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Gay & Bisex

​L'incontro imprevisto


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
05.06.2026    |    189    |    2 9.2
"Allargami, Marco, prendimi tutto», continuava Elias, accogliendo la possenza del contadino con un sospiro di abbandono..."
​Il sole di giugno picchiava forte sui campi quando il rombo irregolare di una moto si spense bruscamente sulla strada sterrata davanti al podere di Marco. Il contadino, sessantatré anni di fatica, muscoli temprati dal lavoro e una vita trascorsa nel silenzio della campagna, uscì a controllare e trovò Elias, diciannove anni, lo sguardo frustrato e le mani sporche di grasso, a terra accanto al suo mezzo in panne.
​Marco, un uomo che portava addosso la fierezza e il rigore di chi era stato paracadutista e contadino, non poteva lasciare un ragazzo in quelle condizioni. Lo aiutò a portare la moto nella rimessa e lo invitò in casa. Ma il destino aveva altri piani: la camera degli ospiti era inagibile, con il soffitto che perdeva acqua proprio sul letto a causa di una cisterna che aveva ceduto.
​«Non fa niente», disse Elias con un sorriso tranquillo, sollevando lo zaino. «Ho il sacco a pelo, mi metto in veranda. Ma ti posso chiedere la cortesia di una doccia?».
​Mentre Elias si lavava, Marco rimase in camera sua, tormentato da un’agitazione elettrica che non provava da decenni. Elias finì e si sistemò in veranda, ma nel cuore della notte un temporale estivo violentissimo squarciò il silenzio. La pioggia batteva come una frusta, trasformando la veranda in un pantano. Marco corse fuori, trovando Elias zuppo, tremante e vulnerabile. Non c’era altra scelta: «Entra subito, ti prendi una polmonite!».
​Si rifugiarono in camera di Marco. Si spogliarono frettolosamente, le mani che tremavano per l'adrenalina e il freddo, asciugandosi la pelle nuda in un rituale silenzioso che caricava l'aria di aspettativa. Poi, scivolarono sotto le lenzuola. Il calore dei corpi intrecciati era un richiamo irresistibile.
​«È da tanto che vivi qui da solo?», chiese Elias, guardandolo.
Marco sospirò. «Sì. Ero sposato, anni fa, ma mia moglie non sopportava questa vita. La solitudine, il fango... se ne andò. Da allora ho chiuso le porte».
«E tu?», chiese poi Marco. «Hai una compagna che ti aspetta a casa?».
Elias fece un respiro profondo. «No. La verità è che sono gay. Vado in giro perché a casa è difficile essere me stesso. Cerco persone che non mi giudichino».
​Quella confessione tolse ogni velo. Marco lo guardò con rispetto, sentendo il peso di quegli anni di solitudine sgretolarsi. «Non devi temere il giudizio, qui», rispose con voce roca. «Mi sento meno solo di quanto io sia mai stato negli ultimi vent'anni».
​Elias si avvicinò, annullando ogni distanza. La passione esplose senza preamboli. Elias iniziò con una lentezza torturante, coprendo il petto e il collo di Marco di baci umidi e decisi. Poi scese più in basso, prendendosi cura di Marco con le labbra e la lingua; il contadino spariva nella sua bocca, e il ragazzo, ignorando ogni freno, lo guidava fino in fondo alla gola, portandolo a gemere di puro piacere. Marco gli teneva le mani sulla testa, incoraggiandolo con voce rotta: «Sì... continua così...».
​Quando il desiderio divenne insopportabile, Marco lo attirò a sé. Elias si offrì completamente, sdraiato sotto di lui a gambe aperte, inumidendosi le dita con la saliva per prepararsi, lubrificandosi con cura per accogliere l'uomo che desiderava. «Prendimi, penetrami... ti voglio dentro, Marco», sussurrò il ragazzo. Marco appoggiò la cappella contro di lui e spinse. «Sì, sei stretto... allargami, Marco, prendimi tutto», continuava Elias, accogliendo la possenza del contadino con un sospiro di abbandono.
​Fu un incontro tra mondi opposti: la solidità esperta di Marco e la giovinezza vibrante di Elias. Esplorarono ogni posizione, in un gioco di sguardi accesi e respiri spezzati. Il letto di legno massiccio scricchiolava sotto i colpi di Marco e il ritmo forsennato dei loro corpi intrecciati. «Continua... ancora, sì, ti sento fino in fondo!», gemeva Elias, il corpo caldo e scivoloso sotto il contadino, mentre il sudore li rendeva un'unica, fremente massa di muscoli.
​L'orgasmo arrivò come una mareggiata inarrestabile. Mentre Marco lo possedeva con una ferocia dettata dall'istinto, sentendo Elias contrarsi convulsamente attorno a sé, il ragazzo raggiunse il culmine con un grido strozzato. «Godo, Marco, mi fai godere!», urlava, mentre il corpo veniva scosso da orgasmi profondi. «Sì, riempimi, non toglierti... godimi dentro!». Marco affondò l'ultimo colpo, riversando tutto il suo calore dentro di lui. Elias sussultò sotto l'impatto, perdendosi completamente nel piacere che Marco stava spargendo nel suo corpo, mentre il ragazzo stesso sborrava, esausto e appagato, tra le braccia dell'uomo che aveva appena infranto la sua lunga, gelida solitudine.
​Rimasero così, uniti e palpitanti, finché il battito dei loro cuori non tornò a farsi regolare, cullati dal ticchettio della pioggia che, fuori, stava finalmente smettendo di cadere. Marco stringeva Elias a sé, proteggendolo, finalmente consapevole che quella solitudine che lo aveva accompagnato per anni aveva trovato la sua fine in quel ragazzo che, per una notte, era diventato il suo intero mondo.
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