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Intrigo al Ponte 9: Passione in Alto Mare


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
27.04.2026    |    1.923    |    4 9.1
"Continua! Sbattimi! Sono tua!" ​La possiedo senza sosta, godendo della sensazione delle sue pareti interne che mi strizzano a ogni spinta..."
​"Una notte sola, nel buio dell'oceano, per consumare un desiderio che brucia. Nessuna promessa, solo il sesso più crudo e sporco tra le lenzuola di un letto proibito prima che sorga il sole. Leggete e, se vi ha fatto bollire il sangue, lasciate un commento."

Per tutta la settimana i nostri sguardi si sono cercati tra i ponti della nave. Lei era una bellezza selvaggia: una cascata di ricci neri che incorniciavano un viso fiero e quegli occhi carichi di una fame che solo io avevo letto. Ogni volta che la incrociavo, percepivo la sua voglia di rompere gli schemi, di essere usata per sentirsi femmina fino in fondo, lontano dalla sua vita troppo ordinaria.
​L'ultima notte il gioco arriva al culmine. La trovo al bar del casinò, bellissima e provocante. Mi avvicino con la sicurezza di chi sa già la risposta e le offro un drink. I nostri bicchieri si sfiorano e l’aria diventa subito incandescente.
"Tuo marito sembra molto occupato con le carte," le sussurro vicino all'orecchio, sentendo il profumo inebriante della sua pelle.
Lei mi guarda dritta negli occhi, accenna un sorriso complice e risponde a bassa voce: "Ha intenzione di restare al tavolo fino a tardi... e io non voglio sprecare un solo secondo chiusa in cabina da sola."
Mi lancia un’occhiata di fuoco e aggiunge: "Cabina 246. Vieni tra dieci minuti, la porta sarà socchiusa."
​Quando arrivo davanti alla sua cabina, il cuore mi batte in gola per l'adrenalina. Spingo la porta e non faccio in tempo a chiuderla che lei mi è già addosso. Mi assale con una fame che toglie il fiato, consapevole che stiamo consumando il tradimento proprio nel letto che divide con lui. Le sollevo il vestito e scopro che sotto porta solo un reggicalze di pizzo nero: è già fradicia, lucida e pronta.
​Ci intrecciamo subito in un 69 selvaggio: io affondo la lingua nella sua figa, assaporando ogni sua goccia e il gusto acre del suo desiderio, mentre lei prende tutto il mio cazzo in bocca con un pompino vorace, facendomi sentire il calore della gola profonda. Il suono viscido dei nostri umori che si mescolano riempie il silenzio della cabina.
​La butto sul loro letto matrimoniale e il mio cazzo le scivola dentro con una facilità incredibile, accompagnato da uno schiaffo di carne contro carne. Lei è una donna multiorgasmica: non appena inizio a spingere con colpi secchi e profondi, il suo corpo viene scosso da una serie di orgasmi a catena. Inarca la schiena, affonda le unghie nelle mie spalle e grida:
"Godo... continua! Di goduria... continua! Sbattimi! Sono tua!"
​La possiedo senza sosta, godendo della sensazione delle sue pareti interne che mi strizzano a ogni spinta. Poi la giro a pecora, con la vista della porta che potrebbe aprirsi da un momento all'altro. Quel sedere perfetto è troppo invitante per lasciarlo stare. Mentre la penetro davanti, inizio a giocarle dietro. Infilo due dita nel suo culetto, raccogliendo i suoi umori che colano abbondanti dalla figa bagnata per lubrificarlo a dovere.
​Sfilo il cazzo dalla figa e punto dritto al suo centro. Lei si volta appena, col respiro spezzato: "Porco... cosa mi vuoi fare?". Io rispondo: "Renderti felice... stasera, quando lui tornerà a letto, sentirà che sei un'altra donna".
​Spingo con decisione e la mia cappella viola il suo culetto, entrando tutta dentro con una pressione che la fa impazzire. Lei urla contro il cuscino: "Vengo! Dio, quanto godo! È una settimana che aspetto questo momento!". È travolta da nuovi orgasmi anali violentissimi. Mi fondo in lei colpo dopo colpo, marchiandola nel profondo del suo letto mentre il sapore di sale e sesso impregna le lenzuola.
​Prima di andarmene, la costringo in ginocchio davanti a me. Le afferro i capelli e le svuoto tutto il mio seme in bocca, godendomi il suo sguardo sottomesso mentre accoglie ogni singola goccia calda, pulendosi poi le labbra con un ghigno di sfida.
​Il mattino dopo, durante lo sbarco, la folla è caotica. La vedo camminare accanto a suo marito, tornando a essere la moglie impeccabile di sempre. Mi passa vicino, quasi sfiorandomi, e con un movimento fulmineo mi mette qualcosa in mano. Solo una volta lontano, apro il palmo: è un biglietto piegato con il suo nome, il suo numero di telefono e una scritta che dice tutto: "Chiamami presto. Ho ancora fame."
​Il viaggio è finito, ma il nostro gioco è appena iniziato..
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