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Il Mio Pomeriggio di Fuoco


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
03.05.2026    |    1.180    |    6 9.6
"Sono in estasi, usata in bocca e nel culo, godendo della mia totale sottomissione..."
​Il pomeriggio è una cappa di calore torrido; l'unico posto fresco è la piscina. Sono abbandonata sul lettino a bordo vasca, sento il mio corpo lucido di sudore e olio solare che brilla sotto il sole. Indosso solo un perizoma a filo nero che sparisce tra le mie natiche sode, lasciando che il sole baci la mia pelle ambrata e la mia femminilità di trav. So bene che il giardiniere mi sta divorando con gli occhi da più di un'ora; sento il suo sguardo come una carezza ruvida sulla mia pelle nuda.
​L'uomo, un maschio maturo dal petto villoso e dalle braccia possenti, si ferma a pochi metri. Il rumore delle cesoie cessa, sostituito dal suo respiro pesante. Mi volto su un fianco, offrendogli una visione ancora più eccitante del mio culetto abbronzato.
«Per favore, mi porti lo spruzzino? Fa un caldo insopportabile...»
​Lui non dice una parola. Prende lo spruzzino e me lo passa osservando ipnotizzato il mio sedere, mentre io sorseggio un drink rosso fuoco da una cannuccia. Quando si avvicina, mi sposto per fargli posto; lo guardo fisso negli occhi. Lui mi toglie il bicchiere dalle mani e cerca di baciarmi.
«Ti voglio, ti desidero», sussurra.
«C'è il mio compagno, sei matto?».
«No, è andato via in auto. Mi ha detto lui di venire a dirtelo, ma ero troppo preso a guardare la tua bellezza... ora siamo soli».
​Si avvicina, mi bacia e subito lo sposto, ma poi ci ripenso: ho troppa voglia di sesso. Mi avvicino e lo bacio di nuovo. È un bacio lussurioso, mmm... sa baciare come pochi, un incastro di lingue e saliva densa. Mentre ci divoriamo, le sue mani callose afferrano il mio sedere, stringendolo con una foga che mi strappa un gemito strozzato; mi sento totalmente sottomessa al suo tocco.
​In quel momento, il cigolio del cancello rompe l'incanto. Un postino, giovane e in divisa, entra nel vialetto. Si blocca di colpo a pochi passi da noi, con gli occhi sbarrati: mi vede lì in perizoma, mentre già pompo la verga del giardiniere.
«C'è un pacco per lei, signora...».
«Tesoro? Non restare lì a guardare, vieni, avvicinati a darmelo».
​Il ragazzo, travolto, allunga il pacchetto; io lo poso a terra.
«Vedo che hai anche un secondo pacco da consegnare, molto più interessante. Prima apriamo questo», sussurro allungando la mano sul rigonfio dei suoi pantaloni. Il giovane lascia cadere la borsa, vinto dalla lussuria. Inizio a lavorarli entrambi con devozione totale: accolgo la verga scura del giardiniere in gola, mentre con la mano stimolo quella impaziente del postino. Il silenzio del giardino è rotto solo dallo schioccare dei baci.
​«Che bocca... ti piace prenderlo così?».
«Sì, adoro i pompini profondi di gola», rispondo con gli occhi lucidi.
Continuo a passare da un membro all'altro, sono talmente vogliosa di cazzo e così ingorda da provare a prenderli entrambi in bocca contemporaneamente.
«Che troia che sei, continua!», esclama il ragazzo eccitato.
​Il giardiniere mi mette a pecora sul bordo del lettino. Mi spalanca le natiche e mi esplora l'ano con la lingua, lubrificandolo con la sua saliva. Urlo di piacere mentre il giovane davanti a me si fa ciucciare il cazzo e mi scopa la gola. Il giardiniere mi schiaffeggia con l'uccello sulle natiche:
«Dimmi che lo vuoi, dimmi che vuoi il mio cazzo!».
«Sì, lo voglio porco! Che aspetti a sbattermelo dentro? Fatemi morire, fatemi godere porci... sono la vostra troia!».
​All'improvviso lo sento entrare. «Mi spacchi in due!». Entra con forza e lo accolgo con fame: «Era ora! Fammi male, spaccami il culo! Inculami come una troia!». Sono in estasi, usata in bocca e nel culo, godendo della mia totale sottomissione. Si alternano tra bocca e ano.
«Spingi, porco! Spingilo tutto dentro!».
Le palle sbattono sulle mie natiche, ho il cazzo duro che balla sotto i colpi dei due maschi. Mi sego da sola mentre vengo posseduta: «Maiali, mi fate sgocciolare come una donna!».
​Quando arrivano al limite, il giardiniere grugnisce: «Ti inondo! Ti riempio!». Con un getto potente mi inonda dentro.
«Sì, sborrami dentro!».
Nello stesso istante, anche il postino sta per godere; aumento la suzione per farlo esplodere e lui mi sborra sul viso: «Bevi! Sei meglio di mia moglie a fare i pompini». Ricevo tutto quel ben di dio in gola con gioia, restando immobile sotto di loro. Mi scattano foto ricordo della sborra sul viso e in bocca; la raccolgo con le dita e la ingoio: «Ha un buon sapore la tua sborra...».
​Lo sperma esce dal mio culo e scivola lungo le cosce. Lo raccolgo con la mano mentre mi guardano e lo mangio.
«Sono sporca di piacere e sfinita... ma finalmente appagata». Mi lecco le labbra e le dita sporche di sborra calda con immenso gusto.».
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