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Gay & Bisex

La Prima Volta di Giulio


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
12.05.2026    |    4.836    |    18 9.9
"Giulio, travolto da un piacere mai immaginato, gridò: «Ohooo sì così tutto!»..."
​Il Buio e la Scoperta
​Giulio varcò la soglia del cinema con il cuore che gli martellava nel petto, un ritmo irregolare che tradiva una tensione mai provata prima. Non era solo il brivido del proibito a spingerlo in quella sala fumosa e semibuia; era una necessità silenziosa che si portava dentro da sempre. Entrando, sentiva il peso del suo corpo di ragazzo quasi come un involucro estraneo: sotto quella pelle giovane e muscoli ancora acerbi, Giulio percepiva la propria femminilità vibrare, un’essenza delicata e sottomessa che chiedeva solo di essere rivelata.
​Si sedette in una delle ultime file, cercando di confondersi con le ombre. Davanti a lui, il grande schermo proiettava immagini esplicite: un film porno gay che non lasciava spazio all'immaginazione. Giulio restò ipnotizzato. Guardava quegli uomini che si amavano con baci profondi, che si cercavano con le mani e si possedevano con foga alla pecorina. Ogni gemito che usciva dalle casse del cinema risuonava dentro di lui come un richiamo. Più guardava quegli uomini dominare e venire dominati, più sentiva che quella parte femminile dentro di lui stava sbocciando, pronta ad arrendersi a qualcuno che sapesse riconoscerla.
​L'Incontro tra le Ombre
​Fu in quel momento di totale rapimento che avvertì una presenza. Accanto a lui, nel buio, si era seduto un uomo. Senza guardarlo direttamente, Giulio ne percepì subito l'aura: era un uomo maturo, solido, emanava un calore e una sicurezza magnetica che lo fecero sentire improvvisamente piccolo e protetto. Era Stefano. L'uomo non agì con irruenza; restò in silenzio per qualche istante, lasciando che la tensione tra loro crescesse quanto le immagini sullo schermo. Poi, con una lentezza studiata, Stefano allungò una mano verso di lui. Iniziò a sfiorargli i lunghi capelli scuri, lasciando che le punte scivolassero tra le sue dita grandi. Giulio trattenne il respiro. Quelle dita scesero piano, tracciando il profilo del suo collo e indugiando sulla mandibola, in una carezza che era allo stesso tempo una promessa e un comando.
​Giulio tremava, ma non si mosse. Sentiva la mano di Stefano forte, esperta, capace di leggere quella femminilità che lui aveva tenuto nascosta per così tanto tempo. Stefano si chinò verso il suo orecchio, il calore del suo fiato gli fece accapponare la pelle: «Vieni con me, staremo più tranquilli». Giulio, soggiogato, lo seguì verso la notte.
​Il Primo Pompino: L'Iniziazione
​In casa, Stefano si sedette sul bordo del letto e invitò Giulio a inginocchiarsi. Con mani tremanti, il ragazzo rivelò la virilità imponente dell'uomo. «È il tuo primo, vero?» chiese Stefano, affondando le dita nei suoi capelli. Giulio annuì. Stefano lo guidò con spinte lente del bacino, insegnandogli a usare la lingua, a scendere sempre più a fondo finché Giulio non sentì il sapore forte dell'uomo riempirgli la gola. Ogni gemito di Stefano era una scossa elettrica che rendeva Giulio sempre più devoto.
​La Scoperta sul Letto
​Quando Stefano lo spogliò, rimase a osservare il sesso di Giulio, piccolo e turgido. Lo succhiò con una dolcezza esperta, mormorando che quel piccolo cazzo sembrava un clitoride vibrante. Giulio, con gli occhi lucidi, gli confidò il segreto: «Stefano... sono vergine». L'uomo lo baciò con una passione che sapeva di promessa e di possesso imminente.
​Il Rituale e lo Specchio del Peccato
​Dopo il rituale della pulizia in bagno, dove Giulio si sentì purificato e "pronto", tornarono sul letto. Stefano lo posizionò di fronte alla specchiera dell'armadio: voleva che Giulio vedesse la propria resa. Lo mise alla missionaria, sollevandogli le gambe finché le ginocchia non schiacciarono il petto, esponendo la sua intimità più pura.
​«Non mi farai male?»
«Sarò dolce, ma ti prenderò tutto.»
​Giulio sentì la cappella di Stefano farsi strada dentro di lui, una spinta subito lenta poi più decisa e bruciante: Stefano lo sverginò. Giulio lanciò un grido che era metà dolore e metà sollievo, mentre nello specchio vedeva il proprio corpo tendersi e il cazzo entrare nel suo corpo arrossarsi sotto la forza dell'uomo.
​Il Possesso Totale
​L'erotismo divampò. Stefano lo prese in ogni posizione, instancabile. Lo fece mettere sopra, obbligandolo a cavalcarlo mentre lo specchio rimandava l'immagine della sua schiena inarcata e dei capezzoli turgidi che sfregavano contro il petto villoso dell'uomo. Poi lo girò sul fianco, penetrandolo così a fondo da fargli mancare il fiato. Infine lo mise a pecora, allargandogli le natiche con violenta tenerezza.
​«Sì... ancora, sì! Mi piace com'è duro... mi sfondi!» ansimava Giulio, la lingua fuori, gli occhi persi nel vuoto del piacere.
«Ti allargo bene, Giulio... guarda nello specchio come ti prendo!» ruggiva Stefano.
«Sì, allargami... diventerò una figa accogliente per te! Siii»
«Sei mia, Giulio! Dimmi che ti appartengo!»
«Sono tua! Sono tutta tua!»
​Giulio vedeva i fianchi di Stefano battere contro i suoi, sentiva il calore della carne contro carne e guardava il proprio buco che, colpo dopo colpo, restava sempre più aperto, pronto a ricevere tutto l'amore e la forza dell'uomo.
​L'Apice e la Consacrazione
​Stefano lo schiacciò infine a pancia in giù, premendo il proprio petto contro la sua schiena. Lo penetrò con un colpo secco. Giulio, travolto da un piacere mai immaginato, gridò: «Ohooo sì così tutto!». Sentiva le palle dell'uomo sbattere sui glutei e in quell'istante raggiunse l'apice bagnando le lenzuola con un urlo soffocato nel cuscino: «Siii ci sono vengo Godo godooo!».
​Stefano, con la voce rotta dal desiderio estremo, gli sussurrò: «Ora ti farò provare una cosa bellissima, ti farò sentire una femmina completa... cosa mi fai ancora ti vengo dentro».
«Sì! Sborrami dentro sarò la tua femmina! In calore la voglio tutta Stefano Riempimi!»
​Con un ultimo, potente sussulto, Stefano raggiunse l'orgasmo: «Vengo Giulio ti sborro dentro siii la sento calda invadermi!». Si svuotò completamente dentro di lui. Giulio sentì il calore del seme inondarlo internamente, una sensazione di pienezza assoluta. Nello specchio vide l'immagine della sua consacrazione: il corpo arrossato, il buco dilatato e bianco di sesso che colava lentamente lungo le cosce.
​«Ti ho riempito bene, sei tutta mia ora», mormorò Stefano baciandogli la spalla. Giulio, esausto e finalmente completo, si rannicchiò tra le sue braccia. «Fammi stare con te stanotte... vorrei dormire così, tra le tue braccia». Stefano lo strinse forte mentre il ragazzo si addormentava, con il marchio di quell'unione ancora caldo dentro di sé.
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