incesto
Intrigante Moglie, amorevole MAMMA!
06.04.2026 |
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"“Amore, abbracciamo e accarezziamo il nostro bambino!”
È un attimo averlo accanto con il cazzo esageratamente duro..."
Doverosa premessa:Concludiamo una lunga storia di momenti vissuti!
Consapevoli di quante coppie, oggi, soffrono del raffreddarsi di quella passione che tiene uniti due cuori, due menti, due corpi. Quante di loro per vergogna, forse per reciproco rispetto, subiscono l’ineluttabile trascorrere di un tempo che non lascia grandi opportunità!
Subentrare la paura di aprirsi, l’alternativa, rischiare di perdersi!
La soluzione trovarla in famiglia.
Alle confessioni di una madre, abbiamo riportato la travolgente evoluzione dell’immenso suo amore. Alle prime preoccupazioni allo scoprire dello spiarla del giovane figlio, seguire un lungo periodo di patemi, lentamente trasformatosi in voglia, desiderio, eccitazione.
Raccontando le sue emozioni, abbiamo trasferito il fare di un amorevole madre e del suo diverso bisogno di amore nel concretizzare un sogno altrimenti irrealizzabile.
A seguire ci siamo dedicati ai pensieri di Pietro. Alla sua paura di essere stato scoperto, contrapporsi la sfacciataggine di una splendida troia. L’amorevole sua disponibilità materializzare il sogno del giovane mandrillo nel possedere, impetuoso, il corpo della conturbante madre condividendone gli eccitanti tremori.
Poi abbiamo descritto la intrigante fantasia del padre. Trasgressivo complice, artefice di un ritrovato, perverso piacere cercato, voluto, e fatto condividere
con gli amori della sua vita!
Adesso l’ultimo episodio, costruito immaginando ogni loro passaggio sino ad un vivere un meraviglioso Natale.
Una lunga storia (da leggere con la giusta empatia) per le tante mamme che vivono quegli stessi patemi ritrovandosi in quelle iniziali paure, sofferenze, assilli, preoccupazioni.
Speriamo che il nostro racconto sia per tante coppie quello che loro sono stati per noi: il coraggio di osare!
Onore al loro coraggio.
A voi, lettori, è dedicato il nostro racconto, a loro, artefici del vostro piacere, il nostro grazie!
Il racconto:
“Mamma, ti prego, resta sporca! Voglio che la mia sborra ti resti addosso per tutto il giorno, e non cambiare le lenzuola, lasciale bagnate del nostro piacere. Papà deve sapere che ti scopo, voglio che sappia che, da ora non sei più solo la sua troia, sei anche il mio splendido puttanone!”
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Pietro è uno stallone instancabile, e non perde occasione per trattarmi da troia.
Ed io glielo permetto!
Oggi ha preteso che l’odore del nostro godere restasse su di me, che la sua essenza di maschio mi accompagnasse sino al rientro di suo padre. Come se intendesse fargli sapere che gli appartengo: - marcare il suo territorio - tipico dei maschi.
Il solo chiederlo mi manda, letteralmente, fuori di testa!
Già immagino quale sarà la reazione del padre. So che si ecciterà come un maiale, ma lui questo non lo sa!
Da quando mi sono concessa a lui è rinato il rapporto con mio marito, ed al mio non nascondergli nulla, è tornata, intensa, la nostra passione.
Ore trascorrono con mille pensieri in mente, e sale forte la mia voglia di cazzo!
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Rientro a casa. So per certo di un’altra loro giornata di sesso sfrenato. Nessun limite al loro perverso godere. Ne sono certo e, ben consapevole, lo accetto!
La conferma la ho in camera nostra. L’odore di sesso è forte, respiro l’acre essenza di una incestuosa passione.
Un momento, un solo attimo di iniziale smarrimento, per una sfacciata considerazione:
“Amore mio sei una meravigliosa puttana!”
È niente il mio denudarmi e ritrovarmi spudoratamente eccitato sotto il piumone e, al forte diffuso piacere tra le lenzuola, un bacio, una carezza per l’inimmaginabile!
Irrefrenabile la voglia di leccare quel perverso piacere. Amo il mio sapore di sborra misto al suo piacere, dopo che la scopo, ma è il piacere di nostro figlio che ora assaporo, e cresce la voglia di scoparla.
Colpi secchi, furioso, continui, come se non ci fosse un domani,
sino a pretendere di sborrarle sul viso quale segnale della mia presenza tra di loro.
È stato semplicemente travolgente!
Inevitabile ora soffermarmi sull’attuale momento!
Il nostro rapporto di coppia attraversare un lungo periodo di stanca. Le nostre notti continuare a raffreddarsi! L’ardore affievolirsi ma la passione voler restare alta. Ci mancava quel qualcosa in più che tenesse alto il desiderio, che non ponesse limiti a momenti dove lussuria e libidine si fondono in un tutt’uno rincorrendo il comune piacere.
Allora complici, imporci di cercare soluzioni! Entrambi di mentalità aperta, sappiamo bene che in amore non devono esserci limiti, ben consapevoli che il piacere non è il solo intreccio di corpi, ma il completo coinvolgimento di fervide menti.
Unica condizione il reciproco rispetto!
Così decidere di sfruttare quella sua innata indole di splendida, e selvaggia, puledra. In niente convincerla ad esaltare il suo saper essere sensuale in ogni momento del suo fare. Lasciarsi ammirare provocante femmina in aderenti tailleur, corte gonne, trasgressivi décolleté. Porsi in ammiccanti atteggiamenti, e leggere in sguardi interessati la voglia, l’eccitazione capace di saper trasmettere. Poi, assieme, condividere il salire di piccanti fantasie.
Poco per apprendere della sfacciataggine del collega di ufficio ostentarle un duro cazzo al suo sfrontato chinarsi davanti alla fotocopiatrice rendendo chiaro il disegno del minuto perizoma indossato; del diffuso rossore sul viso del ragazzo di bottega ai profondi suoi respiri gonfiare il procace seno impreziosito dal pizzo di un fine reggiseni; Sentirsi etichettare troia dal rude addetto alla pompa di benzina al sollevare la gonna oltre un lecito fare, lasciando al bordo scuro di finissime autoreggenti di esaltare le tornite, e lunghe, cosce.
Un fare accumunato da una sola, piccante, fantasia: farsi sbattere urlando dal piacere!
Poi al suo confessarmi le intime emozioni, essere io che la inculo sulla scrivania del suo ufficio, io che la scopo furioso nel retro di una scura bottega, io che le sborro in bocca ad un pompino rubato in un anonimo bagno di una stazione di servizio.
Un erotico gioco che, in poco, ha riacceso quel fuoco della nostra passione che stava rischiando di diventare solo fumo, lento nel suo dissolversi.
Alle ritrovate intense notti, seguire nuove mie intriganti fantasie, poste in essere dal suo provocante fare. Nell’arricchire di piccanti particolari i suoi momenti, è come se la vedessi spudorata troia eccitata, eccitare per eccitarmi!
Grazie a lei ho scoperto il piacere del voyeurismo, ed una inconsapevole inclinazione cuckold!
Così al mio volerla sempre più porca, unirsi intrigante una sua fantasia: voler godere, contemporaneamente, di due splendidi cazzi in pieno tiro.
Che splendida troia!
Non tutti i mariti hanno la fortuna di avere una moglie esibizionista e troia, e poche le mogli con accanto un uomo disponibile ad offrirla porca per il rispettivo piacere!
Ma in quel suo provocante trasformarsi, non aver fatto i conti con un figlio adolescente in casa. Ai mattinieri agghindarsi, scoprire di essere spiata dall’amato figliolo.
Spaventata confessarmi la preoccupazione. Patemi ed assilli unirsi alla vergogna.
Ad un lungo periodo seguire non sapere come affrontare il problema. Riconoscerci delle responsabilità e, assieme, decidere di lasciare al passare del tempo l’affievolirsi delle morbose fantasie del nostro ragazzo, consapevoli che per un adolescente in pieno tumulto ormonale basta un nonnulla per stimolare perniciosi desideri verso la prima donna che gli sta accanto, incurante del fatto che quella femmina è la madre. E, nel suo caso, una spudorata madre!
A quell’essere permissivi, avere la certezza di lunghe soste dietro quelle sue porte chiuse.
Al rendermi partecipe delle sfacciate presenze, pensieri turbarla, dubbi assalirla, e al considerarsi una madre degenerata, ammettere di subire occhi risalire la conturbante sua figura e non riuscire ad opporre le più giuste difese.
L’indole di esibizionista incidere, e quel giovane cazzo cominciare ad intrigarla!
Così al lento suo, piacevole, coinvolgimento emotivo, una perversa fantasia intrigarmi e crescere al pari dello sfacciato fare del nostro ragazzo. Un assurdo pensiero: e se in quel nostro trasgressivo gioco quel secondo cazzo lo si avesse in casa!
Con in testa quella sua eccitante fantasia:
“Amore desideri ancora scoparti un altro cazzo, mostrarti troia, concedergli la fica, il culo, la bocca, senza alcun limite, e godere con lui assieme a me?”
Solo un attimo il suo riflettere: “Si! Lo voglio, ora più che mai!”
L’ammissione che cercavo, e che volevo sentire!
Così pormi sfrontato complice allo scemare dei suoi patemi, ed incidere sul suo ruolo di amorevole madre per offrirsi sensuale femmina al fare del nostro giovane marpione.
Un gioco che vedeva il nostro ragazzo inconsapevole attore!
Poi condividere con me i perniciosi risvolti, sino a pretendere da me quel piacere che non riusciva a donare al figlio. Darsi splendida puttana per il comune godere, ma avere, netta, la sensazione del suo piacere sì pieno, travolgente, intenso ma non del tutto appagante!
All’affievolirsi del ruolo di madre, incidere sui suoi pensieri: “Amore fai ciò che ritieni possibile! Dai a nostro figlio il più alto sentimento dell’amore di madre. Non sentirti in colpa, né pentirti! Nessuno potrà mai condannarti. Figurati io!”
Per poi aggiungere sfacciato: “Non tutti i figli hanno una mamma così sensuale e porca.”
Solo un attimo, allibita, sorpresa, e temere una reazione indispettita al mio proporre un incestuoso rapporto. Ma è bastato un bacio pieno di passione per leggere negli occhi un’espressione piena di lussuria e libidine. Non avevo mai visto quello sguardo!
Un attimo e la sua mano stringere il mio duro uccello. Io tremare nel trovarla bagnata!
“Si voglio il suo cazzo, voglio farmi fottere come una puttana da mio figlio.”
Poco per cedere!
L’essere troia avere il sopravvento e, al suo godere, il nostro piacere toccare livelli indescrivibili, mai raggiunti!
“Amore, ha un meraviglioso cazzo! Sai quanti ne ho fatto godere, ma ti giuro che mai nessuno mi ha dato così tanto piacere. Nessuno mai mi ha riempita la bocca, la fica ed il culo, con una quantità di sborra così esagerata! Ma non intendo privarmi del tuo cazzo. Lui placa la mia voglia di cazzo, tu esalti il mio desiderarlo.”
Una ammissione che ha scatenato in me una perversa riflessione:
“Tesoro basta che tu lo voglia e quel giovane cazzo potrebbe farci vivere piaceri infiniti! Sarebbe meraviglioso condividere con lui tutti i nostri desideri, i più inconfessabili e depravati, quelli che da tempo sognamo! Immagina tu a succhiare il cazzo a tuo figlio mentre io, suo padre, ti inculo. Sarebbe meraviglioso!
“Si, sarebbe bellissimo, lo voglio, e lo desidero!”
Una lunga pausa di riflessione: “Ma devi lasciare fare a me, ho bisogno di tempo, e non sarà facile.”
Splendida troia nell’offrirsi disponibile a costituire quel triangolo che vogliamo da tempo.
Lungi dal mio condannarla, consapevole spalla ho favorito il suo sublime momento, ed ora il nostro comune intento: volere andare oltre!
Perché colpevolizzarci adesso che è il momento di perseguire il come concretizzare un perverso desiderio: avere nostro figlio nello stesso letto. Insieme volerlo! Assurdo!
Il piacere nel vederla chiavata da mio figlio, mi farà superare il problema dell’incesto?
Ma un nuovo assillo, adesso, sconvolgerla!
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Prendo atto che è cambiata la mia vita, totalmente cambiata, meravigliosamente cambiata!
Quel nostro intimo gioco con suo padre: cercare spunti per riscaldare le nostre fredde notti, liberando quel mio saper essere una caldissima troia, avere dei risvolti inattesi!
So bene come provocare, come eccitare, Mi basta avere un cazzo davanti per liberare la mia fantasia. Esaltare il mio corpo ad occhi vogliosi, un gesto, uno sguardo, e leggere in espressioni eccitate la voglia di sbattermi. Al solo immaginarlo ritrovarmi calda e bagnata!
Poi condividere con il mio uomo le mie emozioni, coinvolgerlo con le mie fantasie e pretendere il suo duro uccello per saziare l’alto, e continuo, mio bisogno di cazzo!
Per lui sono moglie, amante, complice, splendida puttana, sempre disponibile a rendere concrete le sue erotiche fantasie.
Un gioco che mi ha preso al punto che già al mattino mi sentivo spudorata troia, pronta per nuove emozioni sempre più intriganti e trasgressive. E in uno di quei miei mattini percepire una presenza dietro la porta del bagno, poi un ombra sparire veloce.
Fruscii farsi sempre più insistenti, costanti, sino ad accorgermi di essere spiata dal mio bambino.
Disagio e vergogna unirsi a turbamenti e paura. Ascoltare lunghi respiri spezzarsi e non certo ad un innocente fare.
Cercare nella comprensione del padre il conforto al mio disagio.
Difficile trovare soluzioni se non impormi di tornare anonima madre rinunciando alle nostre erotiche fantasie.
Seguire i n lungo periodo di stasi, notti di continui pensieri, mille assilli a quelle presenze diventare pressanti.
Nell’immaginare uno sporco fare dietro quella porta chiusa, trovare il coraggio per affrontarlo. D’impeto aprire quella porta ed incrociare gli occhi del mio bambino. Sorpreso, uno guardo intenso, l’espressione del cane appena bastonato, ma difficile mascherarmi la potenza di un duro uccello.
Lunghi secondi di un silenzio assordante, al seguire il correre in camera sua, cercare un senso ai suoi pensieri - Guarda il mio corpo, fantastica sul mio essere, si tocca, gode! -
Frastornata, priva di forza, la schiena appoggiata alla parete, incrociare ancora il suo sguardo. Occhi fissi su di me, le mie mani tentare, inutilmente, di coprire un corpo nudo. Chiedermi come mi sogna, quale il desiderio e ascoltare un lungo gemito di piacere nell’abbandonarsi in un sicuro, e intenso, sporco piacere a me dedicato!
Tremare, ad una emozione intensa, forte, mai avuta!
Rannicchiata su me stessa, lunghi minuti e stentare a riprendere il mio ruolo di madre.
Lottare con me stessa e, alle prime intriganti riflessioni del padre, la preoccupazione scemare, la vergogna sparire e cedere disponibile all’offrirmi femmina per il mio ragazzo.
Primi ammiccamenti, sorrisi maliziosi, sensuale il mio propormi a lui dietro quella porta non più del tutto chiusa. L’iniziale paura piano piano, sparire, trasformarsi in desiderio, eccitazione, voglia di peccare, ed assalirmi, impetuoso, un incestuoso desiderio!
Ma, ancora, combattere tra l’essere madre ed il morboso piacere di poter godere di quel suo meraviglioso cazzo che avevo visto in splendido tiro.
Pochi giorni, e sconvolgermi a diffuse tracce di un perverso piacere lasciate sull’anta di quella porta schiusa. Ad un seme scivolare lento a terra, caldo, denso, la certezza dei suoi pensieri, del suo desiderio e del salire della mia di voglia!
Solo attimi per decidere. Alla sua ombra sparire, non riuscire a contenere l’assurda e morbosa voglia. Attratta dalla forte essenza di maschio, chinarmi, accostarmi. Sconfitta la vergogna, la lingua raccogliere quel giovane piacere, portarlo alle labbra, la bocca saggiarne il sapore. Ad un lungo brivido percorrere la schiena, ritrovarmi con due dita a tormentare la fica, lasciandogli ammirare una madre troia.
Al confessare al mio uomo il mio tormento ritrovarmi splendida maiala con in testa quel duro cazzo. La mente dover rifiutare, ma il corpo invocare il perverso piacere.
Ai riti delle docce, alimentare il mio provocante fare. Lasciare libere le mani di accarezzare lascive il corpo nudo, le dita giocare con gonfi capezzoli, occhi chiusi, gambe larghe ed entrambe le mani sul ricco ciuffetto
Respiri prolungati, e strette labbra contenere lunghi gemiti. Sussurrare il suo nome per sfidarlo ad osare.
Quel mio iniziale turbamento definitivamente trasformatosi in piacere di fronte al duro cazzo del mio piccolo marpione schizzare furioso davanti a me. Pretendere il suo caldo seme sul viso, sul seno, volerlo in bocca.
Ma ancora la paura inibirmi!
Lottare con me stessa, trovata la forza, ed il coraggio, per soddisfare i miei desideri cedere alla furia del mio giovane stallone.
Mi sono concessa a lui senza vergogna né pudore. È stata una emozione intensa, forte, mai provata prima in vita mia!
E continuare a coinvolgere il mio uomo e non certo per sensi di colpa. Al contrario per condividere assieme il ritrovato ardore nel concedermi, porca ed eccitata, totalmente a lui per il suo di piacere, arricchendo sempre più di perniciosi particolari le intime confessioni sul mio godere con il nostro ragazzo.
Adesso mi divido tra due splendidi cazzi a mia completa disposizione. L’irruenza, e la forza, del giovane stallone, sempre pronto a soddisfare la mia insaziabile voglia di cazzo, e la perversa fantasia di suo padre nel rendergli partecipe il mio godere. A lui devo aver superato le mille paure, la vergogna, gli assilli.
A lui il merito del mio morboso piacere!
Ma ora sono le difficoltà di mio figlio a preoccuparmi. Avergli confessato che il concedermi è stata una decisione condivisa con suo padre, sorprenderlo e, nello stesso tempo, sconvolgerlo. Una cosa è coronare il sogno di ogni adolescente di scoparsi la propria madre, altro è scoprire che il padre lo ha favorito!
Una sola certezza: non intendo assolutamente fermarmi ora! Troppo alto il piacere che provo tra le loro braccia per rinunciare, e non avere alcuna intenzione di farlo! Al contrario perché non fondere due sentimenti di diverso amore in un unico momento di intenso piacere condiviso assieme agli uomini che amo. Offrirmi porca ad entrambi! La cosa pur spaventandomi mi intriga da impazzire!
Si adesso voglio due cazzi. Voglio quello di mio marito e nostro figlio! Li voglio entrambi! Li voglio assieme dentro di me!
Ma una cosa è la fantasia, diverso, e complicato, realizzarla!
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Scopo mia madre!
Un desiderio cresciuto in un lungo periodo. Ho seguito il suo accattivante proporsi in casa, il suo trasformarsi da donna in stupenda fica. Il suo agghindarsi al mattino, accentuando sempre di più il suo essere provocante. Sul letto i suoi accattivanti capì di finissima lingerie, in camera il suo vestirsi, truccarsi, proporsi seducente e porca e restarne ammaliato al punto di sfidare il rispetto dovutole e lasciare spazio a perverse fantasie.
Spiarla al mattino nelle sue docce, e dietro quella porta chiusa, sognare le mie mani spaziare sull’intrigante corpo nudo, il morbido seno modellarsi ai miei tocchi, gonfi capezzoli indurirsi tra le mie labbra. Chinarmi e restare estasiato dal ricco ciuffetto ben curato tra le tornite cosce, ammirare il gran bel culo. Scoprire in mia madre una adorabile femmina.
Ed il tutto attizzarmi!
A lunghe notti insonni ascoltare i suoi respiri diventare sospiri intensi. Gemiti di un sicuro, intimo, piacere e, al buio, sognarla spudorata troia godere della potenza del mio duro cazzo. Condannarmi, ma non riuscire a controllare il salire di potenti eccitazioni sino sborrarmi tre le mani.
Così aspettare i mattini, in quei pochi minuti dei riti delle sue docce, privo di volontà, dissociarmi dalla realtà, e rischiare ogni giorno sempre di più.
Inevitabile il suo scoprirmi! Nessuna reazione da parte sua, al mio impacciato ammirare un bellissimo corpo nudo. Scappare e, per la vergogna, impormi un lungo tempo di rinunce al mio sollazzo.
Ma quelle sue lunghe, e continue, notti incidere. Il suo gemere diventare urli come fossero un intrigante richiamo. Trovare il coraggio ed al buio assistere il pretendere dal suo uomo il piacere.
Sorpreso scoprire mia madre una splendida, e esigente, troia!
Poi quella porta schiudersi, come fosse un invito ad una speranza poter diventare realtà!
Percepire una forma di complicità nel suo lasciarsi ammirare sensuale. Nulla fare per privarmi del suo nudo corpo, per inibire il mio nascosto piacere, al contrario netta la sensazione del sapere della mia presenza e, offrirsi sempre più intrigante e disponibile nel favorire il mio sporco fare.
Come se il suo sfrontato atteggiarsi sfidasse un mio possibile osare!
Al chiedermi se una madre può desiderare il proprio figlio, farmi azzardato e lasciare chiaro il segno del mio sporco desiderio a lei dedicato. Scoprirlo, non reagire. non dire nulla, anzi al contrario favorire la mia eccitazione, come a volermi imporre coraggio.
Provocare il mio ardore!
Assalirmi dubbi, non sapere se è una comprensiva madre o una spudorata troia.
Quel dubbio infondermi coraggio al punto di rischiare rendendole palese la mia potente eccitazione stretta in un pugno.
Lei sorprendermi! Pretendere la mia presenza. Sorridere maliziosa al mio, impacciato, ostentarle il duro cazzo. In silenzio chinarsi, stringerlo tra le dita, accarezzarlo con morbide labbra, in niente risucchiarlo nella calda bocca. Tremare al sapiente fare di una esperta lingua. Troppo breve il momento di un sublime piacere, in poco, il corpo irrigidirsi, gemere. Il suo sguardo autorizzarmi a sborrarle addosso. Ripetuti schizzi sporcarle il viso, riempirle la bocca scivolare sul seno. Le mani spargere il caldo seme su di un corpo in fermento, e al mio volere di più assalirle i sensi di colpa.
Ammettere il suo desiderarmi. Si volermi, ma non intendere tradire la fiducia del suo uomo, quell’uomo con il quale condivide tutto, nel bene e nel male!
Chiedermi di aspettare, ma continuare a provocarmi, intrigarmi, eccitarmi. Ai riti delle docce, ascoltare i suoi pensieri sussurrati, carezze rubate. Accorgersi dei miei malesseri, pretendere il mio piacere, ma lasciarmi gioire del solo calore della sua bocca.
Ancora lunghi mesi di miei tormenti al crescere delle sue provocazioni prima di concedersi in tutto l’essere la splendida troia dei miei sogni.
Poi quella nostra prima notte, soli in casa, scoprirla magnifica femmina, calda, sensuale e porca.
Mi ha dato tutto. Bocca, fica, culo. Al mattino pretendere il mio leccarle la fica e lasciarmi godere del suo essere insaziabile troia nel volere il mio piacere per soddisfare il suo!
Ma quelle sue focose notti con il suo uomo continuare. Il suo gemere essere un richiamo, e scoprire che ha confessato a mio padre ogni nostro momento. Non nascondergli nulla del nostro piacere.
Ammettere del suo bisogno della potenza del giovane cazzo che la distrugga, che la faccia tremare, urlare, godere, ma non privare mio padre del piacere del suo corpo.
Da me vuole la furia del giovane mandrillo, da lui pretende la fantasia.
Una considerazione assillarmi: Papà ha bisogno di stimoli per trombarla!
Si la scopo, e mio padre lo sa!
Nessuna sua reazione, anzi al contrario scoprire che ne è stato il principale artefice! Apprenderlo mi ha sconvolto! Non riuscire a comprendere come questo possa essere possibile!
Un paradosso: Dovrei ringraziarlo!
Senza il suo aiuto mamma non avrebbe avuto la forza di offrirsi a me.
Io farlo becco e lui esserne compiaciuto! Frastornato da un fare che mi è difficile capire. Quale il motivo, quale il fine.
Non mi è facile accettarlo!
Al mattino l’espressione del suo viso confermarmi una notte di perverso piacere. Incrociare il mio sguardo e sorridermi sorniona aspettando il mio di piacere al rito delle sue docce diventate preludio di potenti sborrate. Ogni volta più intense, copiose, coinvolgenti!
Sono in subbuglio!
Quale il motivo, quale la ragione.
Con in testa quel suo pensiero:
Non voler tradire la fiducia del suo uomo, condividere con lui, tutto nel bene e nel male - un dubbio assalirmi e se la “presenza” di mio padre fosse inevitabile al mio voler continuare a godere del suo essere anche la mia spudorata troia.
E se va bene a lui perché non accettarlo!
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Il nostro dopo non facile da gestire. Palpabile la tensione in casa, forte il disagio!
Sapere del mio ruolo non ha risvolti positivi. Mi è tangibile la paura della sua reazione al mio sapere.
Ma quali i suoi pensieri come mi giudica, un solo dato lui è come se non accettasse la mia presenza. Occhi bassi, sfuggire il mio sguardo. Pranzi e cene scorrere nel più assoluto silenzio. Al mio essere in casa il suo stare sempre chiuso in camera.
Ha percepito qualcosa che gli sfugge. Rifiuta, forse per paura o timore reverenziale, quel nostro morboso gioco che lo vede inconsapevole attore.
Non riuscire a capire come affrontarmi ora che sa. Immagino il suo forte dilemma: al chiedersi se sbattersi la mia donna sia giusto e, a suo vedere, io non lo merito.
E questo lo spaventa!
Ma ancora non sa quale il mio fine. Non immagina neanche lontanamente che voglio condividerla con lui.
Una sola certezza. Per lui è, ora, naturale, al mattino aspettare il mio uscire e scoparsi la madre e lei, ben disponibile, lo accoglie.
Loro condividono il piacere. Ma io ne resto escluso!
Solo il raccontarmi il suo piacere e goderne assieme, con Pietro sempre più presente nelle nostre notti!
Questo dopo incidere sulla nostra perversione che la vede sempre più grandissima troia nel perseguire quella voglia di ritrovarci tutti e tre, eccitati, con la voglia di sbattere assieme la nostra magnifica troia!
Ma lui accetterebbe anche me?
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Un puledro mai domo, una potenza di maschio tutto da scopare. Il suo cazzo mi delizia, facendomi godere come non mai e, sentirlo sempre più duro, tutto dentro di me, mi rende felice!
Sta imparando bene come far godere una femmina. Mi sbatte in un modo che dire meraviglioso è solo riduttivo. È superbo! Riesce a governare l’irruenza del giovane stallone, e quel suo duro cazzo esalta il mio essere la sua splendida troia!
È un crescendo il suo chiedermi di più, ed è spudorato il mio totale offrirmi sempre più porca, sempre più troia nel farmi riempire la bocca, la fica, ed il disponibile culo dai potenti schizzi di un giovane cazzo.
Non mi pongo alcun limite ora che il mio fare non è più quel trasgressivo gioco avviato con suo padre, è un qualcosa di più sublime! È coinvolgere gli amori della mia vita, averli assieme, stringerli a me, certa che il nostro dopo sarà ricco di intense emozioni che non avranno fine!
Ma ho colto nel suo comportamento ciò che ritengo possa essere un grosso problema per noi. La sua reazione al sapere del padre incidere e rendere irrealizzabile quella mia intrigante fantasia: impazzire al piacere di due splendidi cazzi in pieno tiro tutti per me.
Ora ho da capire come coinvolgerlo senza che per lui sia un trauma. Trovare il modo, il momento, la più idonea strategia. Cercare il giusto equilibrio tra la passionale e calda moglie e l’amorevole madre, spudorata e troia.
Con questi pensieri, ora non so come gestire la situazione.
Non voglio che lui si senta a disagio, voglio che sia consapevole che suo padre è nel gioco!
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Dio che troia!
Quel suo angelico viso trasformarsi da madre in femmina, esaltare il suo proporsi sensuale e troia incurante del tempo, del posto e della presenza di papà in casa.
Sempre più intrigante nel suo, continuo, provocarmi, stuzzicarmi ed io farmi sempre più audace e rischiare veramente grosso. Difficile contenere una eccitazione che non mi è facile governare.
La sbatto ogni volta più furioso, fantastica nel succhiarmi anche l’anima, meravigliosa nel darmi il culo. Nessun limite frena la nostra incestuosa fantasia. Lei pretende, spudorata, il mio duro cazzo nell’invitante culo, vuole le mani sotto le corti gonne, si fa trovare bagnata con le mie dita nella fica. Trema al mio sguainarle il voglioso cazzo e regalarmi un veloce, ma intenso, pompino senza che la labbra perdano una sola goccia del mio piacere.
Amo il calore della sua bocca!
Poi le sue focose notti con il suo uomo, ascoltare gemiti salire, come fossero un invito ad ammirare corpi intrecciarsi nel suo offrirsi porca senza alcun limite. Pretendere il cazzo del suo uomo con la stessa, intensa, passione con la quale lo chiede a me.
Al buio renderle palese la mia presenza e lei esaltarsi troia. Sillabare il mio nome, invocare la mia presenza e farsi scopare, come fosse il pegno da pagare per l’opportunità offertami.
Come volermi far intendere che è troia per entrambi!
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Felice non solo per il suo piacere ma anche per il suo coraggio. È ammirevole il suo sapere districarsi tra l’amorevole, e spudorata, madre e l’eccitante, e trasgressiva moglie.
Quel suo pretendere l’incestuoso piacere e, poi, compiacere la mia perversa fantasia. Coinvolgermi nelle sue emozioni cercate, volute, vissute e, nel confessare l’intenso piacere donato al figlio, arricchire di particolari quei suoi intimi trasgressivi momenti. Condividere con me il suo piacere è una continua sorpresa che mi attizza come non mai! È come la vedessi esaltare il magnifico puttanone che è in lei, con un unico comune denominatore: essere la nostra troia, sempre più porca!
Eccitato dalle sue trasgressive emozioni, la implorara a far di più: far si che quel nostro morboso desiderio diventi reale al più presto!
Il suo essere, ed il suo fare, intriga i miei di pensieri, e al salire di continue provocazioni, la convinzione che presto riusciremo a coronare il nostro sogno in un crescendo di sicure, perverse, emozioni!
Ma io resto, ancora, ai margini, e non mi basta più solo sapere.
“Amore voglio ammirarti troia tra le sue braccia. Desidero vedere la tua espressione di porca mentre lo succhi, vederti tremare quando ti incula. Voglio ascoltare il salire dei tuoi gemiti e sentirti urlare mentre godi e ti fai sborrare addosso. Mi è dovuto per il mio esserti complice. Fai godere anche me del meraviglioso momento che viviamo.”
“Tu mi fai impazzire, sei un meraviglioso tentatore!”
Negli occhi la lussuria superare la preoccupazione, l’espressione confermarmi il farlo, unica condizione non lasciarmi trasportare dall’emozione.
“Già immagino che ti sarà difficile governare la tua eccitazione, ma promettimi che sarai discreto!”
Solo pochi giorni.
Guardarla, e restare intrigato del suo sfacciato mattiniero proporsi.
“Amore, se fossi lui vedendoti oggi così troia mi verrebbe una gran voglia di romperti il culo!”
Con indosso una leggerissima vestaglia bianca, corta un po’ più su del ginocchio, stuzzicante nella sua trasparenza. Piccole spalline favoriscono l’abbondante scollatura, ovviamente niente reggiseno. Un minuscolo perizoma rosso copre a malapena la fica, frivolo il minuto laccetto infilato tra le chiappe, esalta il gran bel culo. Alti sandaletti rendono la sua figura fortemente sensuale, oserei dire più una magnifica porca!
Da consumata troia mi è chiaro il suo volerlo provocare!
Di soppiatto seguo il suo stuzzicarlo, lo fissa per lunghi istanti e, nel dargli le spalle, sorride sorniona alla potente eccitazione del suo bambino.
Sculetta mentre prepara la colazione, come a voler sfidare la sua eccitazione tanto che è impossibile non notare le continue sferzate di un duro bozzo modellare ritmico il largo boxer.
Mi è chiaro l’invito ad osare!
Lui non tirarsi indietro. Titubante il suo accostarsi alle sue spalle, le labbra sul collo, l’impertinente lingua lenta scorre una pelle che si elettrizza.
Intrigata lo lascia fare. Lui, sfacciato, andare oltre.
Non più timide mani risalgono il prosperoso seno, sfacciate le dita pizzicano diventati turgidi capezzoli.
Geme. Soffoca tra le labbra chiuse il salire del suo piacere.
Le mani tornate sui fianchi la tirano a sé, appoggia l’uccello in piena erezione sull’invitante splendido culo. Sfrontato il suo roteare il bacino, cerca di infilare, anche se da sotto la stoffa, la punta del cazzo tra invitanti chiappe.
La nostra troia contorcersi!
Chiaro il segnale che lo vuole duro e tutto nel culo!
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Stamattina deve essere alta la voglia di cazzo di mamma. Una leggera vestaglia mi permette di ammirare tutto il suo essere la mia splendida fica. Libero il morbido seno ciondola, gli scuri capezzoli disegnano il delicato indumento, l’inesistente perizoma esalta l’adorabile fondischiena con il filetto incuneato eroticamente tra le chiappe dell’invitante culetto.
Cazzo quanto è troia mia madre!
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Come ogni mattino il mio giovane mandrillo è spudorato nel suo, sfacciato, alzabandiera. Sale, incontrollata, la voglia di quel meraviglioso cazzo. Stamattina lo desidero duro e tutto nel culo!
Lascio che mi ammiri dondolando sfrontata il gran bel fondoschiena che, birichino, si modella dalla bianca vestaglia. Volutamente esagero nel propormi troia al mio bambino.
Sento i suoi occhi addosso, risalire la mia figura, ascolto il suo respiro crescere. Conosco bene quei sospiri nel morirmi sul collo.
Un contatto che mi procura una sensazione intensa, come se una forte scossa elettrica attraversasse un corpo che si scalda.
Pretendo il suo cazzo!
Tremo! Sto impazzendo, sto già colando in maniera incredibile. Non riesco a contenere la voglia di aver il mio giovane cazzo tutto nel culo.
Si ferma, solo un attimo, i nostri sguardi fissi uno contro l’altro. Non sto nella pelle. Lo voglio tutto dentro. Perché aspettare!
“Amore di mamma inculami. Ti prego fallo ora!”
Decisa, è un attimo liberare dal boxer il durissimo palo che preme fra le mie chiappe, stringerlo tra le dita e, lenta, masturbarlo.
Impetuoso il suo sollevarmi sino ai fianchi i lembi della vestaglia, scoprire il disponibile culo e, sfrontato, muovere il bacino. Tremo con il duro cazzo che mi scopa la mano e la grossa cappella che sbatto furiosa tra invitanti chiappe.
Eccitazione e voglia fuse in un tutt’uno!
“Amore di mamma inculami! Sbattimi forte, voglio godere con il cazzo nel culo!”
Non finisco la frase che, con una spinta vigorosa, il mio adorato porcellino mi incula.
“Così, spingi forte… dai fammi sborrare!”
“Mamma sei la mia puttana! Ti sfondo il culo come piace a te, e tu toccati per me!”
Ormai sa che amo essere trattata da troia, e la volgarità del suo pensiero accentua la mia voglia, aumenta il mio piacere.
Al respiro che si spezza contrapporsi il gemere incontrollato del mio giovane stallone.
Ai colpi del cazzo nel culo, porto le dita sulla calda fica, cerco il duro grillo, anulare e indice allargano le intime labbra ed il medio è tutto dentro. Mi chiavo! Un piacere pazzesco, una sensazione meravigliosa che mi spezza il respiro.
Strozzo tra le labbra il mio piacere, è frenetico il dentro e fuori delle dita nella fica.
“Mamma ti voglio troia!”
Impossibile resistere ad un trattamento del genere, e le oscene frasi di mio figlio mi danno il colpo finale, mi mandano in estasi.
Ogni suo affondo mi fa sobbalzare in un delizioso dentro e fuori. Lo fa divinamente!
Un piacere che mi sta portando all’orgasmo, sento che sto per sborrare, e ne faccio partecipe il mio incestuoso bambino.
“Siiiii!!!! Cosììììì…… più forte… fammi sborrare!”
Continua ad incularmi procurandomi nuove e inimmaginabili sensazioni. Mi incula con un cazzo umido, e caldo completamente intriso del mio piacere. Mi scoppia la testa dal godimento che sto provando!
Spingo verso la potente verga che sento tutta dentro. Sento i coglioni sbattermi contro le natiche, stringo con tutta la forza che ho il buco del culo intorno al cazzo, lo imprigiono dentro di me e non intendo farlo uscire finchè non sborro!
Sento l’orgasmo partire dalla testa, percorrere la schiena e arrivare sul ventre.
“Amore… sto sborrandoooo!!!! La tua puttana sborra!!! Inculami forte… forte… sfondami il culo che voglio godereee…Affonda il cazzo… affonda… si… così… forte… spingi forte nel culo… forteee… Ohoooo!!!!! Siiiiiiiii!!!! Cazzoooo…. Vengoooooo!!!
Una stupenda sborrata mi toglie il respiro.
Attimi ed il buchetto del culo percepisce la sua verga gonfiarsi. Comincia ad ansimare e grugnire come un maiale senza fermare i possenti colpi di cazzo dentro al culo. Il cuore accelera i suoi battiti, il mio bambino sta per sborrare. Lo sento è pronto. Un perverso desiderio: Dio come mi piacerebbe venisse nella mia bocca.
“Amore mio ti voglio in bocca!”
Sono al limite del massimo piacere, pronta per la sua sublime sborrata con il cazzo di mio figlio che mi incula divinamente quando…
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Grande troia!
Seguo il suo stendere le mani sul piano della cucina, gambe oscenamente larghe, nell’espressione di occhi eccitati chiaro l’invito che vuole quel potente cazzo tutto nel culo.
Lo pretende. Non intende aspettare!
“Amore di mamma… non rimanere così… non farmi soffrire… Ti prego inculami, fallo ora! Dio, dai… dai… lo voglio tutto dentro… fammi sentire zoccola! Dai… spingilo tutto…Non ti fermare.”
Si è così che la voglio! Spudorata troia!
“Si mamma è tutto dentro, stringi il culo, muovilo, fammi sborrare!”
Il suo bambino ormai ha imparato come vuole essere trattata per farla impazzire.
Seguo un suo dito fare la spola tra la fica e il grilletto, si chiavo, lo tira fuori, lo fa scivolare tra le labbra gonfie, fino ad arrivare sul grillo, lo tormenta con violenza. È intenso il suo piacere, con il cazzo di mio figlio che le sfonda il culo!
“Amore di mamma fammi godere…più forte… più forte… così!”
Impossibile contenere la mia eccitazione! Ho il cazzo che preme sfacciato nei pantaloni, vorrei tirarlo fuori, stringerlo in una mano, tirare furioso, avvicinarmi a lei e, assieme, sborrare addosso alla nostra magnifica troia.
Non controllo il mio fare ma, memore della mia promessa, indietreggio di qualche passo, ciò rende palese la mia presenza.
Immediato il suo incrociare il mio sguardo, arretrare, sfilare il potente cazzo dal culo della madre, non facile ricomporsi e, ad occhi bassi, veloce scappare in camera sua, mentre il puttanonefulmina me con lo sguardo.
Fermamente convinto che fosse arrivato anche il mio momento, che se mi fossi fatto vedere con il cazzo duro sarebbe stata l’occasione per accettarmi e lasciarsi andare, e ci saremmo scopati assieme il nostra troione.
Dopotutto è pur sempre la mia donna e qualche diritto c’è l’ho anch’io!
Con forte la voglia di incularla fermo, e reattivo, è il suo netto rifiutarsi a me! Duro il suo riscontro:
“Oggi il mio culo è solo per lui!”
Alla mia rabbia diventare riflessiva:
“Sai già che sono ben felice di farmi scopare mentre ci guardi per il tuo e il mio piacere, ma lui deve accettarti non subirti! Devi avere pazienza, non è ancora pronto. Non è arrivato quel momento! Quando capirò che lo è, allora potrai godere delle nostre espressioni, condividere i nostri gemiti, e unirti a noi! Non avere fretta, ti basta sapere che è solo questione di tempo! E voglio che sia tu ad accompagnare il suo duro cazzo tutto dentro al mio culo!”
Capisco, senza condividere, le sue ragioni, solo la certezza che, presto, riuscirà a trovare il giusto equilibrio, e quel momento ci vedrà, a breve, tutti e tre nello stesso letto, ma il come, il quando deve deciderlo solo lei, sua madre!
Un solo obiettivo ma ci vuole arrivare per gradi.
Razionalità e raziocinio definitivamente sconfitti!
Ormai so che il suo essere troia avrà il sopravvento, il solo pensare di poter godere assieme, mi fa impazzire. Ancora un po’ e potrò ammirare il cazzo di nostro figlio chiavarla come entrambi desideriamo!
Pietro dovrà restare sorpreso del suo magnifico essere la nostra troia. Né io né lui sapremo nulla di quale quel momento e quale la strategia.
Nel frattempo, devo ancora accontentarmi di ascoltare le intime emozioni della nostra troia!
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Stamattina il suo sfacciato proporsi con ancora papà in casa è stata una sorpresa. Imporsi fica e pretendere il salire della mia eccitazione ed io non riuscire a governare il mio tempo. Pochi minuti e l’avrei scopata sotto la doccia. Ma un tempo lentissimo nel suo trascorrere per riuscire a controllare il richiamo di quel suo gran bel culo!
Accostarmi alle sue spalle, il duro cazzo sconvolgerla, ed i suoi tremori autorizzarmi ad essere sfacciato:
“Mamma sei una meravigliosa puttana che vuole farsi sfondare il culo dal figlio! Fammi sentire come lo stringi mentre godi. Dai… zoccola… così dai……troia sborra, e fammi sborrare…”
E al non sapere se sborrargli in culo o pretendere l’ospitale calda bocca, incrociare lo sguardo di mio padre. Terrorizzato dalla sua, possibile, giusta, reazione, in tutta fretta ricompormi, ad occhi bassi passargli accanto e rifugiarmi in camera mia.
Ora combatto tra mille dubbi, tante domande: Perché proporsi così sfacciatamente porca? Perché giocare a far la puttana con papà ancora in casa? Perché non aspettare di essere soli? Pochi minuti e avrei preteso quel gran bel culo, l’avrei fatta urlare il suo piacere ai potenti colpi di un cazzo durissimo.
Ma perché il suo non reagire? Stavo inculando la sua donna! Netta l’impressione che stesse apprezzando il mio fare. Cosa le ha detto lei?
Una sola certezza nei suoi occhi la rabbia. Ma per cosa? Per essere stata interrotta?
Come ha governato poi la sua eccitazione?
Papà se la sarà inculata?
Nessuna risposta, e consumarmi il cazzo a pugnette nel bagno della scuola non placa la mia eccitazione!
Al mio rientro a casa nessun accenno all’accaduto, al contrario!
Ancora quei dubbi assalirmi. Non avere il coraggio di chiedere, ma non riuscire ad impormi di contenere il mio ardore!
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Sento ancora nel culo quel meraviglioso cazzo! Duro, potente, pronto a schizzare tutto il suo piacere. Difficile contenere la mia eccitazione, la mia voglia.
Decisa la mia considerazione: è arrivato il momento! Ormai Pietro sa che il padre è ben consapevole del mio offrirmi troia ad entrambi. Perché rimandare oltre!
Il Natele è prossimi ed è il momento di farli godere di un mio personalissimo regalo ad entrambi!
Non so ancora come convincerlo ad accoglierlo tra noi per costituire un perverso, e depravato, rapporto a tre!
Non pensarci e agire solo d’istinto!
Tremo al solo pensiero di potermi gustare due splendidi cazzi in piano tiro.
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Stasera ho la convinzione che voglia rendere meraviglioso il nostro Natale!
Che sia arrivato il momento di sorprenderci! Quelle nostre fantasie sembra vogliono toccare il massimo. Il giusto coronamento di un desiderio da lungo tempo inseguito.
Al suo proporsi particolarmente provocante, la certezza che sia lei stasera l’attrice principale. Lei che vuole sconvolgerci. Lei che intende possederci. Lei volerci portare a godere.
Mi è chiara la sua strategia: stuzzicare Pietro con io che assisto.
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Come da tradizione, la nostra vigilia in famiglia. In casa l’atmosfera è pregnante.
Indosso un tubino nero corto piuttosto attillato, frivolo l’intrigante spacco laterale esalta il bordo più scuro di autoreggenti nere, una scollatura da urlo lascia poco all’immaginazione, il reggiseno a balconcino comprime il procace seno, e, volutamente, non indosso nulla sotto.
Il mio propormi provocante, e porca, stasera tocca l’apice.
Per loro tutto deve essere una sorpresa in un crescendo di lussuria, libidine.
Si è arrivato quel momento! Un solo fine scoparmeli!
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Il cenone di Natale trascorre, al suo fare contrapporsi sguardi interessati di entrambi. Il suo alzarsi da tavola, servirci le portate, è un fare spudorato. Flette il busto, ostenta il magnifico seno, si china consapevole che il corto tubino si alza sulle lunghe, e tornite cosce, lasciando alla nostra fantasia di immaginare l’oltre.
So che si sta eccitando!
Vorrei potermene accertare, basterebbe allungare una mano, lasciarla risalire tre le lunghe cosce, scoprirla, sicuramente, bagnata, farla gemere a due dita nella fica ma, stavolta, non intendo commettere errori.
Continuo a guardarla con sguardo interrogativo e Pietro, dal canto suo, cerca di fare l'indifferente ma, inevitabilmente, il suo interessato sguardo è calamitato dal provocante fare della madre.
La tensione sale, diventa palpabile!
Bramo alla sola fantasia della sua calda bocca regalarci un doppio pompino con ingoio.
SARÀ FANTASTICO!
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Il fare di mamma stasera darmi tormento. Con papà accanto il suo fare è sfacciato. Si mostra in tutto il suo essere magnifica troia! Esibizionista, esalta il suo corpo, lasciando libera la mia fantasia di spaziare al salire della sua sfrontatezza.
Maliziosa conduce un intrigante gioco, vuol portarmi ad un ‘punto di non ritorno!’
Dio come vorrei scoparla ora certo della sua alta voglia di cazzo!
Impacciato, spaventosamente duro, papà sorride. Lei sempre più lasciva sembra voglia, contemporaneamente, provocare entrambi.
Lo sguardo continuamente rapito dal sensuale fare del mio puttanone, i miei pensieri a cosa mi riserva il suo dopo. Il lungo supplizio durare sino a fine cena.
Una sola certezza mi ha eccitato e, spudorata, continua a farlo.
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Il mio fare durante la cena è stato un crescendo di sfrontate provocazioni. Sentire addosso i loro sguardi di maschio mi ha eccitato, fiera del mio essere porca ed esibizionista. Ho frenato più volte l’impulso di stringere tra le dita il sicuro duro cazzo di Pietro, tirarlo fuori, chinarmi, prenderlo in bocca, succhiarlo avida, lavorarlo di lingua, godere di una potente sborrata, offrendo a suo padre un bel culo da sfondare.
Il solo pensare di poter riceve, contemporaneamente, il loro piacere farmi tremare!
Lo scambio di auguri, e scartare i regali è un momento che lascio duri poco. La mia eccitazione è già a mille, e i loro famelici sguardi contribuiscono a farla crescere ancor di più.
La fica libera pulsa al seguire il loro essere sfacciatamente duri!
È arrivato il momento di godere di dei miei splendidi cazzi per un meraviglioso piacere.
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Nel grande salone, pochi minuti alla mezzanotte pronti a scartare i regali presenti sotto l’albero di pino.
È seduta sul divano, conosco bene quello sguardo. È eccitata!
Un lento suo spalancare, in modo osceno, le gambe richiama il mio sguardo colmo di desiderio ma anche di timore.
È un attimo il suo guardarci con occhi maliziosi ed ascoltare: “Amore di mamma adesso c'è un altro regalo per te da aprire…”
e rivolta a papà
“…e anche un regalo per te da guardare.”
Resto di sasso, inebetito, immobile, ascolto ancora:
“Si tesoro ho un bel regalo per te!”
Al vestito salito sui fianchi la conferma che non indossa intimo. Le mani accarezzano le labbra della fica, già letteralmente fradicia. Un attimo e due dita dentro confermano la sua eccitazione.
Ad un intenso sospiro:
“Vieni amore di mamma non temere.”
Sorpreso, con forte la voglia di trombarla, incrocio lo sguardo di mio padre, nessuna parola, solo un cenno di assenso del capo.
“Vieni anche tu amore mio, vieni a vedere il tuo regalo”
rivolta a lui.
Mia madre pretende di essere scopata ora, davanti a mio padre.
Non capisco!
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Sono in estasi! Lenta abbassa la parte superiore del nero tubino, un attimo e scopre lo splendido seno, lo offre allo sguardo del suo bambino. È un corpo in fermento, il nero del vestito cinge solo i fianchi, il corpo freme di eccitazione.
Non vuole più aspettare! Lo vuole ora, finalmente mostrarsi a me mentre si offre troia a lui, regalandomi il loro piacere.
Non sto nella pelle!
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Al suo tendere entrambe le mani, lento mi avvicino, stringo quelle dita.
Preso coraggio una mano spazia su morbide mammelle, inizio a palpeggiarle, rapido bacio i grossi capezzoli che spuntano dalle scure areole. Li lecco, li succhio, li mordo.
Geme!
Pretende un bacio in bocca, scosta le labbra perché papà veda bene la mia lingua frullare con la sua. Al meraviglioso calore della sua bocca, guardo mio padre che, compiaciuto, ostenta un cazzo libero e in piena tensione. A lingue che si intrecciano alla lussuria, ha tra le mani un cazzo duro e in pieno tiro.
“Scopami ora, fallo qui!”
Una implorazione a fil di voce.
Troppo alta la voglia per non farlo!
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Pietro le è davanti, impacciato confuso, eccitato!
Inerme subisce una mano sfiorargli il pronunciato pacco. Ad un bacio di intensa passione infila la lingua nella bocca di sua madre che, con una mano stringe il duro uccello e con l’altra sbottona i pantaloni per farlo uscire.
Poco per abbandonare il pudore. Una mano risale le gambe, le accarezza. Lei ancora più porca le allarga oscena, offrendogli la meravigliosa fica già piena di umori.
Inizia a masturbala prima con un dito, poi subito due, nel mentre lei si gode il duro cazzo nella bocca.
Lo succhia, non solo muove la bocca su e giù, ma ritma la pompa con il movimento della lingua. Sono continui i colpetti alla cappella.
Non voglio offenderla, ma non ho alcun dubbio. È sua madre la donna che gli pompa il cazzo come un esperta attrice porno.
Che splendida troia!
Ascolto il salire di intensi gemiti.
Più lei succhia, più lui muove la mano su e giù tra le sue cosce.
“Siiiiiiii…..”
Ad un corpo scosso, viene con il cazzo stretto tra le labbra, lo tiene tutto in bocca, non accenna a staccarsi, ma mi è chiaro che non vuole farlo venire con la bocca. A lei non basta!
Vuole farsi scopare!
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Solo attimi per godermi un duro uccello in bocca e due dita tra la fica portarmi al piacere.
Godo!
Guardo mio marito. Non sta più nella pelle. Il viso stravolto dalla eccitazione.
“Amore… vedo che ti piace molto vedermi tra le braccia di nostro figlio!”
Abbraccio Pietro.
“Angelo mio, mi stai facendo impazzire! Si… si… amore… dai… voglio vedere madre e figlio godere come due appassionati amanti!”
Poi rivolto al figlio:
“Pietro, mamma mi confessato tutto. Come la fai godere, come la chiavi, in bocca, nella fica e nel culo. Adesso voglio vedere il tuo cazzo in ogni suo delizioso buco. Fammi ascoltare come la fai gridare di piacere”
“Sì godi guardando tua moglie che si scopa nostro figlio!”
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Sono mesi che la scopo in un crescendo di libidine e lussuria
Splendida nel suo trasformarsi da amorevole madre in spudorata troia. Meravigliosa nel concedermi tutto. Pretendere il mio piacere per soddisfare il suo!
“Che ne pensi di esaudire il desiderio di papà”
Non me lo faccio certo ripetere due volte!
“Mamma….”
Al calore della sua fica, la trombo in un modo intenso, forte, come mai fatto, e mai immaginato, e mentre geme al suo piacere, lo sguardo è, costantemente, rivolto al suo uomo che tira forsennato su di un duro cazzo.
“Amore guardaci!”
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Sa quanto abbiamo sognato queste situazioni: lei a comportarsi da troia con un altro maschio e io a guardarla godere.
Si stringe forte al corpo di suo figlio e, come una assatanata, comincia a baciarlo, ad accarezzarlo, a strofinare con passione il viso contro il suo. Oscenamente scosciata con uno splendido cazzo in mano desideroso di chiavarla, pretende farsi scopare e godere davanti a me che assisto stravolto di eccitazione.
Avvinghia le cosce a fianchi di Pietro duro come non mai, le incrocia, spinge il corpo, un attimo e il cazzo di suo figlio inizia a pomparla.
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Mi sono già concessa a mio figlio, io e lui da soli, poi il coinvolgere il mio uomo per quel perverso piacere cresciuto impetuoso al fare dí Pietro, e ora sto per dargli ancora la fica, davanti all’estasiato sguardo del padre. Un uomo che amo alla follia e che voglio rendere più felice che mai.
Esalto ancor di più il mio essere porca tra le braccia di suo figlio, come la migliore delle troie, come mai immaginato.
In piedi tra le mie cosce, il duro cazzo spinge tra le labbra della fica. Lo sento entrare tutto. In niente sono completamente piena della verga di mio figlio.
“Ssssiiiii…….”
Mi scopa con tutto il suo amore, la libidine, l’ardore e la voglia di me! Colpi secchi che spezzano il mio respiro. Furioso è dentro di me. Pompa con una sfrenata passione.
E sale l’eccitazione nel vedere mio marito, davanti a noi, che sega un duro cazzo ammirando il figlio chiavarsi la madre, e lui abbandonarsi al piacere nel portarmi al piacere davanti agli occhi di suo padre!
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Sto impazzendo!
Meraviglioso vederli, sentirla gemere come una porca ai secchi colpi del cazzo dell’amato figlio.
In un attimo mi rendo conto che per lei, madre, farsi chiavare dal proprio figlio è un qualcosa di sublime.
Non ha uguali!
È l’unione dell’immenso amore che unisce madre e figlio con il forte, e reciproco, desiderio che porta a donarsi completamente senza patemi, paure o vergogna.
E farlo davanti a me è amore puro!
“Si così…dai Pietro scopala… falla godere”
Lo incito!
. .. . . . . . ... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Sento il cuore pompare al cervello. Sono completamente fuori di testa, farmi sbattere in maniera impetuosa sotto gli occhi del mio uomo, del mio maschio, del compagno della mia vita, è una emozione che accentua la mia eccitazione.
Ascolto i suoi incitamenti per farmi godere con il cazzo di nostro figlio!!
“Così… così… chiavala…… non fermarti: voglio vedere il tuo cazzo entrarle. nel corpo! Falla godere, falla gridare!”
Godo come una pazza, mai avrei creduto che farmi scopare da un altro maschio davanti a mio marito! mi piacesse così tanto. La cosa mi eccita da morire, perché è mio figlio a farlo!
Libero il mio essere:
“Amore di mamma fottimi! Scopami, chiavami fammi godere!!!!”
“Si mamma, godi… goditi il mio cazzo!”
“Figlio mio… voglio sentire tutto il tuo cazzo…”
Mi chiava con affondi bestiali, il cazzo di mio figlio mi sta mandando in estasi! Non ha mai goduto così tanto in vita mia!
Pretendo il mio piacere, come mai in vita mia.
“Ti piace mamma?”
“Si… si, angelo mio! Sono la tua troia, la tua puttana! Sborra… Siiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!! ”
Si voglio farlo sborrare nella fica mentre suo padre ci guarda!
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Mi sento andare il sangue in testa, assistere all’incestuoso momento mi sta facendo impazzire dalla libidine!
Ragione e rispetto farsi fottere!
“Siii… Scopala più forte che sta venendo!!! Dio santo!!! Così… così… tutto dentro! Bravo!!!!”
Ascolto arrivare il suo orgasmo. Urla. Esplode in un piacere mai vissuto con la stessa intensità!
“Aaaaaaaahhhhhh!!! Amoreeee… sto sborrandooo… ancora… ancora… non ti fermare… spingi…. più forte….dammelo ancora… lo voglio tutto dentro ora!”
Capisco che anche lui non può durare molto. Quando ti capita una troia così non c’è molto da fare. La devi pompare e pompare, finché non esplodi.
“Sborra anche tu con me. Tesoro sborra…sborra…sborra tutto dentro la fica di mamma…. Voglio sentirti godere”
È così fa!
“Mamma… si…. ti vengo dentro!!!” Al massimo dell’eccitazione, ancora due colpi, e la inonda di potenti schizzi di piacere.
“Mamma sborro! È bellissimo….”
Sfila il cazzo, lo impugna e, ancora, schizzi esagerati sporcano un corpo in fermento.
“Mamma sei una stupenda troia!”
E la sborra di entrambi esce copiosa dalla fica.
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Per l’eccitazione accumulata, e la morbosa voglia, non duro molto. Ad un suo urlo di piacere, vengo.
“Mamma sborro!
“Siiiiiii tesoro di mamma sborra!”
Una sborrata potente, lunga le allaga la fica, schizzi continui, ripetuti, quasi a non voler finire mai.
Un orgasmo così intenso che per un momento perdo la cognizione di dove sono, di chi sono. Di cosa sto facendo!
Sfilo il duro cazzo dalla fica di mamma, pudore e vergogna definitivamente abbandonati nel continuare a sborrarle addosso tutto il mio piacere.
“Pi…e…tro…”
Seguo il mio caldo seme sporcarle il viso, il seno, lei trema a mani impazzite raccogliere quel seme portandolo alla bocca, sillabando il mio nome.
Poi come risvegliatomi dalla catalessi in cui sono entrato.
Confuso stento a riprendere la ragione. Impacciato mi ritiro veloce in camera mia con mille pensieri in testa. Tante domande poche le risposte!
Una sola certezza: scopare mia madre davanti a mio padre ha accentuato anche il mio piacere. Una emozione unica!
Ma quale, ora, il loro momento?
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Rimasti soli non darmi il tempo di manifestarle tutto il mio amore.
“Adesso puoi scartare anche tu il mio regalo”
Davanti a lei, chino incrocio occhi pervasi da una eccitazione rimasta alta.
Il capo tra le gambe, percorro, lentamente, tutta l’intimo spacco, tenuto aperto dalle sue mani. Mi gusto il sapore dell’incestuoso piacere dalle calde labbra della fica di sua madre.
Dio che buon sapore!
Una scarica di intensa eccitazione scuotermi.
Spazio sulla fica, mi soffermo sul duro clitoride, lo risucchio in bocca, lo mordo, poi risalgo, di nuovo sul grillo eccitato più che mai. Lo martello ripetutamente, spingo in fondo. La scopo!
Geme!
“Dai… amore…così… così… siiiii!!!! Daiii… cazzo… cazzo…”
Il suo tremare mi trasmette la sua voglia di cazzo, il desiderio di essere chiavata ancora, pronta a regalarmi il suo corpo eccitato anche a me!
Alta la voglia di donarle il sublime piacere scopandola senza ritegno!
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A cosce sempre più aperte tremo a superbe leccata sulla fica ancora piena della sborra di suo figlio.
Mi godo una meravigliosa lingua percorrere più volte il percorso fica-grillo, sino al buco del culo.
I sensi si inebriano procurandomi un piacere incontenibile.
Sento salire un nuovo orgasmo.
“Cazzoooo… siiiiiiiii… vengoooo!!!!!! Amore godoooo!!!”
Amo farmi leccare la fica, ma solo con una verga dura dentro al corpo riesco a raggiungere il massimo del godimento: solo sentirla nella fica e nel culo, con grande preferenza per quest’ultimo, raggiungo l’estasi del piacere!
Sale una immensa voglia di cazzo. Forte il desiderio di essere chiavata dal mio uomo per placare la mia eccitazione
“Amore chiavami! Ora ho voglio del tuo di cazzo!”
Salgo su di lui, le cosce strette alle sue, struscio il corpo nudo al suo. Muovo il ventre contro il suo, il seno contro il suo torace, capezzoli contro capezzoli. Il cazzo duro si incunea tra le mie cosce, il viso tra le mie mani, lo ricopro di appassionati baci. La lingua sulle sue labbra voglio la sua, poco per riceverla in bocca, un attimo per succhiarla avida.
Meraviglioso il sapore del piacere di Pietro mischiato al mio!
Il mio caldo piacere cola sul suo duro cazzo, rendendolo ancor più umido e bollente!
Solo un attimo per abbandonarmi sulla gonfia cappella e gemere nel sentirlo entrare tutto dentro.
“Oooohhhhh!…”
Al duro cazzo che scopo è immediato, ed improvviso, un altroorgasmo.
“SSSSSIIIII…..”
All’intenso urlo di piacere accorgermi che Pietro, in piedi nudo, gambe larghe, senza più vergogna, ostenta il cazzo duro stretto in un pugno che, lento, masturba guardandoci
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Meraviglioso il suo contorcersi al piacere, il capo scuotersi, i lunghi capelli sul viso esaltano l’espressione della mia splendida troia!
A grida di piacere scorgo Pietro davanti a noi.
È come rivivere, a parti invertite, il dopo regali, solo che questa volta sono io che scopo selvaggiamente la madre e lui che estasiato guarda e, lento, comincia a masturbarsi.
Tante volte ci ha spiati ma ora la sua presenza ci dà una intensa carica di adrenalina.
Immediato il suo contorcersi sollevare il busto, la schiena sul mio petto, le mani spaziano sul corpo, il seno devastato da dita nervose che pizzicano gonfi capezzoli.
Stringe forte il cazzo tra le gambe, lo masturba sino a fare esplodere il mio piacere.
Schizzi di sborra sporcano un corpo che freme.
“TROIA!”
Un solo istante per sconvolgersi al salire dell’intenso orgasmo.
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Il mio essere troia avere il sopravvento, il solo vederlo mi sconvolge
Sfrenato diventa il mio cavalcare
Sino a pretendere che sborri davanti a suo figlio.
Sfilo il duro cazzo in pieno tiro dalla fica, lo stringo tra le cosce,
voglio che esploda il suo piacere davanti al nostro bambino. Voglio che veda il corpo di sua madre sporcarsi del seme di suo padre.
Quel mio orgasmo diventa infinito, grido senza ritegno tutto il mio piacere.
“SSSIIIIIII…….”
A respiri che stentano a tornare normali, e ad un silenzio diventato surreale, intenso il mio guardarlo:
“Amore se vuoi puoi venire qui, puoi fare quello che più desideri”
So bene come mio marito non aspetta alto che farmi vivere tutti il piacere che desideriamo. Ora è giunto il momento per dare libero sfogo a tutta la mia libidine! Voglio essere chiavata e inculata senza soluzione di continuità.
“Amore, ho voglia di voi, vi voglio assieme!”
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I nostri corpi nudi fremono al salire di una eccitazione e libidine mai provata. Stiamo per coronare un sogno.
La sento subito sciogliersi, mentre l’abbraccio, ancora più forte, mi trasmette la voglia di esaudire quel nostro morboso desiderio: costituire un perverso triangolo incestuoso. Con il suo volto tra le mani, l’espressione del viso mi conferma che è giunto quel momento.
Pietro, ancora titubante, si avvicina a noi, lo accogliamo tra le nostre braccia stringendolo forte.
“Amore, abbracciamo e accarezziamo il nostro bambino!”
È un attimo averlo accanto con il cazzo esageratamente duro.
Dio santo che meraviglia!
Il ghiaccio è rotto. I nostri tre corpi nudi a stretto contatto, lei in mezzo ai suoi maschi!
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Frastornato, confuso, ho scopato mia madre davanti a mio padre. Nessuna sua reazione al contrario, compiaciuto ha assistito, mi ha incitato, ha preteso che la portassi al piacere.
In un attimo realizzo!
Al loro rapporto raffreddarsi, cercare stimoli, nuove emozioni, intensi piaceri. Un fare che ha visto lei attrice sfidare se stessa, esaltarsi nel suo proporsi femmina.
Un gioco: eccitarsi per eccitarlo!
La mia presenza è stata cercata! Il suo lento coinvolgermi è stata una consapevole scelta, condivisa, voluta, pretesa!
Passione e peccato fondersi in momenti di libidine e lussuria in un intenso, ma diverso, sentimento di amore.
Ed ora tra le sue braccia, con accanto mio padre, condividiamo i tremori del suo corpo.
“Tesoro, come vedi, papà è ben felice di accoglierti tra noi!”
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È lento il suo accostare le sue labbra alle nostre, e pretendere un perverso bacio da entrambi. Un bacio di intensa passione, con i corpi stretti uno contro l’altro.
È un lento fare. Alterna la lingua nelle nostre rispettive bocche, ma non gli basta! Vuole quelle lingue assieme. Vuole un osceno, e incestuoso, bacio. In niente slingua in un furioso bacio a tre bocche.
Sconvolti prendiamo a leccarcele reciprocamente, lingue che si attorcigliano in modo porco e perverso, che mulinano dentro le bocche con una sensualità sconvolgente.
Con la lingua ancora piena del piacere di sua madre, ho lingua tra le labbra di mio figlio!
Lei, troia, raccoglie il suo piacere dalla mia lingua e lo trasferisce alla bocca del suo bambino!
Succhiamo avidamente per gustarci il rispettivo piacere.
Uno splendido gioco che mi sta facendo impazzire, e lottare con la lingua di mio figlio mi sconvolge.
In niente mi ritrovo ancora più duro!
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Non sto più nella pelle, tremo al solo pensare che sto per godere con due cazzi contemporaneamente in corpo!
È un attimo cedere ad un morboso desiderio:
“Amore vuoi vedermi succhiargli il cazzo?”
In un istante il suo riscontro:
“Si… si… ti prego… prendiglielo in bocca!”
Svincolarmi dal forte abbraccio, lasciare scivolare ai piedi il nero tubino e, davanti alla sorpresa di Pietro, ritrovarmi sul grande tappeto con le gambe tra il suo capo, la fica sopra le sue labbra, piegata in avanti, con la bocca davanti al duro cazzo del mio bambino.
“Tesoro, papà vuole vedere come mi godo la tua splendida verga in bocca, tu leccami la fica!”
Davanti agli occhi pieni di lussuria di mio marito assumo la stupenda posizione del 69
“Amore, guarda come ci succhiamo!”
Le mani tra le cosce di Pietro spingono per allargarle. Ho il cazzo, i coglioni e il buchetto del culo disponibili per qualunque mia porcata.
La bocca comincia a lavorare con gusto il cazzo di nostro figlio. Mi dedico a dargli piacere prendendomi cura della cappella. È libidinoso il lavoro di lingua, non la pompo, la lecco, giro la lingua intorno alla punta, la delizio con veloci colpetti, poi scorro l’asta, scendo lentamente fino ai grossi testicoli gonfi di sborra. Li imbocco golosamente, prima l’uno e poi l’altro, poi assieme per un morboso risucchio.
Pietro geme. Io strozzo in bocca lunghi sospiri di piacere, mentre sento il mio uomo ansimare nell’ammirare lo spettacolo che gli sto offrendo.
Lo guardo, smanetta forsennato sul teso uccello.
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Non sto nella pelle. Quante volte ho desiderato vedere la mia donna alle prese con un bel cazzo in bocca, succhiarlo, leccarlo e farlo sborrare tra le labbra, ma non avevo previsto che quel cazzo, che ora spompina, potesse essere quello di nostro figlio!
L’ammiro lavorare di bocca sopra quel ben di Dio. Vederla mi sconvolge. Carnose labbra si modellano nell’avvolgere il duro cazzo. Succhia, lecca, ingoia e, fissandomi negli occhi, mi trasmette il suo alto piacere.
Meravigliosa!
È una fusione di respiri strozzati che esaltano il suo fare ma, adesso, non è più tempo di ascoltare!
Fuori di me dall’eccitazione, ammiro un meraviglioso culo muoversi sincrono al succhiare avida il duro cazzo di suo figlio.
Chino, davanti a quel culo, bacio morbide chiappe, le allargo, furiosa la lingua accarezza libidinosamente il buchino.
“Si! Dai leccami tutta! Ficca la lingua in culo alla tua troia! Sai bene quanto sono porco!”
Spinge il culo sulla punta, vuole sentirla bene, senza fermarsi dal pompare sul bel cazzo di suo figlio.
Continuo a slinguarla, e al suo sculettare oscenamente contro la mia lingua, lotto con quella di Pietro. Assaporo il caldo piacere della mia troia dalla lingua di nostro figlio.
Una emozione nuova, intensa nel volere ancora il suo sapore da quella lingua.
……….…………………………………………
Non è più tempo di nascondermi a mio padre, quei dubbi che hanno accompagnato il mio scopare la sua donna, mia madre, definitivamente sciogliersi tra le gambe di mamma.
Stento a riconoscerlo!
Il viso trasfigurato dall’eccitazione. Lo vedo accarezzarsi furioso il duro cazzo, rapito dal morboso fare della sua femmina.
Con gli occhi di fuori, si china, la lingua tra le chiappe di mamma, la punta entra ed esce dal culo in un modo osceno.
Lei lo incita a far di più:
“Dai, spingi Sai quanto mi piace.”
In niente siamo entrambi impegnati in una incredibile, e furiosa, battaglia di lingue. Un unico fine far godere il nostro magnifico puttanone!
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Ubbidisce al mio perverso invito. Sento la lingua entrarmi nel culo, mentre un’altra picchietta nervosa tra le mie intime labbra, e la mia assapora prime gocce di un assurdo piacere!
È un intenso piacere!
Allargo ancora di più le gambe, offrendogli il disponibile culo pronto per essere impalato.
Nessun limite alla nostra perversione. Un dito comincia a scavarmi il culo in un libidinoso dentro e fuori. Frenetico il suo alternare lingua e dita!
Mi piace da morire, ma voglio di più.
“Amore non pensi che un dito solo non sia sufficiente per il buchetto del culo ben abituato a farsi impalare!”
Subito un secondo dito unirsi al primo, e riprendere la furiosa inculata!
“Ohhh! Cazzo, adesso si! Spingile a fondo… fammele sentire bene dentro il culo! Ohhh, si… così… bravo… fa vedere a Pietro come fai godere il culetto di sua madre!”
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Sta godendo come una porca, e siamo solo all’inizio!
Vederla sconvolta di eccitazione aumenta la mia perversione.
Stringo il duro cazzo segandolo in maniera violenta.
Ascolto il suo implorarmi:
“Ti prego fammi il culo! Voglio godere con il tuo cazzo nel culo mentre succhio Pietro che mi lecca la fica.”
Non mi faccio pregare!
……….…………………………………………
Solo un attimo per percepire la cappella strusciare tra morbide chiappe, cerca l’intrigante buchetto, e quando lo trova si ferma un attimo.
Sono in delirio!
È osceno il mio incitamento:
“Tesoro dammela, cosa aspetti non farmi soffrire.”
Non ragiono più. Urlo la mia voglia:
“Inculami!”
Non perde tempo, le braccia sui fianchi, le mani aprirmi le chiappe, sento la punta del duro cazzo contro il più che dilatato buchetto. Mi attira a sé e, con secco colpo di reni, mi è completamente dentro.
“Siiiiiiiiiiii!… Amore, lo sento dentro, si è entrato tutto, tutto… tutto….”
Mi conosce bene, sa che i colpi di cazzo contro il culo mi mandano ai pazzi!
Lavora il culo con affondi profondi, ad ogni deciso colpo spingo indietro il bacino, amo sentire coglioni gonfi sbattermi sul culo.
“Lo sento, tesoro, lo sento! Ho tutto il tuo cazzo nel culo! Adesso sbattmi forte, così, affondalo, non ti fermare.”
Mentre delizio la bocca sul duro cazzo di Pietro che, a lunghi sospiri, continua a devastarmi sempre di più la fica.
Un cazzo nel culo, uno in bocca, e la lingua di mio figlio farmi tremare di piacere tra le pulsanti labbra della fica.
……….…………………………………………
Mia madre una meravigliosa porca! Stupenda, unica! Perso definitivamente il rispetto di figlio
“Ti prego non ti fermare… mamma succhiami mentre papà ti incula. Facci impazzire entrambi!”
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Non ho alcuna intenzione di fermarmi, al contrario, voglio soddisfare al meglio il suo depravato desiderio.
La bocca si gode l’uccello ma è il cazzo nel culo che mi sconvolge!
Non mi trattengo lasciandomi andare e agli osceni incitamenti di mio figlio.
“Pietro, lecca mamma, non ti fermare…… tu inculami più forte…. così fatemi venire assieme… cosìììììì……oooohhh….”
Non controllo più il mio gemere al perverso piacere.
……….…………………………………………
Inizio una frenetica danza dentro e fuori da uno splendido culo. Affondo il cazzo e spingo con forza la fica contro la lingua di Pietro.
La inculo con il cazzo umido, e caldo, intriso del suo piacere che Pietro trasferisce sul mio cazzo con la lingua. Quella lingua accarezza il mio cazzo nel culo della madre. La punta scorre sull’asta, preme sui gonfi coglioni, procurandomi una inimmaginabile, sensazione.
Tremo ancora, nel cercare la fica e non per chiavarla, ma per sentire quella lingua scorrere su tutto il cazzo. Un’emozione bellissima!
“Facciamola sborrare!!!”
Senza più controllo incito mio figlio.
……….…………………………………………
Sento arrivare l’orgasmo, il corpo trema, libero il mio piacere:
“Siiiiiiiii… sto venendooo!!! Così… così!!!! Aaaaaaaahhhhhh!!!… sto sborrandooo… ancora… ancora… non vi fermate… ancora… bravi!”
SBORRO!
Vivo un devastante orgasmo. Intenso, meraviglioso!
Caldi schizzi del mio perverso piacere si diffondono tra le labbra del mio bambino, con un cazzo tutto nel culo che pompa didesiderio, ed un altro duro che modella le mie guance.
Poi attimi di un silenzio assordante e percepire le mani del mio bambino risalire tra le gambe, approfittare di un istante del culo libero ed infilare, perverso, due dita dentro.
Ad un mio grido di intenso piacere, la sua spudorata richiesta:
“Mamma, ti voglio inculare anch’io! Facciamo vedere a papà come godi con il cazzo di tuo figlio nel culo.”
Ormai completamente fuori di testa: mio figlio vuole il culo! Me lo chiede apertamente, senza nessuna vergogna.
Glielo ho dato più volte, con grande piacere per entrambi, e ora lo vuole davanti agli occhi del padre che ha ripreso a pompare magistralmente dentro il mio culo.
La cosa mi eccita come non mai.
“Tesoro nostro figlio mi chiede il culo.”
Non intendo rimandare oltre, sfilo il duro cazzo dalla bocca, un attimo e pretendo si posizioni alle mie spalle.
“Vedrai piacerà molto anche a papà vedermi con il tuo cazzo nel culo!”
Mio marito si dimostra un padre adorabile, e altruista.
“Pietro, si prendiamoci il culo, deliziamo assieme la nostra grande troia.”
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Con in testa quell’assurdo desiderio di pretendere sia io ad accompagnare il suo cazzo nel disponibile culo della madre, impugno un cazzo potente nella sua eccitazione, lo sento pulsare vigoroso stretto nella mia mano. Non ho mai toccato un cazzo diverso dal mio, ed ora stringo forte quello di mio figlio. Un cazzo duro, pronto a sborrare.
Tremo nell’accompagnare la cappella a accarezzare invitanti chiappe, lo posiziono sul dilatato buco del culo di sua madre.Sono frenetiche, e continue, le sferzate di pura eccitazione mente lo spingo dentro stringendolo ancora più forte.
È inteso un comune brivido di piacere!
……….…………………………………………
Mio marito mi allarga il culo per offrirlo al cazzo di nostro figlio.
È quello che volevo, che desideravo, che aspettavamo accadesse!
Spingo, sento il culo aprirsi e il suo cazzo entrare dolcemente dentro di me.
“Bravo…adesso inculala!”
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Papà stringe forte il mio cazzo, l’espressione del viso rimbalza tra lussuria e libidine. Lo accarezza, la mano scivola sul cazzo favorita dalla saliva di mamma di cui è cosparso.
Dio che emozione!
“Si… si… dai amore … infilalo… lentamente, voglio sentirlo tutto mentre mi inculi!”
Dio che porca!
“Cazzo… così… tutto nel culo… tutto nel culo! Dai fammi vedere come la sfondi!”
La supplica di mio padre.
“Amore di mamma… sei entrato tutto, ora sfondami il culo!”
L’implorazione di mamma.
“Si, troia,… ti inculo… ti inculo… ti inculo!!!”
Il mio bambino ormai ha imparato come voglio essere trattata per impazzire dal piacere
Gemiti intensi riempiono la stanza, sembra rimbalzino sulle pareti amplificandosi al nostro perverso fare.
……….…………………………………………
Sto impazzendo! Vedo come entra ed esce la verga dal culo della madre. E’ una visione fantastica! Nostro figlio lo sta spaccando come non mai!
“Pietro, sai le piace da morire farsi montare il culo, ma impazzisce averlo anche in fica, alterna culo e fica! Si… bravo… inculala e chiavala… dai… così!”
……….…………………………………………
“Ssssiiiii!…”
Il mio angelo prende alla lettera l’esortazione del padre: mi infila a fondo il cazzo nel culo, mi da quattro o cinque colpi profondi da togliermi il respiro, poi lo toglie per passare alla fica. Lo affonda nella vagina, fradicia da paura, e ripete il servizio: colpi secchi, profondi, continui. Poi lo sfila dalla fica e ricomincia nel culo: alterna culo e fica… fica e culo.
Sto impazzendo!
E suo padre continua ad incitarlo.
Poi è Pietro a sorprendermi:
“Papà adesso tocca a te!”
dimostrandosi perfetto complice!
Il pensiero che mio marito e mio figlio stanno per dividersi, d’amore e d’accordo, il mio corpo, il culo della loro troia, mi manda letteralmente fuori di testa!
“Si, datevi il cambio così durate di più!”
Nessun limite alla perversione!
Si toglie e lascia il posto al compagno di merende che riprende la postazione. Prima nel culo poi nella fica!
“Così… mi piace… mi piace! Sempre un cazzo diverso dentro… Oddio… Oddio… mi sento puttana… la vostra puttana!”
Godo come una troia…
“Ancora… ancora… ancoraaa!!!”
……….…………………………………………
È una alternanza di cazzi dentro di lei! La inculiamo e la chiaviamo a turno spartendoci i suoi buchi da buoni amici. Io la inculo con forza, un susseguirsi di colpi fermi, poi mi sfilo per lasciare il posto a mio padre, che la infila prima il culo e poi la fica, senza particolari preferenze, se non quella di farla gridare il suo piacere.
Un sincronismo perfetto che le taglia il respiro!
……….…………………………………………
Se lo sta proprio godendo il nostro possederla! Ci stiamo gestendo un meraviglioso culo e una calda fica a nostro completo piacimento. La cosa la sta facendo impazzire!
I colpi aumentano di intensità, sempre più forti, sempre più a fondo, e sempre più veloci.
È in estasi, urla dal gran piacere! “Madonna mia! Mi state spaccando! Mi state sfondando! Sì rompetemi il culo!”
Spingiamo sempre più a fondo, sempre più dentro!
“Anche la fica… anche la fica!”
Dio santo, che troia!
……….…………………………………………
L’uccello che mi entra in corpo mi fa sussultare, ma non so più a chi appartiene quel palo che mi chiava o mi incula, ma la cosa non ha importanza: o di mio marito o di mio figlio è un cazzo che mi appartiene, che sento mio. Un cazzo che mi fa impazzire dal piacere.
Sono cazzi che amo!
Con un cazzo nel culo, attimi per averlo in fica e un perverso desiderio assalirmi. Forte la voglia di volerne uno anche in bocca e succhiarlo con gusto. Voglio assaporare il mio piacere!
Nessuna pausa, alcun cedimento, senza rallentamenti: uno in culo e volerne uno in bocca, uno in fica e l’altro in bocca… uno in culo e ancora in bocca… uno in fica e di nuovo in bocca!
Il solo pensarlo mi sconvolge ad un intenso fremito, mentre è continuo il loro incessante fare.
Ansimo, gemo e godo come non mai. Intenso sale l’orgasmo e togliermi il respiro.
“Ssssiiiiii…….”
Godo ancora, sborrando come una magnifica porca!
Non so quante volte vengo sotto l’azione combinata di strabilianti uccelli, stupendamente duri da procurarmi orgasmi a ripetizione.
Mi scoppia la testa dal piacere che vivo!
Ascolto il crescere dei loro respiri, dentro di me percepisco il pulsare delle magnifiche verghe ai possenti colpi di cazzo dentro al me. Il cuore accelera i suoi battiti, i miei amori stanno per sborrare. Li sento, sono pronti.
Ancora quel perverso desiderio!
“Non venite, vi prego, voglio gustarmi la vostra sborra in bocca! Voglio assaporare il sapore del vostro piacere.”
Si li voglio entrambi in bocca!
Non c’è più tempo!
Non sono più la sensuale moglie, né l’amorevole mamma, adesso voglio essere solo la loro puttana, una magnifica troia, libidinosa, impazzita, e pronta, a farli godere nella mia calda bocca.
“Amori miei sborratemi in bocca!”
Un attimo per averli di fronte.
……….…………………………………………
Davanti alla nostra meravigliosa troia, stringiamo tra le dita i rispettivi cazzi.
“Siete stati meravigliosi! Si prendete in mano i vostri cazzi, segatevi davanti alla vostra splendida troia.”
……….…………………………………………
I miei maiali non aspettano altro: le mani sui rispettivi cazzi, lo impugnano, lo stringono con libidine e iniziano una incestuosa sega a me dedicata!
Vederli smanettarsi gli uccelli senza pudore né vergogna pronti a sborrarmi in bocca mi manda il sangue al cervello, ma non intendo restare passiva spettatrice.
Unisco una mano intorno al cazzo di mio marito, ed avvolgo con l’altra la verga di nostro figlio. Incrocio le dita con quelle dei miei amori, stringo forte e, insieme, tiriamo sui rispettivi uccelli.
Stravolta dalla eccitazione, è la prima volta che impugno, e sego, due splendidi cazzi insieme. Li sento palpitare frenetici, sono pronti a sborrarmi addosso e la cosa mi sta mandando il sangue al cervello.
“Amori miei… vi voglio tutti e due in bocca!”
Le dita avvolte su imperiose verghe si oppongono al potente pulsare.
Non sto più nella pelle. Subito il desiderio di sentirmele nella bocca per alleviare i desideri del mio essere porca!
Ad occhi chiusi avvicino la cappella alle mie labbra,
comincio a sommergerle entrambe di dolci baci. Prima una, poi veloce sull’altra.
Intenso è l’odore di sborra di cui sono pervasi, un odore che mi fa impazzire!
Stringo con forza la base di entrambi i cazzi per tenere le cappelle gonfie, tumide mi accarezzano il viso, le labbra, senza più freni le lecco, stravolta le succhio, ne voglio gustare il sapore.
Sale il mio delirio!
……….…………………………………………
Avvicina il mio cazzo alla bocca, mentre stringe ancora più forte quello di Pietro.
Accosta i due cazzi, li impugna circondandoli con entrambe le mani, li struscia uno contro l’altro, punta contro punta, senza tralasciare libidinose leccate.
Un fare molto gradito da entrambi, lo testimoniano i nostri gemiti e il continuo mugolare, e non intende certo fermarsi ora!
Più le strofina, più gli uccelli si ingrossano, e si induriscono.
Succhia le cappelle, alterna le succhiate al perverso contatto dei due uccelli, lavorandole con le labbra e con la lingua, lasciando sulle rosse cappelle abbondante quantità di saliva.
Siamo pronti ad esplodere!
……….…………………………………………
Non sto più nella pelle!
Voglio terminare questo lavoretto di strusciamenti di cazzi con un ultimo giochino: sforzarmi di prenderle in bocca entrambi.
Comincio a picchiettare sfrenata le cappelle sulle labbra, deliziosi colpi di cazzo che aumentano la mia perversione. Prima uno e poi, in rapida sequenza l’altro.
Lecco la cappella del cazzo del padre, giro la lingua intorno, solo un attimo per scorrere con la punta il duro cazzo di Pietro, senza fermarmi dal segare l’uccello di mio marito.
“Si troia dai, leccami tutta la cappella.… così!!”
L’implorazione di mio marito.
“Brava, mamma… siiiiii! Adesso i coglioni, leccali, succhiali! Oh cazzoo… sììì… ora prendilo in bocca!!!”
La richiesta di mio figlio.
Impazzita pompo su quei cazzi come una splendida troia, li prendo in bocca prima uno, poi ancora l’altro, e infine assieme.
Li imbocco, li succhio, li sfilo, un attimo poi di nuovo in bocca, li spingo per averli sino in gola. Restano fuori solo i coglioni.
“Sìììììì… pompa… troia… sei una grande bocchinara!!!”
Quasi all’unisono la loro considerazione!
Mani sul capo governano il mio ritmo: su e giù… su e giù, sempre più veloce, sempre con più ardore
“Mamma mi fai venire!”
“Puttana facci sborrare!”
Mi sento una magnifica troia!
Un pompino del genere merita una sontuosa sborrata. Si voglio che mi schizzino addosso la furia del loro caldo piacere
“Sborrate ora!”
Aspetto con il corpo in fermento, la bocca completamente aperta, mentre riprendo a segare i duri uccelli. Solo pochi colpi e i miei adorabili porcellini mi colpiscono simultaneamente. Sbarrono insieme nella bocca una sequenza interminabile di potenti schizzi di piacere da riempirmela completamente.
“Siiiiil! “Sborratemi addosso!”
Il primo abbondante schizzo mi allaga la bocca. Faccio appena in tempo a tirare fuori la lingua per accogliere il secondo, abbondantissimo, schizzo di sborra di Pietro, che la ricopre completamente, ritiro la lingua nella bocca con il prezioso caldo seme, giusto il tempo di ingoiarla con gusto che gli schizzi di mio marito mi colpisce violentemente il viso. A bocca aperta ricevo, ancora, un suo schizzo che ingoio avida, mentre un’altro irrora capezzoli infuocati!!
Chiudo le labbra, ingoio tutto, mentre calde gocce continuano a sporcarmi il viso, si spargono sul seno, mani avide continuano a tirare su duri cazzi che non intendono perdere vigore B
Con la bocca pervasa di sborra, finalmente, mi sento una gran porca!
Non controllo mani vogliose
diffondere il copioso caldo seme sul mio corpo, attimi per offrirmi ancora a loro. Stravolta il respiro corto, il fiato sospeso alla perdizione e pretendo essere baciata con i corpi che ancora tremano uno contro l’altro.
Voglio un osceno, e incestuoso, bacio!
……….…………………………………………
È un bacio di sfrenata passione, una battaglie di lingue dentro le rispettive bocche, lotta di labbra su labbra, con il sapore del nostro piacere che, perverso, passa di bocca in bocca, si trasferisce in bocche incestuose con sospiri che si diffondano nel grande salone.
Non freno la lingua immergersi nel nostro stesso seme!
Pietro geme!
Io tremo!
……….…………………………………………
Ho gli amori della mia vita accanto a me, un lungo sogno, durato giorni, settimane, mesi, ed ora una meravigliosa realtà per il nostro domani.
“Grazie mamma, grazie anche a te papà, è il più bel regalo che potessi ricevere”
“Grazie a te tesoro per il dono che ci hai fatto tu….”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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