Lui & Lei
Cp di Milano in vacanza a Forte dei Marmi 2
cazzobonsai69
28.04.2026 |
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"Francesca ha iniziato a gemere, ma il gemito era soffocato dal cazzo di Luca nella sua bocca..."
Coppia di Milano in vacanza a Forte dei Marmi. Cap.2Last del 25/04/26
Il divano era ancora caldo, impregnato del nostro sudore, del nostro sapore. La mia bocca era ancora ricca della sborra di Luca, densa e salata, mescolata con la saliva di Francesca. Lei, sopra me, si muoveva ancora leggermente, il mio piccolo cazzo ancora dentro la sua figa, ma la mia erezione era svanita, lasciando solo una sensazione di calore, di riempimento, di possesso minuscolo e temporaneo. Francesca mi guardava, i suoi occhi verde-grigio erano luminosi, sognanti, e le sue labbra erano ancora umide da quel bacio infinito che aveva scambiato il seme di Luca tra noi.
Luca, seduto vicino a noi, osservava con un'espressione di profonda, pacata soddisfazione. Il suo cazzo enorme, ancora semi-eretto, era un monumento di carne che pendava tra le sue gambe muscolose. Le vene erano ancora prominenti, ma il pulsare era più calmo ora. La sua mano toccava con noncuranza il suo stesso corpo, come un padrone che controlla la sua proprietà dopo un uso intenso.
Francesca finalmente si sollevò da me, il suo corpo snello si staccò dalla mia presa. Il mio cazzo piccolo, umido e rilassato, uscì dalla sua figa con un piccolo, quasi impercettibile scivolone. Lei rimase seduta sulle mie ginocchia, guardando Luca. "Luca," disse, la voce morbida ma con una nota di sfida. "Voglio ancora."
Luca sorrise, un sorriso largo, confidente. "Tu vuoi sempre ancora," disse, la sua mano raggiungendo per toccare la sua natica. "Ma Marco è stanco, vedo."
Io non ero stanco. Era una strana energia, un miscuglio di vergogna, di servizio, di sottomissione, che mi aveva lasciato elettrico, ma vuoto. La mia mente era un turbine di sensazioni: il peso di Luca nella mia bocca, il gusto del suo seme, la stretta della figa di Francesca, il suo orgasmo che aveva scatenato il mio. E ora... lei voleva ancora.
"Non è stanco," disse Francesca, girando la sua testa verso me. Le sue mani si posarono sul mio petto. "Vuole vedere. Vuole servire."
Io sentii le parole. Servire. Non era una cosa che avevo mai pensato di desiderare, ma ora, nel contesto di questa stanza, con questi due giovani, bellissimi e potenti, la parola sembrava appropriata. Sembrava inevitabile. Sembrava necessaria.
"Va bene," disse Luca, alzandosi dal divano. La sua altezza, la sua muscolatura, la sua presenza fisica dominavano la stanza. "Marco, muoviti. Vieni qui."
La sua voce non era un ordine brutale, ma una direzione naturale, come se fosse il corso predeterminato di tutto ciò. Io mi alzai dal divano, il mio corpo era più lento, più pesante rispetto al loro. Mi sentivo vecchio, ma non in modo negativo. Era una differenza che mi definiva, che mi collocava in questa dinamica.
Luca mi prese il braccio, una mano ferma sul mio bicipite. "Guarda," disse, indicando Francesca.
Francesca si era già spostata. Si era posizionata al centro del salotto, vicino alla grande finestra che mostrava il patio illuminato dalla luce del tramonto. Si girò, il suo corpo nudo era un contrasto perfetto contro il bianco delle pareti. I suoi piccoli seni, i capezzoli ancora scuri e eretti, il suo addome liscio, la sua figa depilata ancora umida dalla nostra attività precedente. Si chinò, le mani sul pavimento, le gambe divise. La sua posizione era chiara, inequivocabile: a pecora.
La sua schiena era una curva sinuosa, le sue natiche erano arrotondate, perfette, il suo culo era esposto, la fessura tra le sue labbra vaginali era visibile, umida, e sopra... il suo ano, piccolo, scuro, circondato dalla pelle liscia.
Luca si avvicinò a lei. Il suo cazzo, ora, non era più semi-eretto. La vista di Francesca in quella posizione, la sua disponibilità, aveva riportato la sua erezione alla sua massima, monumentale gloria. Il cazzo si era raddrizzato completamente, una colonna di carne venosa, lunga, grossa, che sembrava quasi grottesca nella sua dimensione. Era un'attrezzo, un'arma, un simbolo.
Luca si posizionò dietro Francesca. Le sue mani si posarono sui suoi fianchi, afferrando la carne giovane con una presa sicura. "Sei pronta?" chiese a Francesca, la voce bassa.
Francesca fece un suono, un piccolo gemito che era sia anticipazione che ansia. "Sì," disse, la voce soffocata dalla posizione.
Io ero fermo, osservando. Il mio ruolo era di osservare? Servire? Luca mi guardò, i suoi occhi chiari fissi su me. "Marco, vieni qui," disse. "Sotto."
Sotto. Non era una spiegazione, ma era sufficiente. Mi son mosso lentamente, verso Francesca. Mi posizionai davanti a lei, sotto di lei. Lei era a pecora, la sua faccia era verso il pavimento, il suo viso era vicino al mio quando mi sdraiai sul pavimento, sul tappeto morbido. La mia posizione era di supinazione, sotto il suo corpo. La sua figa era sopra la mia faccia, a pochi centimetri. Il suo aroma, misto di mare, di giovinezza, di sborra mia e di Luca, era intenso, invitante.
Luca non ha aspettato. Ha posizionato il suo cazzo enorme, la punta bulbosa, direttamente sulla fessura della figa di Francesca. Non era delicato. Non era un'esplorazione. Era una pretesa. La punta, larga come un piccolo pomodoro, ha toccato le labbra, poi ha iniziato a spingere.
Francesca ha emesso un suono. Non era un gemito di piacere, immediatamente. Era un grido corto, di dolore, di sorpresa. "Ah!" La sua voce era tesa.
Luca ha spinto. Il suo cazzo enorme, largo, ha iniziato a penetrare la figa di Francesca. La fessura, giovane, elastica, ma piccola, ha dovuto aprirsi, dilatarsi, per accogliere quella massa. Io, sotto lei, ho visto la sua faccia contorcersi. Gli occhi si sono spalancati, poi si sono chiusi. La sua bocca si è aperta in un'espressione di sofferenza. Luca non rallentava. Il suo movimento era fermo, determinato. Ha spinto più profondamente, il suo cazzo avanzava dentro lei, inch dopo inch.
Francesca ha iniziato a urlare. "Luca... è... troppo... grande!" La voce era spezzata, tra un grido e un pianto.
Luca non ha risposto. Ha continuato a spingere. Le sue mani sui suoi fianchi hanno tirato Francesca verso lui, aumentando la penetrazione. Il suo cazzo era ora dentro di lei, profondamente. Io, sotto, ho visto la sua faccia trasformarsi dal dolore al piacere? Non era chiaro. Era una miscela. Le sue labbra erano strette, i suoi occhi erano lucidi. Ma il suo corpo si muoveva, iniziando ad accogliere l'invasione.
"È... mostruoso..." ha detto Francesca, la voce un soffio.
Luca finalmente ha parlato. "Ti piace," ha detto, la voce bassa, rassicurante ma dominante. "Lo so che ti piace."
Francesca ha fatto un altro suono, questa volta più lungo, più profondo. Il suo corpo si è rilassato leggermente. Luca ha iniziato a muovere. Non un movimento rapido, ma lento, profondo, ogni spinta era un evento significativo. Il suo cazzo entrava e usciva dalla figa di Francesca, ogni volta la punta enorme si allontanava, poi ritornava, penetrando la profondità.
Io, sotto Francesca, ho sentito il suo respiro affannoso sopra me. Il suo viso era sopra il mio, i suoi capelli lunghi, scuri, mi cadevano sulla faccia. L'odore del suo corpo, del suo sudore, del suo desidero, era intenso. La sua figa era sopra la mia faccia, a pochi centimetri. Luca, con un movimento del suo corpo, ha cambiato l'angolazione. Francesca si è abbassata più profondamente, e la sua figa è stata direttamente sopra la mia bocca.
Luca ha visto. Ha sorridere. "Marco," ha detto, senza fermare il suo movimento dentro Francesca. "Lecca."
Lecca. Un ordine semplice. Io non ho pensato. Ho agito. Ho alzato la mia faccia, ho aperto la mia bocca. La figa di Francesca era umida, calda, dilatata dalla penetrazione di Luca. Le labbra erano aperte, la fessura era visibile, e il liquido che scorreva era una mistura di suoi succhi, di mio seme, e ora, del sudore della sua lotta con Luca. Ho portato la mia lingua verso la fessura.
Il primo contatto è stato elettrico. La pelle era liscia, setosa, ma la sensazione era di attività, di uso. La figa era stata usata, era stata posseduta da Luca, e ora era disponibile per me. Ho iniziato a leccare. La mia lingua ha cercato la fessura, ha toccato le labbra, ha cercato il clitoride. Francesca ha fatto un gemito, questa volta chiaramente di piacere. "Marco... sì..." ha detto, la voce soffocata dal movimento di Luca dentro lei.
Io ho leccato con intensità. La mia lingua ha lavorato, cercando ogni angolo, ogni superficie. Il gusto era complesso: il suo gusto naturale, il gusto del mio seme, il gusto del sudore, e il gusto di Luca che si mescolava attraverso i suoi fluidi. Ho sentito il movimento di Luca sopra lei. Ogni volta che Luca spingeva dentro Francesca, il suo corpo si abbassava più profondamente sulla mia faccia, e la sua figa si premava contro la mia lingua. Ogni volta che Luca si ritirava, il suo corpo si alzava, e la mia lingua aveva più spazio per lavorare.
Francesca ha iniziato a muovere con Luca. Il suo dolore iniziale sembrava trasformarsi in piacere, in accettazione. I suoi gemiti diventavano più regolari, più melodici. "Luca... più... più..." ha detto, la voce ora era un'invocazione.
Luca ha accelerato. Il suo movimento è diventato più rapido, più aggressivo. Il suo cazzo enorme ora entrava e usciva dalla figa di Francesca con un ritmo crescente. Il suono della sua penetrazione era fisico, un suono di carne che si incontra, che si scontra. Francesca urlava ora, ogni spinta era accompagnata da un grido che era sia dolore estremo che piacere estremo.
Io ho continuato a leccare, ma Luca ha cambiato il ritmo ancora. Ha tirato il suo cazzo completamente fuori dalla figa di Francesca. Il suo membro, venoso, coperto di fluidi, è stato esposto per un momento. Francesca ha fatto un suono di perdita, di vuoto. Ma Luca non ha fermato. Ha posizionato il suo cazzo, la punta coperta di miscela di fluidi, direttamente sopra la mia faccia. "Lecca questo," ha detto, la voce autoritaria.
Io ho alzato la mia faccia. Il cazzo di Luca era sopra me, enorme, pulsante. La punta era a pochi centimetri dalla mia bocca. Ho aperto la mia bocca, e ho iniziato a leccare la punta. Il gusto era intenso, più concentrato. Il suo seme era ancora presente, miscelato con i fluidi di Francesca, con il suo sudore. Ho leccato la punta, poi ho cercato di prendere la punta nella mia bocca, ma la dimensione era troppo grande. Ho leccato lungo la lunghezza, le vene, la carne.
Francesca, sopra me, ha visto, e ha iniziato a gemere più forte. "Sì... Marco... lecca il suo cazzo... lecca il cazzo che mi ha scopato..." ha detto, la voce era un misto di piacere e di degradazione.
Luca ha spinto il suo cazzo dentro Francesca nuovamente, senza fermare il mio servizio. Ora, il ritmo era: Luca scopava Francesca profondamente, poi tirava fuori il suo cazzo, e io lo leccavo, pulendo i fluidi, poi lui lo riportava dentro Francesca. Era un ciclo di possessione e servizio. Francesca era posseduta da Luca, e io servivo Luca, pulendo il suo strumento di possessione.
Francesca ha iniziato a urlare più forte, il suo corpo si è contorto sopra me. "Sto... arrivando..." ha gridato, la voce era spezzata.
Luca non ha rallentato. Ha spinto più profondamente, più velocemente. Il suo corpo si è bloccato, poi ha iniziato a tremare. "Francesca..." ha detto, la voce bassa, intensa. "Prendi tutto."
Francesca ha urlato, un urlo lungo, libero. Il suo corpo si è spasimato sopra me, i suoi muscoli si sono contratti violentemente. Luca, dentro lei, ha raggiunto il suo orgasmo. Ho sentito il suo corpo che si contraeva, ho visto la sua faccia che si trasformava in un'espressione di rilascio totale. Il suo cazzo, dentro Francesca, ha iniziato a rilasciare.
Francesca, sopra me, ha ricevuto la sborra di Luca direttamente dentro lei. Il suo corpo ha accolto ogni getto, ogni spruzzo. Il suo urlo si è trasformato in un gemito di soddisfazione totale. Il suo peso si è abbassato completamente su me, il suo corpo si è rilassato.
Luca ha tirato fuori il suo cazzo dalla figa di Francesca. Il membro era ancora eretto, ma ora coperto di una mistura di fluidi: il suo seme, i succhi di Francesca, il mio lavoro di pulizia. Lui ha guardato me, i suoi occhi erano brillanti, soddisfatti. "Marco," ha detto, la voce ora più calma. "Vieni."
Io mi sono mosso, lentamente. Il mio corpo era ancora sotto Francesca, ma lei si è sollevata leggermente, permettendo a me di alzarmi. Mi sono seduto sul pavimento, la mia faccia era coperta di fluidi, la mia bocca era ancora ricca del gusto di Luca, di Francesca. Luca mi ha guardato, poi ha guardato Francesca.
Francesca era ancora a pecora, il suo corpo era rilassato, ma la sua figa era ancora aperta, umida, e il seme di Luca colava da lei, lentamente, verso il pavimento, verso la mia faccia se fossi ancora sotto.
"Marco," ha detto Luca, indicando la figa di Francesca. "Lecca. Lecca la mia sborra dentro lei."
Io non ho bisogno di essere guidato ora. Ho chinato la mia faccia verso la figa di Francesca. L'apertura era ancora dilatata, il liquido che scorreva era bianco, denso, misto ai suoi succhi. Ho iniziato a leccare. Ho leccato l'apertura, ho raccolto il seme di Luca, ho pulito la figa di Francesca. Il gusto era diverso ora: il seme di Luca era fresco, abbondante, il gusto di Francesca era più intenso, più acido. Ho leccato con dedizione, con servizio. Francesca ha fatto piccoli suoni di piacere, i suoi muscoli si sono contratti leggermente ogni volta che la mia lingua ha toccato punti sensibili.
Luca osservava, poi si è mosso. Si è seduto sul pavimento, vicino a noi. La sua mano ha raggiunto per il mio cazzo piccolo, che era ancora rilassato, umido dalla precedente attività. Lui ha afferrato il mio cazzo con una mano, una presa ferma ma non brutale. "Marco," ha detto. "Francesca. Ora voi."
Francesca si è girata, lentamente. Si è seduta sul pavimento, di fronte a me. I suoi occhi erano luminosi, soddisfatti, ma ancora con una curiosità affamata. Luca si è mosso, posizionando me e Francesca in una posizione specifica.
"69," ha detto Luca, la voce semplice.
69. Io ho capito. Francesca si è posizionata sopra me, la sua faccia verso il mio corpo, la sua figa verso la mia faccia. Io ho posizionato la mia faccia sotto la sua figa, e il mio corpo sotto la sua faccia. La mia faccia era sotto la sua figa, e la sua faccia era sopra il mio cazzo. Luca ha sistemato la posizione, guidando i nostri movimenti.
Francesca ha iniziato. La sua bocca ha raggiunto il mio cazzo piccolo. Il suo approccio non era di avidità, ma di curiosità. Le sue labbra hanno toccato la punta, poi hanno iniziato a leccare. La sua lingua ha lavorato lungo la lunghezza, ha cercato ogni superficie. Il mio cazzo, piccolo, era umido, ancora sensibile. La sua bocca era calda, agile. Io, sotto la sua figa, ho iniziato a leccare nuovamente. La sua figa era ancora ricca del seme di Luca, del mio lavoro precedente. Ho leccato l'apertura, ho raccolto il liquido, ho cercato il clitoride.
Ma Luca non era finito. Luca si è posizionato sopra noi. Il suo cazzo enorme era ancora eretto, ancora potente. Lui ha posizionato il suo cazzo direttamente sopra la mia faccia, ma questa volta, non verso la mia bocca... verso la bocca di Francesca. Francesca, sopra me, leccando il mio cazzo, ha visto il cazzo di Luca sopra la sua faccia. Lui ha guidato il suo cazzo verso la sua bocca.
Francesca ha aperto la bocca, e il cazzo di Luca è entrato. La sua bocca è stata occupata dalla massa enorme. Io, sotto, leccando la figa di Francesca, ho sentito il suo corpo reagire. Il suo movimento sulla mia lingua è cambiato, è diventato più frenetico. La sua bocca era occupata da Luca, e la mia bocca era occupata dalla sua figa.
Luca ha iniziato a muovere. Il suo cazzo dentro la bocca di Francesca, e Francesca leccando il mio cazzo, e io leccando la figa di Francesca. Era un ciclo complesso, un triangolo di servizio. Luca scopava la bocca di Francesca, Francesca serviva il mio cazzo, io serviva la figa di Francesca.
Francesca ha iniziato a gemere, ma il gemito era soffocato dal cazzo di Luca nella sua bocca. Il suo movimento sulla mia lingua è diventato più intenso. La sua figa si è contratta più forte sulla mia lingua. Io ho continuato a leccare, sentendo la sua reazione, sentendo il suo piacere aumentare.
Luca ha accelerato. Il suo movimento dentro la bocca di Francesca è diventato più rapido, più profondo. Francesca ha iniziato a muovere la sua bocca più attivamente, leccando il mio cazzo con maggiore intensità. Il mio cazzo, piccolo, ha iniziato a rispondere. L'erezione è tornata, lentamente, modestamente. La sensazione della bocca di Francesca, calda, agile, sulla mia piccola dimensione, era intensa, concentrata.
Francesca ha iniziato a muovere più velocemente. La sua bocca sul mio cazzo, la sua figa sulla mia lingua, il cazzo di Luca nella sua bocca. Il ritmo è diventato frenetico. Luca ha spinto più profondamente nella bocca di Francesca, ogni spinta era accompagnata da un movimento di Francesca sul mio cazzo. Io ho leccato più intensamente, cercando di provocare il piacere di Francesca.
Francesca ha raggiunto un orgasmo. Il suo corpo si è spasimato, la sua figa si è contratta violentemente sulla mia lingua, e la sua bocca sul mio cazzo si è bloccata, poi ha iniziato a muovere più freneticamente. Luca, dentro la sua bocca, ha raggiunto il suo orgasmo nuovamente. Ho sentito il suo corpo che si contraeva, ho visto il suo cazzo che pulsava nella bocca di Francesca.
Francesca ha iniziato a ingoiare, a prendere il seme di Luca nella sua bocca. Il suo movimento sul mio cazzo è diventato più insistente, più determinato. Il mio cazzo, piccolo, ha risposto. L'orgasmo è arrivato, piccolo, modesto, ma intenso. Ho rilasciato nella bocca di Francesca, il mio seme si è mescolato con il suo lavoro, con il suo piacere.
Francesca ha tirato la sua bocca dal mio cazzo, e ha iniziato a ingoiare, a mescolare il mio seme con il seme di Luca nella sua bocca. Lui ha tirato il suo cazzo dalla sua bocca, e ha osservato noi.
Francesca, ora, aveva la bocca ricca di due semi: il mio e quello di Luca. Lei mi ha guardato, i suoi occhi erano brillanti, soddisfatti. "Marco," ha detto, la voce rotta dal piacere. "Vuoi?"
Io ho capito. Lei ha chinato la sua faccia verso la mia. Le sue labbra hanno trovato le mie. E questa volta, il bacio non era solo un bacio. Le sue labbra hanno aperto, e la sua lingua ha entrato nella mia bocca. Non per cercare la mia lingua... per cercare il seme miscelato nella sua bocca. Lei ha iniziato a trasferire il seme nella mia bocca. La sua lingua ha raccolto il liquido denso, misto del mio seme e del seme di Luca, lo ha mescolato con la sua saliva, lo ha trasferito nella mia bocca. Io ho sentito il gusto di Luca e di me che si muovevano tra le nostre bocche, che diventavano parte di un nuovo scambio.
Francesca si è tirata leggermente sopra, le sue labbra ancora sulle mie. "È buono," ha mormorato, la voce rotta dal piacere. "Il nostro gusto."
E allora lei ha iniziato a passare il seme miscelato dalla sua bocca alla mia. Un ciclo, un scambio. Lei mi baciava, trasferendo il liquido nella mia bocca, poi io lo passava a lei nuovamente. Le nostre bocche erano unite, il gusto miscelato si mescolava con il nostro, diventando un fluido comune.
Luca osservava, sedendosi ora sul pavimento vicino a noi. Il suo cazzo enorme, ancora semi-eretto, era visibile. Ma lui non osservava solo. Si è mosso verso Francesca, verso il suo corpo ancora sopra di me. La sua mano ha toccato la figa di Francesca, dove la mia lingua aveva lavorato, dove il suo seme era ancora presente. Le sue dita hanno toccato l'apertura, hanno raccolto il liquido che colava dalla figa di Francesca. E poi... ha portato le dita alla sua bocca, e ha iniziato a leccare.
Ha leccato il seme miscelato dalla figa di Francesca.
Il gusto di me e di Luca mescolato con il gusto di Francesca, raccolto dalle sue dita, portato alla sua bocca. Lui ha osservato noi, mentre noi scambiavamo il seme miscelato nella nostra bocca, mentre lui leccava il miscuglio dalla figa di Francesca.
Francesca ha iniziato a muovere leggermente sopra di me nuovamente, il suo corpo si è rilassato, ma il desiderio era ancora presente. Il bacio è diventato più profondo, più vorace. La sua lingua ha cercato ogni residuo del miscuglio nella mia bocca, poi ha cercato il mio gusto nella sua.
Luca si è alzato, il suo corpo muscoloso si è steso. "Bene," ha detto, la voce soddisfatta. "Marco, Francesca. Ora voi due."
Francesca mi ha guardato, i suoi occhi erano luminosi, invitanti. "Marco," ha detto, la voce dolce. "Vuoi ancora?"
Io ho sentito la domanda. Il mio corpo era esausto, ma la mia mente era elettrica. La sottomissione, il servizio, il piacere di servire, di essere usato... era una nuova scoperta. Era una nuova necessità.
"Sì," ho detto, la voce era più ferma di quanto mi aspettassi.
Francesca ha sorridere. Si è posizionata sopra di me nuovamente, ma questa volta, non a pecora, non in 69. Si è sdraiata sopra di me, il suo corpo sopra il mio, le sue labbra sulle mie. Il suo corpo era caldo, giovane, il suo peso era leggero. Le sue mani hanno toccato il mio corpo, hanno cercato la mia pelle.
Luca osservava, sedendosi sul divano, osservando noi come un patrono, come un padrone che osservava i suoi servi. Il suo cazzo enorme era ancora visibile, ma ora era rilassato, pacifico.
Francesca ha iniziato a baciare me, profondamente, intensamente. Le sue labbra hanno trovato le mie, la sua lingua ha entrato nella mia bocca. Il bacio era un bacio di possessione, di connessione. Il suo corpo si è mosso sopra di me, le sue gambe hanno aperto, la sua figa ha trovato il mio cazzo piccolo, ancora rilassato, ma sensibile.
Il mio cazzo ha risposto lentamente, modestamente. L'erezione è tornata, piccola, ma presente. Francesca ha guidato il mio cazzo dentro la sua figa, lentamente, delicatamente. La penetrazione è stata gentile, rispetto alla monumentale invasione di Luca. La sensazione è stata di calore, di accoglienza, di normalità rispetto alla mostruosità precedente.
Francesca ha iniziato a muovere sopra di me, lentamente, ritmicamente. Il suo movimento era dolce, esperto. Le sue labbra erano ancora sulle mie, il bacio era continuo, intenso. Il suo corpo si muoveva con un ritmo naturale, il suo piacere era evidente nei suoi gemiti, nei suoi movimenti.
Io ho sentito il piacere crescere, lentamente. La sensazione della sua figa, giovane, elastica, sul mio cazzo piccolo, era intensa, concentrata. Il movimento era lento, ma efficace. Il mio corpo ha risposto, l'orgasmo è arrivato, lentamente, modestamente. Ho rilasciato dentro lei, il mio seme si è mescolato con il suo piacere, con il suo corpo.
Francesca ha raggiunto il suo orgasmo simultaneamente. Il suo corpo si è bloccato, poi ha spasimato violentemente. La sua figa si è contratta sul mio cazzo piccolo, e quella pressione ha completato il mio rilascio.
Per un momento, tutto è stato fermo. Francesca, sopra di me, tremava leggermente. Luca, sul divano, osservava con un sorriso pacato.
Francesca si è sollevata da me, il suo corpo si è staccato dalla mia presa. Si è seduta vicino a me sul pavimento, il suo corpo era rilassato, soddisfatto.
Luca si è alzato dal divano. Si è avvicinato a noi. "Marco," ha detto, la voce ora più gentile, più personale. "Sei stato bravo."
Io ho sentito le parole. Bravo. Non era un complesso di superiorità. Era un riconoscimento del servizio, della sottomissione, dell'accettazione.
Francesca mi ha guardato, i suoi occhi erano luminosi, soddisfatti. "Marco," ha detto, la voce dolce. "Vuoi rimanere......"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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