Gay & Bisex
La Sorpresa di Mario
Lucienk
02.05.2026 |
1.695 |
4
"Si siede e aspetta che io, strisciando ai suoi piedi, gli ripulisca il cazzo con la lingua..."
"Dove sei? Vieni da me." Al telefono la voce di Mario è arrivata come un ordine di puro desiderio. Sapevo che ogni sua chiamata nascondeva ore di piacere; l’idea di essere la sua "proprietà" privata mi eccitava al punto da farmi contrarre. Prima di uscire, scelgo un plug con telecomando e lo inserisco con cura, godendo già della pressione nel mio buco.Arrivo sotto casa sua dopo un’ora di attesa spasmodica. Quando varco la soglia, lui mi accoglie con un bacio profondo e violento. "Vieni di là in sala, ho una sorpresa speciale per te," mi sussurra. Entro e il cuore mi schizza in gola: tre uomini maturi, eleganti ma dallo sguardo famelico, sorseggiano vino sul divano. "Ecco il ragazzo di cui vi ho parlato," annuncia Mario. Sento i loro occhi spogliarmi prima ancora delle mani. Capisco tutto: sono qui per essere il loro giocattolo. "Va bene," penso, "dove passa un cazzo ne passano anche altri. Ci sto."
Si alzano e mi circondano. In un attimo mi denudano: resto vulnerabile, con indosso solo il perizoma. "Mmm, che puttanella in perizoma," commentano. Anche loro si liberano degli abiti: una foresta di cazzi maturi e imponenti, già duri e venosi. Mi inginocchio sul tappeto e inizio a succhiarli uno a uno con pompini profondi, alternandoli in bocca, mentre le mani stimolano freneticamente quelli che non sto baciando. Il rumore della mia saliva che schiocca riempie la stanza.
Mario mi mette a pecora sul divano, con il sedere offerto verso il centro. Il primo uomo, robusto e con i capelli brizzolati, mi afferra i fianchi e sposta il filo del perizoma. "Guardate questa troia cosa ha in culo!" esclama. Prende il telecomando che avevo nei pantaloncini e lo avvia, facendolo vibrare mentre io continuo a succhiare gli altri. Poi sfilano il plug delicatamente, lasciandomi aperto e pulsante.
L'uomo mi sputa sul buco: "Sei sfondata!" urla, mentre mi penetra con forza. Comincia a sbattermi con violenza. Ogni colpo è una scossa che mi azzera i pensieri, sono solo carne nelle sue mani. Grido di piacere mentre mi sfonda senza pietà, facendomi gemere come una troia in calore. "Dai, sì, continua, sei un toro!" Quando lo sento gonfiarsi, mi allaga le viscere con il suo sperma caldo. Si ritrae con un suono umido e mi dà uno schiaffo sonoro sulla chiappa: "Guardate che buco... ora puliscimi il cazzo, troietta." Obbedisco subito: prendo il suo membro in bocca, leccando via ogni traccia di sborra finché non è perfettamente pulito.
"E voi che fate? Tappatemi il culo che si raffredda!" provoco gli altri. Un tipo alto e palestrato si posiziona dietro di me. Penetra il mio culetto con foga sulla scia del seme del primo, colpendomi con colpi feroci. Mi possiede con la forza di chi non deve chiedere il permesso, baciandomi con una lingua che sa ancora di vino; a ogni affondo sento le sue palle battermi sul sedere. "Hai un cazzo da cavallo, mi sventri! Sì, continua!" "Puttana, ti piace il cazzo?" "Sì, lo adoro!" Esplode dentro di me con fiotti prepotenti.
Sento i fiotti di sborra riempirmi. "Tieni, puliscilo anche a me, zoccola. Tuo nipote è una gran troia, Mario!" Mentre lo pulisco con devozione, lecco le ultime gocce che colano dalla cappella. Arriva il terzo uomo, Mario: la sua virilità prepotente la conosco bene. Mi afferra per i capelli e mi costringe a guardarlo mentre mi entra dentro lentamente, godendosi ogni mio gemito. Le sue spinte sono rintocchi di un piacere che mi spacca in due; mi scopa con un ritmo lento e profondo che mi scava le viscere. Quando svuota il suo carico bollente, pulisco anche lui finché non lo lascio lucido.
Infine arriva il quarto, l'amico più giovane, che mi prende con una violenza inaspettata. Mi sbatte la faccia contro lo schienale del divano mentre mi possiede con spinte rapide e disperate. "Prendilo tutto, troia!" Sento la pressione montare, finché lui non esplode: fiotti bollenti e densi mi colpiscono le pareti interne, uno dopo l’altro, con una forza che mi fa inarcare la schiena. Sento il mix dei loro quattro semi che ribolle dentro di me, un calore denso che mi possiede dall'interno e che inizia a colare lentamente lungo le cosce, viscido e biancastro.
Dopo avermi inondato, si ritrae tremante. Si siede e aspetta che io, strisciando ai suoi piedi, gli ripulisca il cazzo con la lingua. Sento l’odore acre e maschio della sborra fresca che mi riempie le narici mentre strofino il naso contro le sue palle pesanti. Lo avvolgo con le labbra, succhiando ogni residuo finché la pelle non brilla di nuovo, mentre il sapore salino mi invade la bocca.
Sotto di me, sul divano, c’è un lago denso di sborra e precum. Si inginocchiano tutti intorno a me per un ultimo tributo. Usano la bocca sul mio sesso e mi stimolano con mani esperte, mentre uno di loro affonda la lingua nel mio buco ancora traboccante, rimescolando il seme dei suoi amici in un gioco viscido e rumoroso.
L’eccitazione esplode: le pareti del mio culo vibrano per gli spasmi mentre il mio cazzo pulsa senza controllo. Sborro con una violenza cieca; schizzi densi e lattiginosi volano sui loro visi, centrando le loro bocche spalancate e sporcando le loro camicie eleganti. Mi svuoto completamente, ansimando, mentre il seme mi cola sul mento e sul petto, unendomi a loro in un unico, sporco marchio di piacere.
"Che troia che sei stata, nipote! Ti sei fatta sbattere da quattro maschi come una puttana!" Mario guarda i suoi amici, tutti segnati e imbrattati dal mio carico. Ridiamo tutti, legati da quel segreto. Ora sanno che sono la loro puttanella e che sono sempre pronta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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