tradimenti
La fidanzata ninfomane: vacanza con gli amici
05.09.2026 |
5.378 |
4
"La sera, mentre erano tutti in camera, Paolo sentiva i rumori provenire dal bagno..."
Il sole di luglio picchiava senza pietà sulle strade di pietra bianca della costa, trasformando l'aria in un vapore denso che sapeva di salsedine e crema solare. Valerio, Paolo e Lorenzo camminavano a passo lento, le spalle curve sotto il peso dei borsoni. Erano venticinque anni di complicità, un legame forgiato tra partite a calcio nel cortile e segreti sussurrati durante le notti in bianco dell'adolescenza.«Vi dico che quest'anno doveva essere diversa» mormorò Lorenzo, asciugandosi il sudore dalla fronte con il dorso della mano. «Solo noi tre. Come quando avevamo dodici anni e rubavamo le pesche dal giardino del vicino.»
Paolo lanciò un'occhiata a Valerio, che camminava un passo più indietro, con Vanda aggrappata al suo braccio.
«Non essere così, Lore» rispose Valerio, con un sorriso incerto. «Vanda ha promesso che non ci starà addosso. Ha detto che ci lascerà i nostri spazi.»
Vanda sorrise, un'espressione che non raggiungeva del tutto gli occhi, ma che illuminava il suo viso perfetto. Indossava un vestitino di seta bianca, così corto che a ogni passo il bordo risaliva pericolosamente, rivelando la curva morbida dei glutei. Il tessuto era leggero, quasi trasparente sotto la luce zenitale, e lasciava intravedere l'assenza di reggiseno; i capezzoli premevano contro la stoffa, due piccoli rilievi che non sfuggivano allo sguardo di nessuno.
«Esatto» esclamò Vanda, la voce melodiosa ma carica di una sicurezza quasi aggressiva. «Voglio solo godermi il mare. Voi fate le vostre cose da maschi, io mi rilasso. Non sarò un peso, promesso.»
Paolo scosse la testa, sentendo una strana tensione nell'aria. Non era gelosia, ma una sorta di presagio.
«La camera quadrupla è un'ottima idea» aggiunse Vanda, mentre entravano nella hall dell'hotel. «Ho trovato l'ultima disponibile. Così stiamo tutti insieme e risparmiamo.»
Il primo giorno passò tra risate forzate e sguardi furtivi. Vanda non perdeva occasione per mettersi in mostra. In spiaggia, il suo bikini era ridotto a pochi fili di nylon che faticavano a contenere seni prosperosi e turgidi. Quando camminava verso l'acqua, Paolo e Lorenzo scambiavano sguardi d'intesa: il modo in cui i fianchi oscillavano e la totale mancanza di segni di mutande sotto le gonne sottilissime che indossava per le cene suggerivano che Vanda amasse l'idea di essere esposta.
La terza mattina, l'atmosfera cambiò.
«Valerio, guarda qui!» urlò Vanda dal bagno della camera.
I tre ragazzi si avvicinarono. L'acqua nel lavandino ristagnava, una pozza grigiastra che scendeva verso lo scarico con una lentezza esasperante.
«È otturato» sentenziò Vanda, incrociando le braccia sotto il seno, spingendo le tette verso l'alto in modo quasi deliberato. «Puoi andare in reception a chiedere l'idraulico?»
Valerio controllò l'orologio.
«Dobbiamo andare a prenotare l'escursione per le grotte, Vanda. Se non facciamo in fretta finiscono i posti.»
«Vai pure» rispose lei con un sorrisetto. «Io resto qui ad aspettare il tecnico. Così non perdete tempo voi.»
Paolo osservò Vanda. Il giorno prima il lavandino funzionava perfettamente. Non c'era stato alcun segno di intasamento. Un dubbio, freddo e nitido, gli attraversò la mente. Mentre Valerio e Lorenzo si avviavano verso la porta, Paolo tornò indietro di due passi, fingendo di cercare qualcosa nel borsone.
«Ragazzi, andiamo» sollecitò Lorenzo.
Paolo uscì con loro, ma una volta arrivati all'agenzia di viaggi, si fermò bruscamente.
«Merda! Ho lasciato i documenti in hotel» esclamò Paolo, fingendo un'espressione di panico. «Non posso prenotare senza la carta d'identità. Torno subito, prendo un taxi.»
«Sbrigati, Paolo, o ci tocca andare a vedere le grotte con i pensionati!» scherzò Lorenzo.
Paolo non rispose. Salì sul taxi con il cuore che batteva forte contro le costole. Durante il tragitto, l'idea di essere un traditore verso l'amico lottava con l'istinto di chi ha fiutato una preda. Quando il taxi si fermò davanti all'hotel, Paolo camminò velocemente verso la camera, cercando di non fare rumore.
Arrivato davanti alla porta, si bloccò.
Dall'interno proveniva un suono che non lasciava spazio a interpretazioni. Un gemito gutturale, lungo, che culminava in un grido di piacere.
«Sì! Oh Dio, sì! Continua! Aprimi ancora di più, non fermarti!»
Paolo sentì un brivido risalire la schiena. Non era il suono di un lavandino che veniva riparato. Senza esitare, spinse la porta, che era rimasta socchiusa.
La scena che si parò davanti ai suoi occhi lo lasciò senza fiato.
Vanda era nuda, distesa sul letto con le gambe spalancate, i piedi appoggiati alle spalle di un uomo. L'idraulico. Non era il tipico operaio; era un uomo sulla cinquantina, con un fisico scolpito che sembrava marmo vivo. Era completamente calvo, la pelle abbronzata e coperta da tatuaggi neri e intricati che risalivano dalle caviglie fino al collo. Era nudo, i muscoli della schiena che si contraevano a ogni spinta violenta.
Il rumore era viscerale: uno schiaffo ritmico di carne contro carne, accompagnato da uno squelzo umido, il suono del cazzo che entrava e usciva dalla vagina lubrificata di Vanda.
I due si bloccarono all'istante. L'uomo si ritrasse con un movimento fluido, rivelando un membro mostruoso, un cazzo di circa venticinque centimetri, turgido e venato, che pulsava in erezione.
«Paolo!» urlò Vanda, senza però fare un gesto per coprirsi. Rimase lì, con le labbra della vulva ancora rosse e spalancate, un filo di liquido seminale e naturale che colava lungo la coscia. «Non è come pensi! Posso spiegare!»
L'idraulico non sembrava affatto imbarazzato. Guardò Paolo con un'espressione di indifferenza, quasi di sfida, mentre il suo enorme cazzo oscillava leggermente.
Vanda si sollevò dal letto con un movimento felino e si fiondò su Paolo, abbracciandolo. Il suo corpo nudo, caldo e sudato, premette contro i pantaloni di lui. Paolo sentì l'odore intenso del sesso, un misto di muschio, sudore e fluidi vaginali che gli invase le narici.
«Paolo, ascoltami» sussurrò Vanda, la voce roca. «Tu conosci Valerio meglio di me. Sai che è un ragazzo d'oro, lo amo, davvero. Ma sessualmente... Paolo, non è niente. Ha un cazzettino. È quasi adorabile, ma io ho bisogno di altro. Ho bisogno di grandi calibri per sentirmi viva.»
Paolo era furioso, ma le parole di Vanda colpirono un nervo scoperto. Rifletté involontariamente alla dotazione di Valerio. Fin da bambini si erano visti nudi, nelle docce dopo il calcio o nei campeggi. Paolo aveva un cazzo di diciotto centimetri, Lorenzo arrivava a venti. Valerio, invece, non superava i quattordici. Era funzionale, ma non era un'arma.
«Questo non giustifica il tradimento, Vanda» rispose Paolo, sebbene la sua voce fosse meno ferma di quanto avrebbe voluto.
«Giustifica il mio bisogno!» ribatté lei, allontanandosi per indicare il cazzo dell'idraulico. Lo prese in mano «Guarda questo cazzo. Guarda che mostro. Non puoi dirmi che non è ciò che una donna desidera.»
L'idraulico fece un passo avanti, scoprendo ulteriormente il suo membro. Era una colonna di carne, sproporzionata, con una testa larga e scura che gocciolava pre-cum.
Vanda tornò verso Paolo, i suoi occhi che brillavano di una luce predatrice. Iniziò a sfiorare il cazzo di Paolo sopra la tuta, con movimenti lenti e circolari.
«E tu, Paolo? Tu non sei come Valerio, vero?»
Paolo provò a spingerla via, ma l'erezione era ormai evidente, un palo duro che premeva contro il tessuto. Il contrasto tra la rabbia morale e l'eccitazione visiva stava creando un cortocircuito nel suo cervello.
«Smettila, Vanda» disse, ma non si allontanò.
In un momento di distrazione, Vanda fu più rapida. Con un gesto fulmineo, gli abbassò la tuta e fece scivolare giù le mutande. Il cazzo di Paolo scattò fuori, dritto e pulsante. Vanda non perse un secondo: si inginocchiò e lo avvolse con le labbra.
Paolo emise un gemito soffocato. La bocca di Vanda era calda, umida, e la lingua lavorava con una precisione maniacale, risucchiando la testa del cazzo con una forza che lo fece inarcare. Era mesi che non scopava con una ragazza, e l'intensità di quel momento lo travolse.
«Ah... cazzo... Vanda...» ansimò lui, cercando di resistere, ma le mani di lei stavano già stringendo i suoi testicoli, massaggiandoli con cura.
L'idraulico si avvicinò, le mani grandi e callose che iniziarono a palpare i seni di Vanda mentre lei continuava a succhiare Paolo. La situazione era sfuggita a ogni controllo. Il senso di colpa era stato sostituito da un'urgenza animale.
Vanda si staccò dal cazzo di Paolo con un suono di risucchio e si buttò di nuovo sul letto, aprendo le gambe in modo quasi teatrale.
«Ora!» gridò lei. «Voglio entrambi!»
Paolo non resistette più. Si spogliò in fretta e si posizionò tra le gambe di lei. Entrò con una spinta violenta, sentendo le pareti della vagina di Vanda stringersi attorno a lui come una morsa calda e bagnata.
«Ecco cosa voglio!» urlò Vanda, inarcando la schiena.
Mentre Paolo la scopava con ritmo serrato, sentendo lo squelzo del proprio cazzo che sbatteva contro il suo clitoride, l'idraulico si posizionò dietro di lei. Con un gemito di sforzo, l'uomo spinse il suo enorme membro all'interno della stessa apertura.
Vanda emise un urlo di puro piacere, gli occhi che rotolavano all'indietro. Era in un Double Penetration, compressa tra due cazzi grossi che lottavano per lo spazio all'interno della sua fica. Il suono era ora un caos di carne: *shlick, squelch, slap*. Il cazzo di Paolo scivolava e risaliva, mentre quello dell'idraulico arrivava a toccare il fondo facendo tremare tutto il corpo della donna.
«Oddio, sono troppo... siete troppo grandi!» gridava Vanda, le mani che artigliavano le lenzuola.
Dopo un po', l'idraulico si spostò. Afferrò Vanda per i capelli, costringendola a inginocchiarsi. Le spinse il suo enorme cazzo in bocca, riempiendola completamente. Vanda soffocava, i polmoni che lottavano per l'aria, ma i suoi occhi erano pieni di desiderio mentre l'uomo la scopava in gola con colpi profondi e ritmici.
Paolo, vedendo la scena, sentì un'ondata di eccitazione ancora più forte. Si spostò dietro di lei, sollevò i glutei turgidi e, senza troppi preamboli, spinse il suo cazzo nell'orifizio stretto e caldo del culo.
«Ahhh!» urlò Vanda, il suono attutito dal cazzo dell'idraulico che le occupava la bocca.
La sensazione era incredibile. Paolo sentiva la resistenza dell'ano che cedeva, l'attrito intenso e il calore soffocante di quell'apertura. Si muoveva con violenza, sentendo le natiche di Vanda che rimbalzavano contro le sue cosce a ogni spinta. L'idraulico continuava a pompare in gola, creando una sinfonia di suoni volgari: il rumore della saliva che gorgogliava nella gola di Vanda e lo schiaffo secco del cazzo di Paolo che batteva contro il suo sedere.
La stanza era satura di odore di sesso, di sudore e di desiderio sfrenato. Per quasi un'ora, i tre si alternarono, esplorando ogni orifizio, spingendo i limiti della resistenza fisica. Vanda era un vulcano, chiedendo di più, implorando di essere riempita, di essere usata.
Improvvisamente, il telefono di Paolo, appoggiato sul comodino, squillò. Era Valerio.
Paolo si bloccò, il cuore che accelerava per un motivo diverso. Si staccò da Vanda, che era ridotta a un cumulo di carne e sborra.
«Pronto?» rispose Paolo, cercando di stabilizzare il respiro.
«Paolo! Dove sei? Siamo già all'agenzia, ci stanno per dare i biglietti!» la voce di Valerio era preoccupata.
«Sì... scusa... c'era un traffico infernale, poi il taxi ha fatto un giro assurdo... sto arrivando, sono quasi lì!»
«Sbrigati, allora!»
Paolo riagganciò. Guardò Vanda, che lo fissava con un sorriso complice e languido. Si avvicinò a lei un'ultima volta e le spinse il cazzo in bocca, accelerando il ritmo fino a raggiungere l'orgasmo. Sborrò con forza, sentendo il getto di sperma colpire la gola di Vanda, che inghiottì ogni singola goccia con un'espressione di soddisfazione.
L'idraulico, con un cenno del capo, si rivestì in silenzio.
«Buon lavoro, ragazzo» disse l'uomo con una voce profonda, quasi un ringraziamento per la compagnia.
Paolo si lavò velocemente, si rivestì e uscì dalla camera, lasciando Vanda a sistemarsi i capelli e a rimettersi il vestitino bianco.
Quando raggiunse i suoi amici, Valerio lo accolse con un abbraccio.
«Tutto bene? Sembri agitato» osservò Valerio.
«Sì, sì... solo il caldo e lo stress del taxi» rispose Paolo, evitando lo sguardo di Lorenzo.
Nei giorni successivi, Paolo osservò un cambiamento sorprendente. Il rapporto tra Valerio e Vanda, che era sempre stato caratterizzato da piccoli litigi e tensioni sotterranee, migliorò drasticamente. Vanda era più dolce, più amorevole, quasi radiosa.
La sera, mentre erano tutti in camera, Paolo sentiva i rumori provenire dal bagno. Vanda e Valerio stavano scopando. Paolo riconosceva i gemiti di lei, ma questa volta erano diversi: erano gemiti di chi è soddisfatta, di chi ha scaricato una tensione accumulata e ora può godersi la tenerezza del partner.
Paolo capì che quella scopata, quel sovraccarico di piacere brutale e sproporzionato, aveva fatto bene a Vanda. Aveva placato la sua fame di «grandi calibri», permettendole di apprezzare di nuovo il «cazzettino» di Valerio.
Mentre fissava il soffitto della camera quadrupla, Paolo sentiva il peso del segreto. Guardò Lorenzo, che dormiva profondamente accanto a lui. Si chiese se avrebbe dovuto dirglli tutto. Immaginò la faccia di Lorenzo sapendo che Vanda era stata aperta da due cazzi contemporaneamente, e sentì una nuova ondata di eccitazione risalire lungo la spina dorsale.
Sapeva che Vanda non avrebbe dimenticato quel momento. E sapeva che, se l'occasione si fosse presentata di nuovo, non avrebbe esitato un secondo a tornare in quella camera per essere, ancora una volta, l'idraulico della sua lussuria.
tradimento idraulico camera quadrupla bikini minimal doppia penetrazione sesso orale sesso anale swinger
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La fidanzata ninfomane: vacanza con gli amici:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
