Gay & Bisex
Il pacco del corriere
21.01.2026 |
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"Marco sentì la punta del pene di Damiano sfregare delicatamente contro la sua pelle, calda e umida..."
Il primo barlume del giorno si insinuava attraverso le fessure delle persiane, dipingendo strisce pallide sul muro di fronte. Marco si stiracchiò, un gemito rauco gli sfuggì dalle labbra mentre la sua mano, quasi per inerzia, scivolava sotto le lenzuola. Il tessuto leggero dei boxer di cotone non offriva resistenza, e presto le sue dita calde trovarono la morbida pelle del suo cazzo, risalendo poi lungo l'asta. Era già duro, una colonna pulsante che rispondeva al tocco leggero. Piccole perle di liquido pre-eiaculatorio inumidivano la punta, un invito silenzioso. Non era la prima volta che si svegliava così, con un desiderio impellente che gli montava dentro, ma quella mattina, la sensazione era più acuta, quasi bruciante. Pochi tocchi, un respiro affannoso, e il piacere lo colse rapido, un'onda breve ma intensa che lo lasciò tremante e soddisfatto, anche se con un retrogusto di qualcosa di incompiuto.Si alzò, le lenzuola fresche che si staccavano dalla pelle. La doccia calda fu un balsamo, l'acqua che scivolava sul suo corpo, portando via il sonno e l'ultima traccia di quell'eccitazione mattutina. Indossò un paio di jeans comodi e una t-shirt scura, pronto per affrontare le commissioni del giorno.
Al suo rientro, un foglietto arancione spuntava dalla buca delle lettere: "Tentata consegna. Il destinatario era assente." Un pacco. Chiamò il numero indicato. La voce dall'altra parte, stanca e monotona, gli disse che il corriere era ancora in zona e sarebbe ripassato a fine giro, verso le diciotto.
Marco si sfilò i jeans e maglietta, lasciando solo i boxer. I vestiti lo impacciavano, si attorcigliavano, non gli permettevano di rilassarsi completamente. Si mise davanti al computer con le cuffie per completare una serie di lavori che aveva in sospeso. Per un istante, la sua mano tornò a cercare il conforto di prima, un gesto quasi automatico, non era ancora sazio, ma aveva altro da fare. Il pensiero di quel piacere sfuggente, quasi rubato al mattino, lo fece sorridere. Le ore passarono velocemente concrentrato al computer quando un suono acuto lo portò alla realtà: il campanello.
"Cavolo, il corriere!" Aveva suonato diverse volte!
Il cuore che gli batteva all'impazzata. Si precipitò al videocitofono. La figura sullo schermo era alta, slanciata, con una massa di ricci neri che incorniciava un viso dai tratti decisi. Due occhi scuri, profondi come pozzi, lo fissavano con un'intensità inaspettata. La pelle olivastra sembrava brillare sotto il sole del pomeriggio. Marco aprì il portone, poi si affrettò a recuperare una maglietta lunga che aveva lasciato sulla sedia, infilandola al volo mentre sentiva i passi salire le scale.
Il campanello della sua porta suonò di nuovo, più vicino questa volta. Marco aprì, il cuore che gli batteva ancora forte. Era ancora più bello da vicino. Le spalle larghe riempivano la divisa, e un sorriso accennato gli increspò le labbra.
"Pacco per Marco Rossi," disse il corriere, la voce profonda e melodiosa, porgendogli il terminale per la firma.
"Sì, sono io," rispose Marco, la sua voce un po' più roca del solito. Firmò, gli occhi che gli indugiavano sul viso del corriere. "Scusami se ti ho fatto tornare e non ho aperto subito, ero distratto al computer. Finito il giro?"
"A dire il vero, sì," rispose l'altro, ritirando il terminale. "Ho accelerato, sono in rientro adesso."
"Posso offrirti qualcosa?" Marco si ritrovò a chiedere, la proposta che gli era sfuggita quasi senza pensare. "Insomma, sei ripassato apposta, mi sembra il minimo."
L'uomo accennò un sorriso più ampio. "Accetto volentieri dai."
Entrò, posando il pacco a terra. Marco si mosse verso la cucina, sentendo gli occhi del corriere su di sé. Solo in quel momento, si rese conto del suo abbigliamento: i boxer che lasciavano poco all'immaginazione, e la maglietta lunga che, pur coprendo i fianchi, metteva in risalto la curva dei suoi glutei e le sue gambe muscolose. Un'ondata di calore gli salì al viso.
"Scusa l'abbigliamento," disse, cercando di nascondere l'imbarazzo. "Stavo lavorando. Ho afferrato la prima cosa che ho trovato."
Il corriere non rispose, ma i suoi occhi scuri non lasciarono il corpo di Marco. Si sedette al tavolo della cucina mentre Marco preparava il caffè. Quando gli portò la tazza del caffè, si chinò leggermente, e il suo sguardo cadde involontariamente, o forse no, sul rigonfiamento evidente nei pantaloni della divisa del corriere. Un guizzo di desiderio, lo stesso che lo aveva colto quella mattina, gli attraversò la pancia. Gli sorrise, un sorriso che sentiva malizioso.
Con un movimento rapido Marco premette con decisione contro la stoffa dei pantaloni del corriere. Sotto il tessuto, Marco sentì la consistenza inconfondibile di un'erezione piena e turgida. Un gemito strozzato gli sfuggì. Chiuse gli occhi, un'esclamazione silenziosa di sorpresa e desiderio. La voglia, assopita, si riaccese con una forza inaudita.
"Non... non mi hai nemmeno detto il tuo nome," Marco balbettò, la voce un sussurro.
"Damiano," rispose l'uomo, la sua voce roca, il sorriso ora più marcato. "Il tuo lo so già." I suoi occhi scuri erano fissi su quelli di Marco, una promessa silenziosa che accendeva un fuoco.
Marco si raddrizzò, il respiro affannoso.
Si inginocchiò davanti a Damiano, gli occhi fissi nei suoi. Con un gesto lento, quasi riverente, gli aprì la patta dei pantaloni. Un boxer grigio conteneva quella che era ormai una protuberanza evidente.
"Posso?" chiese Marco, la voce appena un soffio.
Damiano annuì, il suo sguardo che non mollava quello di Marco.
Marco non esitò. Iniziò a baciare il tessuto dei boxer, sentendo il calore e la forma del pene di Damiano attraverso la stoffa. Poi, con delicatezza, liberò la punta, tirando giù il boxer quanto bastava. Era lì, davanti a lui: una colonna spessa, scura, la punta leggermente violacea e lucida di pre-cum. Era caldo, duro, ma allo stesso tempo aveva una morbidezza vellutata al tatto.
Damiano sussultò leggermente, un gemito basso che gli sfuggì. Marco avvicinò la bocca. Le sue labbra si posarono sulla punta, poi scivolarono lungo l'asta, accarezzandola con la lingua. La sua mano lo teneva fermo, guidandolo. Arrivato alla base, lo guardò negli occhi, un sorriso malizioso sulle labbra. Poi, con decisione, lo prese in bocca.
La lingua di Marco danzò sulla punta, roteando lentamente, succhiandola, poi scendendo e risalendo, cercando di prendere più carne possibile. I gemiti di Damiano si fecero più profondi, più frequenti. La sua mano si posò sulla testa di Marco, spingendola gentilmente, poi con più forza, in un invito a prendere tutto, sempre più a fondo. Marco rispose, la sua gola che si adattava alla circonferenza, i suoi muscoli che lavoravano per accogliere ogni centimetro. Sentire i mugolii di piacere di Damiano lo mandava in estasi, lo spingeva a continuare, a farlo gemere ancora più forte.
Intanto, l'altra mano di Marco non era rimasta ferma. Si era infilata sotto i suoi boxer, accarezzando la propria erezione, già turgida e pulsante, bagnata di desiderio. Voleva sentirlo dentro, voleva essere riempito.
Dopo qualche minuto, Damiano si ritrasse con un sonoro "schlick", il suo fiato pesante. "Voglio aprirti" disse, la voce roca, gli occhi scuri che promettevano una tempesta.
Marco ansimò. "Sbattimi Damiano ti prego"
Damiano annuì, un sorriso famelico sul volto. Marco gli porse un preservativo. Poi, con un movimento fluido, liberò il tavolo dalle tazze del caffè e si appoggiò al bordo, a pancia in giù, le gambe leggermente divaricate, il sedere in fuori. La maglietta lunga si sollevò, scoprendo i suoi glutei sodi nei boxer.
Damiano si avvicinò. La sua mano si posò sul fianco di Marco, un tocco fermo. Con l'altra, abbassò i boxer scoprendo l'apertura socchiusa. Marco sentì la punta del pene di Damiano sfregare delicatamente contro la sua pelle, calda e umida. Poi, con un colpo deciso, Damiano lo penetrò.
Un gemito lungo e profondo sfuggì a Marco. La sensazione di essere riempito da quella carne dura, pulsante, era indescrivibile. I muscoli interni si contrassero, accogliendo il suo membro in profondità. Damiano iniziò a muoversi, uscendo quasi del tutto e rientrando con colpi secchi e veloci. Ogni spinta era un'ondata di piacere che si propagava, stimolando il suo punto caldo, facendolo impazzire.
"Cazzo, sì!" Marco gemette, le unghie che si conficcavano nel bordo del tavolo. "Ancora, Damiano! Più forte!"
Damiano rispose, i suoi colpi si fecero più potenti, più profondi. Il bacino di Marco si muoveva in sintonia, un ritmo antico che li univa. Damiano allungò una mano, raggiungendo il suo scroto, accarezzandolo con movimenti circolari mentre continuava a penetrarlo con foga. Il piacere di Marco montava, un'onda inarrestabile.
"Non fermarti!" Marco gridò, la voce spezzata. "Ti prego, non fermarti!"
Damiano obbedì. L'altra sua mano si infilò sotto la maglietta di Marco, raggiungendo i suoi pettorali. Le dita calde e forti strinsero la carne, pizzicando i capezzoli, facendoli indurire ancora di più. La stimolazione su più fronti lo portò al limite.
Un'esplosione. Il piacere lo travolse, un'ondata calda che si riversò lungo le sue gambe nude fino alle caviglie. Marco sentì il suo corpo scuotersi, le sue interiora contrarsi convulsamente.
Si raddrizzò, il corpo ancora tremante, il respiro affannoso. "Grazie," sussurrò, girandosi per guardare Damiano, i suoi occhi lucidi di piacere.
Damiano sorrise, il suo membro ancora pulsante dentro di lui. Poi, con una spinta finale, si ritirò, sfilandosi il preservativo e gettandolo a terra. Marco si inginocchiò davanti a lui, il desiderio ancora vivo, gli occhi fissi sull'erezione di Damiano, che ora pulsava con un ritmo più lento, ma ancora turgida.
"Voglio farti venire," disse Marco, la sua voce profonda.
Prese il membro di Damiano tra le mani, la sua bocca che lo avvolgeva di nuovo. Iniziò a succhiare, la sua lingua che si muoveva come prima, stimolando la punta, poi scendendo lungo l'asta. Damiano gemette, le sue mani che gli afferrarono la testa, spingendola ancora più a fondo. Marco sentì il suo corpo tendersi, i muscoli contrarsi.
Mentre Damiano stava per raggiungere l'orgasmo, Marco si ritrasse leggermente, tenendo la sua bocca aperta, ma allontanando il pene. Con la mano, guidò lo sperma che stava per fuoriuscire, dirigendolo sul suo petto. Un getto caldo, abbondante, imbrattò la sua pelle, colando tra i suoi pettorali, fino all'addome.
Marco guardò il suo petto imbrattato, poi alzò gli occhi su Damiano, un sorriso soddisfatto sulle labbra.
Damiano si pulì, poi si rivestì in silenzio, ricomponendo la divisa. Raccolse le sue cose, il pacco consegnato giaceva dimenticato sul pavimento.
"Grazie del pacco Damiano" disse Marco.
Damiano si voltò sulla porta, il suo sguardo intenso un sorriso enigmatico. "Chissà, magari la prossima volta che ordini online..."
E se ne andò, lasciando Marco in un silenzio assordante, il profumo di sesso ancora nell'aria, e la promessa di un futuro desiderio che aleggiava tra le lenzuola sfatte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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