Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Ordini da eseguire - cap. 2
Gay & Bisex

Ordini da eseguire - cap. 2


di backfill
16.01.2026    |    3.243    |    10 9.5
"Non vedeva l'ora di tornare da quelle parti, di abbandonare di nuovo il suo ruolo di bravo marito e padre, per diventare la puttanella di Daniele e Marco, il loro oggetto di piacere..."
I mesi si trascinarono, un'agonia lenta per Niccolò. Ogni giorno a casa era un esercizio di recitazione, un sorriso forzato, una pazienza infinita. Ma la sua mente era altrove, ossessionata dal ricordo di Daniele, dal sapore della sua pelle, dalla forza delle sue mani. Il bigliettino con il numero di telefono era nascosto nel portafoglio, una promessa segreta, un talismano proibito. Ogni trasferta era un'occasione mancata, perché le sue rotte non incrociavano quella città, fino a quando, finalmente, l'opportunità si presentò. Un nuovo cliente, un contratto importante, proprio nella città di Daniele.
Il cuore di Niccolò martellava nel petto mentre digitava il numero. La voce di Daniele rispose al terzo squillo, profonda e inconfondibile.
"Chi parla?"
"Sono Niccolò," la sua voce era un sussurro, un misto di timore e eccitazione.
Un breve silenzio. "Ah, la mia puttanella preferita. Mi chiedevo quando ti saresti fatta sentire." Il tono di Daniele era divertito, quasi canzonatorio. "Sei pronta a essere usata di nuovo?"
"Sì," Niccolò chiuse gli occhi, un'ondata di calore che gli percorse il corpo. "Sono qui. Nella stessa città, stanza 402, stesso hotel."
La risposta di Daniele era arrivata in un battito di ciglia. «Ti ricordi le regole, puttanella?»
Niccolò aveva risposto con un semplice: «Sì.»
«Bene. Allora preparati. Ho una sorpresa per te.»
Quella frase, "Ho una sorpresa", aveva scatenato in Niccolò un turbinio di emozioni. Paura, sì, ma soprattutto un'eccitazione folle, un desiderio inconfessabile di spingersi oltre, di esplorare nuove profondità del suo essere.
Erano le quattro del pomeriggio. La stessa ora, lo stesso rituale. Niccolò era nudo, in ginocchio al centro della stanza, la schiena alla porta, la testa china. Il suo corpo tremava, non più per la paura dell'ignoto, ma per l'anticipazione di ciò che sarebbe accaduto. Sentì il rumore della porta che si apriva, non un solo battito, ma due. Due presenze. L'aria si fece densa, carica di un'energia doppia, quasi palpabile.
Una voce, quella di Daniele, gli accarezzò l'orecchio. «Bravo, cagna. Sei pronto per il tuo premio?»
Un'altra voce, più grave, sconosciuta, si unì al coro. «Sembra obbediente.»
Niccolò sentì i passi di Daniele e dell'altro uomo che si muovevano intorno a lui, un cerchio invisibile che si stringeva. L'odore di due corpi maschili, sudore, muschio, lo avvolse.
Daniele si inginocchiò dietro di lui, la sua mano gli afferrò i capelli, tirandogli la testa all'indietro. «Alza lo sguardo, puttanella. Guarda chi c'è.»
Niccolò alzò lentamente la testa, gli occhi che si posarono sul secondo uomo. Era un gigante. Alto, spalle larghe, muscoli che si tendevano sotto una maglietta attillata. Il viso era squadrato, gli occhi chiari e penetranti, un'espressione di fredda curiosità. Una barba scura gli incorniciava il mento, e i suoi avambracci erano coperti da tatuaggi complessi, simili a quelli di Daniele, ma più audaci, più tribali.
«Lui è Marco.» La voce di Daniele era un sussurro. «E oggi, tu sarai il nostro giocattolo.»
Marco fece un passo avanti, i suoi occhi che scansionavano Niccolò dalla testa ai piedi, un'espressione di valutazione sul suo volto. «Bello. Mi piace. Vediamo quanto è bravo.»
Daniele gli lasciò i capelli, poi gli afferrò il mento, costringendolo ad aprire la bocca. Senza un preavviso, un pene enorme gli fu spinto dentro. Era quello di Daniele, lo riconobbe dal sapore, dalla consistenza. Ma questa volta, Daniele non lo spinse con violenza, lo tenne lì, fermo, lasciandolo riempire la sua gola.
Poi, sentì un'altra pressione contro la sua nuca. Marco gli afferrò la testa con una mano, e con l'altra, gli spinse il suo cazzo in bocca, accanto a quello di Daniele. Niccolò soffocò, la gola si riempì fino all'inverosimile, l'aria che gli mancava. Due cazzi in bocca, una sensazione che superava ogni sua fantasia più audace. Il sapore di due uomini, mescolati, lo inebriava.
«Brava, puttana.» La voce di Marco era un ringhio basso. «Succhiali bene.»
I due uomini iniziarono a muovere i loro cazzi, un ritmo alternato, poi sincronizzato. Niccolò sentì il suo viso sporcarsi di saliva, la gola che gli bruciava per lo sforzo. Era una sensazione al limite del soffocamento, ma l'eccitazione era così intensa che ogni altra percezione svaniva. Le lacrime gli salirono agli occhi, ma non erano di dolore, bensì di un piacere così estremo da essere quasi insopportabile.
Dopo minuti che sembrarono un'eternità, Daniele e Marco si ritirarono, lasciando Niccolò ansimante, la bocca dolorante, il viso coperto di sperma e saliva.
«Ora, mettiti a quattro zampe.» La voce di Daniele era perentoria.
Niccolò obbedì, il corpo che tremava. Sentì le mani di Daniele che gli accarezzavano la schiena, poi scendevano sui suoi fianchi, afferrandoli con forza. Marco si posizionò dietro di lui, la sua presenza massiccia che gli oscurava la luce.
«Marco, vuoi il culo o la bocca?» Daniele chiese, una punta di divertimento nella voce.
«Comincio dal culo, lo apro per bene.» Marco rispose, la sua voce profonda e roca.
Niccolò sentì un brivido di terrore e anticipazione. Marco era enorme, lo aveva visto.
Marco si inginocchiò dietro di lui. Niccolò sentì il suo fiato caldo sul collo, poi una lingua umida che gli accarezzò l'ano. La stessa stimolazione dell'altra volta, ma questa volta era diversa, più intensa, più invasiva. Marco gli leccò il buco del culo con una voracità che gli fece contorcere lo stomaco. La sua lingua si spinse più a fondo, esplorando, stuzzicando.
«Sei bello stretto, puttanella.» Marco sussurrò, e Niccolò sentì una pressione. Il cazzo di Marco, enorme, premette contro la sua apertura. Era più grande di quello di Daniele, la testa più massiccia, il fusto più spesso.
Niccolò gemette, un suono strozzato. «No... è troppo...»
«Shhh.» Daniele si chinò, gli baciò l'orecchio. «Non hai detto "STOP" però.»
Con una spinta decisa, Marco penetrò. Il dolore fu lancinante, un grido gli si bloccò in gola. Sentì la sua carne strapparsi, dilatarsi oltre ogni limite. Le lacrime gli rigarono il viso, ma non era più in grado di fermarle. Marco spinse ancora, lentamente, inesorabilmente, finché non fu completamente dentro. Niccolò sentì il suo corpo tendersi, ogni muscolo contratto.
«Sei mia, puttana.» Marco ringhiò, e iniziò a spingere.
Le spinte erano profonde, potenti, diverse da quelle di Daniele. Marco era più lento, più deliberato, ogni affondo un macigno che batteva contro la sua prostata. Niccolò sentì il dolore trasformarsi lentamente in un piacere acuto, quasi insopportabile. Le sue mani si aggrapparono al materasso, le unghie che si conficcavano nella stoffa.
«Sì... Marco... più forte...» Le parole gli uscirono in un ansimo.
Marco accelerò, il suo bacino che batteva contro le natiche di Niccolò con un suono umido e carnoso. Il letto scricchiolava sotto il ritmo frenetico. Niccolò sentì il suo corpo tradirlo, i fianchi che si inarcavano per incontrare ogni affondo.
Poi, sentì un'altra pressione. Daniele si era posizionato davanti a lui, e il suo pene, turgido e caldo, premette contro la sua bocca. Questa volta, Daniele non lo spinse con violenza, ma lo tenne lì, la punta che gli stuzzicava le labbra.
«Succhiami, puttanella.»
Niccolò obbedì, la lingua che avvolgeva la punta del cazzo di Daniele, leccandola, succhiandola. Sentì la testa di Daniele che si gonfiava in bocca, il sapore salato del pre-eiaculato. Marco continuava a scoparlo da dietro, le sue spinte che lo portavano sull'orlo.
«Voglio vederti venire per entrambi.» La voce di Daniele era un sussurro rauco.
Marco accelerò le sue spinte, e Daniele spinse il suo cazzo più a fondo nella bocca di Niccolò, fino alla gola. Niccolò soffocò, il corpo scosso da spasmi. Sentì il suo pene pulsare, il piacere che si accumulava, un'onda inarrestabile. Marco spinse un'ultima volta, potente, e un gemito gutturale gli sfuggì mentre il suo sperma gli riempiva l'interno. Quasi contemporaneamente, Daniele si ritirò dalla sua bocca, e Niccolò sentì la sua erezione esplodere, un orgasmo violento, incontrollato, che lo lasciò tremante, svuotato, coperto di sperma e saliva.
Daniele e Marco si ritirarono, lasciando Niccolò a pancia in giù, il corpo scosso da spasmi, il sapore salato delle lacrime sulle labbra, il culo dolorante e dilatato.
«Brava, puttanella.» La voce di Daniele era soddisfatta. «Hai superato la prova.»
Marco si chinò, gli accarezzò la schiena. «Sei stato molto bravo, Niccolò. Mi è piaciuto.»
Niccolò si girò lentamente, il corpo indolenzito, gli occhi fissi su di loro. Erano entrambi nudi, i loro corpi muscolosi che brillavano alla luce fioca. Daniele, con i suoi tatuaggi intricati, e Marco, un gigante barbuto. Erano bellissimi, terrificanti, eccitanti.
Daniele si sedette sul bordo del letto, tirando Niccolò tra le sue gambe. Marco si inginocchiò di fronte a loro, il suo cazzo ancora mezzo turgido.
«Ora ti vogliamo usare per un altro gioco.» La voce di Daniele era calma, ma con una punta di malizia. «Vogliamo la doppia penetrazione.»
Niccolò sentì il cuore balzargli in gola. Doppia penetrazione. Non l'aveva mai provata, solo fantasticata. Era il limite ultimo, l'apice della sottomissione.
«Sì... per favore...» Le parole gli uscirono in un sussurro disperato.
Daniele lo spintonò delicatamente, mettendolo di nuovo a quattro zampe, la schiena inarcata, il culo offerto. Marco prese il suo cazzo, ancora enorme, e lo spinse lentamente nell'ano di Niccolò. Niccolò gemette, il dolore acuto, ma questa volta si aspettava la sensazione. Il suo culo era già dilatato, ma il pene di Marco era così massiccio che si sentiva ancora strappare.
Mentre Marco spingeva, Daniele si avvicinò e spinse il suo pene fino al fondo.
Niccolò si ritrovò in una morsa di piacere e dolore. Non poteva respirare, non poteva gridare, non poteva muoversi. Era completamente immobilizzato, un giocattolo tra due uomini.
I due uomini iniziarono a muoversi, un ritmo sincronizzato. Niccolò sentì il suo corpo tendere, ogni muscolo contratto. Il piacere era così intenso che gli annebbiava la mente, lo portava sull'orlo della pazzia.
«Sei nostro, puttanella.» La voce di Daniele era un ringhio rauco.
Marco accelerò le sue spinte, il suo bacino che batteva contro le natiche di Niccolò.
Poi, entrambi gli uomini vennero e Niccolò sentì il suo pene esplodere, un orgasmo violento, incontrollato, che lo lasciò tremante, svuotato, coperto di sperma e saliva.
Daniele e Marco si ritirarono, lasciando Niccolò a pancia in giù, il corpo scosso da spasmi, il sapore salato delle lacrime sulle labbra, il culo dolorante e dilatato. Era completamente esausto, ma anche euforico, un'emozione che non aveva mai provato prima.
Marco si chinò, gli accarezzò la schiena. «Sei stato un giocattolo perfetto, Niccolò.»
Daniele gli baciò la nuca. «Ti aspettiamo la prossima volta, puttanella.»
Si vestirono, non prima di scaricargli addosso una bella pisciata a testa, mentre Niccolò aprì addirittura la bocca per cercare di catturare qualche fiotto di urina. Niccolò li guardò, il suo corpo ancora nudo e pieno di piscio, le gambe molli. Voleva supplicarli di restare, di usarlo ancora, ma sapeva che il gioco era finito.
«Addio, Niccolò.» La voce di Daniele era un sussurro appena udibile.
La porta si chiuse, lasciando Niccolò solo nel silenzio della stanza. Era deluso, svuotato, ma anche incredibilmente vivo. Si toccò il pene, ancora turgido, e si masturbò, le immagini di Daniele e Marco che gli inondavano la mente: i loro corpi, le loro voci, la loro dominazione. Quando l'orgasmo lo travolse, era un misto di piacere e malinconia.
Non vedeva l'ora di tornare da quelle parti, di abbandonare di nuovo il suo ruolo di bravo marito e padre, per diventare la puttanella di Daniele e Marco, il loro oggetto di piacere. Il mondo ordinario, con la sua moglie e la sua bambina, sembrava improvvisamente distante, una maschera che indossava per gli altri, mentre la sua vera essenza, quella che aveva scoperto in quelle ore, lo chiamava a tornare, a perdersi di nuovo. La sua doppia vita era ora più che mai una realtà, un segreto inconfessabile che lo rendeva al contempo colpevole e incredibilmente libero.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Ordini da eseguire - cap. 2:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni