trans
La commessa
Lucienk
17.05.2026 |
2.990 |
8
"Lei, sentendomi stringere disperatamente, artigliare le lenzuola ed esplodere sotto di sé, lanciò un gemito rauco, quasi un ruggito da fiera, e diede le ultime, disperate e profonde..."
Intimo TrasgressivoEro fuori per fare acquisti di biancheria intima ed entrai in un grande centro commerciale. Mi ritrovai a passeggiare tra pizzi, completini, reggiseni, vestaglie e slip, che spaziavano dai modelli più semplici a quelli decisamente molto sexy e perversi.
Mentre guardavo i vari capi, mi si avvicinò una ragazza del negozio. «Posso esserle utile?» mi chiese con un sorriso cordialissimo.
Io, parlando apertamente da donna a donna, le risposi: «Grazie, sì... sono un po' indecisa. Volevo comprare dei capi decisamente trasgressivi per delle serate hot, roba da maiale.»
La commessa colse subito l'accenno, il suo sguardo si fece viscido e complice, carico di lussuria, e replicò: «Allora dobbiamo assolutamente passare di là, al reparto sexy, dove teniamo la roba più lurida.»
Ci spostammo nella zona più riservata del negozio. La ragazza iniziò a selezionare capi di ogni genere dal sapore molto audace e me li passò con cura. Poi, guardandosi intorno con fare furtivo, propose a voce bassa: «Se vuoi provare questi completini, andiamo nei camerini più tranquilli in fondo. Lì nessuno disturba se ci si vuole divertire.»
Entrai nel camerino privato per togliermi il vestito e iniziare a provare il primo body. All'improvviso, mentre armeggiavo dietro la schiena, mi resi conto di avere un problema. La commessa, rimasta appena fuori dalla tenda, domandò: «Come va lì dentro, tesoro?»
«Si è bloccata la cerniera del vestito...» risposi con un pizzico di frustrazione e il fiato già corto per l'eccitazione.
«Posso? Ti aiuto io,» si offrì lei con voce vellutata.
«Sì, ti prego, grazie.»
La ragazza scivolò all'interno del piccolo spazio, chiudendosi la tenda alle spalle. Sentii le sue dita fresche sfiorare la pelle nuda della mia schiena, provocandomi un brivido violento lungo la spina dorsale mentre cercava di sbloccare il cursore. Nel riflesso dello specchio vidi i suoi occhi sollevarsi verso i miei, un piccolo sorriso complice sulle labbra. Con mossa esperta, sbloccò la cerniera e la abbassò lentamente fin sotto le natiche, accarezzandomi la pelle.
Sfilai il vestito facendolo scivolare a terra e accumularsi ai miei piedi, rimanendo immobile e sollevata sui tacchi alti. Le mie gambe erano fasciate dalle autoreggenti nere e indossavo solo un perizoma sottile che lasciava ben poco all'immaginazione, scoprendo interamente le chiappe; sotto il vestito non portavo il reggiseno, esibendo i capezzoli già turgidi per il calore della cabina. Mi sentii improvversamente esposta, come una cagna in mostra, ma l'eccitazione di quel momento superava di gran lunga l'imbarazzo.
Mentre il mio vestito giaceva a terra, i miei occhi scesero lungo il corpo della commessa, che indossava una minigonna aderente. Fu allora che notai un dettaglio pazzesco e mostruoso: la stoffa sul davanti era tesa, deformata all'altezza del pube da un gonfiore inequivocabile, enorme e turgido. Anche lei era completamente travolta dall'eccitazione più intensa, e non faceva nulla per nasconderlo.
Il silenzio nel camerino divenne improvversamente densissimo, interrotto solo dal rumore dei nostri respiri corti e affannati. I miei occhi rimasero inchiodati su quel rigonfiamento evidente, mentre un flusso di calore liquido mi scorreva tra le gambe. La commessa notò la mia totale attenzione. Non si ritrasse; al contrario, fece un passo in avanti, annullando lo spazio che ci separava. Il suo respiro caldo mi sfiorò il collo, mentre le suas mani si posarono decise e forti sui miei fianchi nudi, stringendomi la carne.
«Non ti nego che mi provoca un'eccitazione pazzesca questa situazione... sei una gran porca,» disse la ragazza con la voce appena percettibile, impastata di bramosia.
«Beh, come vedi, anche a me non lascia indifferente... sono tutta bagnata,» risposi, offrendole il petto.
Senza rompere il contatto visivo attraverso lo specchio, allungai la mano, afferrai la sua e la guidai lentamente verso il basso, posandola proprio sopra il tessuto teso della sua minigonna, sentendo quel mostro pulsare.
«Mmm... però,» mormorai, mentre le mie dita premevano con decisione contro quella sporgenza massiccia. «È tosto come il marmo... hai una verga enorme.»
Le distanze si annullarono del tutto. Le nostre bocche si cercarono e si trovarono in un bacio improvviso, travolgente e lascivo, un bacio fatto di pura passione animalesca che cancellò il resto del mondo fuori da quella cabina. Mentre le nostre lingue si intrecciavano con foga, scambiandoci bava caldissima, mi accovacciai lentamente, scivolando lungo il suo corpo sui tacchi alti. Con gesti decisi le sfilai la minigonna, facendola cadere sul pavimento. Sotto c'era un perizoma che non riusciva a contenere un cazzo splendido, immenso, venoso e coronato da una cappella magnifica e lucida che spuntava fiera dal tessuto intimo, vibrando di calore.
Non esitai. Iniziai a baciarlo dappertutto, leccando il prepuzio e assaporando la pelle calda prima di accoglierlo interamente in bocca. Cominciai a fargli un pompino profondo, violento e animalesco, imprimendo un ritmo regolare e vorace, incurante del rischio di essere scoperte, godendomi il sapore del suo liquido pre-eiaculatorio.
«Sììì... brava... così, infilatelo tutto in gola, cagna... Mmm sì troia, ti piace il mio cazzo trans? Succhia forte!» gemette lei dall'alto a voce bassa ma roca, stringendomi i capelli con forza bruta e spingendo il bacino contro le mie labbra, facendomi quasi affogare.
«Sììì tanto... ho sempre sognato di scopare con una trans, mi sono masturbata e sditalinata per ore nel letto pensando a questo momento, ohooo sììì... sborrami in bocca...» mugolai con la bocca piena, strofinando la faccia contro i suoi peli pubici e succhiando con ancora più foga, ripulendole la cappella con la lingua.
Dopo qualche istante mi rialzò bruscamente, afferrandomi per le braccia, con il fiato corto e gli occhi iniettati di sesso. Non c'era tempo di aspettare la fine del turno; la baciai di nuovo con foga sulle labbra mentre la commessa faceva scivolare la sua mano lungo il mio ventre, spingendosi giù fin tra le mie cosce.
«Mmmm... sei bagnatissima, anneghi nel tuo stesso bagnato, perdi liquido come una cagna in calore,» sussurrò, infilando le dita nella mia carne e accarezzandomi selvaggiamente. «Hai voglia di farti scopare forte qui dentro, di farti sfasciare da questa minchia?»
«Sììì... ti prego... sfondami...» risposi senza fiato, morendo dal desiderio.
Ci spinse a carponi contro lo specchio del camerino, sollevandomi il perizoma sottile per una pecorina selvaggia, clandestina e degradante. Mi afferrò con forza bruta per i fianchi, piantando i pollici nella carne, puntando la punta enorme della sua magnifica cappella direttamente contro la mia figa, bagnatissima, aperta e pulsante. Con una spinta decisa, animalesca e violenta, quel cazzo enorme scivolò dentro di me fino in fondo, lacerando ogni mia resistenza e riempiendomi completamente fino all'utero.
Un gemito soffocato e viscerale mi uscì dalla gola, schiacciata contro la parete della cabina, mentre lei ricominciava a pompare con forza brutale da dietro, colpendomi con un ritmo incessante e spietato. I nostri corpi sudati sbattevano l'uno contro l'altro, producendo schiocchi osceni di carne bagnata che cercavamo di soffocare tra i respiri corti.
«Guarda come ti prendi tutto questo cazzo nel camerino del negozio, brutta troia svergognata! Ti piace sentirti spaccare la figa?» ringhiava lei dall'alto a ridosso del mio orecchio, sputandomi addosso le parole e accelerando il ritmo in una sveltina ferocissima.
«Sììì! Spingi! Sfondami la figa così, sono la tua cagna, distruggimi tutto dentro!» ansimavo, muovendo il bacino all'indietro per accogliere ogni centimetro di quella verga tesa e venosa.
L'intensità del piacere vietato superò ogni limite umano. Sentire il rischio di essere scoperte e la brutalità di quel cazzo trans che mi martellava da dietro mi fece esplodere in un orgasmo violento e incontrollabile. Lo sfintere e la figa si contrassero ritmicamente in un brivido totale che mi squassò tutto il corpo, facendomi sbavare sul vetro dello specchio mentre venivo a fontana. Lei, sentendomi stringere e sussultare, lanciò un ruggito sommesso e diede le ultime, disperate spinte profonde, liberando un getto caldissimo e abbondante di sborra che mi inondò la figa dall'interno, venendo insieme a me in un vortice di puro, viscerale e assoluto piacere.
Un sorriso malizioso e perverso le illuminò il viso mentre ci ricomponevamo rapidamente alla bell'e meglio, con la sborra che mi colava ancora lungo le cosce. «Senti, finisco il turno tra trenta minuti ed abito proprio qui sopra il centro commerciale. Aspettami fuori... che poi saliamo e ti distruggo per bene nel letto, ti apro tutti i buchi.»
«Ok, portami alla cassa che compro questo body, ma lo indosso per dopo... voglio farmi fottere con questo addosso» dissi con un sorriso lascivo, uscendo dal camerino con le gambe che ancora mi tremavano per i violenti orgasmi. Pagai il completino, con i nostri sguardi che si incrociavano famelici, sporchi e carichi di promesse depravate mentre mi allungava il sacchetto.
Aspettai fuori, girata di spalle all'ingresso dell'edificio, sentendomi ancora il sapore del suo cazzo in bocca. Appena finiti i trenta minuti, la vidi arrivare. «Eccomi, saliamo a fare le cose serie.» «Sì, portami a letto.» Il tempo di entrare nel suo appartamento, chiudere la porta dietro di noi, e lei mi prese immediatamente spingendomi contro il muro con violenza.
«Mmm... baciami, sììì... fammi sentire la tua minchia...» ci dicemmo, mentre le mani volavano frenetiche sui vestiti rimasti, strappandoli quasi. Ci spogliammo di tutto, rimanendo solo con l'intimo addosso. Io con il nuovo body in pizzo nero, che lasciava le natiche completamente libere ed esposte.
Senza staccarsi dalle mie labbra, lei scese lentamente tra le mie cosce e iniziò a leccarmi la figa con foga brutale, infilando la lingua a fondo. «Mhmmm... sììì... mmm... come godo a leccarti, troia... sei una fontana di succo, bagnata da fare schifo...» «Mhmmm... sììì... mmm... usami la lingua...» gemetti, inarcando la schiena e spingendole la vulva sulla faccia.
Mi rialzò bruscamente, girandomi contro il muro per baciarmi sul collo in modo possessivo. Mi faceva sentire tutta la sua virilità tesa, gigantesca, che premeva dura e calda tra le mie natiche, mentre il suo busto sfregava sulla mia schiena sudata. «Oh sì, sì... infilamelo ti prego... sbattimelo nel culo o nella figa...» ansimai fuori di me.
Lei mi prese per mano, con il fiato corto e gli occhi iniettati di sesso e perversione: «Andiamo sul letto che lì ti sfonderò come meriti, ti ridurrò una pezza da piedi.»
Ci fiondammo in camera, rotolando tra le lenzuola in un groviglio selvaggio di carne. Mi allargò le cosce e si posizionò girata al contrario, dando inizio a un 69 profano che mi tolse completamente il fiato. «Mmm sììì leccamela tutta, porca... mmm, succhia...» Io presi totale possesso del suo cazzo enorme, stringendolo in bocca, affondando fino alla base, sentendo i suoi peli pubici sulle labbra e succhiando con energia bovina, mandando giù ogni goccia di umore. Iniziammo a muggire e urlare come gatte in calore; nella stanza si sentiva solo il rumore bagnato, squallido, profondo e forte dei nostri fluidi che si mescolavano. «Sììì ancora, ripuliscimi quel cazzo... sììì così, da brava cagna ingorda...»
L'eccitazione era talmente alta che il letto divenne il teatro di una vera e propria tempesta di lussuria. Iniziammo a scopare in tutte le posizioni possibili, senza alcuna pietà o rispetto. Mi mise sotto di lei, sollevando le mie gambe fin sopra le spalle per spingere quel pilastro immenso dentro la mia figa, penetrandomi fino in fondo, colpendomi la cervice.
«Sììì! Sbattimi così! Sfondami tutta! Aprimi in due!» urlavo, con la bava alla bocca, mentre i nostri bacini sbattevano violentemente a ogni impatto, producendo rumori osceni.
«Guarda come ti prendi tutto questo cazzo trans, brutta troia svergognata! Ti sto spaccando l'utero!» ringhiava lei dall'alto, colpendomi con cattiveria, accelerando il ritmo. «Mmm sì troia ti piace il mio cazzo? Sììì tanto... essere scopata da una trans è stato sempre la mia fantasia più sporca, ohooo sììì!» gridavo io fuori di me, mentre lei mi martellava con rabbia e passione cieca.
Cambiammo ancora, con me sopra di lei a cavalcare la sua durezza, stringendo i denti e muovendomi con violenza su e giù, infilandomi quel mostro fino alla radice, controllando la profondità di ogni affondo mentre ci baciavamo sulla bocca scambiandoci la bava con ferocia e morsi sulle labbra. Eravamo sfinite, cariche di sudore e umori, ma insaziabili. Sentivo il desiderio di una violazione ancora più totale, più intensa e trasgressiva, proprio come i capi porno che ero andata a cercare. Mi girai nuovamente a pancia in giù, stringendo i cuscini tra le mani con forza, e sollevai il bacino verso di lei in modo sfacciato, offrendole il retro.
«Prendimi... anche lì... sfondami il culo... voglio la tua minchia nell'ano...» sussurrai, offrendole l'anello stretto e teso.
Lei colse subito l'invito con un sorriso feroce e depravato. «Volevi questo, eh? Volevi farti allargare il culo da questa minchia turgida e venosa?» Sputò un grosso ammasso di saliva sulle sue dita e le infilò rudemente nel mio sfintere per allargarlo senza delicatezza, preparando l'ingresso stretto prima di posizionare la punta enorme della sua magnifica cappella violacea. Con una spinta decisa, animalesca, brutale e violenta, quel cazzo enorme scivolò dentro il mio culo, lacerando ogni mia resistenza e riempiendomi l'intestino. Un gemito acuto, un urlo disperato e porco mi uscì dalla gola per lo squarcio di dolore e piacere divino, mentre lei ricominciava a pompare con forza brutale da dietro, spingendo a fondo senza sosta, spingendomi la faccia contro il materasso bagnato.
Mentre mi possedeva con vigore da dietro, mi voltai parzialmente, allungando le braccia per afferrarla e tirarla sopra di me. Mi ritrovai con il suo petto schiacciato sulla mia schiena, i suoi capezzoli turgidi come chiodi che mi graffiavano, il suo sudore caldo per l'eccitazione e per la temperatura bollente dei nostri corpi. Il suo cazzo teso continuava a martellarmi il culo con colpi sempre più violenti, osceni e rumorosi, facendo schioccare la carne bagnata di muco e saliva.
«Ansimami sul collo... aspettami... ti prego... fammi godere... aspettami non venire subito, voglio crepare con questo cazzo dentro!» gridai, con la voce rotta dal piacere anale che ormai mi faceva girare la testa e vedere le stelle.
Lei capì al volo l'urgenza di quel richiamo da porca ninfomane. Rallentò appena il ritmo delle spallate devastanti dentro il mio culo, mantenendo la tensione al massimo e godendosi le mie contrazioni. Con una mano scese sul davanti, infilando le dita agitate nella mia figa piena di umori per massacrarmi il clitoride, ormai gonfio, rosso e sensibilissimo. Il contrasto tra lo sfondamento profondo da dietro e lo sfregamento rapido sul davanti mi fece perdere del tutto il controllo, facendomi sbavare sul cuscino e urlare insulti osceni.
«Sì, troia, veniamo insieme... ora ti riempio per bene questo culetto da cagna, te lo sfondo di sborra!» mi sussurrò all'orecchio con voce roca e cattiva, riprendendo a spingere con foga cieca, capace e animalesca. Venimmo nello stesso identico istante, urlando come bestie al macello, unite in un brivido violentissimo che continuò a farci sussultare, contrarre e tremare sul letto.
Sentivo gli schizzi di sborra bollente riempirmi le viscere, una scarica profonda, densa, abbondante e ritmica che sembrava inondarmi da dentro l'intestino. Lei si accasciò esausta sopra la mia schiena, lasciando che il suo cazzo scivolasse lentamente fuori dal mio culo completamente lubrificato e dilatato dai nostri fluidi. «Sei piena fino all'orlo, tesoro... ti ho inondato il culo di sborra... guarda come cola da quel buco aperto e sformato...» mormorò con orgoglio maschile, con la voce ancora tremante.
Ma il desiderio non era ancora spento, eravamo due ninfomani insaziabili e malate di sesso. Poco dopo, il cambio di posizione portò la nostra perversione a un livello ancora più viscerale e crudo. Mi fece girare a pancia in su, posizionandosi sopra di me per possedermi alla missionaria. Con un gesto decisamente brutale, violento e possessivo, mi afferrò le gambe e mi spinse le cosce verso l'alto, schiacciandole con forza contro il mio stesso seno, esponendomi totalmente.
Quella posizione mi apriva completamente a lei, esponendo il mio culo e la mia figa al suo cazzo per una penetrazione ancora più profonda, tesa, totale e dolorosa. Ogni spinta di quella verga immensa dentro il mio ano era un colpo directo che mi spossava e mi faceva sussultare. Con le gambe così ripiegate, il suo splendido busto era proprio sopra la mia faccia: mi allungavo continuamente per baciare il suo petto, leccando la pelle sudata e stringendo i suoi capezzoli duri tra le mie labbra con foga, mentre lei continuava a spingere dentro il mio culo con foga, violenza e cattiveria pura.
«Mmm, sei una bella porca, non ho mai goduto così tanto con una cagna del genere... mi stringi il cazzo da dio...» ansimò lei dall'alto, guardando le nostre carni che si sbattevano violentemente. «Sei tu una bella troietta da fottere in ogni buco ad ogni ora del giorno.»
Quelle parole, cariche di depravazione, insulti e desiderio primordiale, agirono come benzina sul fuoco. Sentire la sua eccitazione espressa in modo così crudo mi fece dare una spinta contraria violenta con il bacino, per farmi incastrare ancora di più, desiderando solo essere posseduta.
«Sììì! Fammi sentire la tua troia... sììì! Sfondami la vita, rompi tutto!» gridai, abbandonando ogni residuo di pudore e dignità.
Si sfilò dal culo con uno schiocco viscido e, sporco di bava, sangue leggero e sborra, me lo buttò con violenza inaudita nella figa, alternandosi freneticamente tra i miei due buchi spalancati e devastati. «Sììì, sììì! Continua, mi distruggi così! Ancora, sììì, dai spingi, fottimi come una cagna, rompi tutto, sono il tuo giocattolo!» urlavo, mentre l'intensità del piacere superava ogni limite umano, facendomi quasi svenire. Il calore nel bacino divenne un incendio incontrollabile e sentii l'orgasmo esplodere con una violenza inaudita, a ondate. «Godo... godo... vengo... sborrami dentro ancora, riempimi tutta di sborra!» urlai contro la sua pelle, mentre una tempesta di spasmi fortissimi e incontrollabili mi assalì ovunque, facendo contrarre ritmicamente sia lo sfintere che la figa in un brivido totale che mi squassò tutto il corpo.
Lei, sentendomi stringere disperatamente, artigliare le lenzuola ed esplodere sotto di sé, lanciò un gemito rauco, quasi un ruggito da fiera, e diede le ultime, disperate e profonde spallate, liberando un altro getto caldissimo e densissimo di sperma che andò a mescolarsi ai liquidi di prima, riempiendomi sia la figa che il culo; venimmo insieme in un vortice di puro, viscerale, viscido e assoluto piacere.
Ci girammo infine sul fianco, l'una di fronte all'altra, sfinite, tremanti e completamente coperte dei nostri umori, sporche di sesso, bava, sborra e sudore dalla testa ai piedi. Mi guardò negli occhi con sguardo spento dal piacere, mi accarezzò il viso bagnato di sudore e poi mi baciò dolcemente sulle labbra ancora sporche del suo stesso umore, sigillando quel pomeriggio di pura, profonda e assoluta lussuria.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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