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Sotto lo Sguardo di Marco
Lucienk
11.05.2026 |
892 |
3
"Elena sentì il calore del seme che la riempiva visceralmente, una pienezza assoluta che la fece tremare tutta..."
Il loft industriale era un guscio di cemento e vetro sospeso sopra i rumori della città. All'interno, l’aria era ferma, satura dell’odore di polvere antica e oli profumati. Elena camminava sui tacchi a spillo che risuonavano sul pavimento metallico, stringendo il cappotto di seta nera. Marco le aveva inviato solo un messaggio: "Terzo piano, ore 22:00. Non farti aspettare." Sapeva che suo marito era lì, nascosto nell’ombra della galleria superiore, a godersi lo spettacolo della sua sottomissione.Il Preludio e la Seduzione di Clara
Elena non fece in tempo a chiamare il suo nome che Clara, un’artista dai tratti decisi e lo sguardo predatore, emerse dal buio. Senza dire una parola, la guidò verso un grande divano di pelle scura. Svestì Elena con gesti lenti, lasciandola nuda e lucida sotto le luci ambrate. Clara si sdraiò e attirò Elena a sé, guidandola a cavalcarla. Mentre le due donne si scambiavano baci umidi e profondi, i quattro uomini uscirono dall'oscurità: quattro colossi dai muscoli tesi e lo sguardo affamato.
Clara iniziò la "preparazione". Mentre Elena la cavalcava, la lingua di Clara lavorò con precisione chirurgica sulla sua figa, portandola sull'orlo dell'abisso. "Guarda cosa ha scelto tuo marito per te," sussurrò Clara tra un bacio e l'altro.
L’Invasione dei Sensi
Il gioco cambiò marcia quando uno degli uomini si sedette sul divano e Elena vi fu spinta sopra. Si calò lentamente, accogliendo tutta la verga nella figa, mentre un secondo uomo le afferrava i fianchi da dietro e, con una spinta brutale, affondava nel suo culo. Elena inarcò la schiena, un urlo di piacere animale che le squarciò la gola.
Mentre veniva scossa dalle spinte ritmiche dei due uomini, gli altri due le si pararono davanti. Elena non aspettò un comando. Afferrò i loro cazzi e li guidò entrambi nella sua bocca. Il pompino a due cazzi era frenetico, con la lingua che danzava tra le due cappelle in un vortice di saliva. Clara, nel frattempo, si muoveva come una gatta, mantenendo in tiro i membri liberi con pompini da favola per assicurarsi che il ritmo non calasse mai.
Le Voci e la Provocazione
L’aria divenne densa di parole sporche. Marco uscì lentamente dall'ombra per osservare da vicino. Elena, con il viso stravolto, urlò verso la galleria: "Amore, che maschi mi hai trovato! Guarda come mi distruggono!"
Quelle parole incendiarono l'atmosfera. Gli uomini raddoppiarono la ferocia.
— "Sì, sei una troia, Elena! Guarda come ti apriamo!" sibilò l'uomo che la stava inculando, tirandole i capelli all'indietro.
— "Ti piace prenderne quattro contemporaneamente, eh? Sei solo una cagna affamata!" le gridò l'altro, schiaffeggiandole le natiche.
Elena rispose con una risata roca e lussuriosa: "Sì! Sono la vostra troia! Datemeli tutti! Che aspettate? Siete froci? È tutto qui quello che sapete fare? Scopatemi finché non svengo!"
L’Apoteosi delle Sborrate
Il ritmo divenne insostenibile, un’orchestra di carne contro carne, imprecazioni e gemiti gutturali. Marco era ormai a pochi centimetri, godendo del profumo del sesso e del potere.
"Sì! Sborratemi dentro! Distruggetemi!" urlò Elena un'ultima volta. Fu un'esecuzione.
I primi due uomini esplosero nella sua bocca: Elena sentì il getto di sborra calda e denso inondarle la gola e lo ingoiò con fervore animalesco. Quasi simultaneamente, l'uomo nella figa e quello nel culo vennero con una violenza inaudita. Elena sentì il calore del seme che la riempiva visceralmente, una pienezza assoluta che la fece tremare tutta.
Clara guidò l’ultimo getto direttamente sul viso e sui seni di Elena, decorando la sua pelle con schizzi bianchi e vischiosi.
La Resa Finale
Il silenzio tornò, rotto solo dai respiri affannosi. Gli uomini si ritrassero nelle ombre. Elena ricadde sui cuscini, sporca di seme, segnata dalle manate rosse e con un sorriso di pura vittoria. Marco si chinò su di lei, assaporando sulle sue labbra il gusto del desiderio estremo.
"Sei stata perfetta," le sussurrò. Elena chiuse gli occhi, già pronta per la prossima sfida che suo marito avrebbe orchestrato per lei.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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