Prime Esperienze
La prima volta di Marilena e Sofia
Lucienk
07.05.2026 |
1.612 |
3
"Lo bloccò prima che potesse fare un passo indietro: "Zio, non esci da qui se non fai il tuo dovere di uomo, stanotte con noi..."
La La mia prima volta con un uomo ebbe il sapore metallico e dolciastro del proibito. Aveva il volto e il carisma dello zio di Sofia. All'epoca ero poco più che una ragazza, con la pelle tesa che sembrava vibrare a ogni respiro e una curiosità che mi bruciava dentro come un incendio indomabile. Lui, invece, era un uomo nel pieno della sua maturità: una presenza magnetica, con lo sguardo pesante e scuro di chi sa esattamente come spogliarti senza muovere un dito.Lo conobbi ufficialmente nel salotto di Sofia, tra discorsi banali e tazze di caffè, ma la vera scintilla scoccò nel buio elettrico del mio telefono. Tutto iniziò con SMS anonimi: parole che erano carezze audaci, allusioni alla mia bellezza acerba che scendevano lungo la mia schiena come gocce di ghiaccio e fuoco. Passavo le ore a fissare quello schermo, schiava di una vibrazione che mi faceva sussultare il cuore.
I messaggi crescevano di intensità, diventando promesse esplicite. Una notte mi svegliai con il fiato corto, dopo averlo sognato con una nitidezza spaventosa; sentivo ancora la pressione del suo corpo massiccio contro il mio. Incapace di calmarmi, cercai il toy che nascondevo gelosamente. Lo usai con una foga quasi rabbiosa, serrando le gambe e immaginando che quella plastica vibrante fosse la carne calda di quell’uomo misterioso.
“Mmmh... ahhh... oohh sì, così...” gemevo tra i cuscini, finché l'orgasmo non mi travolse in una scossa devastante che bagnò le lenzuola. Un grido strozzato nel buio, che mi lasciò sfinita e colma di un desiderio che non riuscivo più a contenere.
La Villa al Mare
Due giorni dopo, il destino decise di presentare il conto: Sofia mi invitò alla casa al mare dello zio. Durante i cento chilometri di viaggio, il silenzio nell'abitacolo era saturo di elettricità statica. Lui guidava con calma, ma mi fissava attraverso lo specchietto retrovisore; i suoi occhi incrociavano i miei per un secondo di troppo, carichi di una sfida silenziosa. Sentivo il cuore martellarmi contro le costole e l'umidità crescere inarrestabile tra le gambe.
Arrivati alla villa, passammo il pomeriggio in spiaggia a sfidare i suoi sguardi sotto il sole cocente, esibendo i nostri corpi nei costumi succinti. Lui osservava ogni nostro movimento mentre preparava la cena con gesti lenti e calcolati. "Io esco con un'amica dopo, fate le brave," ci disse, ma il suo tono era un invito al disastro.
Appena la porta si chiuse, la tensione tra me e Sofia esplose. Ci spogliammo freneticamente, i vestiti che volavano via come petali secchi. Ci abbattemmo sul lettino, i corpi nudi che si cercavano come magneti opposti. Ci incastrammo subito in un 69 profondo. Sentire il suo sapore così vicino mi fece girare la testa. Affondai la lingua con voracità, esplorando ogni sua piega bagnata.
“Mmmh... Sofia... come sei saporita... sa di mare e di te... slurp... smack...” mugolavo contro la sua intimità. Sofia rispose inarcando la schiena, affondando il viso tra le mie gambe: “Mmmh... anche tu Marilena... sei gustosa... mmm... che buona che sei...” Il suono dei nostri corpi — sclack, splat, mmm — riempiva la stanza. Usavo la lingua con ritmo sul suo clitoride, mentre lei mi risucchiava con forza. “Sììì... così Sofia! Godo! Ahhh!” Un’ondata di piacere mi travolse e inondai la sua bocca, proprio mentre lei iniziava a tremare violentemente: “Aaaaahhh! Marilena! Dio... sììì! Lììì!” Il suo bacino ebbe un sussulto potente e la sentii venire contro il mio viso, un fiotto caldo che mi coprì le labbra. Crollammo intrecciate, leccando via l'una il godimento dell'altra.
L'Ombra si Rivelò
Nel cuore della notte, la porta si spalancò. Lo zio era lì, immobile sulla soglia. La luce della luna colpiva i nostri corpi nudi, ancora lucidi di sudore e piacere.
"Ma... siete due lesbiche?" balbettò con una voce resa roca dalla fame.
"Anche," ribattei io, rialzandomi con una sfida negli occhi, "ma con gli uomini non abbiamo ancora provato davvero."
Lui si sedette sul bordo del letto, lo sguardo fisso su di noi. "Chissà quanti corteggiatori avete."
"Solo ragazzini," risposi fissandolo, "l'unico che mi interessa è un uomo maturo che mi manda messaggi ma resta nell'ombra."
In quel momento, il mio telefono sul comodino trillò. Lo schermo si illuminò: “Sei bellissima nuda”. Era lui. L'uomo dei messaggi era lì, a un passo da noi.
Sofia capì al volo. Lo bloccò prima che potesse fare un passo indietro: "Zio, non esci da qui se non fai il tuo dovere di uomo, stanotte con noi." Gli sbottonò la camicia, rivelando un'erezione prepotente che premeva contro i pantaloni.
"Volete fare le troie? Vi accontento," ringhiò lui spogliandosi con furia. Si avventò su Sofia, mentre a me ordinava: "E tu? Occupati di questo."
Lo afferrai, sentendo il calore pulsante. “Gnam... slurp... mmm... è enorme...” Usai ogni grammo di saliva, avvolgendolo con la lingua mentre lui gemeva: "Mmh... brava, succhia così... ahhh!" Poi ci prese con forza. Mise Sofia a gambe all'aria e la penetrò con un colpo secco. “Hoooh... mio Dio! Splat... sììì! Scopami zio!” Io mi misi sopra di lui, offrendogli la mia intimità mentre lui mi leccava con maestria. Il suono della carne che sbatteva — clap, clap, clap — riempiva la stanza come un tamburo di guerra.
Mi girò bruscamente, mettendomi a pecora e afferrandomi i fianchi con mani di ferro. "Quanto ne hai preso di quel toy, eh?" mi provocava mentre mi sbatteva forte, facendomi scontrare contro la sua virilità. “Tutto, zio! Voglio tutto il tuo cazzo! Ahhh... godo!” Ogni spinta era una scossa elettrica; venni con un urlo: “Aaaaahhh! Sto venendoooo!” Alla fine, ci fece mettere in ginocchio davanti a lui. "Ora provate qualcosa che non scorderete mai. Aprite la bocca... baciatevi!"
Con un gemito finale — "Ahhhh... sììì! Prendete questa!" — la sua sborra calda ci inondò i visi e i petti. Ci baciammo avidamente, mischiando quel sapore intenso prima di ingoiarlo tutto con lunghi sorsi complici.
Ci spostammo nella sua camera, nel letto padronale. Eravamo esauste, svuotate e sporche di un piacere che non conosceva più confini. In quella notte di mare e segreti svelati, eravamo diventate, finalmente, donne complete.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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