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Nyotaimori, il rito del sushi sulla pelle


di Membro VIP di Annunci69.it CoppiaFelix2024
20.08.2026    |    398    |    0 8.7
"Quel sottile alternarsi di distanza e prossimità la rendeva sempre più consapevole di sé..."
Il viaggio in Giappone era stato uno di quei desideri rimasti a lungo in sospeso. Felicia ed Ernesto lo avevano immaginato per anni, scegliendo infine la primavera per poter vedere Kyoto durante la fioritura dei ciliegi, quando i viali, i giardini dei templi e perfino le rive dei canali sembravano coperti da una neve rosa.
Avevano affittato un piccolo residence alla periferia della città, quasi nascosto dentro un bosco di sakura. La sera, tornando dalle escursioni, trovavano petali sul terrazzo e nell’acqua della piccola vasca del giardino.
Kyoto li attirava anche per le sue antiche tradizioni gastronomiche. Fu così che, seguendo il consiglio del proprietario di una piccola locanda, scoprirono un ristorante discreto, senza insegne appariscenti, dove alcune sere veniva praticato il nyotaimori.
Il nyotaimori è una forma di servizio gastronomico nella quale sushi e sashimi vengono disposti sul corpo nudo o appena velato di una donna adulta, che resta immobile mentre i commensali mangiano con le bacchette, senza toccarla. Più che un semplice pasto, è una performance sensoriale fatta di attesa, sguardi, prossimità e desiderio trattenuto.
Felicia ed Ernesto non ne avevano mai visto uno.
Quando la giovane donna che li avrebbe accompagnati durante la cena entrò nella sala, avvolta inizialmente in un elegante kimono, Felicia rimase affascinata dalla precisione dei suoi gesti. Poco dopo la ritrovarono distesa al centro della stanza, trasformata in una composizione vivente sulla quale sushi, sashimi, nigiri e piccoli maki erano disposti con una geometria quasi cerimoniale.
Ernesto mangiava lentamente. Felicia, invece, osservava.
La geisha se ne accorse.
A fine pranzo le rivolse un sorriso e, attraverso poche parole inglesi, le domandò se avesse mai pensato di provare lei stessa quell’esperienza.
Felicia rise per l’imbarazzo, ma la domanda le rimase addosso per tutto il giorno.
Ne parlò a lungo con Ernesto quella sera, seduta con lui sotto i ciliegi. Non era soltanto la nudità ad attrarla. Era l’idea dell’immobilità, dell’essere osservata, del consegnarsi volontariamente a un rito nel quale il limite era stabilito prima e proprio per questo diventava provocante. Accettò.
Tre sere dopo Aiko la accolse personalmente.
La preparazione cominciò con un bagno caldo, appena profumato. Felicia rimase immersa mentre Aiko le lavava lentamente le spalle e poi scioglieva con le mani la tensione del collo. Il massaggio proseguì con una delicatezza quasi studiata. Alcuni sfioramenti sembravano durare appena più del necessario e Felicia sentì crescere dentro di sé un'agitazione piacevole, amplificata dal silenzio e dalla vicinanza di quella donna.
Quando entrò nella sala, quattro coppie erano già sedute. Ernesto era tra loro.
Felicia si distese e Aiko cominciò a comporre il servizio. Una foglia, una piccola ciotola, un nigiri, una fettina di sashimi: ogni elemento trovava il proprio posto sul suo corpo. Poi iniziò la cena.
Aiko guidava gli ospiti nella scelta dei diversi preparati. Le bacchette si avvicinavano lentamente, precise, talvolta sfiorando appena le foglie o i supporti posati sulla pelle. Felicia percepiva ogni movimento. Quel sottile alternarsi di distanza e prossimità la rendeva sempre più consapevole di sé.
Ernesto non si limitava a mangiare.
La guardava. E Felicia capiva perfettamente cosa gli passasse per la mente. Vederla immobile, esposta agli sguardi ma padrona della situazione, sembrava procurargli un piacere persino maggiore del sushi.
Quando fu lui ad avvicinare le bacchette per prendere l’ultimo boccone vicino alla sua spalla, i loro occhi si incontrarono. Felicia dovette trattenere un sorriso.
Alla fine della cena Aiko le porse il kimono.
Mentre la aiutava a indossarlo, Felicia le prese delicatamente una mano.
«Domani sera sei libera?»
Aiko la osservò per qualche secondo.
Felicia indicò Ernesto, poi mostrò sul telefono la fotografia del loro residence e del bosco di ciliegi in fiore. Non servivano molte spiegazioni. Aiko sorrise.
La serata del nyotaimori era terminata.
Ma mentre tornavano verso casa attraversando Kyoto addormentata, Felicia aveva già la sensazione che la parte più intima del loro viaggio dovesse ancora cominciare.
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