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Gay & Bisex

Last a Torre del Lago (08/05/2025)


di Membro VIP di Annunci69.it cazzobonsai69
09.05.2025    |    427    |    1 9.4
"Era una sensazione incredibile, vedere come il suo corpo rispondeva ai miei movimenti..."
@@@ storia vera. Incontro non concordato con un giovane voglioso di esser..... 08/05/2025 @@@




Era un pomeriggio caldo e tranquillo a Torre del Lago, il sole splendeva alto nel cielo, regalando una luce dorata alle dune di sabbia che si stendevano dolcemente verso il mare. Indossavo una semplice maglietta e un paio di pantaloni corti, deciso a godermi un po’ di quella giornata perfetta. Nonostante fossi vestito, il calore mi avvolgeva piacevolmente, quasi come un abbraccio.


Seduto sulla sabbia, lasciavo che i miei occhi si perdessero tra le onde che si infrangevano sulla riva. La brezza marina mescolava il profumo del sale con quello della vegetazione circostante, creando un’atmosfera che sembrava sospesa nel tempo. Ero assorto nei miei pensieri quando notai una figura in lontananza.

Era un ragazzo, molto giovane, dall’aspetto delicato e quasi etereo. I suoi lineamenti erano così fini da sembrare scolpiti da un artista, e il suo viso era completamente privo di peli, liscio e luminoso come la superficie di uno specchio. I suoi movimenti erano armoniosi, fluidi, e c’era qualcosa di effeminato nel modo in cui si muoveva, come se danzasse con il vento.

Mi osservò per un momento, poi si avvicinò con una certa timidezza. “Scusa, hai una sigaretta?” mi chiese, la voce fragile ma dolce, come un sussurro che faticava a farsi sentire.

“No, mi dispiace, non fumo,” risposi, cercando di mantenere un tono neutro. Lui annuì, quasi con un’aria di delusione, ma invece di allontanarsi, si sedette a pochi metri da me, lo sguardo fisso sull’orizzonte.

Che curioso, pensai. Intorno a noi non c’era anima viva, solo il mare, le dune e il sole. Decisi di giocare d’astuzia. Aprii l’app Annunci69 e accesi la funzione “radar”. Lo schermo mi mostrò immediatamente un profilo gay a meno di un chilometro da me. Le foto erano sfocate, ma i lineamenti e il fisico sembravano corrispondere a quelli del ragazzo seduto poco lontano.

Con un sorriso malizioso, decisi di fare una mossa audace. “Pier!” chiamai ad alta voce, fingendo di riconoscere qualcuno.

Lui si girò istintivamente, i suoi occhi grandi e innocenti si posarono su di me. “Sì?” rispose, con una certa sorpresa.

Eccolo lì, pensai. Era lui, il ragazzo dell’app. “Niente, mi sembravi qualcuno che conosco,” dissi, cercando di mantenere un tono casuale.

Lui sorrise timidamente, poi si avvicinò ancora un po’. “Pier è il mio nome,” ammise, con una certa riluttanza. “E tu chi sei?”

“Marco,” risposi, allungando una mano. Lui la strinse delicatamente, la sua pelle era così morbida da sembrare seta. “Che ci fai qui da solo?”

“Mi piace camminare lungo la spiaggia,” disse, abbassando lo sguardo. “È un posto tranquillo, lontano dal caos.”

“Anche io la penso così,” concordai, cercando di mantenere il contatto visivo. I suoi occhi erano di un marrone chiaro, quasi dorati, e riflettevano la luce del sole in modo ipnotico.

Per un po’, restammo in silenzio, osservando il mare. Poi, quasi come se fosse stato guidato da un istinto, Pier si spostò ancora più vicino. “Sei qui spesso?” mi chiese, la voce un po’ più sicura.

“Ogni tanto,” risposi, cercando di capire dove volesse andare a parare.

Lui annuì, poi, con un gesto improvviso, si sdraiò sulla sabbia, il suo corpo snello e sinuoso che si adagiava come un gatto al sole. “È bello qui,” sussurrò, chiudendo gli occhi.

Non potevo fare a meno di guardarlo. La sua pelle luccicava sotto i raggi del sole, quasi come se fosse ricoperta di una sottile patina d’oro. I suoi capelli, castani e lisci, cadevano dolcemente sulla fronte, e le sue labbra, carnose e rosate, sembravano invitare a un bacio che non osavo dare.

“Sei molto bello,” dissi, senza pensarci troppo.

Lui aprì gli occhi, sorpreso, ma non contrario. “Grazie,” rispose, con un sorriso timido. “Anche tu non sei male.”

Mi sentii un po’ a disagio, ma anche eccitato. Non ero abituato a ricevere complimenti così diretti, specie da qualcuno così giovane.

“Che fai nella vita?” chiesi, cercando di distogliere l’attenzione dalla situazione sempre più piccante.

“Studio,” rispose, senza aggiungere altro. Poi, con un movimento fluido, si girò su un fianco, guardandomi direttamente negli occhi. “E tu?”

“Lavoro,” dissi, cercando di mantenere un tono leggero.

Lui annuì, poi, con una certa esitazione, si avvicinò ancora di più. “Ti piacciono i ragazzi?” mi chiese, la voce un filo più bassa.

Eccoci, pensai. “Dipende,” risposi, cercando di giocare d’astuzia.

Lui sorrise, poi, con un gesto audace, posò una mano sulla mia coscia. “E se ti dicessi che mi piaci?”

Il suo tocco era leggero, quasi impercettibile, ma sufficiente a farmi sobbalzare. “Saresti molto diretto,” dissi, cercando di mantenere il controllo.

“Mi piace essere diretto,” rispose, avvicinandosi ancora di più. “E tu? Ti piace?”

Mi guardò con un’intensità che mi lasciò senza parole. La sua presenza era magnetica, irresistibile. Con un gesto istintivo, posai una mano sulla sua, sentendo il calore della sua pelle contro la mia.

“Forse,” sussurrai, avvicinandomi a lui.

Pier non esitò. Con un movimento fluido, si avvicinò a me, il suo corpo snello che si adagiava contro il mio. Sentii il calore della sua pelle, il profumo dolce del suo sudore mescolato alla salsedine del mare. La sua mano si muoveva lungo la mia coscia, toccandomi con una delicatezza che mi faceva venire i brividi.

“Vuoi provare?” mi chiese, la voce un sussurro che si confondeva con il rumore delle onde.

Non risposi con le parole, ma con un gesto. Lo tirai a me, sentendo il suo corpo adagiarsi contro il mio. Era così sottile, così leggero, quasi come se non pesasse nulla. Le sue labbra erano così vicine che potevo sentire il suo respiro caldo sulla mia pelle.

Ma non ci fu un bacio. Non ne avevamo bisogno. Le nostre mani cominciarono a esplorarsi, a toccarsi con una curiosità che sembrava alimentarsi reciprocamente. Pier era audace, non aveva paura di prendere l’iniziativa. La sua mano si insinuò tra i miei pantaloni, trovando quello che cercava.

“Piccolo, ma promettente,” sussurrò, con un sorriso malizioso.

Mi sentii un po’ a disagio, ma anche eccitato. Non ero abituato a ricevere commenti così diretti, ma c’era qualcosa di elettrizzante nella sua audacia.

“Fammi vedere il tuo,” dissi, facendo scivolare le mani lungo i suoi jeans.

Lui non si fece pregare. Con un movimento rapido, si liberò dei pantaloni, rivelando un corpo che sembrava scolpito nell’oro. La sua pelle luccicava sotto il sole, e il suo cazzo, fine e liscio, sembrava invitare al tocco.

Mi sentii travolgere dal desiderio. Con un gesto istintivo, lo tirai a me, sentendo il suo corpo adagiarsi contro il mio. Era così sottile, così leggero, quasi come se non pesasse nulla. Le mie mani si muovevano lungo il suo corpo, esplorando ogni curva, ogni dettaglio.

“Vuoi?” mi chiese, la voce un sussurro che si confondeva con il rumore delle onde.

Non risposi con le parole, ma con un gesto. Lo tirai a me, sentendo il suo corpo adagiarsi contro il mio. Era così sottile, così leggero, quasi come se non pesasse nulla. Le mie mani si muovevano lungo il suo corpo, esplorando ogni curva, ogni dettaglio.

“Sì,” sussurrai, sentendo il desiderio montare.

Lui sorrise, poi, con un movimento fluido, si girò su un fianco, guardandomi direttamente negli occhi. “Allora, facciamolo,” disse, con un tono che era una promessa.

Con un gesto rapido, tirò fuori un preservativo dalla tasca dei suoi jeans. “Per sicurezza,” disse, con un sorriso malizioso.

Non ci fu bisogno di altre parole. L’atmosfera era carica di desiderio, di attesa. Lo guardai mentre si preparava, sentendo il mio cuore battere all’impazzata.

“Sei pronto?” mi chiese, la voce un sussurro che si confondeva con il rumore delle onde.

Non risposi con le parole, ma con un gesto. Lo tirai a me, sentendo il suo corpo adagiarsi contro il mio. Era così sottile, così leggero, quasi come se non pesasse nulla. Le mie mani si muovevano lungo il suo corpo, esplorando ogni curva, ogni dettaglio.

“Sì,” sussurrai, sentendo il desiderio montare.

Lui sorrise, poi, con un movimento fluido, si girò su un fianco, guardandomi direttamente negli occhi. “Allora, facciamolo,” disse, con un tono che era una promessa.

Con un gesto rapido, tirò fuori un preservativo dalla tasca dei suoi jeans. “Per sicurezza,” disse, con un sorriso malizioso.

Non ci fu bisogno di altre parole. L’atmosfera era carica di desiderio, di attesa. Lo guardai mentre si preparava, sentendo il mio cuore battere all’impazzata.

“Sei pronto?” mi chiese, la voce un sussurro che si confondeva con il rumore delle onde.

Non risposi con le parole, ma con un gesto. Lo tirai a me, sentendo il suo corpo adagiarsi contro il mio. Era così sottile, così leggero, quasi come se non pesasse nulla. Le mie mani si muovevano lungo il suo corpo, esplorando ogni curva, ogni dettaglio.

“Sì,” sussurrai, sentendo il desiderio montare.

Allora, Pier si posizionò sopra di me, i suoi occhi che mi fissavano con un’intensità che mi lasciò senza fiato. “Andiamo,” disse, con un tono che era una promessa.

E così, lentamente, ci muovemmo insieme, il nostro desiderio che si fondeva con il calore del sole e il rumore delle onde.

Il sole batteva forte sulla spiaggia, e il caldo mi faceva sudare, ma non abbastanza da distogliere l’attenzione da Pier. Il suo sguardo era intenso, quasi implorante, e il suo corpo così vicino al mio che potevo sentire il calore della sua pelle. Le mie mani si muovevano lungo i suoi fianchi, sentendo la morbidezza della sua carne sotto le dita.

“Vuoi che continui?” chiesi, la voce roca per il desiderio.

Lui annuì, senza rompere il contatto visivo. “Sì, Marco. Fammi sentire tutto.”

E così, lentamente, iniziai a scivolare dentro di lui. Il suo culo era incredibilmente sodo, eppure così morbido che sembrava di entrare nel burro. Ogni mio movimento era meticoloso, attento a non fargli male, ma anche deciso, come se volessi lasciare un segno indelebile su di lui.

“Come ti senti?” gli chiesi, mentre affondavo sempre più profondamente.

Lui gemette, un suono basso e gutturale che mi fece venire i brividi. “Così bene… così pieno.” Le sue mani si muovevano lungo il mio petto, sentendo ogni contrazione muscolare mentre mi muovevo dentro di lui.

Era una sensazione incredibile, vedere come il suo corpo rispondeva ai miei movimenti. I suoi fianchi si muovevano all’unisono con i miei, cercando di intensificare la sensazione. Ogni suo gemito, ogni suo respiro, era musica per le mie orecchie.

Poi, sentii il desiderio montare dentro di me, diventando sempre più intenso con ogni spinta. “Pier, sto per sborrare,” dissi, la voce tremante per l’eccitazione.

Lui si fermò per un attimo, i suoi occhi che mi guardavano con una strana intensità. “Allora fallo, Marco. Sborra dentro di me.”

Ma io non volevo finire così. Volevo qualcosa di più, qualcosa che potesse lasciare un ricordo indelebile per entrambi. “No,” dissi, tirandomi fuori di lui. “Inginocchiati.”

Lui obbedì senza esitazione, posizionandosi di fronte a me. Le sue mani si muovevano lungo il mio cazzo, sentendo ogni dettaglio mentre io mi sfilavo il preservativo.

“Apri la bocca,” gli ordinai, sentendo il desiderio diventare quasi insopportabile.

Lui aprì la bocca, e io non esitai. La mia sborra esplose dentro di lui, calda e abbondante, mentre lui si masturbava freneticamente. I suoi gemetti si mischiavano ai miei, creando un concerto di suoni che riempiva l’aria.

E poi, all’improvviso, anche lui raggiunse l’orgasmo. La sua sborra schizzò fuori, coprendo le sue mani e parte del suo stomaco. Era uno spettacolo incredibile, vedere come il suo corpo rispondeva al piacere.

Quando tutto finì, Pier si chinò verso di me, le sue labbra che si muovevano lungo il mio cazzo, pulendo ogni goccia di sborra. “Grazie, Marco,” sussurrò, la voce piena di gratitudine.

Io lo guardai, sentendo un’ondata di affetto per quel ragazzo così giovane e vulnerabile. “Prego, Pier. È stato incredibile.”

Ci guardammo per un momento, senza bisogno di parole. E poi, lentamente, ci alzammo e ci salutammo, lasciando che il sole ci asciugasse mentre ci allontanavamo l’uno dall’altro.
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