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Gay & Bisex

La svolta 2


di maledesire
21.11.2025    |    3.915    |    4 9.9
"Una sensazione di puro godimento mi arriva dritta al cervello, cerco di non farlo ma non riesco ed inizio a gemere di puro godimento..."
Metto le mani dietro la schiena e inizio a strusciare il mio viso sulle palle, salendo e scendendo lungo l’asta riempiendomi di quel mix di forti odori che mi fanno impazzire. Poi inizio a leccarlo partendo dalle grosse palle e salendo lentamente fino ad arrivare alla cappella, dove ci giro intorno prima di infilarmela in bocca e leccarla tutta per bene.
I suoi gemiti di godimento mi indicano che sto facendo bene e quindi inizio a ingoiare quella meraviglia, la sua grossa cappella mi riempie la bocca e mi concentro nel respiro dal naso prima di spingermi più giù sentendo le mie tonsille aprirsi. Mi blocco per fermare i primi sforzi di vomito, respiro a fondo e mi spingo più giù fino a oltre il limite riempiendo il cazzo di saliva. Ripeto questo processo più volte arrivando ad ingoiarne ogni giro di più.
Quel meraviglioso cazzo gode del trattamento e sembra incrementare di volume, quando lo spingo a fondo nelle tonsille mi sembra quasi di percepirne quelle grosse vene pulsanti. Ma arrivare ad ingoiarlo tutto è una vera impresa. Mancano ancora bei cm pure quando mi pare di sentirlo nello stomaco. Le pareti delle tonsille mi bruciano per lo sforzo e devo tornare su per mancanza d’aria.
Nel frattempo, mi gusto diverse volte il suo precum che esce abbondante. Mi piace fissarlo mentre la mia lingua lappa le gocce di quella sostanza e godo nel vedere il suo sorriso soddisfatto.
Penso a chissà quale carico di sborra mi attende quando lui mi prende per i capelli e mi stacca dal suo cazzo.
“Puttanella se vuoi la mia sborra prima devi farmi vedere come sei bravo a ripulire il mio sudore anche in altre zone. Ora passa ai piedi”.
Mi impressiona come sembra saper leggermi la mente. Mi abbasso e tolgo le scarpe. Non indossa calzini e il piede e caldo e umido, un forte odore di sudato mi arriva ma non è fetido. Quindi comincio dal collo del piede e scendo alle dita che ciuccio una ad una, poi alzo il piede e lecco la pianta dal tallone in su varie volte. Poi faccio lo stesso trattamento all’altro piede.
“Brava… cazzo si vede che hai proprio voglia della mia sborra come premio vero puttanella? Torna sul mio cazzo muoviti”.
Salgo lentamente con la lingua dalle dita del piede verso l’inguine fissandolo.
“Apri la bocca troia”.
Obbedisco e mi sputa un paio di volte dentro. Ingoio sorridendo e poi inizio a strusciare il viso sulla sua zona inguinale inspirando quel suo odore di maschio che mi piace da morire. Poi risalgo sempre pian piano alla cappella dove mi gusto nuove gocce di precum che sono scese lungo l’asta. Quindi arrivo alla cappella che ripulisco per bene prima di ingoiarla e spingerla pian piano nelle tonsille.
Lui di scatto mi prende per le orecchie e si alza tenendo la mia testa premuta su di lui e inizia scoparmi la gola a colpi di bacino piantando sempre più a fondo il suo cazzo duro come il marmo. Mi manca il fiato, cerco di spingerlo via ma le sue forti gambe e la sua stazza fanno sì che non lo smuovo di un millimetro.
Butto fuori muco dai lati della bocca e dal naso, quindi allenta la presa e mi fa fare qualche boccata d’aria prima di ricominciare andando ancora più a fondo.
Ripete questa cosa 4/5 volte fino a quando finalmente i suoi peli pubici sudati sono sul mio naso.
Mentre lui si congratula con me io sono incredulo di aver preso tutto quel cazzone in gola. L’aria finisce ma lui rimane piantato a fondo mentre io cerco invano di allontanarlo. Sento quel cazzo così a fondo che mi pare impossibile, mi sembra quasi che aumenti ancora di volume spingendo ulteriormente le pareti delle mie tonsille in fiamme.
Lui indietreggia lentamente un poco e spero faccia in fretta perché non resisto più, Mi lascia fare un solo respiro e poi mi pianta tutto in gola nuovamente affondando in un solo colpo fino alle palle e quindi inizia a scaricarsi. Conto 3 grossi schizzi di sostanza densa che mi soffoca la gola e che mando giù per liberarmi. Lui indietreggia di un poco e poi riaffonda e contro altri 4 spruzzi più liquidi prima che finalmente il suo cazzo esca dalla mia gola facendo ultimi due schizzi in viso.
E’ incredibile quanta sborra sia uscito da quel meraviglioso cazzo penso dentro di me mentre lo afferro e rimango sbalordito dal fatto che la mia mano non riesce a racchiuderlo. Mi chiedo come ho fatto ad avere quel coso dentro la mia gola mentre mi ci fiondo per ripulire le ultime goccioline che escono dalla cappella.
“Ti avevo detto che sei insaziabile vero troietta? E pensa dopo che ti avrò aperto il culo”.
Il terrore mi assale al pensiero di quel mostro di cazzo dentro il mio culo e mi alzo per andarmene, Ma lui mi prende e mi bacia a fondo, le nostre lingue si aggrovigliano e lottano scambiandosi le tracce di sperma che mi hanno appena riempito la bocca.
Vorrei scappare ma desidero immensamente restare e provare con quest’uomo qualsiasi cosa scateni la sua mente perversa. Una lotta interiore tra mente e corpo, tra la ragione che mi spinge a scappare e la voglia di essere scopato come una puttana.
Mi prende per una mano e mi porta verso un tavolino, dove mi fa stendere di schiena con la testa un po’ in fuori, poi mi prende le gambe e me le alza mettendomi con il culo in fuori in bella vista.
Mi dà due leggeri ceffoni sulle chiappe, mi apre le natiche e mi sputa sul buco, poi sento la sua lingua calda che dalle palle arriva fino al buco, dove ci gioca intorno prima di spingersi dentro.
Una sensazione di puro godimento mi arriva dritta al cervello, cerco di non farlo ma non riesco ed inizio a gemere di puro godimento. Poi sento un suo dito premere.
Mi irrigidisco e lui unisce la lingua al suo dito, io mi smollo e il suo dito entra. Cazzo pure il dito ha lungo questo stronzo penso dentro di me mentre vengo avvolto da sensazioni di piacere profondo.
Con una mano prende il mio cazzo e inizia a segarmi. Maledetto porco sembra che sappia ogni mossa per fregarmi. Mi abbandono a quel piacere, a quella piacevole tortura di lingua e affondi. Sento che diventano due perché inizia a spingerle nei sensi opposti per aprirmi il buco dove ci soffia dentro.
Il mio cazzo è come il marmo e sento che sto per esplodere ma la sua mano molla la presa e mi stritola le palle bloccando la sborrata.
Quindi ricomincia a segarmi mentre io mi abbandono al godimento totale. Non mi rendo conto di quanto il tempo passi ma sento la pressione dentro di me crescere e mi chiedo se abbia unito un altro dito.
Come prima mi lascia di stucco leggendo i miei pensieri.
“Brava la mia troietta hai 4 grosse dita dentro il tuo buco e sei pronto per il prossimo passo”.
Dico solo un flebile no.
Lui si stacca e io rimango immobile ad occhi chiusi.
Ritorna e lo sento alle mie spalle. Mi mette una benda sugli occhi e lo lascio fare. Poi lo sento passare davanti.
“Prenditi le caviglie e tieni le gambe in alto e allargate, fammi vedere come sei puttana vogliosa del mio cazzo mentre ti lubrifico per bene”.
Eseguo e sento un liquido fresco nel mio buco che viene spinto all’interno da due sue dita. Si diverte a spingere le pareti del mio buco e io fremo dalla voglia.
Poi finalmente sento la sua grossa cappella poggiarsi al mio buco.
“Al tre fai un bel respiro. Uno, due.. “
Il suo cazzo penetra brutalmente dentro di me, sembra un palo che mi apre dentro. Urlo dal dolore.
Lui mi prende per le caviglie e si pianta sopra di me con tutto il suo peso entrando completamente dentro.
Rimango senza fiato. Lui immobile sopra di me.
“Rimango fermo, respira e prendi concezione del mio cazzone dentro di te. Hai bisogno di distrazione ma fidati di me. Apri la bocca e respira forte”.
Sento un forte odore di sudore e cazzo avvicinarsi. Qualcuno mi arriva da dietro e poggia il suo cazzo sopra la mia faccia. Poi la sua cappella si fa strada nella mia bocca.
Non lo sento in totale erezione ma un po’ morbido. Inizio a leccare la cappella mentre spinge dentro di me,
Sento il cazzo in culo indietreggiare quasi fino ad uscire per poi piantarsi dentro di me nello stesso momento in cui il cazzo in bocca inizia a pisciarmi in gola impedendomi di urlare.
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