifato ma a riempirmi narici e cervello di quell’aroma che mi rende il cazzo di marmo. Poi infilo il mio viso nelle sue palle ma mentre la mia mente mi impone di prendere le chiavi tra i denti la mia lingua parte a lappare quelle grosse palle sudate e odorose come fossero il cono gelato più ambito al mondo e le mie narici sniffano quel forte odore come fossero strisce di coca per un drogato in crisi di astinenza.
Lui prende le chiavi e libera il suo meraviglioso cazzo gettandole lontano. “Mi sembra di capire che le chiavi non servano”.
Lo guardo e ci sorridiamo. Poi la mia lingua sale lentamente lungo l’asta fino a lappare la goccia di precum che scende dalla cappella. Poi lavoro su di essa girandoci intorno e quindi la avvolgo nella mia bocca.
Lui preme la mia testa e alza il bacino affondando quel suo grosso cazzo nelle mie tonsille. Lo sento proprio sfregare sulle pareti date le dimensioni e mi sento soffocare mentre lui continua a farsi strada dentro di me. Dolore e piacere estremo. Mi sento soffocare proprio quando mi libera.
“Giocaci, goditelo e pian piano infilatelo sempre più a fondo, controlla il respiro dal naso e voglio che arrivi a prenderlo tutto fino alle palle. Non usare le mani tienile dietro di te o ti immobilizzo. Poi passiamo ad altro. Questa sera realizzeremo tutte le tue fantasie più perverse”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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