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Lui & Lei

La commessa del negozio di abbigliamento


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
10.05.2026    |    1.969    |    6 9.8
"E dopo prenderò un cremino caldo, " disse con voce ferma, mentre i suoi occhi fissi nei miei brillavano di malizia..."
​Il ticchettio della pioggia contro le vetrine del negozio di abbigliamento creava un’atmosfera sospesa, quasi elettrica. Ero entrato per cercare dei pantaloni, ma la mia attenzione era stata subito catturata dalla commessa: una bella donna matura, sulla sessantina, con un’eleganza magnetica e un modo di fare che non lasciava indifferenti. Con occhio esperto, selezionò sei paia di modelli che, secondo lei, erano della mia misura.
​"Provi questi," mi disse con un sorriso gentile ma enigmatico, accompagnandomi ai camerini.
​Dopo pochi istanti, la sua voce vellutata filtrò attraverso la tenda: "Come vanno?". Ero indeciso sui modelli, così mi invitò a uscire per darle un parere. Quando lo feci, la vidi seduta su una seggiola proprio davanti a me: aveva le gambe accavallate e la gonna corta mostrava con spregiudicatezza la giarrettiera del reggicalze, le calze a rete e i tacchi 12. L'eccitazione fu istantanea e così forte da notarsi vistosamente sopra i pantaloni.
​Lei se ne accorse subito, ma rimase impassibile. "Questi sono perfetti, le donano molto," disse alzandosi. Mi passò una camicia da provare e, mentre mi aiutava ad allacciare i bottoni, la sua vicinanza divenne inebriante. "Credo che le starebbe bene qualunque cosa con questo fisico," sussurrò, mentre il mio cazzo pulsava a pochi centimetri da lei. Fuori la pioggia aumentava; lei guardò l’orologio: "Sono le 12:30, devo chiudere la porta prima che entri un cliente... tanto mi fermo sempre qui in pausa, non mi conviene tornare a casa."
​Il clic della serratura fu il segnale. Eravamo soli. Mi sfilò i pantaloni e rimasi in slip, con una macchia di precum che testimoniava la mia urgenza. "Voglio sentire il tuo profumo," disse inginocchiandosi. Proprio mentre mi liberava e iniziava a deliziarmi con la maestria di una vera esperta, avvolgendomi con la sua gola profonda, il suo cellulare squillò. Era il marito.
​Lei rispose senza staccarsi del tutto, mantenendo un controllo incredibile. "Sì caro, dimmi... sì, sono in pausa. Se ho mangiato? Sì, sto mangiando una banana... e dopo prenderò un cremino caldo," disse con voce ferma, mentre i suoi occhi fissi nei miei brillavano di malizia. Riattaccò e si gettò di nuovo su di me con foga, finché non ansimai: "Sei fantastica, hai la bocca che sembra una figa!".
"Quando proverai quella vera mi saprai dire," rispose lei rialzandosi.
​La trascinai nel retrobottega, dove la penombra tra gli scatoloni rendeva tutto più proibito. La feci stendere sul tavolo del magazzino e le sfilai camicetta e gonna. Rimase solo con l'intimo, le calze e quei tacchi vertiginosi. "Sei uno schianto," le dissi mentre lei mi mostrava la sua figa rasata e gonfia. Iniziai a leccarla, percorrendo le labbra e soffermandomi sul clitoride, assaporando il profumo di sapone intimo misto al suo desiderio. "Sei un gran leccatore," gemette lei tenendomi la testa, "continua così e ti godo in bocca!".
​Ma non potevo più aspettare. La tirai verso il bordo del tavolo, le gambe sulle mie spalle e la figa aperta. Impugnai il cazzo e iniziai a strusciare la cappella bagnata sulle sue labbra fradice. "Mmm, come bruci cara."
"Sì, sono in fiamme! Spegnimi questo fuoco, penetrami ora!"
​Entrai con un colpo deciso, affondando fino alla base. Il suono della carne contro la carne e del cazzo nella figa fradicia riempiva la stanza. "Sì! Urla! Dimmi che vuoi il mio cazzo!".
"Sì, lo voglio tutto! Non so nemmeno il tuo nome e mi stai scopando divinamente! Continua, non fermarti!"
​Lei iniziò a vibrare, colpita da una serie di spasmi che la facevano sussultare sul tavolo mentre un calore umido mi bagnava tutto il membro. La sbattei con forza inaudita fino al culmine. "Sto arrivando... permettimi di venirti dentro!".
​Lei incrociò le gambe ancora più forte dietro la mia schiena, incollando il suo bacino al mio con una forza disperata. Guardandomi dritto negli occhi, con il respiro spezzato, urlò: "Sì! Sborrami dentro! Inondami! Avrò questo ricordo di te dentro di me in questo giorno piovoso!"
​Con un ultimo affondo selvaggio, liberai tutto il mio piacere nel profondo della sua accoglienza, sentendo il suo corpo sussultare mentre riceveva ogni singola goccia. Restammo uniti per lunghi istanti, col fiato corto e il cuore a mille. Lei mi sorrise, sistemandosi i capelli. "Non saprò il tuo nome," sussurrò, "ma questo... questo non lo dimenticherò mai."
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