Gay & Bisex
Il figlio del dottore
13.10.2024 |
4.149 |
2
"Giulio di fermarsi ancora un po' per fare un altro po' di pratica?"
"Figlio mio che gioia mi dai, ma certo fermati pure, queste sono le chiavi, chiudi tu..."
Mi chiamo Giulio, ho 38 anni e lavoro in una impresa di pulizie; ho un fisico magrolino e sono alto 1 metro e 50.È venerdì e il turno di oggi prevede la pulizia di un poliambulatorio prima del fine settimana in fascia di pausa dalle visite, dalle 13:30 alle 17:00. Mi reco nella struttura qualche minuto prima dell'inizio del mio lavoro e controllo quali stanze sarebbero state occupate dai medici nel pomeriggio, così posso organizzarmi al meglio. Dalla tabella leggo che è rimasto attivo solo lo studio ortopedico. Lavorando da diversi anni in questo poliambulatorio ho molta confidenza con i medici e con il personale, quindi sono pronto a scambiare due parole con il dott. Rossi, ormai prossimo ai 70 anni, che visita qui ed è anche socio della struttura.
Entro nel magazzino per prendere tutto l'occorrente per le pulizie e nel frattempo sento l'ultima paziente andare via, seguita dal ragazzo alla reception che viene a salutarmi dicendomi che avrebbe chiuso la porta dall'esterno così che nessuno sarebbe potuto entrare, ma grazie al maniglione anti-panico sarei potuto uscire tranquillamente a fine turno.
Vado nella stanza del dott. Rossi per salutarlo e assicurarmi che sarebbe rientrato come previsto dal piano di lavoro alle 17:00, così da organizzare al meglio la pulizia delle stanze.
Mi fermo di scatto sulla soglia perché, oltre al dottore, vedo un ragazzo all'interno, mi scuso per essere entrato pensando fosse un paziente, ma il dottore mi tranquillizza e mi invita a entrare presentandomi il giovane, suo figlio Marco.
Mi spiega che vuole intraprendere la sua stessa carriera lavorativa e lo sta seguendo per fare pratica, essendo molto giovane. Oltre che giovane è anche molto attraente Marco, fisico palestrato, biondo, occhi verdi, alto 1.90, non avrà avuto più di 22 anni. Mi viene confermata l'età al momento delle presentazioni e mi dice che non è certo su che specializzazione fare, quindi sta seguendo il padre nelle visite così da capire se ortopedico è la strada giusta.
Li saluto per mettermi a fare le pulizie e sento il padre che da consigli al figlio su come comportarsi con i pazienti, oltre che a una serie di informazioni mediche. Il figlio su alcuni aspetti sembra scettico sui metodi del padre e a tratti alzano la voce quasi ad arrabbiarsi.
Ad un certo punto sento il dott. Rossi che dice al figlio "ora chiediamo a Giulio se può farci la cortesia di aiutarci" e sento chiamare il mio nome.
Mi reco nello studio medico e il dott. Rossi mi dice "Giulio come ti dicevo mio figlio ha qualche dubbio su quale specializzazione scegliere, saresti così gentile da dedicarci mezz'ora del tuo tempo per fingerti un paziente con un problema alla schiena così simuliamo una visita?".
"Ma certo dottore, anche perché la schiena mi fa male veramente!" risposi, anche perché essendo socio del poliambulatorio era di fatto anche il mio capo in quel momento.
Il dottore mi invita ad uscire in sala d'attesa e aspettare di essere chiamato.
Li sento parlare a bassa voce, non capisco cosa dicono, finché il figlio del dottore mi chiama: "sig. Giulio, prego può accomodarsi è il suo turno".
Entro nello studio e vedo il padre in un angolo seduto a scrutare ogni movimento del figlio.
Marco con tono autoritario dice: "sig. Giulio mi dica qual è il problema che l'ha spinta a venire da me".
Cerco di pensare a cosa dire e sto qualche minuto in silenzio, poi mi viene in mente dello strappo che ho preso la settimana scorsa all'inguine e che mi stava provocando dolore a tutta la gamba e alla schiena, tanto alla fine era solo una simulazione, al massimo mi avrebbe dato qualche pomata per farmelo passare.
Gli comunico la patologia e Marco mi fa tutta una serie di domande alle quali io rispondo in maniera più plausibile possibile. Ad un certo punto Marco si alza in piedi, sono certo che la messa in scena è finita, ma lui mi dice "sig. Giulio può cortesemente svestirsi così posso visitarla, può rimare solo con i pantaloni, i suoi abiti li può appendere lì". Resto un attimo basito, non credevo la simulazione dovesse andare avanti fino a questo punto, guardo il padre di Marco che ha occhi compiacenti per il comportamento del figlio e mi fa un cenno quasi a voler dire di procedere. Onestamente non ero uscito di casa pensando di dover fare una visita medica, però non potevo tirarmi indietro ormai, quindi mi spoglio e resto a petto nudo e scalzo.
Seguendo le indicazioni del ragazzo mi distendo a pancia in su sul lettino e lo vedo avvicinarsi. Comincia a palparmi i piedi, poi risale su per le gambe, poi fa un salto e arriva a petto. Mi sembra strano perché gli avevo detto che il problema era all'inguine ma lui non l'aveva proprio presa in considerazione la zona.
Dopo qualche minuto sento il padre alzarsi di scatto e rimproverare il figlio "Marco ma hai capito che Giulio ti ha detto che ha un problema all'inguine che gli provoca problemi alla gamba oltre che alla schiena, come pretendi di visitarlo con i pantaloni, avresti dovuto chiedergli di togliere tutto tranne l'intimo, se necessario gli chiedi di togliere anche quello. Figlio mio non devi avere vergogna a far spogliare una persona, lo stai facendo per mestiere e per il suo bene".
Penso si sia conclusa la simulazione ma vedo Marco arricciare gli occhi e arrabbiarsi dentro, quindi dice: "sig. Giulio cortesemente ho bisogno che tolga anche i pantaloni per poterla visitare correttamente e valutare il suo problema", lo dice con un tono talmente autoritario che non mi lascia spazio per un mio rifiuto. Mi alzo dal lettino e tolgo anche i pantaloni.
Mi ristendo sul lettino e vedo avvicinarsi timoroso Marco e con le mani comincia a tastarmi debolmente l'inguine. Si avvicina il padre infastidito che dice "no Marco non ci siamo, non dobbiamo fare dei massaggi a un paziente lo dobbiamo visitare, spostati e guarda un po' come si fa".
Si avvicina il dott. Rossi e comincia a tastarmi molto più decisamente, chiedendomi di tanto in tanto se mi facesse male dove toccava. Mi si avvicina e mi sussurra "Giulio ti chiedo scusa, posso abbassarti un po' i boxer per far capire a mio figlio come si fa una visita?". Faccio cenno di sì col capo, quindi il dott. Rossi mi tastò nella zona dell'inguine mettendo anche le mani nei miei boxer e toccandomi più volte il pisello che di conseguenza comincio a crescere ed essere più vistoso. A questo punto il dottore chiede al figlio di visitarmi come aveva fatto lui, Marco si avvicino e mi tastò debolmente dopo una certa esitazione con lo sguardo sul mio pacco, a quel punto il padre infastidito disse "Marco secondo me hai sbagliato facoltà, non so più che altro dire. Giulio grazie del tempo che ci hai dedicato, puoi rivestirti e tornare alle tue mansioni, io ora vado a un appuntamento con un mio collega, ci vediamo tra un paio d'ore Marco. Pensa bene a quello che vuoi fare nel tuo futuro in questo tempo". Faccio una smorfia, non so bene perché, non ero felice del fallimento di Marco, ma un po' ero contento che il figlio del dottore non avrebbe seguito le sue orme. Il dott. Rossi va via e io mi rivesto e mentre sto per uscire dalla stanza, sento Marco che con voce imperativa mi dice "chiedo scusa sig. Giulio, possiamo provare un'ultima volta una visita?", aveva i pugni stretti per il nervosismo e gli occhi infuocati. Non me la sono sentita di dirgli di no, c'era il suo futuro di mezzo.
Quindi esco nuovamente dalla stanza e la storia si ripete, finché non mi chiede di restare solo con i boxer per potermi visitare. Vedo una luce diversa negli occhi di Marco.
Mi tasta più decisamente i piedi, le gambe, il torace, le spalle. Poi torna verso la zona dell'inguine. Mi abbassa un po' i boxer e mi tocca decisamente, infila anche le mani sotto i boxer e mi sfiora più volte l'uccello.
Poi mi chiede di alzarmi in piedi. Mi scruta a 360 gradi e mentre è alle mie spalle dice: "sig. Giulio le abbasso i boxer per visitarla meglio". Nel credevo me li avrebbe abbassati completamente e invece me li tira giù fino al pavimento. Ero in una situazione assurda. Completamente nudo di fronte al figlio del dott. Rossi, meno male che ero di spalle.
Comincia a toccarmi le spalle, poi scende mi tocca le natiche; i suoi tocchi mi aveva fatto eccitare, non riuscivo nemmeno a capire perché.
"Si giri cortesemente sig. Giulio".
Non potevo crederci e ora come potevo nascondere la mia erezione?
Mi giro con non poca vergogna e sento Marco dire: "Ti è piaciuto godere del mio fallimento davanti a mio padre? Ma ti devo ringraziare sig. Giulio, perché la tuo smorfia di prima mi ha fatto capire che non voglio essere uno come te, uno povero addetto alle pulizie, geloso tra l'altro. Ora ho capito chi voglio essere, ma tu devi essere punito. E dalla tua erezione credo ti piacerà anche".
Impietrito di fronte a queste affermazioni, vedo Marco con il suo fisico possente avvicinarsi a me e sbattermi a 90 sul lettino, vedo i suoi pantaloni calare e un attimo dopo sento un freddo gel vicino il buco del mio culo.
Le successive due ore mi ha scopato selvaggiamente e quando avevo l'opportunità di vedere il suo volto aveva un'espressione fiera e di superiorità nei miei confronti.
Quando si fu saziato Marco mi ordinò di rivestirmi, poco dopo arrivò suo padre e lo sentii gridare di gioia dopo che il figlio gli aveva comunicato che aveva deciso di proseguire con gli studi medici e addirittura entrare nel consiglio di amministrazione dello studio.
Questa volta il dottore non rimproverò il figlio ma me, che non avevo pulito nemmeno una stanza. Mi ordinò quindi di pulire tutte le stanze, anche perché essendo fine settimana il poliambulatorio avrebbe riaperto il lunedì, mentre lui e il figlio avrebbero proseguito le visite.
La fine del mio lavoro coincise con la fine delle visite e mentre stavo salutando il dottore e il figlio, scusandomi per il ritardo nelle pulizie, sento Marco dire "papà io mi fermo ancora un po' qui, voglio approfondire alcune cose, posso chiedere al sig. Giulio di fermarsi ancora un po' per fare un altro po' di pratica?"
"Figlio mio che gioia mi dai, ma certo fermati pure, queste sono le chiavi, chiudi tu. Per quanto riguarda Giulio mi sembra il minimo che possa fare per tutto il ritardo che ha fatto oggi nelle pulizie, non credi?"
Nel fare questa domanda retorica guarda me. Non posso fare altro che accettare.
Sento il padre chiudere la porta e il figlio che mi chiede di seguirlo nello studio.
Mi chiede di spogliarmi completamente e approfittando della sua superiorità fisica mi lega usando delle garze.
"Sa sig. Giulio, prima non mi sono saziato con lei".
Il porco coimincia a scoparmi in tutte le posizioni e a farmi tutto quello che voleva.
Intorno alle 22:00 finalmente viene. Tiro un sospriro di sollievo perché immagino sia finita la mia pena.
Ma Marco rompe ogni mia speranza "Ho riflettuto che il poliambulatorio è chiuso sabato e domenica, per questo ho pensato che avrei potuto divertirmi ancora un po' con lei. Ora esco a mangiare qualcosa, ci vediamo più tardi quando avrò di nuovo voglia di rompertelo!"
Detto questo lo sento uscire e chiudere la porta a chiave.
E' inutile dire che è ritornato più volta a scoparmi durante il sabato e la domenica come meglio ha voluto, poi la beffa. E' ritornato l'ultima volta il lunedì mattina alle 5:00, tre ore prima dell'apertura del centro per sfondarmi ancora e poi chiedermi di ripulire e far trovare il centro immmacolto per l'inizio di una nuova settimana lavorativa!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il figlio del dottore:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
