Gay & Bisex
Vendetta
19.09.2025 |
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"Percepii le pareti come lacerarsi per far spazio a quell’intrusione con fitte di dolore, cercai di urlare inutilmente con la bocca tappata da quei fetidi calzettoni mentre respiravo affannosamente..."
Attendevo quel giorno da molto ed ero sempre più impaziente, ma finalmente il giorno del mio diciottesimo anno era arrivato ma non sapevo che avrebbe trasformato la mia vita.Sono Alberto, padre del Sud e madre cubana, ho preso da entrambi, sono alto 1,85 fisico muscoloso e peloso, barba e bel cazzo da 21 cm che ha castigato molte ragazze.
Sono figlio di un boss mafioso, siamo una famiglia molto ricca che opera nel settore immobiliare e del riciclaggio del denaro sporco.
La mia è una famiglia complicata, io sono stato adottato dal fratello di mio padre che era sposato con una ragazza cubana morta durante il parto quando era già vedova dopo la morte di mio padre in un incidente stradale. Il mio padre adottivo aveva già 5 figli con due madri diverse, la prima era una donna africana con cui mio padre ha avuto Joseph e Martin, i primi due figli che hanno 14 e 12 anni più di me e che si sono trasferiti in America dopo il divorzio; la seconda una donna del Sud che ha partorito due gemelli, Salvatore e Vincenzo, con 10 anni più di me e Antonino che ne aveva 4 in più, ma che si è tolta la vita qualche mese dopo la sparizione di Antonino avvenuta il suo diciottesimo compleanno.
Data la vicinanza d’età io e Vincenzo eravamo sempre insieme e per me la sua scomparsa fu un bel trauma; lui inoltre era l’unico che dimostrava un sincero affetto verso di me a differenza del resto della famiglia, che non dico si comportasse male ma per loro mi sentivo trasparente.
Mi trovavo nel parcheggio sotterraneo della palestra quando qualcosa mi punse sul collo e nel giro di pochi istanti persi i sensi.
Non so quanto tempo era passato quando iniziai a risvegliarmi; mi sentivo la testa scoppiare ed ero grondante di sudore. Ero sdraiato a pancia in giù con una benda sugli occhi, le braccia legate dietro la schiena e chiaramente dei calzettoni usati in bocca il cui fetido sapore e odore erano penetranti. C’era un caldo soffocante e l’ambiente dove mi trovavo puzzava di diversi odori che mi spaventarono, un mix di sudore, piscio, cazzo e sesso.
Ad un tratto una musica assordante partì dentro le mie orecchie, evidentemente tramite delle cuffiette inserite e mi sentii afferrare da più braccia che mi alzarono e trascinarono. Cercai di ribellarmi ma ricevetti una manganellata sullo stomaco e una sulle gambe.
Fui spinto su un attrezzo dove venni bloccato braccia e gambe, una specie di cavalletto da palestra che mi manteneva con il busto a 90 gradi e il culo bene in fuori. Poi i calzettoni furono sostituiti da una morsa che manteneva la bocca aperta e il terrore di quella posizione si impadronì di me.
Il frastuono nelle orecchie era intollerabile e io ero completamente alla mercè dei miei rapitori. Qualcuno si avvicinò e iniziò a riempirmi la bocca di fumo, evidentemente qualche droga che fui costretto a inspirare.
Poi qualcosa di viscido si strofinò sulla mia faccia, l’odore era inconfondibile. Qualcuno stava spalmando il suo cazzo puzzolente sul mio viso. Poi me lo infilò in bocca spingendo verso la gola e rimanendo fermo.
Ricevetti due ceffoni nelle chiappe e con terrore capii di essere completamente nudo mentre una mano mi afferrava e stritolava le palle e due mi aprivano i glutei mettendo in bella mostra il mio buco del culo.
Il terrore si impadronì di me e cercai di urlare proprio nello stesso istante in cui dal cazzo che avevo infilato in bocca partì un getto di piscio caldo che fui costretto a deglutire per diverse volte mentre qualcuno iniziò a leccare la mia rosellina infilandoci la lingua.
Non potevo crederci, quella musica assordante mi martellava la testa mentre ero bloccato piegato a 90 gradi, con la bocca piena di cazzo che mi stava riempiendo lo stomaco di piscio ed una lingua mi stava leccando il culo sicuramente per prepararmi ad essere scopato.
Finalmente la mia bocca venne liberata dal cazzo sostituito da due dita inserite a fondo facendo su è giù verso le mie tonsille e provocandomi degli spasmi di nausea. Poi venni lasciato libero per qualche istante da ambo le parti ma durò poco perché un nuovo supplizio stava per iniziare. Alle mie spalle qualcuno iniziò a roteare un suo dito umido sul mio buco mentre un piede sudato e puzzolente mi veniva spalmato sulla faccia. Cercai di urlare ma non sentendo nulla per la musica nelle orecchie non so cosa uscisse dalla mia bocca spalancata che venne pian piano occupata dalle dita del piede che spingevano per farsi strada nell’esatto istante in cui un grosso dito mi venne piantato a fondo nel culo.
Non potevo credere a quello che mi stava succedendo, la testa mi scoppiava e la nausea mi assaliva mentre i due continuavano con il loro tormento e le dita in culo erano diventate due accompagnate da qualche sberlone sulle mie chiappe tenute aperte da altre mani.
Quando le due dita iniziarono a entrate facilmente la bocca venne liberata da quel piede ormai non più fetido, perché lavato nella mia bocca, ma subito riempita da calzettoni umidi e puzzolenti. Poi qualcosa i venne poggiato su ambo le narici e capii essere due boccette di forte popper che fui costretto a inalare in quanto potevo respirare solo dal naso.
Il cuore iniziò a battere forte, presumo sia per la paura che per il popper il cui effetto fu di rendere il mio buco più ricettivo tanto che quando si aggiunse un altro dito dentro di me il dolore fu lieve e fu quasi una sensazione di piacere che cercai di allontanare.
Per fortuna mi resi conto che con quel lavoro di dita stavano anche inserendo una sostanza gelatinosa e fresca che sperai fosse un buon lubrificante consapevole di quello che stavo per subire.
Le dita arrivarono a massaggiarmi la prostata, una sensazione di piacere nuova e mai sperimentata che insieme al popper mi stavano provocando un’erezione.
Poi le dita uscirono e furono sostituite da qualcosa di viscido che tamburellava sul mio buco fino a poco prima ancora inviolato. Con terrore compresi che si trattava di una grossa cappella che iniziò a spingere e farsi strada dentro di me. Percepii le pareti come lacerarsi per far spazio a quell’intrusione con fitte di dolore, cercai di urlare inutilmente con la bocca tappata da quei fetidi calzettoni mentre respiravo affannosamente riempiendomi di popper invece che di ossigeno. Iniziai a lacrimare mentre un grosso cazzo si faceva lentamente strada dentro di me, facendomi percepire ogni cm di quel cazzone e togliendomi il respiro; non fu facile visto che ero vergine ma quel bastone entrava in me senza fermarsi sino a fine corsa quando finalmente il bacino del mio violentatore si appoggiò ai miei glutei mozzandomi il fiato e poi rimanendo fermo per farmi abituare a quell’intrusione. Anche io amavo fare quella cosa con le ragazze per far sentire loro i miei 21 cm e quel cazzo nulla aveva da invidiare al mio, mi pareva di avere un tubo piantato dentro di me ma per fortuna popper e lubrificante allievarono l’intrusione.
Ma la paura mi fermò il cuore quando pensai a quello che facevo alle ragazze dopo quella lenta entrata e infatti il tipo alle mie spalle iniziò a indietreggiare per poi riaffondare con colpi di bacino sempre più potenti e veloci fino a quasi uscire totalmente provocandomi delle fitte lancinanti che mi penetravano nel cervello.
Avevo la mente annebbiata quando finalmente mi vennero liberate narici e bocca ma per la musica assordante nelle orecchie non mi potevo rendere conto se stavo finalmente urlando o meno.
Il tipo alle mie spalle era instancabile, continuava ad essere costante nei suoi martellamenti alternando velocità e violenza, aprendo sempre più le mie pareti tanto che il mio buco si stava abituando a quel calibro mentre il tempo scorreva durante quella serie infinita di affondi tanto che il tipo iniziò ad uscire completamente e rientrare con colpi decisi visto che il mio buco rimaneva aperto. Ogni tanto faceva piccola sosta di qualche secondo per poi afferrarmi per i fianchi e ricominciare dando ancora più violenza ai suoi affondi scuotendo il mio corpo contro quell’attrezzo dove ero legato. Ogni affondo solleticava la mia prostata provocandomi emozioni sconosciute ed il dolore si stava trasformando in godimento.
Ad un certo punto mi sembrò che la cappella si stesse gonfiando segnale che presto sarei stato riempito di sborra da un cazzo in culo, ma il cazzo dentro di me uscì e rimasi là bloccato con il culo aperto da cui sentivo l’aria, segnale che il mio buco era stato ben aperto. Dopo un paio di minuti un grosso cazzo mi venne infilato in bocca, sapeva un po’ di culo quindi pensai essere quello che mi aveva appena scopato e che volesse concludere la sua opera riempiendomi le tonsille di sborra come ulteriore umiliazione. Ma un second cazzo si piantò nel mio culo facendomi capire che erano stati più cazzi ad alternarsi dentro di me.
I due iniziarono a fottermi con violenza, sembrava volessero entrare anche con le palle in bocca e culo spingendo le loro cappelle sulla prostata e nelle tonsille aumentando ogni volta la forza con cui mi infilzavano. Il bacino del tipo alle mie spalle si muoveva così veloce che venivo sballottato avanti e indietro e spingendomi ad ingoiare il tipo di fronte, provocandomi spasmi di vomito che facevano uscire catarro da naso e lati della bocca impedendomi quasi di respirare mentre sentivo il cazzo in culo arrivarmi allo stomaco. Solo quando i conati diventavano troppo forti e il mio viso bolliva dal rossore allora allentava un poco concedendomi un po’ d’aria e facendomi inalare ancora popper prima di iniziare nuovamente quella violenza. Sembrava ci godessero a farmi male, ero solo un buco per godere e non avevo possibilità di muovermi.
Il dolore e l’umiliazione stavano lentamente trasformandosi in godimento; forse il massaggio alla prostata che mi faceva quella grossa cappella in culo, forse le molteplici sniffate di popper. Mi sentivo uno schiavo a servizio dei padroni e questa cosa mi stava eccitando, sentivo il mio cazzo pulsare schiacciato in quella posizione.
Erano imbestialiti, mi scopavano senza sosta da non so quanto stantuffandomi con una potenza quasi animalesca; mi sentivo aprire sempre più a fondo e il bruciore a culo e gola era fortissimo. Dal dolore quasi stavo per svenire se non fosse stato per quella musica assordante che mi devastava i timpani.
Finalmente ad un certo punto entrambi quei cazzi cominciarono a fremere e gonfiarsi, li sentivo quasi sussultare dentro di me ed improvvisamente vennero contemporaneamente riempendomi di sborra; sembravano due rubinetti che versavano dentro di me liquido caldo e denso, mi sentivo inondato di sperma che iniziò ad uscirmi da naso e lati della bocca mentre il tipo alle spalle continuava a scoparmi duro.
Quando i due cazzi mi liberarono dietro fu come togliere un tappo e la sborra iniziò a colare abbondante anche dal mio buco evidentemente oscenamente aperto proprio mentre anche il mio cazzo iniziò a sborrare e il mio corpo a contorcersi dal godimento.
Ero sfinito e dolorante ovunque per la violenza subita. Mi venne tolta la benda e mi venne alzata la testa tirandomi violentemente per i capelli e ricevetti uno sberlone che mi prese tutta la faccia.
“Cosa ti avevo detto Salvo. Cubano, quindi ancora più puttana di quel frocio di Antonino”.
Queste furono le parole del mio fratellastro che mi lasciarono di sasso prima che mi infilasse nuovamente in gola il suo cazzone gocciolante e iniziasse a inondarmi le tonsille di piscio caldo mentre il gemello lo imitava riempiendomi il culo mentre i due sghignazzanti si scambiavano il 5.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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