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Gay & Bisex

​Orso68: Sverginato da un cazzo 26 cm


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
14.05.2026    |    6.725    |    14 9.8
"In bagno, con uno specchietto, guardai il mio buco: era dilatato, segnato da quel mostro, ma fortunatamente non sanguinavo..."
​PREFAZIONE
​Quello che state per leggere non è il frutto di una fantasia erotica costruita a tavolino, ma la cronaca nuda e cruda di una prima volta indimenticabile. È la storia di Orso68, un amico che ha deciso di affidarmi i suoi ricordi più intimi perché diventassero narrazione. In questo racconto c'è la polvere di un vialetto di campagna, l'incoscienza dei vent'anni e lo shock di una scoperta che ha segnato un percorso di vita. Buona lettura.

Il Battesimo di Orso68: La Scommessa nel Vialetto
​C’è un’età, in certi paesini rurali di cinquantotto anni fa, dove il sabato sera profuma di sugo, tabacco e chiacchiere tra uomini. Eravamo un gruppo di amici d'infanzia: una spaghettata in casa, qualche mano a carte e i soliti discorsi sulle ragazze. Ma quella notte il destino aveva un piano diverso. Quando il mio amico — quello che tutti chiamavano "la Proboscide" — mi mise le mani sul culo e mi disse che se fossi stato donna mi avrebbe scopato, non sapevo che la mia vita stava per cambiare per sempre.
​A mezzanotte, in auto, la sfida divenne reale. "Cosa scommetti?" mi chiese con la voce resa bassa dall'eccitazione.
"Ti do il culo", risposi con l'incoscienza dei vent'anni. Lui non se lo fece ripetere: fermò l'auto in un vialetto di campagna buio e isolato.

​Il Pompino Rituale
​Quando lo tirò fuori, restai senza fiato. Ventisei centimetri di muscolo teso, una circonferenza da tubo di carta igienica, con una cappella enorme che pulsava nell'oscurità.
"Succhialo e lubrificalo bene", ordinò prendendomi la testa.
Mi chinai su di lui con le mani tremanti. Riuscivo a infilare solo la cappella, le labbra tese al massimo. Usai tutta la mia saliva per bagnare quel manganello, facendolo scorrere avanti e indietro mentre lui gemeva basso, affondando le dita tra i miei capelli per spingermi ancora più a fondo. Vederlo diventare sempre più lucido e pronto mi eccitava in modo pazzesco.

La Preparazione e lo Sverginamento
​"Passa dietro e mettiti a pecora", sibilò. Mi spostai sui sedili posteriori, uno spazio angusto dove mi sentivo in trappola, incastrato tra lo schienale e il sedile davanti. Ero vergine, stretto come solo un ragazzo di allora poteva essere.
​Lui non ebbe fretta. Tirò un respiro profondo e iniziò a preparare il terreno: sentii il calore del suo sputo abbondante colpirmi dritto sul buco mai toccato. Poi, con le dita ampie e decise, iniziò a inumidire l'interno. Entrava con un dito, poi due, spingendo la saliva in profondità per allargare quelle pareti che non avevano mai visto nulla di simile. Continuava a sputare con foga, lubrificando ogni millimetro, mentre il rumore umido delle sue dita che lavoravano dentro di me mi faceva impazzire.
​"Mmm, guarda come sei stretto... sei pronto, puttanella?" sibilò tra i denti.
​Sentii la punta della cappella premente contro l'entrata. Sputò un’ultima volta e poi diede la prima spinta. Il dolore fu un fulmine pazzesco, sentivo la carne tendersi fino al limite estremo, ma lui non si fermò. Quando la cappella superò l'ultimo ostacolo, diede un colpo di reni violento che mi fece quasi svenire. In quel momento, il dolore si spezzò, trasformandosi in una libidine pura e devastante.

​L'Estasi Finale
​Lui mi teneva bloccato per i fianchi, ogni spinta faceva sobbalzare l'intera auto.
"Mmm, che culo che hai... godo da morire... che culo da puttanella!" ringhiava al mio orecchio.
Quelle parole mi fecero perdere ogni freno. "Godo! Oddio quanto godo!" iniziai a urlare. Sentivo la mia "galleria" pulsare disperata attorno a quel mostro che mi stava sverginalo con ferocia. Ero totalmente suo.
"Sì, sverginalo tutto! Prenditelo!" incitavo ormai fuori di me.
​Ero al limite, il mio cazzo gocciolava sul sedile senza nemmeno toccarlo. "Sborro! Sto sborrando!" gridai nel buio, proprio mentre lui dava gli ultimi, violentissimi colpi. Lo tirò fuori all'ultimo secondo e un getto bollente e denso mi inondò tutta la schiena.
​Tornai a casa tremando. In bagno, con uno specchietto, guardai il mio buco: era dilatato, segnato da quel mostro, ma fortunatamente non sanguinavo. Quella vista mi eccitò così tanto che iniziai a masturbarmi di nuovo.
​Oggi ci separano 600 km, ma il ricordo di quel battesimo brucia ancora, alimentando il desiderio di trovare di nuovo un mostro capace di colmare quel vuoto, o magari di provare l'emozione di una doppia penetrazione totale.
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