Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > L'abito da cerimonia
Gay & Bisex

L'abito da cerimonia


di backfill
16.11.2025    |    6.751    |    13 9.5
"Si piegò leggermente in avanti, spingendo il suo culo in fuori, offrendolo a Mirko..."
Il sole del tardo pomeriggio si stiracchiava pigramente sulle lamiere ondulate dei capannoni industriali, tingendo il cielo di un arancio spento e malinconico. Mirko, 21 anni e una stanchezza che gli pesava sulle spalle come un macigno invisibile, bloccò la sua utilitaria nel parcheggio polveroso. L'insegna del negozio, "Eleganza Uomo", tremolava fioca, una promessa di stile quasi un'eco in quel deserto di cemento. Lo sguardo gli cadde sull'orologio al polso: quasi l'ora di chiusura. Un sospiro profondo gli gonfiò il petto sottile. Non poteva rimandare, la cerimonia incombeva e il suo armadio offriva solo jeans consumati e magliette sformate.
Scese dall'auto, l'aria tiepida gli accarezzò i capelli corti, tagliati di fresco. Era alto, un metro e ottantacinque di ossa e muscoli asciutti, una figura che non passava inosservata, soprattutto per quel dettaglio che teneva nascosto con cura sotto strati di stoffa. Il negozio era quasi vuoto. Un silenzio ovattato avvolgeva gli scaffali carichi di abiti scuri, le luci al neon proiettavano ombre lunghe e distorte. Un uomo sulla trentina, i capelli scuri leggermente arruffati e un sorriso accogliente, emerse da dietro un espositore di cravatte.
«Buonasera,» la voce di Dario era calda, vellutata. «Posso esserle d'aiuto?»
«Sì, buonasera. Avrei bisogno di un abito, per una cerimonia,» Mirko si sentì un po' impacciato, non era abituato a quel genere di acquisti.
«Certo, nessun problema. Per quando le serve? Ha qualche preferenza? Colore, taglio?» Dario gli si avvicinò, gli occhi scuri che lo studiavano con un'attenzione quasi palpabile.
«Entro la fine della settimana. Non ho idee precise, qualcosa di classico, forse blu o grigio scuro. Non troppo costoso, se possibile.»
Dario annuì, un lampo negli occhi. «Capisco. Seguite-mi, abbiamo diverse opzioni che potrebbero fare al caso suo.» Lo condusse verso una sezione del negozio dove gli abiti pendevano impeccabili, allineati come soldati. Le sue dita affusolate scivolarono tra le grucce, estraendo un completo dopo l'altro. «Questo è un classico blu notte, taglio slim fit, tessuto leggero. Perfetto per la primavera. Poi c'è questo grigio antracite, lana vergine, un po' più strutturato. E qui abbiamo un tre pezzi, un po' più impegnativo, ma di grande effetto.»
Mirko osservava, la mente confusa dalla miriade di opzioni. Tocca un tessuto, poi un altro. Erano tutti belli, ma nessuno gli urlava "questo è quello giusto". «Sono tutti molto eleganti, ma non saprei proprio quale scegliere,» ammise, un leggero rossore che gli saliva sulle guance.
Dario lo guardò, gli angoli della bocca che si increspavano in un sorriso divertito. «La soluzione è semplice allora. Deve provarli. Solo così capirà quale le sta meglio e la fa sentire a suo agio.» Indicò con un cenno del capo una fila di cabine prova in fondo al negozio. «Il camerino è laggiù. Prenda pure quelli che la incuriosiscono di più. Se ha bisogno, mi chiami, io sono Dario».
Mirko afferrò tre completi, i tessuti freddi e lisci tra le dita. Si infilò nel camerino, tirò la tenda pesante. L'ambiente non era molto grande, uno specchio a figura intera rifletteva la sua immagine incerta. Depose gli abiti su una piccola panca. Iniziò con il blu notte. Si sfilò i jeans e la maglietta, rimanendo in boxer. I boxer aderenti, un grigio scuro, disegnavano bene le sue forme, evidenziando quella protuberanza generosa al centro.
Iniziò dai pantaloni. Li tirò su, la stoffa fresca gli scivolò sulle gambe. Arrivò alla vita, ma non riuscì a chiuderli. Il bottone non raggiungeva l'occhiello, la cerniera si fermava a metà strada, lasciando uno spiraglio aperto. La stoffa tirava sul cavallo, creando una tensione inequivocabile proprio dove il suo membro riposava, massiccio e semi-eretto.
«Dario?» la sua voce era un po' strozzata. «Dario, mi sa che questi pantaloni sono un po' troppo piccoli. Non riesco a chiuderli.»
Un istante di silenzio, poi la tenda si scostò leggermente. Dario apparve, un'espressione di bonaria preoccupazione sul viso. «Oh, davvero? Vediamo un po'.» Entrò nel camerino, la sua presenza riempì lo spazio già ristretto. I suoi occhi scuri caddero immediatamente sui pantaloni aperti di Mirko, sul boxer grigio che non faceva nulla per nascondere la forma e la dimensione impressionante del contenuto. La cerniera aperta offriva una vista privilegiata su una massa scura e imponente, una promessa di potenza che gli fece mancare un battito. Dario deglutì, la gola improvvisamente secca.
«Sì, in effetti...» la sua voce era un po' più roca. «Sembra proprio che tu abbia bisogno di una taglia in più. O forse due.» Il suo sguardo indugiò un attimo di troppo, un desiderio chiaro che gli brillava negli occhi. Un'attrazione innegabile, un interesse che andava ben oltre la semplice vendita di un abito.
Mirko colse quello sguardo, il calore che gli saliva al viso. Non era la prima volta che qualcuno reagiva così, ma l'intensità negli occhi di Dario era diversa. Gli fece un cenno, un'implicita autorizzazione a guardare.
«Aspetta qui, vado a prendere una taglia più grande,» Dario si voltò, la sua mente già a mille. Non voleva solo vendergli un abito, voleva vederlo nudo.
Uscì dal camerino, l'immagine di quella protuberanza che gli danzava davanti agli occhi. Tornò dopo pochi istanti, un paio di pantaloni identici ma di una taglia superiore tra le mani.
«Ecco, prova questi. E... posso entrare per un secondo?» chiese, la sua voce ora un sussurro carico di intenzioni. «Giusto per vedere se la vestibilità è quella giusta, sul momento. Evitiamo altri cambi.» Era una scusa debole, ma la speranza era che Mirko l'accettasse.
Mirko, ancora in boxer, annuì. «Certo, vieni pure.» Nonostante la timidezza iniziale, sentiva un'eccitazione crescente, un'attrazione ricambiata che pulsava nell'aria.
Dario rientrò, chiudendo quasi del tutto la tenda dietro di sé, lasciando solo uno spiraglio. Mirko si sfilò i pantaloni stretti, rimanendo solo con il boxer grigio che ora, sotto lo sguardo intenso di Dario, sembrava ancora più aderente, quasi una seconda pelle. La forma del suo membro era inequivocabile, un'ombra scura e allungata che si stagliava contro il tessuto.
Mirko afferrò i nuovi pantaloni, li tirò su. Sembrava che andassero meglio. Iniziò ad allacciare il bottone, poi cercò la cerniera. Ma questa volta, la zip si bloccò, incastrata a metà. Un piccolo, fastidioso intoppo.
«Ah, dannazione,» Mirko sbuffò, cercando di sbloccarla con le dita. «Si è incastrata.»
Dario era a un passo da lui, la sua mano si tese istintivamente. «Fammi vedere,» la sua voce era bassa, quasi un mormorio. Le sue dita sfiorarono il tessuto dei pantaloni, poi scivolarono con una lentezza studiata verso la cerniera bloccata. La scusa perfetta.
Le sue dita si posarono sulla stoffa, poi, con un movimento quasi impercettibile, la mano di Dario si infilò sotto la patta dei pantaloni, oltre la cerniera aperta. Non si fermò lì. Le sue dita affusolate si intrufolarono sotto il bordo del boxer di Mirko, accarezzando la pelle calda. E poi, finalmente, la sua mano avvolse quella massa enorme e pulsante.
Un sospiro strozzato sfuggì a Mirko. Il contatto fu elettrico, inaspettato e allo stesso tempo desiderato. Il suo membro si gonfiò ulteriormente sotto la stretta ferma ma delicata di Dario. Era caldo, duro, una vera mazza tra le gambe.
Dario sentì l'erezione crescere, la pelle tesa e vellutata sotto il palmo della sua mano. La sua conferma. Era davvero enorme. Un sorriso lento e soddisfatto gli si dipinse sul viso. I suoi occhi incontrarono quelli di Mirko, che ora brillavano di un desiderio altrettanto ardente. L'intesa era chiara, palpabile, un'onda di calore che li avvolgeva entrambi.
«Oh, cazzo,» Mirko sussurrò, la voce roca, gli occhi fissi su quelli di Dario. La sua erezione premeva contro la mano di Dario, pulsando con una vita propria.
Dario non rispose a parole, ma i suoi occhi parlavano un linguaggio antico e universale. Con un gesto lento e deliberato, la sua mano si mosse, stringendo più forte, accarezzando la lunghezza turgida di Mirko attraverso il boxer.
Mirko gemette, un suono basso e gutturale. Non c'era più bisogno di finzioni, di scuse. La tensione sessuale tra loro era diventata un'entità tangibile, densa nell'aria ristretta del camerino.
Con un movimento deciso, Dario afferrò il bordo dei pantaloni, poi quello dei boxer, e li tirò giù in un unico gesto fluido. La stoffa cadde a terra, rivelando la sua erezione piena e gloriosa. Il suo cazzo, lungo e spesso, si ergeva fiero, la punta lucida e umida. Le vene sporgevano, pulsanti, una promessa di piacere. I suoi testicoli, pesanti e gonfi, pendevano sotto, accarezzando le sue cosce.
Dario emise un sospiro strozzato, i suoi occhi che si allargavano leggermente. Nonostante avesse intuito le dimensioni, vederlo così, nudo e vibrante, era tutt'altra cosa. Era davvero un mostro, una scultura di carne tesa e desiderio.
«Mio Dio,» Dario sussurrò, la sua voce quasi impercettibile. Si inginocchiò lentamente, senza distogliere lo sguardo dal cazzo di Mirko. Le sue mani afferrarono le cosce di Mirko, le dita che si stringevano sulla pelle liscia. Poi, con una lentezza esasperante, si avvicinò.
La punta del naso di Dario sfiorò la testa del pene di Mirko. Il calore, l'odore muschiato e leggermente salato, lo inebriarono. La lingua di Dario si fece strada, leccando la punta umida, assaporando il pre-cum che già si era formato.
Mirko ansimò, la testa rovesciata all'indietro contro la parete del camerino. Un brivido gli percorse la spina dorsale. La lingua di Dario era calda, vellutata, esperta. Si mosse lentamente, disegnando cerchi intorno al glande, poi lo avvolse delicatamente, succhiando con una dolcezza che fece gemere Mirko.
«Ahhh... cazzo...»
Dario continuò, le sue labbra che si aprivano e si chiudevano intorno alla punta, le guance che si incavavano leggermente mentre succhiava. Poi, con un movimento più deciso, aprì la bocca e inghiottì.
Il cazzo enorme di Mirko scivolò nella gola di Dario, profondo, caldo, umido. Mirko sentì le pareti morbide della gola di Dario stringersi intorno al suo membro, la sensazione era incredibile, quasi dolorosa per la sua intensità. Spingeva lentamente, cercando di affondare il più possibile.
Dario gemette, un suono soffocato che gli proveniva dal profondo della gola. Il cazzo di Mirko era così grande che gli riempiva completamente la bocca, la parte posteriore della sua gola era tesa, al limite. Le sue mani si stringevano intorno alle cosce di Mirko, le dita che affondavano nella carne. Non riusciva a prenderlo tutto, la base del pene premeva contro il suo mento, ma la sensazione di averlo così profondo, così pieno, era estatica.
Mirko spingeva delicatamente i fianchi, guidando il ritmo. Dario si ritirava un po', poi inghiottiva di nuovo, la sua gola che si adattava al ritmo, un suono umido e schioccante che riempiva il piccolo spazio. Il respiro di Mirko era affannoso, i suoi occhi chiusi per il puro piacere. Sentiva le labbra morbide di Dario, la sua lingua che lo accarezzava lungo tutta la lunghezza mentre si ritraeva.
«Così... sì... ahhh,» Mirko mormorava, le sue mani che stringevano i capelli scuri di Dario, guidando la sua testa.
Dario alzò lo sguardo, gli occhi scuri che brillavano di desiderio, la bocca lucida di saliva e pre-cum. Non ne aveva abbastanza. Voleva di più. Voleva sentirlo dentro di sé, voleva essere riempito da quella mazza enorme.
Si staccò lentamente, il cazzo di Mirko che schioccava uscendo dalla sua bocca, lasciando una scia lucida. Si alzò, il suo respiro ancora irregolare.
«Non mi basta,» Dario disse, la sua voce bassa e roca, gli occhi inchiodati a quelli di Mirko. «Lo voglio... dentro. Tutto. Nel culo.»
Mirko lo guardò, un lampo di sorpresa, poi di eccitazione negli occhi. Un sorriso lento si allargò sul suo viso. «Sei sicuro?»
«Assolutamente,» Dario non esitò. Si avvicinò alla tenda, la scostò leggermente e diede un'occhiata veloce. Il negozio era deserto, le luci esterne si erano spente, lasciando solo la flebile illuminazione interna. «Un attimo.»
Dario si mosse con decisione verso la porta d'ingresso del negozio. Scattò il chiavistello, un click metallico che risuonò nel silenzio. Poi spense le ultime luci, lasciando il negozio in una penombra quasi totale, solo qualche barlume proveniente dai lampioni esterni filtrava attraverso le vetrine. Tornò velocemente nel camerino, tirando la tenda dietro di sé.
«Nessuno ci disturberà,» annunciò, un sorriso malizioso sul viso.
Mirko era ancora lì, il suo cazzo ancora eretto e pulsante. Il suo sguardo era pieno di desiderio.
«Allora, vieni qui,» Mirko allungò una mano e tirò Dario verso di sé.
Dario si lasciò guidare, i loro corpi che si urtarono dolcemente. Poi si voltò, dando le spalle a Mirko, appoggiandosi alla parete fredda del camerino. Si piegò leggermente in avanti, spingendo il suo culo in fuori, offrendolo a Mirko.
Mirko si avvicinò da dietro, il suo cazzo duro che premeva contro il culo sodo di Dario, sentendo il calore della pelle attraverso i pantaloni. Dario si sfilò i pantaloni e i boxer con un movimento rapido, lasciandoli cadere ai piedi. Il suo culo era ben formato, tondo e invitante, l'apertura anale stretta e rosata che sembrava quasi sorridergli.
Mirko sentì una fitta di desiderio. Si chinò, leccando l'apertura anale di Dario, assaporando il sapore muschiato e pulito. La lingua calda che si muoveva in cerchio, poi spingeva delicatamente. Dario gemette, la sua schiena che si inarcava leggermente, le mani che si stringevano alla parete.
«Ahhh... sì... Mirko...»
Mirko continuò per un po', preparando Dario, ammorbidendo l'ingresso. Poi, tirò fuori una piccola confezione di lubrificante che Dario aveva preso da un cassetto dietro la cassa. Le sue dita spruzzarono una generosa quantità di gel sull'apertura di Dario, poi sul suo stesso cazzo, rendendolo ancora più lucido e scivoloso.
«Pronto?» Mirko sussurrò, la sua voce roca.
Dario annuì, il respiro affannoso. «Sì. Sì, sono pronto. Entra.»
Mirko si posizionò, la punta del suo cazzo che premeva contro l'ingresso caldo e umido di Dario. Spinse lentamente, con cautela. La testa del suo pene si fece strada, allargando delicatamente l'apertura. Dario emise un lamento soffocato, i suoi muscoli che si stringevano intorno alla testa, una sensazione di pressione intensa.
«Piano... piano...» Dario sussurrò, i suoi denti che mordevano il labbro inferiore.
Mirko obbedì, spingendo un millimetro alla volta. Sentiva la stretta ferma, ma anche la cessione graduale. La testa passò, poi il fusto cominciò a seguirla. Era stretto, incredibilmente stretto, ma Dario si stava allentando, adattandosi.
Il cazzo di Mirko scivolava sempre più in profondità, una progressione lenta e deliziosa. Sentiva le pareti interne di Dario che lo avvolgevano, le rughe che si stiravano. Dario ansimava, i suoi glutei che tremavano sotto le mani di Mirko. La sua schiena si inarcava ancora di più, i suoi gomiti che premevano contro la parete.
«Ahhh... è così grande... cazzo...»
Mirko continuò a spingere, finché la base del suo pene non premette contro il culo di Dario. Era dentro, tutto dentro. La sensazione era di pienezza assoluta, un'invasione totale che mandava ondate di piacere attraverso entrambi i corpi.
Dario gemette, un lungo, profondo gemito di piacere. Si sentiva completamente riempito, il cazzo di Mirko che gli premeva contro la prostata, una sensazione incredibile.
Mirko rimase immobile per un momento, permettendo a Dario di abituarsi alla sua dimensione. Poi, con un movimento lento e profondo, iniziò a muoversi.
Spingeva in avanti, ritraeva quasi del tutto, poi affondava di nuovo. Ogni spinta era lenta, deliberata, mirata a massimizzare il piacere. Il suono umido e schioccante dei loro corpi che si univano riempiva il camerino. *Squelch, shlick, squelch*.
Dario gemeva ad ogni spinta, i suoi gemiti che si facevano sempre più forti. La sua testa ciondolava, i suoi capelli sudati che si attaccavano alla pelle. Sentiva il cazzo di Mirko che gli batteva contro la prostata ad ogni affondo, una sensazione paradisiaca.
«Più forte... Mirko... più forte...»
Mirko accelerò leggermente il ritmo, le sue spinte che diventavano più profonde e potenti. Le sue mani stringevano i fianchi di Dario, tirandolo più vicino, permettendo al suo cazzo di raggiungere la massima profondità. I loro corpi erano sudati, i muscoli tesi, la pelle che scivolava l'una sull'altra.
Le natiche di Dario si muovevano al ritmo di Mirko, il loro contatto che creava un rumore sordo e ritmico. *Slap, slap, slap*.
Mirko sentiva il piacere crescere, una pressione intensa che si accumulava nel suo scroto, risalendo lungo il suo fusto. Il cazzo di Dario si gonfiava e induriva ancora di più, pulsando dentro di lui.
«Sto per venire... cazzo...» Mirko ansimò, la sua voce strozzata.
Dario lo sentì, la sua eccitazione che raggiunse il culmine. «Anch'io... Mirko... riempimi...»
Mirko spinse ancora più forte, gli ultimi affondi erano un assalto di piacere puro. Sentì un'ondata di calore che si propagava dal suo basso ventre, un'esplosione di sensazioni. I suoi muscoli si contrassero, e una spessa ondata di sperma caldo eruttò nel culo di Dario. *Gush!*
Dario urlò, un grido di piacere puro e liberatorio. Sentì lo sperma caldo di Mirko che gli riempiva l'interno, una sensazione incredibile di pienezza e di estasi. Le sue gambe cedettero, ma Mirko lo tenne saldo.
Mirko, tremante, si lasciò andare, la testa che riposava sulla spalla di Dario, il suo respiro ancora affannoso. Il suo cazzo, ancora dentro Dario, pulsava dolcemente, rilasciando gli ultimi fiotti.
Rimasero così per un lungo momento, i loro corpi uniti, il silenzio rotto solo dai loro respiri pesanti. Il calore e il profumo del sesso riempivano il camerino.
Lentamente, Mirko si ritrasse, il suo cazzo che scivolava fuori dal culo di Dario con un ultimo suono umido. Dario gemette per la perdita della pressione, ma il suo corpo era ancora tremante di piacere. Si voltò, i suoi occhi che incontravano quelli di Mirko. Un sorriso soddisfatto, quasi estatico, gli si dipinse sul viso.
«Wow,» Dario sussurrò, la sua voce ancora roca. «È stato... incredibile.»
Mirko sorrise, i suoi occhi che brillavano. «Confermo. Direi che l'abito è la cosa meno importante ora.»
Dario rise, una risata profonda e appagata. «Beh, direi di sì. Ma forse... dovremmo provarne un altro, solo per essere sicuri?» Il suo sguardo scivolò sul cazzo di Mirko, che, pur essendosi leggermente ammorbidito, era ancora impressionante.
Mirko lo guardò, un'espressione divertita sul viso. «Non credo che riusciremmo a chiudere la cerniera, nemmeno con la taglia giusta. Non per ora, almeno.» Si chinò, raccogliendo i suoi boxer e i pantaloni.
«Forse hai ragione,» Dario si piegò a sua volta, recuperando i suoi vestiti. Indossarono lentamente i loro indumenti, il silenzio che si era fatto più rilassato, intimo.
Mirko si infilò i pantaloni, questa volta senza problemi, la cerniera che scorreva liscia. Poi la camicia e la giacca. Dario lo osservò, gli occhi che brillavano.
«Allora, l'abito blu notte ti sta benissimo, comunque,» Dario commentò, un sorriso sul viso. «Anche se non era la priorità.»
Mirko si guardò allo specchio, l'abito che gli calzava a pennello, elegante e raffinato. Ma la sensazione di Dario dentro di lui era ancora più vivida, più presente.
«Sì, mi piace,» Mirko disse, toccando il tessuto. «Lo prendo.»
Dario annuì, un'espressione pensierosa sul viso. «Perfetto. Vieni alla cassa. Però...» Si avvicinò a Mirko, la sua mano che gli sfiorò il braccio. «C'è ancora molto da provare, tra noi due. Non credi?»
Mirko lo guardò, i suoi occhi che si incontravano in uno scambio di promesse silenziose. «Credo proprio di sì, Dario. Credo proprio di sì.»
Uscirono dal camerino, lasciando dietro di sé il profumo del sesso e la promessa di altri incontri. Il negozio era immerso nel buio, solo una flebile luce notturna filtrava dalle vetrine. La cassa brillava fioca. Dario processò l'acquisto, le loro mani che si sfioravano mentre Mirko pagava.
«Allora, la prossima volta, non aspettare l'orario di chiusura,» Dario gli fece l'occhiolino.
Mirko rise, una risata calda e sincera. «Non lo farò. Promesso.» Prese la busta con l'abito, i loro sguardi che si incrociavano ancora una volta, carichi di un desiderio che era appena stato saziato ma che già prometteva di riaccendersi. Uscì dal negozio, il freddo della notte che lo avvolse, ma un calore persistente gli bruciava dentro. Il suo passo era leggero, un sorriso soddisfatto che gli illuminava il viso. La cerimonia era importante, certo, ma aveva appena trovato qualcosa di molto più eccitante.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per L'abito da cerimonia:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni