Gay & Bisex
Rosa dal meccanico (pt. 3) -tocca a Patrizio
20.07.2025 |
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"Si abbattè su di me e insieme al suo cazzone dal mio culo uscì tanta tanta sborra che sentii colare tra le cosce..."
Mario mi guardava con occhi diversi..Temevo quello che sarebbe successo.
Rosa intanto dopo quella dose di cazzi era in trance, distrutta.
“Tranquillo, Rosa ora dorme, non vedrà quanto ti piace il cazzo” mi disse Mario mentre lo sbatteva in aria bello duro.
“Toccalo” “Non farti pregare prendi questo cazzo” mi disse mente si avvicinava.
Me lo sbatteva forte su una coscia. Il mio cazzo era duro e i miei occhi non si allontanavano da quella grossa pannocchia.
“Guardami negli occhi e dimmi che non ti piace” non risposi ma lo
guardai negli occhi.
Mi prese la mano e la pose sul suo cazzo.
Lo strinsi. Era duro e caldo. I miei occhi parlarono per me perche erano lucidi dal desiderio.
Il silenzio era fatto di carne.
La sua mano che mi spingeva giu , la mia bocca aperta sulla sua grossa cappella, ancora le sue mani che mi tenevano la testa mentre mi scopava la gola.
Il suo cazzo che spariva completamente nella mia bocca.
Le mie mani avvinghiate sul culo muscoloso dell’uomo che stava per sverginarmi.
E poi paura.
Della mia voglia, di quel cazzo enorme che mi avrebbe rotto il culo, dell’umiliazione a essere scopato, che altri avrebbero saputo e di Rosa che non mi avrebbe più considerato uomo.
Ma ormai ero in gioco e uscito il palo di carne dalla bocca ero come in trance e iniziai a leccare i coglioni e l’asta con foga.
“Che arretrato” mi disse.
“Sono vergine” confessai “mai fatto prima”
“Uao” fu la risposta.
Poi mi alzò e mi fece girare, guardò meglio il mio buchetto. Mi sculacciava con forza mentre spingeva il pollice dell’altra mano nel buco.
“Sei davvero vergine”.
Portò il suo viso davanti al mio e mi mise la lingua in bocca.
Limonammo a lungo. Lo toccavo ovunque. Mi piaceva il suo corpo mascolino.
Era grosso e muscoloso, duro e peloso.
Provavo emozione e desiderio. Mi sentivo languido, predisposto a essere montato.
Lui si dedicava al mio buchetto infilando le dita e poi prese a mordermi i capezzoli
Urlai forte.
Rosa si sveglio.
“Ma cosa fate?”
Mario ebbe la risposta pronta “cara il cazzo non piace solo a te ed un culo è un culo e tuo marito qui non è meno troia di te”
Mario si sedette sul letto accanto a Rosa “lascia spazio, se vuoi giochiamo in 3 o in 5 decidi tu, oppure stai a guadare.
“No basta sono stanca, fate come volete, ma io e te dopo - mi disse - dobbiamo parlare”
Rischiavo di perderla ma la voglia di essere preda di quell’uomo era troppo forte.
Non risposi mentre Mario mi fece sedere sulle sue ginocchia.
Il cazzone mi strusciava sulla pancia, la voglia era mostruosa.
Mi ribaltò e mi trovai sotto di lui.
Si alzò e prese qualcosa dalla scrivania. Sembrava una pomata.
Si mise a leccarmi il culo. La sua barba lunga mi piaceva. Sentivo il desiderio che partiva dal culo e arrivava al cervello.
Poi mi unse a lungo.
Mi fece nuovamente leccare il suo cazzo asinino
Mi allargò le gambe e le tenne per le caviglie puntando la sua nerchia dura sul mio buco stretto
“Fai piano”
“Ne ho rotti e allargati so quello che faccio. Ti fará male ma poi non ne farai più a meno.”
Appoggiò la cappella al buco e piano piano iniziò a sverginarmi.
Il dolore era insopportabile ma volevo resistere.
“Sei teso. Spingi il buco come se dovessi andare in bagno”
“Non riesco sento male”
“Mario smettila non riuscirai a incularlo hai distrutto me che ho esperienza. Lascialo stare” disse Rosa
Mario perse la pazienza.
Mi Diede un paio di sculacciate sul buco ed una in faccia.
“Vuoi sto cazzo o no? Se non lo vuoi ti scarico la mia sborra in gola e amen”
Lo volevo.
“Amore aiutami” le dissi.
Rosa venne verso di me è inizio a baciarmi in bocca e poi scese sui capezzoli.
Emisi un mugolio, mi piaceva quando me li mordeva.
Mi rilassai con quel trattamento e Mario ne approfittò subito.
Spinse la cappella che entrò facilmente.
“Ahhhhh” urlavo mentre lui procedeva piano con la sua asta nel mio culo vergine.
“Tienilo fermo” disse a Rosa.
E mi impalò senza pietà.
Era tutto dentro. Sentivo quel pitone nel culo e avevo dolore ma la sensazione iniziava a essere piacevole.
Lo toglieva e lo metteva piano piano e mi contorcevo con Rosa che mi teneva le braccia in alto.
“Hai un culo meglio della fica di questa baldracca. Ora ti scopo”
E iniziò a chiavarmi con irruenza.
Dolore e piacere..
Finche non capii che potevo decidere di stringere lo sfintere e lo feci.
“Bravo. Senti come stringi. Bravo”
Mi piaceva sentire il buco largo e i sospiri erano indicazione di goduria.
Rosa non mi teneva più e Mario mi mise a pecorina.
Strinse le mani nei mie fianchi e mi cavalcò per dieci minuti almeno.
Ero inculato come aveva fatto a Rosa. E mi stringeva i capezzoli e mi sculacciava. Ero in estasi.
Ero diventato una donna? Oppure godevo come una donna?
Importante era che mi sentivo in estasi scopato così come una vacca dal toro, da quell’armadio di carne.
Il mio cazzo pulsava. Volevo venire provai a toccarmi e mi arrivò una sberla.
Poi Mario aumentò ad ansimare e mi prese il cazzo.
Mi segava e mi inculava in modo molto profondo.
sentii il suo urlo e insieme un fiotto caldo nel culo. Aveva lasciato il mio cazzo e con ancora il suo cazzo nel culo mi feci la sega più bella della mia vita.
Si abbattè su di me e insieme al suo cazzone dal mio culo uscì tanta tanta sborra che sentii colare tra le cosce.
Rosa mi baciò e capii che avremmo continuato insieme l’avventura della vita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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