trio
Last 9 marzo a Monte Marcello (Sp)
cazzobonsai69
13.03.2026 |
111 |
1
"La differenza di dimensione è umiliante, ma la sensazione è di un caldo intenso, di una pressione forte che quasi mi fa male..."
La salsedine si sente nell’aria, quella umida della sera di marzo sulle alture di Monte Marcello. La mia auto, una vecchia station wagon, è parcheggiata in uno spiazzo di terra battuta, lontano dalla strada principale. Il silenzio è rotto solo dal respiro affannato di lei, Sofia, e dal mio, Marco, cinquantatré anni, robusto, con quel cazzo piccolo che mi ha sempre fatto sentire inadeguato… fino a oggi.Lei è appoggiata al cofano della loro macchina sportiva, un uomo più giovane, Luca, sta vicino a lei, gli occhi fissi su me. Luca non ha più di trent’anni, un fisico atletico, e quel cazzo… Dio, quel cazzo. Lo vedo chiaramente mentre si tocca attraverso i jeans, una protuberanza enorme, piena di vene che sembrano disegnate sotto la stoffa. È durissimo, lo capisco dalla tensione del tessuto.
Sofia, una donna sui quaranta con una bellezza che brucia, mi guarda con un sorriso che è più una promessa di dominio. “Marco,” dice, la voce bassa e calda come l’aria della sera, “l’hai messo tu l’annuncio, vero? Su annunci69. Sei venuto per servire, non per essere servito.”
Non ho tempo di rispondere. Lei si sposta, si allontana di un paio di metri da me. Con un gesto rapido, si apre la gonna lunga che porta, si abbassa, senza mutandine. Un ciuffo di peli scuri, folti, sulla figa. Si mette a gambe aperte, le ginocchia piegate, e il flusso di urina inizia, silenzioso e potente, a un metro dalla mia gamba fuori dalla portiera. Il sucio è chiaro, quasi musicale nella quiete del bosco. Ubbidisce a lui. Luca ha detto qualcosa, un ordine silenzioso, e lei ha obbedito. La mia bocca è aperta, il mio cazzetto è già fuori, tirato fuori con una mano tremante mentre siedo sul sedile con le gambe estese fuori dall’auto.
Il suo flusso finisce. Si alza, non si pulisce, l’umido lucido sulle sue labbra carnose. Avanza verso me. Il suo odore, muschio, donna, e quel leggero aroma di urina fresca, mi invade. Si ferma davanti a me, le sue mani sulle mie ginocchia. “Piccolo,” dice, non al mio cazzo, ma a me, “ma hai venuto qui per questo, non per la dimensione.”
La sua mano scende, tocca. La sensazione è elettrica. La sua pelle è morbida, ma la presa è ferma. Circonda il mio membro piccolo, completamente. La sua mano lo copre quasi totalmente. Un caldo improvviso mi attraversa il basso ventre. Lei si abbassa, la bocca aperta. Non c’è preambolo, nessuna lenta introduzione. La sua lingua è sulla punta, immediatamente. Un movimento rotatorio, veloce, mentre le sue labbra si stringono attorno alla corona.
Il pompino non è gentile. È vorace, efficiente, come se stesse consumando un pasto di cui ha bisogno. La sua testa oscilla avanti e indietro, la profondità che raggiunge è sorprendente considerando la sua bocca larga. Sentivo ogni movimento della sua lingua sul glande, ogni pressione delle labbra sulla pelle. Il mio respiro diventa un rantolo. Le mie mani si stringono sul sedile dell’auto, la pelle del vinile si scolla sotto i miei pollici.
Guardo Luca. Lui sta guardando, fissamente. La sua mano è dentro i jeans ora, ha tirato fuori quel mostro. È enorme, come un tronco nodoso, pieno di vene che pulsano sotto la pelle. Lo tiene in mano, non lo masturba ancora, solo lo mostra, come un trofeo. Un contrasto brutale tra il mio piccolo cazzo nella bocca di Sofia e quello mastodontico nella mano di Luca.
La mia mente si annebbia di desiderio e umiliazione. Sofia aumenta il ritmo. Una mano si sposta, le sue dita scendono, toccano il mio perineo, poi mi premono leggermente l’ano. Una pressione che mi fa contrarre tutto il corpo. La sua bocca si stacca con un pop sonoro. “Vuoi provare quello di Luca?” mi chiede, la voce rotta dalla saliva.
Non posso parlare. Faccio un gesto, un nodo della testa che è più un riflesso che una decisione. Lei si alza, si sposta. Mi indica di spostarmi. Con un movimento difficile, mi alzo dal sedile, le gambe tremanti. Mi metto davanti a Luca. Lui non mi guarda in faccia, guarda il mio cazzo, ancora umido dalla bocca di Sofia. La sua mano, grande, si sposta dal suo membro e prende il mio. La differenza di dimensione è umiliante, ma la sensazione è di un caldo intenso, di una pressione forte che quasi mi fa male.
“Servilo,” dice Sofia, dietro me. La sua mano è sulla mia spalla, mi spinge verso Luca.
Mi abbasso. L’odore di Luca è maschile, intenso, misto al profumo del bosco. Il suo cazzo è davanti alla mia faccia. È così grande che non saprei come cominciare. Lo tocco con la mano, poi con la lingua. La pelle è tesa, calda, le vene sono corde sotto la mia lingua. Comincio a leccare la punta, un movimento circolare. La salività di Sofia è ancora sul mio mento, mi mischia con lui.
Luca emette un grugnito basso. “Così,” dice, “più veloce.”
Obbedisco. La mia bocca si apre più larga possibile. Cerco di circondare la corona, ma è troppo grande. Solo una parte entra. Le mie labbra si sforzano, la mia lingua si muove lungo la parte inferiore. Il suo membro pulsa nella mia bocca. La mia testa si muove avanti e indietro, un ritmo che imita quello di Sofia su me. È una sottomissione totale.
Sofia non è ferma. Si mette dietro me, le sue mani sulle mie natiche. Si abbassa, la sua bocca ritorna sul mio cazzo piccolo. Un doppio pompino, io a Luca, lei a me. La sensazione è di essere in un circuito di desiderio. Il suo movimento sulla mia pelle piccola, mentre io cerco di contenere l’enormità di Luca.
Il ritmo aumenta. Le mani di Sofia si spostano, una si infila tra le mie gambe, tocca il mio ano più decisamente. La pressione è più forte. Io grugnio, ma non mi fermo su Luca. La mia bocca è piena, la mia lingua è stanca, ma il desiderio di continuare è più forte della fatica.
Luca inizia a muovere i fianchi. Piccoli movimenti che spingono il suo membro più profondamente nella mia bocca. Io non riesco a respirare bene, prendo aria quando lui si ritrae. La sua mano si posa sulla mia testa, mi guida. Il controllo è totale.
Sofia si stacca da me per un momento. “Vuoi vedere come lo prendo io?” dice a Luca. Lui non risponde, ma il suo respiro si fa più affannoso.
Sofia si sposta davanti a Luca, si mette sulle ginocchia davanti a lui. Prende quel cazzo enorme con due mani, lo lecca dalla base alla punta, poi apre la bocca e lo inizia a prendere. Lei riesce a prendere più di me. La sua bocca sembra ingoiarlo, il movimento è profondo, veloce. Luca grida, un suono basso che si mescola ai nostri respiri.
Io sono fermo, guardo. Il mio cazzo piccolo è ancora eretto, umido, pulsante. Mi sento inadeguato, ma anche parte di questo. Parte di questa macchina di desiderio.
Luca guarda Sofia, poi me. “Vieni qui,” mi dice, la voce rotta. “Vieni qui e leccami mentre lei lo prende.”
Mi muovo, mi metto vicino a Sofia. La mia bocca ritorna sul membro di Luca, leccando la parte che Sofia non copre. La mia lingua si muove sulle vene, sulla pelle salata. Sofia aumenta il ritmo, i suoi movimenti diventano frenetici. Luca sta vicino a sborrare, lo sento nella tensione dei suoi muscoli, nel suo respiro che diventa un rantolo.....
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Last 9 marzo a Monte Marcello (Sp):

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
