trio
Carne, Sale e Sborra
Lucienk
19.05.2026 |
1.612 |
5
"Ti piace il mio culo? Sbattimi forte mentre mi scopo tua moglie!» gli urlai, sputando parole dure..."
Il sole di luglio picchiava come un fabbro, infuocando la sabbia e la mia pelle nuda. Quella spiaggia di nudisti era un deserto di calore selvaggio, isolato dal mondo. Dopo una nuotata mi ero buttato sull'asciugamano con la musica a palla nelle orecchie e mi ero abbioccato così, completamente nudo e alla mercé del vento.Non so quanto tempo passò, ma a svegliarmi non fu la musica. Fu un rumore viscerale, un risucchio umido e insistentemente a pochissimi metri da me. Schiusi le palpebre solo di un millimetro, restando immobile, col fiato sospeso per non farmi scoprire.
Davanti a me c'era una coppia. Lei era a quattro zampe, con quel culo teso e sfacciato puntato dritto verso la mia faccia; lui era sdraiato sulla schiena. La puttana gli stava divorando il cazzo con una foga cieca, affondando la gola finché non le lacrimavano gli occhi. A quella vista il mio sangue impazzì: una scarica elettrica mi investì il basso ventre e il mio cazzo si impennò da solo, diventando in tre secondi un'asta di marmo, dritto, venoso e pulsante sotto il sole.
Cercavo di respirare piano, fingendo di dormire, ma quel mostro duro era impossibile da nascondere. L'uomo se ne accorse subito. Con un ghigno bastardo indicò la mia eccitazione alla moglie. Lei si voltò lentamente, bagnandosi le labbra, fissando quel pezzo di carne tesa che vibrava da solo.
Proprio in quel momento, il mio cellulare squillò. Fottuto.
Mi mossi bestemmiando mentalmente per rispondere, esibendo quel cazzo dritto e arrogante senza più pudore. Liquidai la chiamata in due secondi e, quando posai il telefono, mi trovai addosso i loro sguardi famelici. Nessun imbarazzo, solo depravazione pura.
«Buongiorno», mi dissero insieme, con una voce che trasudava sesso.
«Buongiorno a voi», risposi io, sfacciato, mentre il mio cazzo continuava a puntare il cielo.
L'uomo ridacchiò, fissandomi le palle: «Chissà che stracazzo stavi sognando per avercelo così duro, eh?»
«Beh, sì...» dissi, stringendogli gli occhi dentro i suoi.
Lei mi guardò dritto sulla cappella, che gocciolava già di eccitazione. «Beata la troia che nel sogno si è gustata un'asta così mostruosa.»
La provocazione mi fece saltare i nervi. «Se devo essere sincero... quella troia ti somigliava parecchio. Mi stava ingoiando il cazzo in spiaggia, davanti a tuo marito.» Ridemmo, ma l'aria era diventata densa come bava. «Un sogno della madonna, peccato mi sia svegliato prima di sborrargli in gola...»
Il marito guardò la donna con gli occhi accesi di pura perversione da voyeur: «A questo si può rimediare subito... vero, cagna?»
Lei non aspettò un secondo di più. Gattonò sul mio asciugamano, con le tette che le dondolavano sul petto. Le feci spazio col cuore in gola. Senza dire una parola, allungò la mano, mi afferrò il cazzo e lo schiacciò con forza contro la mia pancia. Quando tolto la presa, l'asta scattò verso l'alto, turgida e violenta.
La sentii emettere un gemito rauco. Si infilò due dita in bocca, le inzuppò di saliva e le passò sulla cappella, scendendo lungo le vene fino al pube. Poi mi afferrò la base con una presa ferrea, ci sputò sopra una strisciata di bava densa e calda, e iniziò a tirarmi una sega micidiale, bagnata, rabbiosa. Il rumore della carne lubrificata dallo sputo era più forte di quello del mare.
Il marito si era buttato di fianco a noi col loro asciugamano. Respirava come un toro, guardando la mano di sua moglie che mi sbucciava il cazzo.
«Mmmm... porca puttana, se ci sai fare...» ringhiai, inarcando la schiena.
«Ti piace, eh? Ti piace il lavoretto?» sussurrò lei, accelerando i colpi mentre con l'altra mano mi stringeva le palle da farmi male.
«Sì, cazzo, sì...»
A quel punto il marito non resistette più. Si chinò sul mio cazzo e, mentre la moglie continuava a pompare su e giù, ci schiantò sopra la lingua, avvolgendo la cappella con una bramosia schifosa. Erano in due a violentarmi il cazzo con le bocche: lei segava e ingoiava la base, lui leccava e succhiava la punta, riempiendomi di bava.
«Sì... così, cazzo... disintegratelo, mmmm...»
Ero completamente fuori di me. Allungai le mani su di lei, le strizzai le tette brutalmente, deformandole i capezzoli duri, poi scesi con le dita tra le sue cosce. La sua figa era una palude, fradicia e bollente.
Il marito, sentendo la mia foga, mi prese la mano e la guidò sul suo cazzo: era enorme, duro come la roccia e viscido. Cominciai a segarlo duro, sputandoci sopra, mentre continuavo a godermi le labbra di sua moglie. Poi, trascinato dalla perversione, mi tirai su. Le aprii le gambe con la forza e affondai la faccia nella sua carne bagnata, leccandole la figa e ingoiando i suoi umori selvaggi e salati.
L'uomo si mise vicino, piazzandomi il suo cazzo fumante a un millimetro dalle labbra. Diventò un'orgia di sapori luridi: leccavo la figa di lei, poi mi alzavo e infilavo in gola il cazzo di lui, alternandomi senza sosta. Avevo la bocca impastata della bava di lei e del pre-sperma viscido di lui, un gusto dolce, agro e primordiale che mi faceva impazzire.
Lei mi afferrò per le spalle, trascinandomi sopra di sé e spalancando le cosce al massimo. «Voglio il tuo cazzo dentro, scopami! Scopami come una cagna!» urlò, ansimando.
La mia asta bagnata era dritta sulla sua spaccatura. Spinsi con un colpo secco d'anca e il cazzo le sparì dentro fino alle palle con un rumore umido e violento. Iniziai a pomparla, con colpi profondi, animaleschi.
«Sì... sbattimi tutta! Sfondami!» gridava lei, godendosi ogni spinta violenta che la faceva scivolare sulla sabbia.
Mentre la devastavo di colpi, sentii una lingua calda e bagnata infilarsi prepotentemente tra le mie natiche. Il marito era dietro di me: mi stava leccando il solco del culo, infilando la lingua dentro il buco e dandomi colpi sulle palle. La sua bava mi stava allagando il retro, lubrificandolo a dovere. In quel momento, la moglie mi afferrò le chiappe con le mani, me le allargò con forza, offrendo il mio buco al marito.
Lui si avventò sopra di me. Sentii la testa del suo cazzo enorme spingere contro il mio anello. Spinsi in fuori con il bacino, alzando il culo per aprirmi e facilitargli l'ingresso.
«Ohooo... sì, entra... porco, entra, lo voglio tutto...»
Lo sentii sfondarmi, scivolare dentro caldo e spietato, una sensazione di pienezza mostruosa che mi squartava le viscere dal piacere. Eravamo un treno di carne: io distruggevo sua moglie, e lui distruggeva me da dietro. Un ritmo lurido, aspro, scandito dal rumore dei nostri corpi bagnati di sesso che sbattevano sulla sabbia.
«Porco... ti piace il mio culo? Sbattimi forte mentre mi scopo tua moglie!» gli urlai, sputando parole dure.
«Sì, scopatevi! Scopatevi, brutti maiali!» urlava la troia sotto di me, impazzita a sentire entrambi i cazzi che spingevano. «Cazzo, che bello... sì, ancora, sfondatemi!»
Il ritmo divenne un massacro.
«Mi stai spaccando il culo, sì, troia!» urlai a lui, mentre l'estasi mi toglieva il fiato. «E tu... tu aprimi in due la figa, puttana!» mi rispondeva lei, stringendomi il cazzo con le sue pareti bollenti. Eravamo tre bestie infestate dal sesso.
La moglie cacciò un urlo disperato: «Sto venendo! Sbattimi, godo, godo, cazzoooo!»
Sentii la sua figa impazzire, stringersi attorno al mio cazzo con spasmi feroci e bollenti che mi fecero scattare il cervello. Il suo orgasmo mi strappò l'anima.
«Sì, sborro! Ti sborro tutta dentro, troia! Inondami la figa, schizza!»
Spinsi dentro fino a toccarle l'utero, scaricando fiumi di sperma bollente dentro di lei, getto dopo getto. Nello stesso identico istante, il marito dietro di me cacciò un ruggito animalesco: «Ti sborro dentro il culo, troiaaa!»
«Sì, riempimi il culo di sborra! Riempimi!» gli urlai contro, spingendo all'indietro.
Sentii il suo cazzo pulsare come un cuore impazzito dentro il mio intestino, seguito da un'ondata di sborra bollente, densa e infinita che andò a allagarmi le viscere. Un calore assurdo, sporco, totale.
Restammo fusi così per non so quanti minuti, un ammasso di carne esausta, sudata e sporca, l'uno infilato nell'altro, coi respiri spezzati e l'odore acre del sesso che copriva quello del mare. Quando lui si sfilò lentamente, sentii il suo cazzo viscido scivolare fuori dal mio culo, seguito da una colata enorme di sborra calda che iniziò a colarmi giù lungo le cosce. Ne raccolsi un po', assaggiandola e passandola sulle labbra della moglie.
Ci alzammo a fatica, barcollando. La figa di lei era una fontana aperta, letteralmente piena della mia sborra che colava sulla sabbia; insieme al marito, con le mani ancora appiccicose, la ripulimmo tutta con la lingua.
Poi, barcollando come ubriachi, andammo verso l'acqua del mare per lavarci dalla sborra e dal piacere. Immergendomi nell'acqua fresca, mi infilai una mano dietro per sciacquarmi: nel culo mi entrarono dritto due dita senza incontrare nessuna resistenza, rimasto completamente spalancato, dilatato e sformato da quella fottuta e meravigliosa esperienza a tre sulla spiaggia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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