Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Io Paola e due ragazzini. Cap. 2
Gay & Bisex

Io Paola e due ragazzini. Cap. 2


di Membro VIP di Annunci69.it cazzobonsai69
17.04.2026    |    3.917    |    3 9.0
"Io, dentro Andrea, si ritirò lentamente, sentendo il suo interno rilasciare il mio piccolo membro..."
IO Paola e i due ragazzi a Torre del Lago.
Storia vera. Cap.2

Il sole di metà aprile sembrava più caldo ora, dopo il primo, frenetico scambio di passioni. La quiete che aveva seguito i nostri orgasmi non era rilassamento, ma una tensione nuova, più densa, più carica. L’energia non era dissipata; era riciclata, condensata nell’aria umida del bosco, nei nostri respiri ancora accelerati, nei nostri occhi che si scrutavano con una curiosità più profonda.

Paola era seduta sulla terra, le gambe ancora aperte, la pelle splendente di umidità e di una leggera patina di sudore. Luca e Andrea, ai suoi fianchi, sembravano ragazzi dopo una prima vittoria, un po’ sbalorditi, ma con gli occhi già desideranti di più. Io rimanevo in piedi, la mia piccola erezione completamente svanita, ma il mio corpo era ancora un circuito vibrante di adrenalina e possesso.

La vista di Paola così, aperta, disponibile, con le tracce dei nostri desideri ancora visibili su lei, era una dichiarazione. Lei lo sapeva. Era il catalizzatore, il centro da cui tutto il desiderio irradiava. Guardò prima Luca, poi Andrea, poi me. Il suo sorriso non era più solo malizia; era una sfida, una proposta.

“Siete ancora in forma?” disse, la sua voce una carezza bassa che tagliava il silenzio.

Luca sorrise, un sorriso giovane e sicuro. “Sempre.”

Andrea, più timido, fece un piccolo gesto di affermazione. “Credo di sì.”

Io rimase in silenzio, osservando. Paola si alzò lentamente, un movimento fluido che sembrava una danza. Si avvicinò a Luca, posando una mano sul suo addome scolpito, poi passò ad Andrea, toccando il suo petto robusto. Il suo tocco era esplorativo, possessivo.

“Sono… affamata,” disse, rivolgendosi a me. “Marco, tu hai già dato. Ma io voglio più. Molto più.”

La sua richiesta era chiara. Il mio ruolo ora era diverso. Non il penetratore principale, ma l’osservatore, il partecipante in un modo nuovo. L’idea che aveva messo nella mia mente – una doppia penetrazione – era già vivida, pulsante.

Paola si voltò verso i ragazzi. “Voi due… voglio sentirvi insieme dentro me. Voglio essere presa completamente.”

Luca e Andrea si guardarono. Luca sembrava immediatamente pronto, il suo corpo atletico già pronto per un’altra sfida. Andrea sembrava più cauto, ma l’ardore nei suoi occhi era evidente.

“Dovrebbe… dovrebbe essere possibile?” chiese Andrea, la sua voce un po’ incerta.

Paola rispose con un gesto. Si girò, offrendo loro il suo magnifico culo. “Guardate,” disse. “Non è così stretto. E io… sono molto elastica.”

La sua provocazione era diretta, scientifica quasi. Lei si piegò un poco, separando le sue gambe, esponendo l’accesso completo. Luca si avvicinò, guardando con un’attenzione che era sia tecnica sia lussuriosa.

“È… fantastico,” disse Luca, la sua mano toccando la pelle di Paola, sentendo la temperatura, la morbidezza.

Andrea si unì, toccando anche lui. La sua mano era più grande, più ferma. “Sì,” disse semplicemente.

Paola guardò me, sopra la sua spalla. “Marco, vuoi aiutare?”

Io sapeva cosa voleva. Non solo osservare, ma facilitare. Dirigere. Fare parte del rituale. Mi avvicinò, posando le mie mani sui fianchi di Paola, sentendo la sua carne tremare sotto le mie dita. La mia presenza era un’ancora per lei, un punto di riferimento.

“Luca, tu prima,” disse Paola, la sua voce diventando un comando gentile ma fermo. “Vieni qui.”

Luca si posizionò dietro lei, il suo cazzo lungo e sottile era già completamente eretto, una colonna di desiderio che puntava verso il suo obiettivo. Andrea si mise a fianco, il suo membro tozzo e largo era anche pronto, una presenza massiccia che sembrava quasi intimidire l’aria stessa.

Paola si abbassò ulteriormente, appoggiando le mani su un ceppo vicino, offrendo il suo culo in una posizione perfetta per l’accesso. Luca si mise dietro, la punta del suo cazzo trovando l’ingresso con una facilità che era quasi sorprendente. Paola emise un piccolo sospiro quando lui iniziò a penetrarla, un suono di apertura, di accoglienza.

“Dentro…” disse lei, e Luca rispose con un movimento iniziale, lento, misurato. Il suo cazzo lungo si insinuò profondamente, ogni centimetro un’esplorazione. Andrea osservava, la sua mano posata sul suo proprio cazzo, massaggiandolo lentamente, preparandosi.

Io, dietro Paola, osservavo Luca penetrarla. La vista era di una bellezza crudele. Il corpo atletico di Luca si muoveva con un ritmo crescente, i suoi addominali contratti, la sua pelle lucida di un leggero sudore. Paola rispondeva con movimenti delle sue gambe, con gemiti che erano sia di piacere sia di incoraggiamento per Andrea.

“Andrea… ora,” disse Paola, dopo qualche momento, quando Luca era completamente dentro lei, muovendosi con un ritmo stabile.

Andrea si posizionò dietro Luca, guardando l’accesso che ora era occupato. Il problema logistico era evidente, ma Paola era determinata. Lei si spostò un poco, aiutata dalle mie mani sui suoi fianchi, creando un angolo diverso.

“Prova… qui,” disse lei, indicando con un gesto della mano il suo ingresso vaginale, che era ancora accessibile, dato che Luca occupava l’altro.

Andrea si posizionò, il suo cazzo tozzo e largo puntando ora verso la fessura anteriore. La sua prima prova fu un tentativo, ma Paola, con una maestria che era istintiva, guidò lui con le sue parole.

“Più basso… più lentamente,” sussurrò, e Andrea obbedì.

La penetrazione di Andrea fu un evento diverso. Non la lunga, elegante immersione di Luca, ma un’invasione massiccia, un riempimento totale. Il suo cazzo largo si aprì Paola con una pressione che sembrava espandere ogni spazio interno. Paola gridò, un grido che era di sorpresa e di piacere immediato.

“Oh… Dio,” gemette, e il suo corpo si contorse sotto la doppia occupazione.

Io osservava, le mie mani ancora sui suoi fianchi, sentendo il suo corpo reagire alla doppia penetrazione. Era una vista di totale dominio, di totale offerta. Paola era completamente presa, completamente riempita da due uomini giovani, vigorosi, diversi nella forma ma uguali nel desiderio.

Luca continuava a muoversi, il suo ritmo adattandosi alla presenza di Andrea. Andrea, inizialmente più statico, iniziò poi a muovere, creando un movimento alternato che era quasi un balletto di possesso. Paola era il centro di questo balletto, il punto di fusione.

Il suo respiro diventò rapido, frastagliato. I suoi gemiti erano continui ora, una melodia di piacere che si elevava sopra il fruscio delle foglie. Luca sembrava concentrato, i suoi occhi fissi sulla schiena di Paola, ogni suo affondo un’affermazione della sua giovane potenza. Andrea era più espressivo, ogni suo movimento accompagnato da un suono, da una parola di apprezzamento.

“È… fantastico,” diceva Andrea, mentre si muoveva.

Paola rispose con un movimento del suo corpo, cercando di sincronizzare i loro ritmi. “Più… insieme,” disse, la sua voce rotta. “Muovetevi insieme…”

Luca e Andrea cercarono di adattarsi. Luca accelerò un poco; Andrea rallentò. Non era perfetto, ma era intenso, primitivo. La sensazione per Paola, io lo capiva dal suo corpo che tremava sotto le mie mani, era di un riempimento totale, di una pressione interna che toccava ogni punto, ogni nervo.

Io, mentre osservava, sentivo una nuova erezione crescere. Non era il desiderio di penetrare Paola ora, ma un desiderio diverso, più complesso. La vista di Andrea, il suo corpo robusto che si muoveva con una forza crescente, il suo cazzo largo che era ora completamente immerso in Paola, mi stimolava. Era una forma di desiderio che era sia voyeuristico sia partecipativo.

La mia mente tornò alla richiesta che avevo immaginato, che Paola aveva implicitamente approvato. Mentre Andrea era dentro Paola, io dietro Andrea…

La possibilità era ora. Paola era completamente presa, completamente assorbita dalla doppia penetrazione. Luca e Andrea erano concentrati su lei. Il mio movimento sarebbe stato un’aggiunta, una complicazione ulteriore.

Mi spostai lentamente, senza distogliere l’attenzione dei ragazzi dal loro obiettivo principale. Mi posizionai dietro Andrea, osservando la sua schiena robusta, i suoi movimenti che spingevano il suo corpo contro Paola.

Andrea era completamente concentrato. Il suo respiro era un sibilo di concentrazione e piacere. Le sue mani erano posate sui fianchi di Paola, guidandola insieme a Luca. mi abbassai, la mia piccola erezione ora presente, ma non il punto focale. Il punto focale era la connessione, l’intensificazione.

La mia mano, toccò la schiena di Andrea, sentendo il suo sudore, la sua temperatura. Andrea non reagì immediatamente; era troppo immerso nel suo movimento dentro Paola. Io continuai, le mie dita esplorando la sua pelle, poi spostandosi verso la sua apertura.

Andrea, quando la mia mano toccò il suo ingresso, si fermò un momento. Un breve, istantaneo arresto nel suo movimento. Si voltò un poco, guardando me sopra la sua spalla. I suoi occhi erano interrogativi, ma non negativi.

Paola, sotto la doppia penetrazione, sentì il cambiamento di ritmo. “Non fermatevi…” gemette, e Andrea rispose, riprendendo il suo movimento.

Io, con quella piccola apertura di consenso, mi eccitai ancor di più. La mia mano guidò il mio piccolo membro verso l’ingresso di Andrea. Era una situazione nuova per me, per lui. Andrea era dentro Paola, completamente occupato dall’atto di penetrare lei. Ora, io dietro lui, cercando di penetrare lui.

La posizione era strana, ma possibile. Andrea si spostò un poco, aiutando, forse guidato da un desiderio che era più profondo della sua iniziale timidezza. Il suo movimento dentro Paola continuò, ma la sua attenzione ora era divisa.

Posai la punta del mio cazzo contro l’ingresso di Andrea. La sensazione era di una pelle diversa, più resistente, più muscolosa. Andrea emise un piccolo suono, un “oh” di sorpresa, quando io iniziai a premere.

La penetrazione fu lenta, graduale. Il mio cazzo piccolo si insinuò dentro Andrea con una facilità relativa, dato che Andrea era rilassato dal suo piacere, dal suo movimento dentro Paola. La sensazione per me era intensa, strana, profondamente stimolante. Sentire Andrea dall’interno, mentre lui era dentro Paola, era un circuito di desiderio che sembrava triplo.

Andrea continuava a muoversi dentro Paola, ma ora il suo movimento era influenzato dalla mia presenza dentro lui. Ogni suo affondo dentro Paola era accompagnato da un mio movimento dentro lui. La sensazione per lui, lo capivo dai suoi suoni, era di un riempimento ulteriore, di una pressione che era sia interna sia esterna.

Paola, sotto questa tripla connessione, iniziò a reagire con una intensità nuova. I suoi gemiti diventarono più alti, più frastagliati. Il suo corpo si muoveva ora in tre direzioni: seguendo Luca, seguendo Andrea, e rispondendo alla pressione interna di Andrea che era influenzata dal mio movimento.

“Oh… cazzo…” gridò Paola, e le sue mani si aggrapparono al ceppo con una forza che sembrava di disperazione felice.

Luca, che era il primo penetratore, sembrava ora accelerare il suo ritmo, forse stimolato dalla vista di questa complessa connessione, o dal suono di Paola. Il suo cazzo lungo si muoveva più rapidamente dentro lei, ogni affondo un’immersione totale che ora era sincronizzata con il movimento di Andrea e, indirettamente, con il mio.

Io, dentro Andrea, sentivo il suo corpo reagire. Andrea era ora completamente parte di questa tripla connessione. La sua respirazione era rapida, il suo corpo tremava sotto l’impatto combinato del suo movimento dentro Paola e del mio movimento dentro lui. La sua mano ora si posò sulla mia, che era ancora sul suo fianco, stringendola per un momento, un gesto di accettazione, di complicità.

Il ritmo diventò più coordinato, quasi musicale. Luca muoveva, Andrea muoveva, io muovevo. Paola era il punto centrale di tutto questo movimento, il ricevente e il catalizzatore. I suoi gemiti erano ora continui, una cascata di suoni che si mescolavano con il suono della frizione della pelle, con il nostro respiro accelerato.

La sensazione per me era di un’estasi multipla. Non solo il piacere fisico della penetrazione, ma il piacere voyeuristico di vedere Paola completamente riempita, il piacere di partecipare a questa complessa dinamica, il piacere di sentir Andrea, giovane e vigoroso, accogliendo me dentro lui mentre lui era dentro la donna che io desideravo.

Andrea iniziò a parlare, la sua voce rotta dal movimento e dal piacere. “Marco… così…” disse, e il suo movimento dentro Paola diventò più profondo, più insistente.

Risposi accelerando il mio movimento dentro lui, sentendo il suo interno adattarsi alla mia presenza. La sensazione era di una frizione interna che era diversa dalla frizione con Paola; più stretta, più concentrata. Andrea gemette, un suono che era sia di sorpresa sia di piacere totale.

Paola, sotto questa tripla pressione, raggiunse un orgasmo che sembrava scuoterla completamente. Un grido lungo, melodioso, che sembrava provenire dal fondo del suo essere. Il suo corpo si contorse violentemente, le sue gambe si aggrapparono ai ragazzi, le sue mani lasciarono il ceppo e si posarono sulla terra, cercando un ancoraggio.

Luca, stimolato dal suo orgasmo, accelerò ulteriormente, cercando il suo proprio godimento. Andrea, sotto l’impatto dell’orgasmo di Paola e del mio movimento dentro lui, iniziò a muoversi con una frenesia nuova. Io, dentro Andrea, sentivo la sua tensione crescere, il suo corpo diventare più rigido, più concentrato.

La sborrata per Luca arrivò rapidamente. Un grido maschile, forte, seguito da un movimento finale, profondo dentro Paola. Si fermò, rimanendo dentro lei per un momento, la sua eiaculazione rilasciata dentro il suo corpo.

Andrea, quasi simultaneamente, raggiunse il suo orgasmo. La sua tensione era totale; il suo corpo si bloccò per un momento, poi iniziò a muoversi con una serie di piccoli, rapidi affondo dentro Paola mentre, contemporaneamente, il suo interno si contraeva sotto la mia penetrazione. Sentì il suo cazzo largo pulsare dentro Paola, e io, dentro lui, sentì la sua contrazione interna, un movimento che sembrava stringere il mio piccolo membro.

La sua eiaculazione dentro Paola fu accompagnata da un grido rottolato, da un rilassamento totale del suo corpo. Io, dentro lui, continuò a muovere per qualche momento, sentendo il suo interno ora rilassato, caldo, accogliente.

Paola, dopo il loro orgasmi, rimase immobile per un momento, completamente riempita dai loro liquidi, dalla loro presenza. Il suo respiro era rapido, irregolare. Lentamente, Luca e Andrea si ritirarono, lasciando lei esposta, visibilmente segnata dalla loro passione.

Io, dentro Andrea, si ritirò lentamente, sentendo il suo interno rilasciare il mio piccolo membro. Andrea si voltò verso me, il suo viso era un mix di sorpresa, di piacere, di una confusione felice.

“È… incredibile,” disse Andrea, la sua voce bassa.

Luca, recuperando, si sedette sulla terra, guardando Paola con un senso di adorazione e di possesso soddisfatto.

Paola si alzò lentamente, aiutata dalle mie mani. Il suo corpo sembrava tremare ancora, ma il suo viso era di una soddisfazione totale. Si avvicinò a me, posando una mano sul mio viso.

“Marco… tu… hai fatto tutto,” disse, la sua voce era un soffio caldo.

Mi guardò, poi guardò Luca e Andrea. “E voi… mi avete riempita completamente.”

Luca sorrise, Andrea fece un gesto di affermazione, ancora un po’ sbalordito.

Il sole ora era più alto, il bosco più caldo. L’aria era ancora fresca, ma la nostra pelle era calda, segnata dalla passione. Paola si sedette sulla terra, guardando il lago. Luca e Andrea si sedettero vicino a lei, ancora silenziosi.

Io rimasi in piedi, osservando il gruppo. La mia piccola erezione era svanita completamente, ma il mio corpo era ancora vibrante dalle esperienze, dalle connessioni, dalla complessità del desiderio che aveva espresso.

Paola guardò me, poi guardò i ragazzi. “Siete… fantastici,” disse, la sua voce era un sospiro di soddisfazione totale.

Luca rispose con un sorriso. Andrea semplicemente guardò Paola, poi me, con un’espressione che era di curiosità nuova.

Il silenzio che seguì era pieno, non vuoto. Pieno di possibilità, di energia non ancora dissipata. Paola si stese sulla terra, completamente aperta, completamente rilassata. Luca si sdraiò vicino a lei, Andrea rimase seduto, osservando.

Mi avvicinai , sedendosi vicino a Paola. Lei posò una mano sul mio petto, una mano su quello di Luca. Andrea osservava, e poi, lentamente, si sdraiò anche lui, completando il nostro piccolo cerchio.

L’aria era tranquilla. Il lago si intravedeva tra gli alberi, placido. Il nostro gruppo era ora un’entità nuova, connessa da esperienze che erano oltre il normale.

Paola parlò, la sua voce era calma, riflessiva. “Voglio… più.”

Luca guardò lei. “Più?”

Andrea guardò lei, poi me.

Paola sorrise. “Sì. Più. Non qui. Altrove.”
E poi iniziò a sorridere.....

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Io Paola e due ragazzini. Cap. 2:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni