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Gay & Bisex

Isidoro 2/4


di MissSerena
06.07.2026    |    664    |    2 8.9
"” Non potei fare altro che ubbidirgli per poi farmi scopare ancor di più di prima, ma questa volta libero di segarmi e godere senza più alcun freno..."
La mia voglia di un vero mandingo di colore divenne ben presto un’ossessione, che neanche l’acquisto di falli e vibratori sempre più grandi riuscivano a placare. Il desiderio saliva ogni volta che guardavo video con travestiti sodomizzati da possenti uomini di colore, e diventare il soggetto di quei filmati era il mio sogno.
Un giorno per caso ne vidi uno dove un uomo di colore dal fisico piuttosto normale, ma dotato di una mazza di dimensioni XXL, trattava da perfetta puttanella un ragazzino dall’aspetto femmineo ma vestito da maschio, un po’ come aveva fatto Fulvio con me. Quello che più m’impressionò fu il fatto che il ragazzo non urlò mai per il dolore, o almeno a me parve che non lo facesse mai, ma in compenso era chiaro quanto godesse con quel randello fra le chiappe. Inoltre il ragazzo portava una maschera che impediva di mostrare il volto, e non avendo segni particolari sul corpo risultava irriconoscibile. Alla fine del video c’erano i contatti dell’attore di colore, con la possibilità di chiamarlo se si voleva fare un contenuto con lui.
Io scrissi subito mail e Telegram, ma poi non ebbi per giorni il coraggio di scrivergli, preso dalla paura non tanto del rapporto, quanto d’esser riconosciuto nel video che avrebbe girato con me.
Com’era fin troppo prevedibile alla fine il desiderio vinse sulla paura, così scrissi una mail a “Long Tom”, con la quale chiedevo come bisognava fare per essere protagonista di un suo video.
La sua risposta fu un numero di telefono che chiamai subito.
“Pronto Long Tom ? Sono Isidoro hai appena risposto a una mia mail.” dissi con la voce carica d’emozione.
“Ciao Isidoro, dimmi cosa vuoi sapere, ma per prima cosa chiamami Thomas.”
Il suo modo di parlare calmo e gentile, mi mise subito a mio agio, così scoprii che abitava a un’ora di treno da casa mia, e che per lui non c’erano problemi se volevo fare un video con la maschera e senza alcun travestimento. Inoltre, detratte le spese, mi avrebbe dato un quarto del ricavato del contenuto, che avrebbe messo in rete per i suoi abbonati o chi voleva spendere pochi euro per vederlo. Mi fece capire che un video con un travestito, anche se in modo leggero, vendeva di più di uno “solo gay”, e che in fondo bastavano un paio di calze e poco più per aumentare gli introiti.
L’idea di guadagnare qualcosa era fin troppo allettante, così ci mettemmo d’accordo sul vederci di domenica, quando io ero più libero, e mi sarebbe bastata una scusa qualsiasi per rimanere fuori di casa tutto il giorno.

Quando arrivò domenica ero più teso di una corda di violino, ma dopo aver detto a mia madre che andavo da un mio compagno di scuola e che avrei pranzato da lui, uscii di casa per avviarmi alla stazione.
Il viaggio in treno fu un incubo perché mi sembrava di non arrivare mai, ma per fortuna una volta arrivato non ebbi difficoltà a trovare la casa di Thomas, che m’accolse come un vecchio amico.
Con lui c’era Lucia, una donna piuttosto bruttina che era la persona addetta alle riprese, la quale mi trattò con un certo disprezzo, al quale cercai di non dare importanza.
Dopo aver passato una mezz’ora a parlare di me, lui andò subito al sodo spiegandomi quello che avrebbe fatto.
“S’inizia col farti un paio di clisteri per pulirti bene dentro, poi ti vesti con quello che vuoi, quindi iniziamo a girare. Durante le riprese farò finta di trattarti male, ma tranquillo è solo scena, e poi hai detto che ti piace prenderlo nel culo, quindi non ci saranno problemi, ti va bene il programma ?”
“Sì certo, anzi non aspetto altro.”
Thomas mi portò in bagno dove mi svuotò due sacchi di acqua tiepida, facendomi evacuare sino a che non fui ben pulito, poi mi mise una gran quantità di gel lubrificante in modo che dopo m’avrebbe penetrato senza troppe difficoltà.
Avendo i capelli corti non ebbi alcun problema a mettere una parrucca, scegliendone una bionda a caschetto, quindi indossai delle collant a rete aperte sotto.
“Hai mai messo un cintura di castità” mi chiese prendendone una in mano “Diciamo che fa scena e piace a tanti.”
“No mai usata, ma se vuoi mettiamola.” risposi incuriosito da quell’oggetto.
Lui m’aiutò a chiudermi il pene in quel guscio di plastica, quindi mi sistemò ben stretta sula viso una maschera nera, per poi portarmi nella sua camera dove c’aspettava Lucia con la cinepresa.
“Prima d’iniziare come vuoi che ti chiami ?” mi chiese cogliendomi di sorpresa.
“Evita, come quella del film.” risposi senza pensarci troppo.
“Bene Lucia quando vuoi Evita ed io siamo pronti.”
“Va bene, si gira tre, due, uno vai.” disse la donna dando il via alle riprese.
“Buongiorno amici miei, oggi sono con Evita, una giovane troietta vogliosa del mio cazzo, con un bel culo ancora stretto che sarà un piacere sfondare per il mio e vostro piacere. Evita da brava fai vedere il tuo bel culo agli amici.” mi disse dopo aver messo una mano sulla natica destra.
Non sapendo cosa fare, aprii un po’ le gambe per poi piegarmi in avanti e quindi aprirmi le chiappe con le mani, cercando di non cadere in avanti. Thomas non perse tempo ed iniziò a lavorarmi l’ano con un dito, che con tutto il gel che avevo dentro, scivolò senza alcun problema. A quel dito ne seguì presto un secondo, e se prima il suo movimento era solo un dentro e fuori, poi divenne anche rotatorio, col risultato che mi sentii sempre più aperto, ma soprattutto ancor più voglioso del suo pene, tanto che mi scappò un gemito di piacere che a lui sembrò un invito a nozze.
“Brava la mia troietta vogliosa, adesso in ginocchio e fai vedere a tutti quanto sei brava a usare la bocca, prima che ti rompa questo bel culo.” mi disse quasi spingendomi per terra.
Così m’inginocchiai davanti a lui per tirargli giù i pantaloni della tura, e scoprire che sotto non portava nulla, ma cosa più importante che la sua mazza era ancora piuttosto floscia. Pur non avendo di fatto esperienza, glielo presi in mano per poi iniziare a leccare la cappella, e passare quindi la lingua su quel ben di Dio via via che diventava duro. Quando provai a prenderglielo in bocca compresi subito che non sarei mai riuscito e metterlo tutto dentro, così continuai a tenere con due mani la base in modo da doverne far passare di meno fra le labbra.
“Evita sei proprio nata per fare pompini.” mi disse quando la nerchia divenne ben dura “Adesso però fai vedere a tutti quanto ti piace prenderlo nel culo.”
Thomas s’andò a sdraiare al centro del letto, e dalla mia prospettiva il suo bastone divenne ancora più grande, tanto pensai fosse impossibile prenderlo tutto dentro. Compresi però che si era messo sotto per far sì che fossi io a sodomizzarmi da solo, in modo da potermi prendere il mio tempo e provare quindi poco dolore. Così mi accucciai su di lui puntando la sua cappella contro il mio buchetto, per poi farla entrare cercando di rilassarmi il più possibile.
Lentamente iniziai a scendere su quel palo di carne che sembrava non finire mai, fermandomi ogni tanto più per prendere fiato che altro. Anche se mi sembrava strano provai ben poco dolore, neanche avessi passato la vita a prendere cazzi di quelle dimensioni. Quando sentii le mie natiche toccare il suo ventre compresi che la penetrazione era giunta al termine, e che da quel momento in poi avrei visto solo il paradiso. Istintivamente allungai una mano sul mio pene, senza ricordare che era chiuso in una gabbietta, ma ciò non mi dispiacque in alcuna maniera, anzi lo trovai giusto per poter godere solo col culo.
Ogni volta che la mazza di Thomas era tutta nel mio retto, mi sembrava quasi che dovesse esplodermi dentro, ma era giusto l’attimo prima che gemessi dal piacere, per poi risalire e quindi riscendere per ripetere tutto da capo.
“Certo che a te il cazzo piace sul serio.” mi disse Thomas mettendomi le mani sui fianchi “Adesso però mettiti a pecora così facciamo vedere a tutti quanto sei troia.”
Una parte di me non vedeva l’ora di fare ciò che lui m’aveva appena ordinato, così mi sistemai carponi proprio davanti a Lucia che stava riprendendo tutto senza dire un a parola.
Per fare un po’ di scena m’aprii le chiappe con le mani, senza pensare che in quel modo Thomas poteva essere un vero bruto, ma forse era quello che volevo senza il coraggio di dirlo.
Lui fu un misto di violenza e mascolinità allo stato puro, sodomizzandomi completamente con pochi e feroci affondi, mentre mi tirava a sé tenendomi per le spalle. Non urlai solo perché non avevo il fiato per farlo, ma per ben più d’un attimo vidi le stelle, mentre sentivo il culo in fiamme e allo stesso tempo il pene cercare spazio nella gabbietta per dar sfogo all’eccitazione.
“Ora ti piace sempre il mio cazzo ?” urlò Thomas dopo avermi dato alcune violente stantuffate, degne del suo nome.
“Sii mi piace e lo voglio tutto !” dissi cercando di alzare la voce.
“Allora eccotelo troia che non sei altro, vediamo quanto sei puttana dentro.”
Thomas m’afferrò saldamente per i fianchi per poi iniziare a spingere come un matto, mentre io ero diventato solo una bambola fra le sue mani, che però non voleva altro che non smettesse mai di scoparmi.
Persi completamente la dimensione del tempo, così come ogni residua traccia di dignità, cercando solo di godere pur senza avere la possibilità di toccarmi il pene.
Alla fine mi ritrovai a riempire la gabbietta col mio stesso sperma, avendo il mio primo vero orgasmo anale, quello che faceva di me una vera troia da culo.
Non so se lui s’accorse di quello che stavo provando, ma in ogni caso continuò a scoparmi come se nulla fosse, insultandomi ogni tanto forse più per prendere fiato che per reale convinzione.
Dopo la classica pecorina, Thomas mi prese sempre da dietro ma dopo avermi fatto sdraiare su un fianco, quindi mettendosi lui sopra di me, mentre io mi tenevo aperte le gambe con le mani sulle caviglie.
Quando mi disse di rimettermi carponi compresi che stava per venire, così dopo essermi messo come voleva lui, gli presi in pene in mano per ritrovarmi poco dopo la faccia coperta dal suo sperma.
A quel punto lui congedò i suoi fans e poco dopo Lucia, che se ne andò ridacchiando, mentre io mi pulivo il volto con dei fazzolettini di carta.
“Ora che siamo soli possiamo fare quello che ci pare, quindi succhiami il cazzo perché ho voglia di continuare a scoparti.” mi disse mettendosi in piedi davanti a me.
“Thomas ma sei sicuro di quel che dici, insomma mi hai scopato per non so quanto tempo, senza dimenticare che ho il cazzo che mi sta scoppiando dentro questa gabbietta.” risposi non sapendo se esser felice del fatto che volesse continuare, o spaventato per lo stesso motivo.
“Senti non mi scopavo uno con un culo come il tuo da non so quanto tempo.” mi spiegò mentre mi liberava il pene dalla cintura di castità “E non mi pare che neanche a te sia dispiaciuto visto che ti sei sborrato addosso, quindi non rompermi le palle e succhiami il cazzo.”
Non potei fare altro che ubbidirgli per poi farmi scopare ancor di più di prima, ma questa volta libero di segarmi e godere senza più alcun freno. Alla fine lui mi venne dentro, facendomi sentire una puttana però felice d’esserlo sino in fondo.
Quando tornai a casa avevo il culo in fiamme, tanto da non potermelo toccare per diversi giorni, poi lui mi chiamò per dirmi che il video era andato molto bene e che volendo ne avrei potuto fare un altro con un suo amico, ma non subito perché erano entrambi abbastanza impegnati.
Risposi che c’avrei pensato anche se ben sapevo che era una proposta sì indecente ma alla quale era impossibile rinunciare, anche se non sapevo come mi avrebbero potuto ridurre due uomini come lui.
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