Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > La mia prima coppia cuck pt2
tradimenti

La mia prima coppia cuck pt2


di Matertattoo
12.09.2026    |    632    |    1 9.3
"Rimasi dentro di lei fino all’ultimo spasmo, poi mi ritrassi lentamente, lasciando uscire un rivolo di sperma lungo la coscia di Elena..."
Mi avvicinai al letto e, senza mai distogliere lo sguardo da Elena, le afferrai i polsi e li portai sopra la testa, tenendoli bloccati con una sola mano.

«Stai ferma. Non muoverti finché non ti do il permesso.»

Lei annuì, la gola secca, gli occhi lucidi. La liberai solo per farle scivolare il vestito felpato lungo il corpo: un solo, deciso movimento che le lasciò addosso solo il perizoma di pizzo nero e il reggiseno dello stesso tessuto. La pelle pallida tremava leggermente sotto la luce calda delle lampade. Le aprii le gambe con una spinta netta del ginocchio e mi sistemai sopra di lei, a cavalcioni, ancora completamente vestito.

«Marco, resto in piedi. Non muoverti.»

La sua voce arrivò sommessa, quasi un sussurro: «Sì.»

Tornai a Elena. Le abbassai il perizoma con due dita e lo lasciai cadere a terra. La toccai: era già calda, umida, pronta. Le aprii le labbra intime con il pollice, facendole sentire ogni millimetro della pressione, poi le infilai due dita dentro di lei, lentamente, fino in fondo. Lei gemette, la testa rovesciata all’indietro.

«Apri gli occhi. Guardami mentre ti scopo con le dita.»

Elena obbedì. Muovevo la mano con ritmo costante, profondo, curvando le dita per strofinare quel punto che la faceva tremare. Ogni volta che le sue palpebre si abbassavano, le dicevo:

«Occhi su di me. O smetto.»

Lei li teneva spalancati, la bocca aperta, i fianchi che cercavano di seguire il movimento della mia mano. La sentii stringersi intorno alle dita, bagnata sempre di più.

«Buona. Adesso ti scopo davvero.»

Mi alzai solo il tempo di slacciare la cintura e abbassare i pantaloni. Il mio cazzo era già duro, gonfio. Mi posizionai tra le sue cosce, le aprii di più, le afferrai le caviglie e le spinsi verso le spalle, esponendola completamente. Marco, dall’angolo, aveva la vista perfetta.

Spingevo piano all’inizio, facendola sentire ogni centimetro che le entrava dentro. Lei emise un gemito lungo, spezzato. Quando fui completamente dentro, rimasi fermo un istante, poi iniziai a muovermi: affondi profondi, lenti, che la riempivano fino in fondo. Ogni volta che tornavo dentro, la sentivo contrarsi intorno a me, calda e stretta.

«Più forte,» ansimò lei.

«Chiedi come si deve.»

«Per favore… scopami più forte.»

Aumentai il ritmo. Il letto cigolava leggermente sotto i colpi. Le tenevo i polsi inchiodati sopra la testa, il peso del mio corpo che la schiacciava sul materasso. Ogni spinta era accompagnata da un suono umido, intenso. Le sue tette rimbalzavano dentro il reggiseno; leelo sfilai con un solo gesto secco, lasciandole libere. Le presi un capezzolo in bocca, succhiando forte mentre continuavo a fotterla senza sosta.

«Marco, guarda come si allarga per me,» dissi senza voltarmi. «Guarda come gode tua moglie sotto il mio cazzo.»

Elena era persa. Le gambe tremavano, il respiro era ridotto a singhiozzi. Ogni volta che la penetravo fino in fondo, lei emetteva un grido soffocato, le dita che si stringevano intorno ai miei avambracci.

«Vieni,» le ordinai. «Vieni adesso, mentre tuo marito guarda.»

Il suo corpo si irrigidì all’istante. L’orgasmo la attraversò in ondate violente: le contrazioni intorno al mio cazzo erano fortissime, il suo viso contratto in un’espressione di puro piacere. Gridò il mio nome, non quello di Marco. Io continuai a muovermi dentro di lei, prolungando l’orgasmo, pompando più forte mentre lei si contorceva sotto di me.

Quando il suo corpo si rilassò, esausto, mi tirai fuori solo per un momento. La girai a pancia sotto, le sollevai i fianchi e la rimisi in ginocchio. Le entrai di nuovo, da dietro, questa volta più a fondo, le mani che le stringevano i fianchi con forza. Le sue tette penzolavano, i capezzoli sfioravano le lenzuola. La scopavo con colpi secchi, secchi, che la facevano avanzare sul materasso. Ogni volta che il mio bacino sbatteva contro il suo, si sentiva un colpo secco.

«Marco,» dissi, senza rallentare, «avvicinati. In ginocchio, davanti a lei.»

Lui obbedì, strisciando sulle ginocchia fino a fermarsi a pochi centimetri dal viso di Elena. Lei lo guardò, gli occhi velati dal piacere.

«Leccale i capezzoli,» ordinai a Marco. «Ma non toccarla con le mani.»

Lui si chinò, la lingua tremante, e iniziò a leccare i seni di Elena mentre io continuavo a scoparla da dietro. Lei gemette forte, il doppio stimolo che la faceva impazzire. Io aumentai ancora il ritmo, sentendo che stavo per venire.

«Vieni dentro di me,» mi supplicò Elena, la voce rotta. «Riempimi.»

Tre, quattro affondi profondi e venni: un getto caldo, potente, che la riempì completamente. Sentii il suo corpo contrarsi di nuovo intorno al mio cazzo, un secondo orgasmo che la fece tremare da capo a piedi. Rimasi dentro di lei fino all’ultimo spasmo, poi mi ritrassi lentamente, lasciando uscire un rivolo di sperma lungo la coscia di Elena.

Mi alzai. Marco era ancora in ginocchio, il viso a pochi centimetri dalla moglie che ansimava, le lenzuola macchiate, il corpo madido di sudore.

«Puliscila,» dissi a Marco, la voce calma e gelida. «Con la lingua. Finché non rimane traccia.»

Lui si avvicinò senza esitare. La lingua di Marco toccò la coscia di Elena, poi salì verso il centro, leccando via il mio sperma che colava fuori da lei. Elena gemette piano, le dita che si stringevano nei capelli del marito mentre lui la puliva con cura, obbediente, silenzioso.

Quando finì, mi rivolsi di nuovo a Marco.

«Adesso torna nell’angolo. In ginocchio. Non muoverti finché non ti do il permesso.»

Lui obbedì. Elena si lasciò cadere sul letto, esausta, le gambe aperte, il respiro ancora irregolare. Mi sedetti sul bordo del materasso, le passai una mano tra i capelli, poi le sollevai il mento.

«Hai fatto bene,» le dissi. «Ora riposa. Il gioco non è finito.»

Guardai Marco, immobile nell’angolo, e sorrisi.

«Neanche per te.»
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La mia prima coppia cuck pt2:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni