Gay & Bisex
La scoperta 3 - 1984 La palestra
24.10.2025 |
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"Ero perso dalla passione e imboccai il cazzo ormai barzotto che colava di sperma per pulirlo..."
In Caserma quasi ogni sera Rocco trovava il posto dove portarmi e senza farsi vedere abusare del mio povero culo.. godevo tanto ma la mattina dopo era uno strazio alzarsi.. ormai ero la sua puttana e la cosa mi eccitava ma mi umiliava.Il cazzo mi piaceva cosi tanto che non scopavo piu la mia fidanzata.
Un paio di volte facemmo giochetto a tre con Igor (l’aiutante con il cazzo d’asino) ma per me essere l'unico passivo era devastante. Per fortuna Rocco prese una lunga licenza e finalmente avrei potuto far riposare il mio buchino.
Avevo tempo libero e potei andare a iscrivermi in una palestra. Non avevo pensato che sarei stato anche lì a contatto con maschi nudi nello spogliatoio.. ma lo verificai subito. Le palestre degli anni 80 in una piccola città come quella erano minimali. Tutto era in un paio di stanze. Dopo il tour per spiegarmi il funzionamento degli attrezzi ed il tapis roulant il proprietario, un ragazzone poco piu grande di me mi accompagnò nello spogliatoio. Era piccolo con due sole docce molto vicine senza alcuna separazione. Due ragazzi stavano facendosi la doccia e praticamente con le braccia si scontravano. Non potei fare a meno di guardare la loro dotazione. Uno era magro con un cazzo grosso l’altro muscoloso e molto peloso anche sulla schiena e sul culo con una dotazione normale. Ma tutto quel pelo mi piaceva, mi attraeva .. era una novità per me, una novità che mi disturbava.. fino a due mesi prima nemmeno pensavo ai maschi ed ora.. Comunque finito il giro andai via con l’iscrizione fatta.
Tornai il giorno dopo.
Feci la mia attività con la scheda che mi aveva preparato e durante la doccia fui solo. Mi fece piacere, sia mai che mi fosse venuta un'erezione! Era ormai ora di chiusura e davanti a me si presentò un uomo tarchiato. Avrá avuto cinquanta anni. Mi guardava insistentemente ridendo. Mi coprii il cazzo ed uscii dalla doccia. Andai verso la panca e sentivo il suo sguardo sul mio culo. Temevo che si vedesse che me lo avevano fatto.. Invece fu gentile, mi disse con voce roca molto maschile che stava per chiudere e dopo avrebbe pulito. Ero l’ultimo. Mi cambiai in fretta lo salutai e uscii. “Buonasera a te” mi disse. Quel tizio mi aveva turbato. Ero imbarazzato che mi avesse guardato ma anche emozionato.. aveva davvero ammirato il mio culo? Potevo piacere anche ad altri uomini non solo a quei porci che avevano abusato di me.
Tornai in palestra altre volte e sempre lo vedevo a chiusura. Era davvero gentile e si fermava a parlare mentre mi cambiavo, anche quando non eravamo soli.
Dopo due settimane che non facevo piu nulla con Rocco e Igor (entrambi in licenza) una mattina mi svegliai con un languore nella pancia.
Un desiderio che dopo qualche tempo sarebbe stato il chiaro segnale che stavo passando una fase “femminile” di ormoni. Non potevo riconoscerlo ma durante la giornata avevo sentito chiaramente desiderio di fare sesso con un un uomo.
Meglio essere chiari, desideravo fortemente essere posseduto da un uomo.
Sentire la sua forza su di me, il suo peso sulla mia schiena, il mio ano dilatato ed il mio culo sculacciato.
Pensai al ragazzo della doccia tutto il giorno.
Non so cosa avrei fatto se lo avessi incontrato, non sapevo nemmeno dove trovare un compagno per una scopata.
Ero in calore! Lavoravo e pensavo di sentire il cazzo di Rocco in gola mentre le sue palle mi sbattevano sul viso. Lavorai male poi per fortuna mi calmai e alla solita ora andai in palestra.
Finii che ero solo a fare la doccia. La voglia insistente e devastante di toccare un uomo era riapparsa poco prima quando vidi il ragazzo peloso della prima giornata sotto la doccia. Aspettai di essere solo e mentre mi insaponavo infilai una, due dita nel buchetto mentre mi toccavo il cazzo.
Non pensavo che Alberto, l’uomo della chiusura, mi stesse guardando.
Aprii gli occhi e lo vidi seduto davanti a me. Si era sbottonato la camicia e si intravedeva una folta peluria. "Sei bello" mi disse mentre si strizzava il cazzo da sopra i pantaloni. Rimasi di sasso, mi vergognavo tantissimo e non sapevo cosa fare e cosa dire. Si alzò e venne verso di me, si tolse la camicia. Aveva un petto grande e una pancia proporzionata. Peloso ovunque.
Si sbottonò i pantaloni mentre io guardavo. "Facciamo la doccia insieme" disse.
Non risposi. Stavo muto e attendevo di vederlo nudo. Rimase in boxer bianchi dai quali si intravedeva un bel pacco, le sue cosce erano grosse,
Non lo sapevo ancora ma era il tipico "bear" che tanto mi avrebbe fatto impazzire negli anni a venire.
Si sfilò anche l'intimo e lo vidi nudo. Mi piaceva. Stare fermo ad aspettarlo era la conferma che aspettava. Entrò in doccia e si strusciò su di me. Le sue mani mi afferrarono il culo "Che bel culetto che hai" mi disse. Mi attirò a se, voleva baciarmi. Resistetti ma poi quando con la lingua mi leccò le labbra decisi di lasciarmi andare e ricambiai.
Allungai la mano e impugnai il suo cazzo. Era molto largo, lo strinsi forte ed ebbi una rapida erezione.
Mi baciava con passione e mi limonava come fossi una donna.
Era una situazione finalmente paritaria, non subivo una violenza e potevo godere come volevo.
Anche se essere abusato mi aveva fatto scoprire il piacere della forza mascolina e della sodomia.
Mi abbassò inginocchiato sotto di lui e mi spinse il cazzo in bocca. Mi teneva la testa e mi incitava. "Ti piace la mia cappella? Lecca troietta lecca" "Mmmm dai prendilo bene. Succhiami i coglioni troia"
Mi sbatteva il cazzo in faccia e si faceva leccare le palle ed il culo.
Mi piaceva quel maschio peloso. Tanto.
Mi alzai e lo bacia con passione. "Sembra che perdi la testa quando hai i coglioni in faccia" mi disse. "Leccami ancora sotto i coglioni, dai" Mi spinse ancora giù. Aveva ragione. Non sapevo se mi piaceva di più il cazzo in bocca o le mie mani sulle sue cosce. Godevo di tutto quello spettacolo. Un vero maschio grosso e peloso a mia disposizione. Poi lingua con lingua uscimmo dalla doccia. Ci asciugammo poi lui andò a chiudere la porta della palestra mi prese per mano e mi portò nella sala pesi seduti su una panca le nostre lingue si intrecciavano. Scese a mordermi i capezzoli. Un piacere inaspettato mi pervase la testa. Con una mano mi strizzava le palle mentre con la bocca leccava e mordeva i miei capezzoli. "AHHHH dai no AHHH" Eppure avevo il cazzo duro come mai prima.
Poi si alzò e mi ficco la cappella in bocca. "Bagnala bene che ti fotto"
Obbedii. Poi mi alzò e mi fece appoggiare con il petto su una macchinario. Ero a pecora e lui mi leccò il buco. La sua barba mi piaceva. Sentivo che un uomo voleva possedermi e mi piaceva.
Usò le sue grosse dita per aprirmi un poco "Sei stretto, ma non sono il primo vero?" "No. ma ho fatto poco davvero fai piano" Diventò più delicato, a parte gli sculaccioni che mi fiondava sul culo ogni tanto. "Sei pronta" mi disse.
"Non ti spiace se ti chiamo Paola? La più grande zoccola che ho mai scopato!" Paola, come mia mamma!
Non glielo dissi ma mi piaceva l'idea. Poi smisi di pensare perchè sentii la sua cappella spingere. "Sei stretta" si allontanò e prese una crema da un armadietto. Mi lubrificò il culo e poi riprovò "Ora vado subito forte, preparati zoccola" E infilò la sua cappella dura come un ferro nel culo."Ooooooo Oooooooo" il dolore fu tanto ma sentire il corso del maschio sopra di me mi piaceva tantissimo.
Mi inculò con forti colpi.
Poi quando rallentò inizio a strizzarmi le palle sempre più forte. Mi mancava il respiro e anche lui era affannato. "Che bel maschietto che sei" Mi inculava a pecora e mi leccava ovunque la schiena ed il collo. Quel servizio mi stava piacendo ma non reggevo più e impugnai il cazzo per venire. Anche lui uscì dal mio culo. Mi sdraiai sulla panca per gli esercizi e mentre venivo sulla pancia lui mi ficcò la cappella in bocca e dopo due pompate mi sborro in faccia.
Ero perso dalla passione e imboccai il cazzo ormai barzotto che colava di sperma per pulirlo.
"Brava Paola, ottimo lavoro"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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