Il cellulare di mia cognata -stotia vera 14/0
Storia vera 14/09/26
Ho sempre pensato che la distrazione di Valentina fosse una benedizione sotto mentite spoglie. Mia cognata, invece, la sua distrazione la paga cara. O forse no, considerando quello che ho scoperto.
«Marco, tesoro, ti dispiace?» mi ha chiesto mia moglie l’altra sera, porgendomi l’ennesimo smartphone di sua sorella con lo schermo ridotto a una ragnatela di crepe. «È caduto di nuovo. Sei così bravo con queste cose.»
Ho sorriso, come sempre. «Certo, amore. Domani lo porto nello studio e lo sistemo.»
Ma il mio studio, si sa, è il mio regno. Il posto dove, tra un cacciavite e un phon per lo schermo, posso esplorare i mondi digitali altrui. E il mondo di mia cognata, per me, è sempre stato un piccolo paradiso proibito. Lo ammetto: sbirciare nelle sue cartelle private mi ha sempre fatto un bell'effetto. Vederla nuda, abbronzata, libera... è una gioia per gli occhi. Anche se, a dire il vero, la vedo spesso nuda dal vivo, quando prendiamo il sole tutti e tre sulla terrazza di casa. Lei non si vergogna, e io faccio finta di nulla, nascondendo l'imbarazzo dietro un libro o un asciugamano. Perché il mio corpo è robusto, sì, ma il mio uccello... beh, è un altro discorso. Un cazzetto piccolo, per essere gentili. E la vergogna, quella sì, è ben lunga.
Dunque, ieri sera, con lo smartphone di mia cognata tra le mani e il cuore che batteva un po' più forte, ho iniziato il solito rituale. Prima il vetro, una crepa minuscola, un lavoro di precisione. Poi, con la scusa di controllare il funzionamento del touchscreen, ho aperto la galleria. Ed è lì che l'ho vista. Una cartella nuova.
L'ho aperta con un dito tremante. Dentro, una lunga lista di filmati. Il primo: lei nuda nella vasca da bagno, ripresa dalla sua amica. Il secondo: in spiaggia, durante una vacanza, anche lì senza veli. Il terzo, e qui il mio cazzetto ha dato un balzo dentro i pantaloni: lei che lecca la figa alla sua amica, con una dedizione, una lentezza, una voluttà che mi hanno lasciato senza fiato. E poi, l'inquadratura che si sposta, e sono io a guardare lei che si fa leccare, la testa abbandonata all'indietro, la bocca aperta in un gemito muto.
Ho cominciato a segarmi lì, seduto alla mia scrivania, con il telefono in una mano e l'altra nei pantaloni. È una cosa che faccio spesso, un segreto che custodisco con cura. Il mio cazzetto, in quei momenti, diventa il centro del mio universo. Lo stringo, lo accarezzo, lo faccio diventare duro come un sasso, piccolo ma pulsante, pronto a esplodere.
E sono esploso. Sborra a zampilli, sul mio stomaco, sulle dita. Un orgasmo violento, a lungo trattenuto mentre guardavo le acrobazie sessuali di mia cognata. Ho appoggiato la testa allo schienale, ansimando, e stavo già cercando un fazzoletto per pulirmi quando è successo.
Il video successivo è partito da solo.
Lei in intimo, sul letto. Un tanga di pizzo nero che spariva tra le natiche sode, un reggiseno trasparente. Ma la cosa più sconvolgente era un'altra: indossava lo strapon. Quello che io e mia moglie le avevamo regalato, per giocare con la sua nuova amichetta. Un aggeggio in silicone nero, di dimensioni decisamente più generose delle mie. E lei lo stava mettendo in bocca a un ragazzo. Un bel ragazzo, giovane, inginocchiato davanti a lei come un devoto. Lo succhiava con un'intensità che mi ha fatto male al petto. Lo prendeva fino in fondo, con gli occhi che guardavano dritto in camera, dritto dentro di me.
Il mio cazzetto, ancora sporco di sborra, ha ripreso a indurirsi. Non potevo crederci.
Poi lei ha preso il lubrificante. Ne ha spremuto una generosa quantità sul fallo di gomma e, senza alcun preavviso, lo ha spinto dentro il culo del ragazzo. Lui ha urlato. Un urlo di piacere puro, gutturale. Mia cognata ha iniziato a scoparlo con ritmo, con forza, tenendolo per i fianchi. E lui, mentre veniva inculato, si è messo a segarsi, furiosamente. La scena era di un'eccitazione insopportabile. Il potere, il controllo, la resa totale di quel bellissimo ragazzo nelle mani di lei.
Ho visto il momento esatto in cui lui ha iniziato a sborrare. Un fiotto dopo l'altro, sul pavimento, sulla sua stessa mano. E in quell'istante preciso, senza nemmeno toccarmi, sono venuto di nuovo. Un secondo orgasmo, più profondo, più viscerale, che mi ha svuotato l'anima. Un grido strozzato mi è uscito dalla gola. Il telefono è scivolato dalla mia mano sudata e un pensiero, un sospetto improvviso, si è insinuato nella mia mente.
Il video non era stato girato con l'inquadratura del ragazzo. L'angolazione era perfetta. Come se ci fosse una terza persona nella stanza.
E poi, in sottofondo, chiara e inconfondibile come una pugnalata, ho sentito la risata della sua amichetta.....
CONTINUA
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