Lui & Lei
Linea 64: 2° capitolo
Lucienk
21.05.2026 |
439 |
2
"Francesca aprì gli occhi, piantandoli nei suoi con uno sguardo folle di piacere, e con un sorriso carico di perversione spinse il bacino ancora più a fondo, schiacciandosi contro i suoi peli..."
Il biglietto da visita tra le dita di Antonio sembrava scottare. Era rimasto seduto sul bordo del letto per ore, quella sera di novembre, a fissare la scritta elegante: Francesca – Estetista. Il profumo di lei, un misto di pioggia e di quella fragranza intima che lo aveva fatto impazzire sulla linea 64, sembrava essere rimasto impresso sul cartoncino e sulle sue dita.Francesca era tornata al lavoro e di quell'uomo non seppe più niente; aveva ormai perso ogni speranza di rivederlo. Una sera:
«Francesca, c'è il signor Rossi che chiede di un massaggio. Come orario preferirebbe la sera tardi.»
«Ok, guardo gli appuntamenti. Digli che Stefania ha rimandato il suo, quindi se vuole venire oggi alle 19:30 sono libera. Altrimenti se ne parla la settimana prossima.»
«Ok, ha accettato per le 19:30, sarà qui a quell'ora.»
«Bene, preparo uno dei lettini, scaldo l'ambiente, accendo il diffusore di profumi orientali e aspetto.»
Arrivano le 19:30.
«Francesca, sono le sette e mezza. Se non hai bisogno di me io andrei, ok? Ci vediamo domani.»
La collega aprì la porta per uscire dallo studio e si ritrovò davanti il cliente: «Buonasera, sono il signor Rossi.»
«Sì, venga, Francesca la sta aspettando.»
Lo accompagnò nella cabina preparata per lui: «Si spogli pure e si metta comodo sul lettino di schiena, e si copra con questo le parti intime, la titolare arriva subito.» Poi avvisò Francesca dell'arrivo del cliente.
Quando Francesca entrò nella cabina, lo trovò a pancia in giù, con l'asciugamano sul sedere.
«Buonasera, signor Rossi. Allora, è la prima volta che viene da noi?» chiese.
«Sì», rispose lui.
Si unse le mani con l'olio caldo e cominciò a praticare il massaggio partendo dalle spalle.
«Signor Rossi, stia rilassato... non la mangio mica. La sento un po' tesa.» Lui non rispose.
Massaggiò tutto il corpo fino ai piedi. «Ne aveva proprio bisogno, signor Rossi. Ha molte contratture, forti tensioni muscolari... il suo corpo è molto bloccato. Ora la sistemo io, tornerà come nuovo. Ora si giri, che facciamo la parte davanti.»
Lui si girò lentamente. Francesca restò a bocca aperta: «Ehh... nooo! Sei tu! Avevo perso ogni speranza di rivederti, pensavo che non mi avresti cercata, aspettavo una tua telefonata...»
«Ora sono qui», le rispose lui.
Francesca, sopraffatta dall'emozione e dalla sorpresa, si chinò immediatamente su di lui sul lettino e lo baciò sulla bocca con passione, un bacio lungo, bagnato, che racchiudeva tutta l'attesa di quei mesi. Antonio rispose stringendole per un istante i fianchi, prima che lei si risollevasse, ancora tremante per la sorpresa.
Riprese il massaggio guardandolo dritto negli occhi: spalle, un braccio, poi l'altro.
«Sei molto brava, Francesca.»
«Grazie.»
Massaggiò il petto, l'addome, i quadricipiti e i polpacci. Poi risalì, prese un lembo dell'asciugamano e lo sfilò via con un gesto deciso, buttandolo sulla sedia. Il suo membro scattò dritto, turgido e venato, puntando verso il soffitto.
Francesca si fermò un istante a fissarlo, con la saliva che le aumentava in bocca e il respiro sempre più pesante, e gli sussurrò: «Ho ancora la sensazione che ho provato ad averlo in mano quel giorno... così grosso...»
Unse le mani con abbondante olio e iniziò a massaggiare l'inguine, l'interno cosce e lo scroto. Poi, con altro olio tra le mani, passò ai testicoli, uno alla volta, stringendoli, e massaggiò il pene su e giù con forza, facendogli scorrere la pelle tesa sul glande già bagnato di liquido seminale.
«Mmm... sei fantastica, mi fai morire così... cazzo, che mano che hai...» sussurrò lui, con il bacino che cercava quel tocco.
Lui allungò una mano violenta, le sbottonò due bottoni più in basso del camice e le infilò le dita nude direttamente in mezzo alle cosce, premendo contro le mutandine fradicie: «Sei sempre bagnata, troia... una fontana...»
«Sarà la tua vicinanza», rispose lei ansimando, aprendo di più le gambe per farsi palpare. «E tu non perdi il vizio di infilare le mani sotto i vestiti.»
Lui le finì di strappare quasi il camice e lei lo lasciò cadere sul pavimento: indossava un completino bianco con reggicalze trasparente, bagnato al centro, incredibilmente sexy.
«Mmmm sei stupenda... una via di mezzo tra un angelo e un diavolo. Un angelo per come mi guardi, e un diavolo per come mi fai impazzire, porca.»
Antonio la prese per i fianchi e la fece salire di scatto sul lettino, mettendola nella posizione del 69, ribaltando i corpi per affondare le bocche nelle rispettive intimità. Francesca si buttò su di lui, ingoiando il membro eretto fin in fondo alla gola, lubrificandolo con la bava e stringendo le labbra attorno all'asta, mentre la lingua leccava freneticamente il glande con suoni umidi, caldi e volgari. Antonio, stringendo a piene mani i glutei di lei che uscivano dal completino, affondò la faccia nella sua fica spalancata e bagnata. Con colpi duri e bagnati della lingua iniziò a devastarle il clitoride turgido, succhiandolo e infilandole le dita dentro per aprirla bene, bevendosi tutto il suo umore umido accumulato in quei mesi. I gemiti osceni di lei si fondevano con i versi di lui attorno alla carne, in uno scambio frenetico di umori e odori selvaggi che faceva tremare il lettino.
«Mmmm... sì... mmm... cazzo come sei buona, hai un sapore divino, Francesca, sa di fica pura.»
Il ritmo dei respiri corti, l'odore di sesso, bava e il calore dell’olio ormai fuso con la pelle riempivano l'aria pesante della cabina. Ogni barriera professionale era crollata insieme al camice abbandonato a terra.
Antonio, afferrandola per i fianchi con forza, la spinse a cambiare posizione. Lei si sollevò dal sesso di lui, con la bocca lucida di bava e il respiro spezzato, mentre lui la fissava con gli occhi infuocati. La guardò per un istante, ammirando il contrasto del completino bianco macchiato di succo vaginale contro la pelle dorata.
«Non sai quante volte ho pensato a questo momento», sussurrò Antonio, la voce roca e animalesca.
«Meno di quante l'ho pensato io... ogni santa sera nel mio letto mi toccavo pensando a te e bagnando le lenzuola», rispose lei con uno sguardo lascivo, mentre si posizionava a cavalcioni su di lui, guidando quella mazza dura dentro di sé con un affondo secco che le strappò un urlo e le fece inarcare la schiena.
L'impatto fu brutale, un brivido violento. Francesca iniziò a cavalcarlo con un ritmo selvaggio e sinuoso, assecondata dalle mani di Antonio che le artigliavano la schiena e le stringevano le chiappe con forza, lasciando i segni delle dita. Ogni movimento aumentava l'attrito umido e la perversione, mentre i loro baci diventavano veri e propri scontri di lingue carichi di saliva.
«Francesca... sei una troia incredibile... come stringi...» mormorò lui, spingendo con violenza dal basso, colpendola dritto sul collo dell'utero.
«Sììì, lo voglio tutto dentro, Antonio, sfondami!»
«Sì, prenditelo tutto, cazzo, tutto dentro di te...»
Lei gettò la testa all'indietro, stringendosi i capezzoli tra le dita con forza, tormentandosi il seno lucido d'olio. «Sììì, così, sììì, scopami duro...», abbandonandosi completamente alla lussuria più sfrenata. Il calore della stanza e il profumo di incenso facevano da sfondo a una danza febbrile. Antonio la girò improvvisamente di peso, mettendola con il petto schiacciato sul lettino, i piedi a terra e il culo alto e spalancato verso di lui. Da dietro, l'unione divenne profonda, totale e animalesca. I corpi battevano l'uno contro l'altro con schiaffi di carne umidi, violenti e regolari, interrotti solo dalle grida sporche di Francesca che stringeva il bordo del lettino con le nocche bianche.
L'eccitazione era al limite del tollerabile. Antonio sentì le pareti interne di lei morderlo e contrarsi a ripetizione intorno al cazzo, segno che Francesca era al culmine. Spinto da quella morsa bollente, aumentò la velocità con affondi feroci, finché lei esplose in un orgasmo violento e infinito. Venne tantissimo, squirting e umori ovunque, travolta da spasmi continui di interi minuti di puro piacere che le facevano scuotere il bacino e tremare le gambe, mentre continuava a urlare e bestemmiare dal piacere sul lettino. Antonio, stringendo i denti e trattenendo il fiato, resistette per godersi la sua carne che si contraeva. Poi, sentendo il proprio sperma spingere per uscire, si sfilò brutalmente da dietro con un suono bagnato; la girò sulla schiena e si spruzzò su di lei con getti caldi, densi e abbondanti che le colpirono il seno, risalendo sul collo fino a riempirle il viso e la bocca aperta, lasciandoli entrambi stremati, ansimanti e completamente lordi di sperma.
Rimersero lentamente da quel turbine di fluidi. Antonio si sdraiò a pancia in su sul lettino, tirandola a sé per i capelli e guardandola.
Francesca lo guardò con gli occhi lucidi e la faccia sporca, poi, con un sorriso malizioso e depravato, si sollevò. Senza dire una parola, si spostò e gli andò nuovamente sopra, posizionandosi a cavalcioni sulle sue cosce. Il completino bianco era strappato e lordo, i capelli scompigliati e la pelle bagnata di sudore, olio e sperma. Si calò di colpo ancora più a fondo su di lui, ingoiando di nuovo il cazzo risorto dentro di sé con un movimento deciso e un gemito viscido. La carne contro carne riaccese subito l'elettricità, e la sua fica ne voleva ancora di più.
«Fammi un bel massaggio profondo da dentro... è proprio questo che ti serve, cagna», sussurrò Antonio a voce bassa, mentre le sue mani risalivano dai fianchi fino a stringerle la vita, sollevandola di peso per poi scaraventarla giù ad ogni affondo profondo.
Lei inarcò la schiena, piantando le dita sulle spalle robuste di lui. Francesca iniziò a muovere i fianchi con un ritmo circolare, lento ma spietato, godendosi ogni centimetro di quella penetrazione sporca. I respiri erano grugniti corti, spezzati dal rumore viscido dei loro genitali che sbattevano.
«Così... Antonio... aprimi in due... ancora...» mormorò lei, stringendo gli occhi e godendo del controllo che quella sottomissione le dava.
Il ritmo divenne feroce. Ogni affondo duro di Antonio trovava la risposta esatta nel movimento di Francesca, che si stringeva come una morsa intorno a lui. In quel culmine di piacere, Francesca ruotò la testa di scatto all'indietro; i suoi capelli, sciolti e bagnati di sudore, si mossero leggeri nell'aria, sfiorando le gambe di Antonio e spargendo intorno l'odore selvaggio della sua pelle, del sesso e della pioggia. Quel movimento sinuoso dei capelli accentuò l'estasi del momento, mentre lei chiudeva gli occhi.
Lui le accarezzava il viso e le labbra ancora imbrattate della sua sborra venuta prima; Francesca, con un gesto fulmineo, gli afferrò la mano con la bocca e gli succhiò e leccò tutte le dita, ripulendolo con la lingua.
«Mmmm mmm, che bella porca che sei... ti piace succhiare la mia sborra dalle dita...»
«Sììì... mi fai impazzire, voglio essere la tua porca, la tua troia con te, fammi tutto quello che vuoi!» sussurrò lei, mentre continuava a godersi quel movimento a smorza candela, con i muscoli tesi nello sforzo e nel piacere puro. Stringeva il suo petto con le mani e si aggrappava alle sue spalle robuste, cercando stabilità mentre continuava a cavalcarlo e a saltargli sopra con foga. Antonio, guardandola dal basso con gli occhi lucidi di lussuria, le afferrò i fianchi per spingerla ancora più a fondo ad ogni salto.
«Francesca... guardami... voglio venirti dentro le viscere... ti prego, lasciami svuotare dentro...» sussurrò con il fiato corto, al limite.
Francesca aprì gli occhi, piantandoli nei suoi con uno sguardo folle di piacere, e con un sorriso carico di perversione spinse il bacino ancora più a fondo, schiacciandosi contro i suoi peli pubici. «Sì, Antonio... fallo, godi dentro di me, adesso! Inondami tutta, sto per godere nuovamente, veniamo insieme, cazzo!»
«Antonio... sto venendo...» il sussurro di Francesca si spezzò in un urlo acuto quando i muscoli interni iniziarono a contrarsi in una serie di spasmi violentissimi e dolorosi dal piacere. «Godo, godo, sììì, vengo... oho, oho... ora godi, ora Antonio, riempimi tutta la fica di sborra!»
Sentendola cedere e stringere come una morsa bollente, Antonio diede gli ultimi colpi, rapidi, potenti e profondi, sollevandola leggermente per sfondarla al massimo. Con un ultimo affanno animalesco, gridò: «Godo, godo, ti sborro dentro, vengo tutto!» e si svuotò con getti violenti e continui profondamente dentro di lei, liberando fiumi di sperma caldo che andava a riempirla, mentre Francesca si accasciava esausta sul suo petto, stringendo il cuscino tra le mani con le ultime forze rimaste, con i capelli che le ricadevano disordinati sul viso e sulle spalle, scossa dagli ultimi brividi di un orgasmo devastante.
Rimasero così per diversi minuti, cuore contro cuore, appiccicati dal sudore e dagli umori, ascoltando i rispettivi battiti che tornavano lentamente alla normalità. Il respiro di Francesca si regolarizzò sulla pelle del collo di Antonio, che continuava ad accarezzarle la schiena bagnata e a scostarle dolcemente le ciocche di capelli umidi dal viso.
«Questa volta non ti lascio andare via senza una promessa», mormorò Antonio a bassa voce, stringendole il culo con un'ultima palpata.
Francesca sollevò la testa, passandosi una mano tra i capelli scompigliati, con gli occhi ancora lucidi di piacere e un sorriso stanco ma radioso. «E quale sarebbe?»
«L'autobus all'ora di punta della linea 64. Senza intimo sotto. Ti prendo lì in mezzo a tutti.»
Francesca ridacchiò con una luce bagnata negli occhi: «Porco, ci sto! Mi scopi nella ressa, nel caos della corriera, voglio sentire il tuo cazzo dentro mentre la gente ci spinge.»
Lentamente, Francesca scivolò di fianco a lui sul lettino, ma senza staccare la gamba dalla sua, sentendo lo sperma che colava caldo tra le cosce. Allungò il braccio verso il pavimento, dove il camice bianco giaceva abbandonato, recuperando il telefono per scambiarsi i contatti. Poi Antonio si girò di fianco, stampandole un bacio deciso e saporito sulle labbra. Quello che era iniziato mesi prima nel corridoio affollato e caotico della linea 64 si era trasformato, in quella stanza silenziosa e odorosa di sesso, nell'inizio di una storia tutta loro.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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