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Gay & Bisex

La mia prima volta


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
01.05.2026    |    6.618    |    17 9.4
"Il ragazzo sentì la pressione delle dita dell'uomo che si facevano strada, allargandolo con movimenti circolari il buchetto che facevano impazzire i suoi sensi..."
​Il viaggio era stato presentato alla famiglia come un’opportunità irripetibile. «Il ragazzo ha fegato, voglio che veda come si chiude un accordo vero», aveva decretato lo zio con quella fermezza che non ammetteva repliche. Ma per l’uomo, sessant’anni, quel viaggio era l’atto finale di un’osservazione silenziosa durata mesi.
​Erano finiti in un vecchio casale ristrutturato tra le colline, lontano dai circuiti degli hotel di lusso. Fuori, la pioggia batteva forte sul tetto, creando un isolamento elettrico che rendeva tutto più intimo.
​«Vieni qui,», disse lo zio nel salone, versando del whisky in due bicchieri di cristallo. Si era tolto la giacca, sbottonando i primi bottoni della camicia bianca che faticava a contenere le spalle ancora larghe e solide.
​Il nipote si avvicinò, sentendosi improvvisamente piccolo. Quando l'uomo gli passò il bicchiere, le loro dita si sfiorarono. Lo zio non ritrasse la mano; al contrario, bloccò il polso del ragazzo, lo sguardo fisso nel suo.
​«Ma... zio, cosa fai? Fermati, non possiamo...» mormorò il giovane, la voce incrinata da un misto di panico e un’inspiegabile vertigine. Mentre lo Zio gli tocca con mano decisa il cazzo da sopra il pantalone.
​«Cosa faccio?» rispose l’uomo, avvicinandosi al suo viso fino a fargli sentire il calore del suo respiro. «Sto smettendo di fingere. E dovresti farlo anche tu. Pensi che non abbia visto come mi guardi quando pensi che io sia distratto?»
​Senza attendere una risposta che sapeva non sarebbe arrivata, lo zio lo guidò verso la camera da letto. La luce era soffusa, l'aria carica di un'attesa quasi insopportabile. Lo fece sedere sul bordo del grande letto matrimoniale e, con un gesto di inaspettata devozione, si inginocchiò davanti a lui.
​«Voglio che tu senta cosa significa essere viziato da chi sa come farlo», disse, prima di abbassargli i jeans e avvolgere con la bocca calda il cazzo del giovane. Il calore umido e la sapienza della sua lingua mandarono il ragazzo in estasi; lo zio alternava suzioni profonde a carezze delicate, portandolo quasi al limite, per poi fermarsi un istante prima del crollo, godendosi i suoi gemiti strozzati.
​Dopo qualche minuto, lo zio si staccò lentamente, lasciando una scia di brividi sulla pelle del nipote. Si alzò e, restando in piedi davanti a lui, guidò la mano tremante del ragazzo verso il proprio membro, scuro, solido e pulsante.
​«Toccami. Senti come mi hai ridotto».
​Il ragazzo avvolse quella carne dura e, spinto da una curiosità che aveva ormai vinto ogni tabù, lo accolse in bocca. Esplorò lo zio con una dedizione crescente, imparando il sapore dell'uomo, mentre le mani massicce dello zio gli accarezzavano i capelli, guidando il suo ritmo con grugniti di pura approvazione. «Bravo... così... proprio così».
​Poco dopo, lo zio lo spinse delicatamente all'indietro sul materasso. Prese un tubetto di lubrificante e, con una pazienza metodica, iniziò a prepararlo. Il ragazzo sentì la pressione delle dita dell'uomo che si facevano strada, allargandolo con movimenti circolari il buchetto che facevano impazzire i suoi sensi. «Rilassati, piccolo mio. Fidati di me», sussurrò lo zio, con una voce che era un mix di autorità e dolcezza.
​Quando lo zio si sollevò su di lui, la sua figura sembrava immensa contro la luce fioca della stanza. Afferrò le caviglie del nipote, portandole quasi alle spalle di lui per aprirlo completamente. Mise un pò di lubrificante sul cazzo Con una spinta lenta, controllata ma inesorabile, lo zio entrò.
​Il ragazzo sgranò gli occhi, ohhh un grido soffocato gli uscì dalle labbra mentre sentiva quella pienezza assoluta invadere il suo corpo. Era un possesso totale, oltre ogni limite familiare. Lo zio iniziò a muoversi con colpi lunghi e profondi, mentre il ragazzo si lasciava trasportare, cullato dal movimento dei fianchi dell'uomo e dal calore della sua pelle contro la propria.
​L’apice arrivò come un’onda travolgente che spazzò via ogni residuo di dubbio. Il nipote gridò il nome dello zio quando il piacere esplose schizzando ripetutamente sul ventre, e nello stesso istante l'uomo si irrigidì sopra di lui, gemendo profondamente mentre versava tutto il suo seme caldo all'interno del giovane. Rimasero così per minuti interi, i petti che si alzavano all'unisono e il sudore che rendeva le loro pelli incollate.
​Lo zio si lasciò cadere di fianco e lo tirò a sé, coprendolo con il lenzuolo in un abbraccio protettivo.
​«Zio... e adesso?» chiese il ragazzo con un filo di voce, sentendosi svuotato e rinato allo stesso tempo.
​L'uomo gli scostò una ciocca di capelli dalla fronte e lo baciò sulla tempia. «Adesso dormiamo. Domani saremo di nuovo zio e nipote di giorno davanti al mondo, e amanti di notte stasera... stasera sei stato mio per la prima volta. E questo rimarrà il nostro segreto più prezioso».
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